Il Saggiatore: La cultura
Galassia Pianoforte. Una storia di compositori, interpreti e costruttori
Enzo Beacco
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 480
A.D. 1700. Bartolomeo Cristofori realizza il primo «gravicembalo col piano e col forte» nella sua bottega fiorentina. Nessuno può ancora immaginare che quel prototipo rappresenta lo stadio embrionale di una rivoluzione che scuoterà alle fondamenta il mondo della musica, dando origine allo strumento più iconico (e amato) di sempre. In "Galassia pianoforte" Enzo Beacco ci racconta di questo incredibile marchingegno musicale e dei tanti compositori, interpreti e costruttori che ne hanno scritto la storia. Un cammino lungo più di tre secoli, popolato da personaggi pionieristici e affascinanti come Domenico Scarlatti e J.S. Bach, innovatori esaltanti quali Ludwig van Beethoven, Robert Schumann e Scott Joplin, e superbi interpreti del calibro di Martha Argerich, Maurizio Pollini e Lang Lang; senza dimenticare quel microcosmo – spesso sconosciuto – di artigiani, mercanti e accordatori che rappresentano i custodi silenziosi di un’arte immortale e in perenne trasformazione. Dai bagliori dei teatri all’intimità del suono riprodotto in cuffia, dall’austerità delle sale da concerto allo scintillio del cinema, le sonorità del pianoforte hanno permeato quelle dell’intero pianeta, in un costante arricchimento di repertorio e di innovazione tecnica. "Galassia pianoforte" ci permette di orientarci in questo universo sconfinato formato da stelle fisse, astri nascenti e supernove, descrivendo i molti modi in cui questo strumento ha accompagnato – e talvolta dettato – i mutamenti di società e popoli, le mode e i gusti, come poche altre invenzioni hanno fatto prima. Un’opera fondamentale, che ci ricorda come la musica non sia una cosa astratta e impalpabile, ma l’incontro stupefacente e inimitabile di polpastrelli e avorio, muscoli e legno, orecchie e diodi; di tutto ciò che accade quando ci si siede in silenzio davanti a 88 tasti bianchi e neri.
Cavallo scosso
Kathryn Scanlan
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 200
Raccontare la storia di un’altra donna significa entrare nella sua voce, camminare nella sua pelle, scovare le sue fatiche, provare la sua vergogna. Kathryn Scanlan lo fa con una scrittura essenziale e scarna, in grado di restituire, in un soffio, il peso di una vita intera. Il corpo che abita in queste pagine è quello di Sonia, un’allenatrice di cavalli del Midwest ormai sessantenne, attraverso il racconto autobiografico di una passione smisurata e della perseveranza nell’inseguire un sogno contro ogni avversità. Quella di Sonia è un’infanzia segnata dalla miseria e dal bisogno assoluto di libertà, ma soprattutto dall’attrazione per i cavalli: le prime esperienze nei maneggi, le corse furibonde, le giornate infinite passate a nutrire, pulire e accudire gli animali. Sonia però cresce troppo e ben presto è troppo alta per fare la fantina; diventa allenatrice, e comincia allora la sua lotta per ritagliarsi un posto in un mondo dominato dagli uomini, dove nessuno sembra prenderla sul serio. Almeno finché i suoi cavalli non iniziano a vincere e a portare soldi. È un universo bizzarro, fatto di fantini dopati e bulimici, cavalli venerati come bestie sacre, scommettitori, alcolizzati, caravan fatiscenti, violenza, ma anche gioia, realizzazione, connessione umana. L’ippodromo è una famiglia, e quando qualcuno si fa male, gli altri se ne prendono cura come possono, aiutando a portare avanti la baracca. Solo che è una famiglia che nasconde insidie ovunque: è meglio tenere un coltello a portata di mano quando si va a dormire, non si sa mai. Scanlan compone questa storia come il trotto di un cavallo, secco e potente, con frammenti che emergono e scompaiono, travolgendoci in un flusso crudo e brutale. "Cavallo scosso" brilla di una levigatezza asciutta e lavorata, che restituisce un ritratto sporco dell’umano nella sua essenza più indomita. Perché se l’esistenza è definita da cosa facciamo nel mondo, inseguire una passione fino allo stremo è la strada per una vita che valga la pena di essere raccontata.
