La Vita Felice: Labirinti
Rosario. Testo russo a fronte
Anna Achmàtova
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 128
Il secondo libro di poesie di Anna Achmàtova, Rosario, fu pubblicato nel maggio del 1914, poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale. In questa raccolta, l’autrice prosegue il filone inaugurato con Sera: tensione psicologica, laconismo, osservazioni precise, rifiuto della musicalità tradizionale del verso, preferenza per un linguaggio colloquiale. Achmàtova mette a nudo la propria anima. Tutta l’acutezza e la tensione dei sentimenti, senza metafore elaborate, un linguaggio semplice e informale trovano rapidamente un’eco nei cuori di chi legge: lettrici e lettori ritrovano nei suoi versi penetranti i propri sentimenti, i propri pensieri, le risposte alle domande più angoscianti. E la sua espressiva laconicità, la scelta dei dettagli, e la profondità delle esperienze psicologiche continuano a non lasciare indifferenti.
Tutti gli haiku. Testo giapponese a fronte
Matsuo Bashô
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 560
Bashō è lo scrittore giapponese più famoso di tutti i tempi. Era già rinomato mentre era in vita, tanto che dovunque andasse gruppi di poeti si formavano per poter studiare con lui e diventare suoi seguaci. Capitava addirittura che, in cambio della loro ospitalità, gli chiedessero di essere ripagati con un componimento. Alla sua morte, avvenuta nel 1694, il seguito di Bashō contava più di settanta discepoli e circa duemila associati, che ne avevano abbracciato gli insegnamenti. Nel centesimo anniversario della morte, le autorità religiose shintoiste lo onorarono canonizzandolo come divinità, e tredici anni dopo anche la corte imperiale gli conferì un titolo simile. È inoltre il solo e unico poeta a essere stato nominato haisei, “il poeta di haiku per eccellenza”. In questa nostra edizione raccogliamo 1012 componimenti che rappresentano la sua eredità.
Tristia. Testo originale a fronte
Osip Mandel'štam
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 176
"Il campo indagato dal poeta in questa raccolta è vastissimo ed eterogeneo, e va da (per fare un esempio) «un po’ di calda cacatura di gallina» a «tutti hanno davanti il sacro calice ». Anzi, mi sembra che la chiave stia proprio qui: nel passare da temi esistenziali in senso quotidiano a temi esistenziali in senso filosofico. Cercare il senso della vita porta all’infelicità e alla follia, finisce per essere patologico, e forse quel poco di consolazione l’intellettuale la trova nel pane che lievita, in cose che succedono grazie a persone che non si pongono problemi filosofici, ma semplicemente vivono, sopravvivono. Il senso della vita è nel dettaglio concreto dell’esistenza, o meglio, il dettaglio concreto dell’esistenza ci distrae dalla ricerca esistenziale, che vista in questa prospettiva sembra un’attività da viziati, da metropolitani che hanno perso qualsiasi contatto con la realtà biologica." (dall’introduzione di Bruno Osimo)
Città. Testo russo a fronte
Aleksandr Blok
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 168
Ciclo di poesie scritte tra il 1904 e il 1908, Città – Górod in originale – esprime appieno l’atmosfera simbolista che dominava il panorama letterario russo di quegli anni. Blok costruisce una vera e propria visione mistica della vita sui vari simboli che si susseguono in questa raccolta: la prostituta, l’uomo in camera con lei, gli abitanti della città che si risvegliano in un mattino grigio. Poi ancora le bettole di quart’ordine, le fabbriche e i loro fumi, che non sono mai tossici, ma anch’essi mistici, «funzionali a occultare e mostrare», e dai quali emergono due figure femminili: la “Donna invisibile” e la “Donna inconoscibile” (Nevidìmka e Neznakómka), la donna che non può essere vista e quella che non può essere conosciuta. Sta al poeta cogliere i segni che la città, «dotata di un suo metabolismo autonomo come essere vivente a sé stante, gli offre per accedere alla dimensione meno appariscente». E tra voile e piume di struzzo, tra atmosfere evanescenti e corpi impalpabili, non si è neanche più sicuri di ciò che è reale e ciò che è solo visione poetica.
