Logos: Fumetti
Labirinti
Jerry Kramsky
Libro: Copertina morbida
editore: Logos
anno edizione: 2021
pagine: 132
A un anno dalla riedizione del Signor Spartaco, ritroviamo un giovane Spartaco in cammino insieme allo zio, l'ingegnere Dortles, su sentieri di alta montagna. Il luogo che attraversano è misterioso e affascinante: si dice infatti che sulle guglie si impiglino i sogni e che in certi punti si possa sentire l'oscurità scorrere. Al calar della notte, i due viaggiatori fanno una sosta e, mentre Spartaco dorme, lo zio si avvede di alcune ombre e le segue imboccando un sentiero che lo conduce fino a scoprire le antiche creature delle creste di cui parlano le leggende della montagna. Incantato, rimane a guardarle mentre oscillano muovendo lunghe pertiche con cui, lentamente, raccolgono i sogni. A un tratto scivola sul terreno friabile provocando una frana che fa fuggire le strane creature nella loro caverna. Raggiunta da un masso aguzzo, una di loro cade morta e l'ingegnere Dortles le si avvicina, notando tra le sue dita un oggetto variopinto: è una scatola contenente i colori del sogno, che porta al nipote affinché ricominci a dipingere. Con questi pastelli, luminosi e malinconici al tempo stesso, Spartaco inizia a creare i racconti delle nuvole e, terminata la scatola, scova in un bugigattolo alcune vernici sbalorditive con cui prosegue il lavoro fino a completare un libro. Questo libro si intitola "Labirinti". La sfida, qui, per Mattotti, consiste nell'utilizzare un colore pittorico e volumetrico per trasfigurare la realtà fino a sondare gli abissi dell'animo umano, dando forma narrativa a ciò che sembra impossibile da raccontare: la contemplazione, il cambiamento delle nuvole, l'aria, il colore, la vertigine che si avverte in cima a un serbatoio, tutte cose che non generano azione ma tracciano piuttosto degli itinerari interiori. Itinerari che l'artista percorre insieme a Jerry Kramsky (al secolo Fabrizio Ostani), con il quale crea un sodalizio che prosegue e si affina da oltre quarant'anni con esiti di perfetto equilibrio tra disegno e pittura. Come si legge nel primo episodio, "Spartaco in valvolandia", l'arte evocativa può esprimersi attraverso disegni teneri e delicati ma anche vere e proprie essenze da incubo. Si passa così dalle sette sfumature del bianco delle terre degli Inuit in "Santi Numi" ai colori cupi e alle geometrie futuriste di "I minatori" e "Contagio pericoloso", dalla levità delle figure e dei colori freddi di "Lettere dall'ultimo confine" e "L'eleganza interiore" agli esseri fantastici di "Spartaco apprendista sognatore". Pagina dopo pagina, la narrazione prende corpo attraverso immagini astratte: una cometa rossa che attraversa il cielo notturno, nuvole impetuose che si fondono con le chiome degli alberi, stormi di uccelli neri che sorvolano città metafisiche. Sequenze che producono un effetto drammaturgico invitando il lettore a lasciarsi trasportare dall'immaginazione. Pubblicato per la prima volta in Francia da Albin Michel nel 1988, Labirinti viene oggi riproposto da #logosedizioni come settimo volume della serie dedicata al Mattotti fumettista. In questa nuova edizione, l'opera originale viene riproposta insieme a svariati materiali aggiuntivi, per la maggior parte inediti: le quattro storie Nocturne, Capriccci, Il Santo Coccodrillo e Ahum!, alcuni schizzi preliminari e l'approfondita prefazione di Enrico Fornaroli, studioso di fumetti e letteratura per l'infanzia e docente presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
La zona fatua
Jerry Kramsky
Libro: Copertina morbida
editore: Logos
anno edizione: 2019
pagine: 96
In un paesaggio indefinito, dominato da un cielo plumbeo che grava su un prato sconvolto dal vento, due piccoli pupazzi di gomma accolgono il protagonista della storia, un uomo con il volto segnato da una macchia rossa che a volte avvampa bruciandogli la pelle. Un marchio di tristezza secondo Zafran, il sinistro pescatore di pesci cervo, oppure di nostalgia, come pensa una donna dolcissima e sensuale dai capelli corvini e l'abito rosso. L'uomo ha corso per tutta la notte fino a ritrovarsi in quella "zona fatua della coscienza in cui il mondo è solo un riverbero del nostro sonno" e sono Fritz e Hans, i due pupazzi di gomma, a dargli un nome: Sottovoce. Con loro l'uomo inizierà a esplorare la Zona, un luogo indefinito, un territorio fantasma dove il vento onnipresente piega gli alberi e i fili d'erba, increspa il mare, spalanca le finestre. Il vento mette in tensione un paesaggio che sembra sempre sul punto di dissolversi, così come l'uomo, costantemente assediato dal desiderio di scomparire, addormentandosi nella terra, immergendosi nell'acqua, sparendo nell'aria. Nella Zona, il malinconico viaggiatore - uno degli emarginati che da sempre affascinano Mattotti - si muove in uno scenario onirico popolato da creature surreali, in cui affiorano di volta in volta i suoi ricordi: la lettura di un giornaletto, un pupazzo che da piccolo aveva gettato via, i dischi che ascoltava e il parco che amava visitare. Il mondo da cui voleva fuggire si ripresenta: rivede il laboratorio dove si effettuavano ricerche sulla sua macchia, ricorda i giochi nell'acqua con il fratello, si ritrova nella casa dell'infanzia a guardare con tenerezza la madre addormentata. Su ogni vicenda grava il senso della perdita di sé, temuta e agognata al tempo stesso, finché arriva per lui una risposta e la macchia sul volto si riassorbe.