Le chiavi degli dei. 25 racconti mitologici per esplorare l'inconscio con lo yoga nidra
Cristina Bazzanella, Patrizia Casali
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 240
C’è una forza nascosta nell’inconscio che unisce ognuno di noi. È un’energia che si libera solo in quel momento tra il sonno e la veglia – il cosiddetto «sonno yogico» – al quale accediamo quando riusciamo a connetterci con le profondità del nostro essere. "Le chiavi degli dèi" ci porta a scoprire, a conoscere e a muoverci in questo stato attraverso la mitologia greco-romana e la pratica dello yoga nidra, permettendoci di trovare in esso nuova linfa per la nostra esistenza. Per aprire le porte al sonno yogico è necessario chiudere gli occhi e lasciarsi condurre dall’immaginazione, evocandola per mezzo dei racconti su cui si fonda la psiche umana: i miti. Qui, ogni protagonista – dio, ninfa o eroe che sia – è interpretato come archetipo, una forza universale che agisce su di noi a prescindere dalla forma che assume. In queste pagine, guidati da Cristina Bazzanella e Patrizia Casali, ci muoviamo tra 25 storie di metamorfosi, oltraggi, tradimenti, guerra, ma anche di amore, estasi e follia, in una narrazione che ci conduce ben oltre i confini della razionalità. Ci troviamo così a seguire Ade e Persefone negli inferi, dove le ombre rappresentano i traumi del passato che con l’aiuto di entrambi è più facile accettare; ma siamo anche in grado, per esempio con Afrodite, di riscoprire la bellezza che eravamo incapaci di vedere e, con l’ausilio di Amore e Psiche, di trovare un equilibrio tra le polarità che ci trascinano in direzioni opposte. Scritto con un linguaggio denso di immagini e simboli potenti, volto a sbloccare la serratura dello stato di incoscienza onirica, "Le chiavi degli dèi" ci guida a una comprensione più completa di noi stessi che solo attraverso il rilassamento profondo del corpo e della mente può realizzarsi.
Il teatro tiene banco. Nove drammaturgie per giovani pubblici
Davide Carnevali
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 416
"Il teatro tiene banco" raccoglie nove opere teatrali di Davide Carnevali, scritte e pensate per dialogare con le nuove generazioni. Nate all’interno dell’omonimo progetto del Piccolo Teatro dedicato alle scuole, queste storie rileggono grandi classici del teatro e della letteratura – dall’Antigone ai Promessi sposi, da Omero a Pirandello – con uno sguardo al contemporaneo per stimolare riflessioni inedite. Cosa c’entra il paladino Orlando con la violenza sulle donne? Quali fili collegano Giacomo Leopardi al cambiamento climatico? Con linguaggio semplice e diretto, Carnevali affronta drammaturgicamente i temi cruciali della nostra epoca – dalla guerra alla parità di genere, dai social media all’ecologia, dalla giustizia alla ricerca della propria identità – reinterpretando alcuni tra i personaggi più noti del nostro patrimonio culturale: se infatti la sua rilettura della Batracomiomachia ci fa riflettere sui conflitti e sul peso delle parole, la vicenda di Antigone interroga l’ingerenza del patriarcato nella società e nella politica; se da un lato lo spettacolo Sei personaggi in cerca di followers indaga i pericoli dell’identità digitale, dall’altro Le smanie per la diplomatura dà voce alle ansie e alle aspirazioni dell’adolescenza. Le riscritture di Carnevali qui raccolte raccontano la capacità del teatro di farsi «ponte» tra le epoche e le generazioni. "Il teatro tiene banco" è un invito al confronto e alla scoperta: una rivelazione letteraria di quanto possa essere «attuale» il mondo che abbiamo alle spalle.
Faldone
Vincenzo Ostuni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 800
Un faldone è una grossa cartella nella quale raccogliere scritti o documenti. Possiamo immaginarcelo chiuso da legacci di canapa, ma nessun faldone è chiuso per sempre: nuovi fogli possono esservi facilmente infilati, altri possono esserne sottratti e sparire, l’ordine si può perdere, modificare, ristabilire. A una simile idea di disposizione sempre provvisoria del materiale verbale – e, in metafora, della storia collettiva e dell’esistenza individuale – è ispirata la costruzione del Faldone, l’opera che si vuole unica di Vincenzo Ostuni, «apertissima» e indecidibile (né raccolta poetica né poema), in continuo e indefinito mutamento che qui compare per la prima volta in forma completa, per quanto completa possa dirsi un’opera per principio interminabile. Chi vi prende la parola sembra riversare in questo corpo mutante la sua intera esperienza vitale, le contraddizioni e i rovesci del nostro tempo. Nel Faldone si discute di linguaggio e paternità, di politica ed erotismo, di letteratura e di infanzia, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilità storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere formulata. Attingendo alla lezione di grandi maestri novecenteschi – Montale, Sanguineti, Pagliarani su tutti – ma anche a fonti, registri, lessici narrativi, drammaturgici, saggistici, Ostuni presenta al lettore un’opera-mondo che, battendo le mille strade della lirica occidentale – dalle più tradizionali alle più sperimentali – sembra volerle trasmutare e conservare assieme, e affidare questo antichissimo «macrogenere» alle incertezze e agli slanci del futuro.