A chi do il mio cuore affaticato? Testo spagnolo a fronte
Mariluz Escribano Pueo
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 168
«Mariluz Escribano è stata chiaramente una vinta perché il suo discorso comporta il riscatto della memoria dei morti, il mettere per iscritto la verità vulnerata, la sofferenza delle famiglie delle vittime, il dolore immarcescibile di coloro che persero tutto, di coloro che, come lei, non mangiarono pane di padre "per colpa della guerra". Ma non è questa l’unica discriminazione, perché essere donna scrittrice durante il periodo democratico in cui “ufficialmente” viene rispettata da parte dei colleghi maschi segrega lei e molte altre ancora di più. Quelle che presero la penna e la parola per raccontare la loro verità erano delle intruse e come tali vennero trattate. [...] E così furono silenziate molte scrittrici senza le quali è impossibile comprendere la realtà eterodossa della letteratura spagnola. Una di loro, di quelle imprescindibili, si chiama Mariluz Escribano» (dall’introduzione di Remedios Sánchez García)
Opera poetica. Testo portoghese a fronte
Mário de Sá-Carneiro
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 240
"C’è, nei versi di questo giovane poeta, una disperazione lancinante, a tratti atroce, sempre in qualche modo colta e trattenuta sulla soglia del lamento, una disperazione non certo rassegnata o negata, che però si osserva e, osservandosi, trova il modo di dosare se stessa, di rifrangersi in mille immagini, di mostrarsi dimessa o parata a festa, di muoversi elegante e drammatica, di disperdersi per permeare di sé tutti gli angoli di una vita e negare ogni possibile illusione o speranza. [...] È inquieto, Sá-Carneiro, «inabissato nelle ansie», smarrito nel suo labirinto interiore, senza oggi né domani, incapace di provare nostalgia per il proprio passato, ma solo per ciò che non è stato («Ah, quanta nostalgia/ dei sogni che non ho sognato...!»), che sente avvicinarsi la propria morte – la dispersione totale – e prova pena per se stesso, così privo di legami o di passi da seguire da cercare continuamente nella poesia le parole che, uniche, possano realmente dire il dolore, donandogli almeno una sicurezza di esistenza." (Dalla Nota introduttiva)
Il quaderno Sengopoulos. Alessandria 1896-1910. Testo greco a fronte
Konstantinos Kavafis
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 112
Nel cosiddetto "Quaderno Sengopoulos" sono raccolte ventidue poesie, scritte tra il 1896 e il 1910. Furono pubblicate ad Atene nel 1968 in fototipia, autografe del Poeta. Ci colpisce ed emoziona poter scorrere oggi questo testo, di cui viene anche qui riprodotto l’autografo, seguendo l’andamento della sua stessa mano: una scrittura regolare ed elegante, senza incertezze, i tratti fluidi, gli a capo dei versi, i titoli sottolineati, i fine pagina, gli spazi bianchi e i margini del foglio, una vera calli-grafia (“bella scrittura”). Kavafis pubblicò la sua prima poesia nel 1886 nella rivista «Esperos» di Lipsia, ma perlopiù stampava i suoi versi in proprio sui famosi “fogli volanti” o in piccole plaquette impaginate cronologicamente che distribuiva agli amici. Tra il 1919 e il 1932 sono stati contati settanta di questi “fogli volanti”. Il corpus delle poesie riconosciuto dall’autore ne comprende centocinquantaquattro, che formano il canone poetico. In una recente recensione alla traduzione in inglese di tutta l’opera di Kavafis su «The Spectator», il poeta viene indicato come «The Last of the Greeks»; se non l’ultimo, tuttavia Kavafis può essere definito “l’irraggiungibile”. Introduzione di Isabella Vincentini.
Verste. Poesie 1916-1920. Testo russo a fronte
Marina Cvetaeva
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 332
Pubblicate per la prima volta in due tempi, a Mosca nel 1921 dalla casa editrice Kostrý, e l’anno successivo, con lo stesso titolo, dalla Gosudàrstvennoe izdàtel’stvo (Gosizdat), le poesie di queste due edizioni vengono qui riunite in un unico volume e riproposte secondo l’ordine cronologico di composizione. La presente traduzione, abbandonata a priori l’idea di ricreare le rime, è stata condotta in modo da mantenere gli accenti sulle stesse sillabe dell’originale: è infatti il ritmo l’elemento caratterizzante di questi versi. La poesia della Cvetàeva combina gusto eccentrico a un rigoroso uso della lingua, che non di rado sfiora il metaforico e il paradossale. Se durante la prima fase creativa risentì dell’influenza di Majakovskij, più avanti Cvetàeva si accostò alla poetica dei romantici tedeschi, a Pasternak e all’animo poetico di Puskin.