One Health. Pensare le emergenze del pianeta
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 288
La sfida più grande del nostro tempo è la salute. Non solo quella di noi umani, ma anche quella di fauna e flora, dei mari, dell’aria, della terra; quella fisica e quella mentale. Per prenderci cura della salute di ognuno dobbiamo però moltiplicare i punti di vista. L’approccio One Health, ufficializzato nel 2017 dall’OMS, si basa sull’integrazione di discipline diverse, sul superamento della frammentazione dei saperi e sul riconoscimento che la salute umana, quella animale e quella dell’ecosistema sono legate indissolubilmente. Questo volume, curato da Vittorio Lingiardi e Isabella Saggio, ci permette di conoscere il paradigma One Health attraverso i contributi di diversi studiosi, scienziati e intellettuali: dalla lezione di David Quammen, che mostra il legame tra deforestazione, allevamenti intensivi ed epidemie, alle riflessioni di Paolo Giordano sulle ferite che i conflitti lasciano sui corpi, le città e gli ecosistemi; dalle parole di Stefano Boeri su quanto sia necessario riprogettare gli spazi urbani per combattere riscaldamento globale e disuguaglianze, all’appello di Giovanna Melandri a trasformare l’economia, l’impresa e la finanza in agenti generativi di valore. "One Health" ci invita ad abbracciare la complessità del mondo, a trasformare ogni gesto in cura, a partecipare attivamente alla costruzione di un mondo più equo e sostenibile, perché la Terra chiede aiuto e noi forse siamo ancora in tempo per riscriverne il futuro.
L'Italia di carta. Viaggio tra le pagine che hanno raccontato il nostro paese
Antonio Canu
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 336
Dalle Dolomiti di Dino Buzzati alle Cinque Terre di Eugenio Montale, passando per la Sardegna di Grazia Deledda e la Maremma amata da Italo Calvino: Antonio Canu ci conduce in un viaggio attraverso l’Italia tra i luoghi che hanno ispirato scrittori, poeti e intellettuali di ogni epoca. Un racconto fatto di passi, sguardi e parole che è anche una riflessione sui molti modi in cui quei territori sono cambiati nel tempo. Che cos’è un paesaggio? Uno spazio oggettivo, descrivibile in modo univoco e preciso o qualcosa che muta e si trasforma al mutare delle nostre emozioni e delle esperienze che l’hanno abitato? Per Antonio Canu non si può descrivere un territorio senza tener conto dell’intreccio tra l’opera della natura e l’intervento, diretto e indiretto, dell’essere umano. Con l’occhio del naturalista e la curiosità del lettore, Canu percorre valli, città, laghi, mari e montagne d'Italia lasciandosi guidare dai pensieri e dalle voci degli autori che quei luoghi li hanno visitati, amati e immortalati nei loro scritti. Ecco che allora, come in un Grand Tour, vediamo apparire la Marsica illuminata dai racconti di Natalia Ginzburg e di Carlo Emilio Gadda. Ecco il Gargano cui tanti reportage dedicò Anna Maria Ortese. Ecco laggiù la Campagna romana, con i suoi pini a ombrello che affascinarono Virginia Woolf. Ecco la costa del Cilento animata dai versi di Ungaretti, così simile e così distante dal Po romantico di Gianni Celati. L’Italia di carta ci fa riscoprire il nostro paese sotto forma di una grande opera letteraria, composta di bellezza, storia e qualche stranezza: un immaginario inesauribile, che chiede continuamente di essere conosciuto e rivissuto, ma non smette mai di ricordarci che ha anche bisogno di essere protetto e custodito.
Il cielo stellato sopra di noi. Storia dell’umanità senza gli astri
Roberto Trotta
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 456
“Il cielo stellato sopra di noi” ci rivela i molti modi in cui nei secoli l’osservazione e lo studio del firmamento hanno plasmato l’umanità. Che cosa saremmo oggi infatti se fossimo da sempre vissuti in un universo senza stelle? Il cosmologo Roberto Trotta risponde a questa domanda immaginando una controstoria dell’umanità su di un pianeta ricoperto da nubi che impediscono la vista della volta celeste. Da quando gli esseri umani esistono, le stelle sono sempre state lassù a lasciarsi ammirare, a ispirarci e a vegliare sui nostri sogni. Sono state i nostri navigatori, le nostre muse, perfino i nostri dèi: i sumeri scorgevano in Orione un ritratto dell’eroe mitologico Gilgamesh, gli antichi egizi scandivano il tempo sul passaggio di dodici stelle, mentre per i greci la comparsa delle Pleiadi nei cieli primaverili segnava l’inizio della stagione delle navigazioni. Prima di prendere decisioni, re e sacerdoti dell'antichità consultavano gli astri, ed è stato solo studiandoli ed esaminandoli che filosofi e dotti hanno dato vita alla rivoluzione scientifica e al pensiero moderno. Se è vero però che grazie all’astronomia lo spazio ci appare ogni giorno meno misterioso, è anche vero che abbiamo parallelamente perso l’intimità che i nostri antenati avevano con il firmamento, smarrendo una parte importante della nostra identità. Trotta compone un racconto scientifico e culturale delle interconnessioni tra astri e civiltà, invitandoci a guardare al nostro passato da un punto di vista inedito: quello della volta celeste. Un percorso che attraversa l’arte e la letteratura, la religione e la fisica, perché è nell'esplorazione dei meandri dell’animo umano che possiamo comprendere quanto in realtà le stelle ci sono vicine.
Jazz, architetture di un azzardo. Riflessioni, vita, musiche
Claudio Fasoli
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 200
Sassofonista, compositore, insegnante, curatore di festival, Claudio Fasoli è uno dei maggiori jazzisti italiani del panorama contemporaneo. Jazz, architetture di un azzardo raccoglie la summa della sua lunga esperienza sotto forma di un fitto intreccio di ricordi e riflessioni. Libro ibrido, assieme ritratto, manuale e racconto storico, in queste pagine Fasoli ripercorre frammenti di vita alternandoli a pensieri sulla musica del Novecento, sull’arte della performance, sulla tecnica strumentale: gli anni di Perigeo – storico ensemble di jazz-rock che riuniva i più raffinati strumentisti e compositori italiani attivi negli anni settanta – e le collaborazioni internazionali con artisti del calibro di Kenny Wheeler, Lee Konitz e Dave Holland, le sperimentazioni sui sentieri della fusion e le contaminazioni tra il jazz e altre musiche – dal barocco alle culture extraeuropee. Appunto dopo appunto, l’esperienza di Fasoli si dipana in un ragionamento sul significato profondo del «fare musica» insieme, tra incontri e concerti, insegnamenti ricevuti e insegnamenti offerti. Una pratica fatta di architetture sofisticate e azzardi, in cui ci si deve saper scambiare velocemente e telepaticamente le idee ma si deve anche saper fare spazio al silenzio; e dove bisogna stare al comando della situazione rimanendo sempre pronti ad accogliere quell’imprevisto che nemmeno il più nutrito bagaglio di conoscenze può evitare e che è alla base della scoperta del «nuovo». Questo, sembra dirci Fasoli, è il grande insegnamento del jazz: essere sempre disposti a perseguire e creare l’inatteso, nella musica, e forse anche nella vita.