Lo stato delle cose con Nota su «États de chose» e «La corda dell’oblio». Testo francese a fronte
Habib Tengour
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 117
"'États de chose' di Habib Tengour – scritto nel 2014 – raccoglie a distanza visioni, incubi, perdite private e dettagli di assenze pubbliche... degli anni ’90 in Algeria. [...] In questa raccolta l’enorme lavoro del poeta algerino è stato proprio quello di disegnare lo spazio dell’etica collettiva disfatto e muto, attraverso parole affilate dalla lama del dolore individuale, del vuoto, della perdita." (da Note su 'États de chose'). "Questa raccolta bilingue di Habib Tengour è il frutto dell’ultimo lavoro di Egi Volterrani come traduttore letterario [...]. L’idea di traduzione che perseguiva e che ci lascia consta di cura e tempo. La cura di semi e parole richiede la stessa attitudine, la stessa capacità di pensare in termini di metamorfosi. Immaginare la distanza necessaria per permettere lo sviluppo di ogni singola piantina è uguale a seminare parole in spazi ariosi del foglio perché attecchiscano versi nell’altra lingua." (da 'La corda dell’oblio')
Poesie. Testo inglese a fronte
Edgar Allan Poe
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 276
Le poesie di Poe presentano al lettore un mondo buio, scuro, arcano, composto da personaggi solitari in ambientazioni spettrali. L’inquietudine della condizione umana e le tensioni dell’animo si celano dietro a immagini e suggestioni gotiche e romantiche, rappresentando metaforicamente le tensioni della vita del suo tempo. Scritte con grande abilità stilistica e con una profonda allusività, le poesie offrono stupefacenti intrecci strofici e metrici e una musicalità fluida che si dilata e giunge fino ai giorni nostri. In appendice la versione francese di Stéphane Mallarmé.
Rime amorose
Torquato Accetto
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 212
Pubblicate nella prima edizione del 1621, «nuovamente corretta» e riproposta nel 1626 come «parte prima» di una seconda raccolta, le rime amorose di Accetto troveranno poi sistemazione definitiva nell’edizione del 1638. Lo schema che egli segue è quello petrarchesco: dall’innamoramento iniziale si passa alla «crudeltà» della donna che lo rifiuta, alla sua scomparsa prematura e successiva elevazione quale ispiratrice dell’amore per Dio. Tuttavia Accetto non ripete in maniera monotona gli argomenti della tradizione, ma li rivisita, descrivendo gli attributi femminili sotto una luce più sensuale e dinamica, in una reiterazione quasi ossessiva dei temi degli occhi, della fronte, della mano, della bocca, del petto. La donna amata è luce, è Sole, è Amore, ma anche la causa del suo patimento, «gentil volto e cor ingrato», è insieme «dono e donatrice», «non men la morte che la vita mia», e ciò rende il poeta «servo infelice, amante a pianger nato».
Sera. Testo russo a fronte
Anna Achmàtova
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2023
pagine: 144
Con la raccolta "Sera", prima sua pubblicazione, nel 1912, Anna Achmàtova otterrà un successo straordinario e inatteso: lo stile è essenziale, diretto, manca qualsiasi forma di simbolismo e di metafisica, la realtà e la vita vengono raccontate così come sono. Fin dall’inizio punta sull’economia espressiva, ma le parole sono potenti: sono parole di tutti i giorni che parlano in modo innovativo di amore, abbandono, desiderio. La differenza la fa lei, Anna Achmàtova nata Gorenko, che è originale, unica, inclassificabile o ancora, secondo Brodskij, «uno di quei poeti che semplicemente “avvengono”», che sbarcano nel mondo con uno stile già costruito e una loro sensibilità unica. Arrivò attrezzata di tutto punto e «non somigliò mai a nessuno».