Conferenze brasiliane
Franco Basaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 304
“Conferenze brasiliane” raccoglie gli interventi tenuti da Franco Basaglia in Brasile l’anno prima della sua scomparsa. In questa sorta di testamento intellettuale, Basaglia riflette pubblicamente sul significato complessivo dell’impresa che ha attraversato la sua vita, discute le proprie idee e il proprio approccio alla malattia mentale e analizza retrospettivamente i passaggi che hanno portato alla riforma del sistema di cura psichiatrica. Quando, tra il giugno e il novembre del 1979, Franco Basaglia si reca a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte per dialogare con studenti, professori, medici, psicoterapeuti e sindacalisti, la realtà che lo circonda è in una fase di grande mutamento: il mondo è ancora diviso in blocchi, ma l’onda degli anni sessanta ha già prodotto trasformazioni storiche significative, tra cui, in Italia, l’introduzione del divorzio, la regolamentazione dell’aborto, l’istituzione del Servizio sanitario nazionale e l’approvazione della «legge 180», che ha chiuso gli ospedali psichiatrici e istituito i servizi di salute mentale. In questi incontri il medico parla di una società che deve imparare a prendersi cura di ciascuna persona e di una psichiatria che deve uscire dagli ospedali ed entrare nella vita delle persone, per «essere nel mondo» concretamente. Nel confronto complice e critico con il pubblico, Basaglia illustra come il cambiamento debba iniziare da ognuno di noi: come sia necessario affrontare la contraddizione dei rapporti con l’altro, dare valenza positiva al conflitto, alla crisi, all’indebolirsi dei ruoli e delle identità; perché solo così le difficoltà potranno diventare occasioni di crescita per se stessi e per la società. Le parole di Basaglia sono un appello che giunge intatto anche a noi. Questo libro non rappresenta infatti solo una testimonianza storica, ma è un invito a riscoprire un pensiero che sfida ancora oggi le convenzioni e i soprusi, spingendoci a costruire un mondo più giusto e inclusivo.
Critica della ragione dialettica. Teoria degli insiemi pratici
Jean-Paul Sartre
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 492
La “Critica della ragione dialettica” è il monumentale progetto filosofico cui Sartre si dedicò nel periodo della maturità: una riflessione sui rapporti fra struttura e libertà, individuo e storia, determinismo e prassi che ha anticipato le rivoluzioni sociali e culturali del Sessantotto e dei decenni successivi. È il 1960 quando Jean-Paul Sartre dà alle stampe per Gallimard Critica della ragione dialettica. Ha aderito da qualche anno al marxismo e quel progetto è il suo tentativo di sviluppare una filosofia in cui esso dialoghi con le tesi esistenzialiste che aveva propugnato con successo nel dopoguerra. Per Sartre lo sbocco di questo connubio dovrebbe condurre in direzioni «altre» rispetto sia al modello dell’Unione Sovietica di Stalin sia allo sviluppo capitalistico statunitense, e portare a rapporti umani nuovi. Il risultato è un approccio interdisciplinare in cui convivono la psicoanalisi e la sociologia, l’economia e la storia, e in cui il soggetto non è più abbandonato alla solitudine dell’individualismo, ma può diventare motore attivo e consapevole del cambiamento della società. In questa riedizione, che accoglie il celebre saggio «Questioni di metodo», il capolavoro della filosofia di Jean-Paul Sartre torna a interrogarci con la sua profondità. Esercizio teorico di ambiziosa portata, questo volume è il tentativo di strutturare e normare il complesso sistema di leggi che regolano il pensiero marxista ed esistenzialista contemporaneo, nella prospettiva di tenere insieme filosofia e politica per dare vita a una radicale trasformazione dell’esistenza dei singoli e della realtà collettiva. Prefazione di Raoul Kirchmayr.
Uccidere la Natura. Come l'umanità distrugge e salva l'ambiente
Stefania Divertito
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 224
La Natura non muore in silenzio: ogni fiume avvelenato, ogni foresta distrutta, ogni costa devastata è un grido che reclama giustizia. "Uccidere la Natura" di Stefania Divertito racconta questo «ecocidio», le ferite invisibili, presenti in tutto il mondo, e tristemente ignorate, e ci invita a vedere l'ambiente non solo come una risorsa, ma come un essere vivente degno dei suoi diritti. In Colombia, il fiume Atrato, avvelenato dalle attività minerarie illegali, è stato riconosciuto come «soggetto di diritti», un'entità che richiede tutele giuridiche, grazie alla lotta delle comunità indigene che dipendono dalle sue acque per la sopravvivenza. In Nuova Zelanda, il fiume Whanganui, considerato sacro dai maori, ha ottenuto la stessa dignità giuridica, diventando una delle prime realtà naturali al mondo a ricevere protezione legale. Il reato internazionale di ecocidio può quindi essere uno strumento per ristabilire giustizia. "Uccidere la Natura" è un racconto che sfida l’idea di progresso basata sullo sfruttamento illimitato delle risorse. Riconoscere la Natura come un essere vivente implica riscrivere il nostro rapporto con essa, immaginando un futuro in cui la Terra non conosca più vittime silenziose, ma diventi un luogo in cui vita e giustizia possano finalmente coincidere.