Caboto
Jorge Zentner
Libro: Libro in brossura
editore: Logos
anno edizione: 2018
pagine: 96
Caboto? Cabot? Gavotto? Caputo? Gaeta? Di colui che fu Piloto Mayor del Regno di Castiglia per trent’anni e a cui si attribuisce il merito di aver tracciato il primo mappamondo non sappiamo con certezza neppure il nome. Di sicuro l’uomo noto ai più come Sebastiano Caboto nacque a Venezia, figlio dell’esploratore Giovanni Caboto, intorno agli anni 1477–1484, fu presto condotto in Inghilterra e tra questa e la Spagna divise per tutta la vita i suoi servigi di cartografo ed esploratore. Alcuni dicono che fu un ciarlatano, bugiardo e intrigante. Fin da quando Jorge Zentner iniziò a lavorare al testo, gli fu subito chiaro che il “racconto storico” al quale si accingeva in realtà non poteva che essere un “racconto del mistero”. Scrivere una biografia era impossibile: sarebbe stato come tentare di navigare per mari ignoti con l’ausilio di poche mappe incomplete e imprecise. Ma della mancanza di testimonianze certe e coerenti, l’autore e l’artista decisero di avvantaggiarsi, scegliendo di porre proprio il mistero al centro della loro opera. Le riflessioni sulla possibilità di narrare questa storia prendono così corpo nel lento monologo del narratore alle prese con una biografia ricca di lacune, le stesse delle carte geografiche di fine XV secolo, in cui vastissime zone inesplorate erano ancora bianche o contrassegnate da un punto di domanda. Rendendoci partecipi del proprio flusso di coscienza, il narratore cerca di addentrarsi nell’oscurità della mente di Caboto e dei suoi uomini e al contempo si interroga sulla difficoltà di un racconto che richiede di compiere delle scelte, orientarsi tra fonti contraddittorie, tessere insieme le fibre di innumerevoli destini personali, senza alcuna certezza del confine tra la verità storica e la propria immaginazione. L’avventura intorno alla quale ruota il libro cominciò il 3 aprile del 1526, a Sanlúcar de Barrameda, con l’obiettivo di trovare un passaggio verso le Molucche, verso il territorio delle spezie. Le navi arrivarono alla costa del Brasile, all’altezza del Pernambuco, e qui Caboto riunì gli ufficiali della spedizione comunicando un cambiamento nei piani: voleva entrare, per esplorarlo, nel Río de la Plata. I motivi del cambio di rotta sono ignoti: alcuni parlano di un incidente di navigazione, altri di patti segreti con Re Carlo I, altri ancora vi leggono la febbre dell’ambizione economica, alimentata dai racconti di chi era sopravvissuto alle precedenti spedizioni. Ma, al di là della vicenda, a emergere da queste pagine è soprattutto il carattere forte ed enigmatico di Caboto, emblema di una civiltà imperialista e al tempo stesso novello Ulisse dantesco, incarnazione dell’ambizione e della sete di conoscenza. Le tavole, realizzate con pastelli e matite colorate, si richiamano ai dipinti del Cinquecento e del Seicento (in particolare, quelli di Caravaggio e Velázquez) e a opere cinematografiche come Aguirre, furore di Dio di Werner Herzog. In alcune immagini Mattotti integra fotocopie a colori di documenti storici, ritoccate in modo da ricreare l’aspetto polveroso degli antichi manoscritti. Dominano immensi paesaggi con una prevalenza di tonalità scure, che ci invitano a far saltare ogni punto di riferimento per addentrarci nel cuore di tenebra, abbandonarci a un viaggio senza ritorno verso l’ignoto. Prima opera di Mattotti a tema storico, Caboto è stato originariamente realizzato su commissione dell’editore spagnolo Planeta per il cinquecentenario della scoperta dell’America. Apparso in traduzione italiana nel 1997 per l’editore Hazard, il libro è oggi ripubblicato come terza tappa di un progetto editoriale che ripercorre l’evoluzione artistica del Lorenzo Mattotti fumettista.
Stigmate
Claudio Piersanti
Libro: Copertina morbida
editore: Logos
anno edizione: 2018
pagine: 200
Quarantun anni, orfano, forte bevitore, occupato saltuariamente, si mantiene facendo il barista e vendendo sottobanco sigarette di contrabbando. È questo, per sommi capi, il ritratto dell'anonimo uomo che un giorno riceve in sogno una strana rivelazione e si risveglia sanguinando dalle palme delle mani. Un balordo collerico puzzolente di alcol, senza un preciso scopo nella vita, sembrerebbe l'ultima persona al mondo meritevole di ricevere le ferite dei santi. Lui stesso si ribella quando qualcuno parla di stigmate, i medici sono convinti che si ferisca da solo, i clienti del bar si lamentano delle macchie che lascia sui bicchieri, il suo datore di lavoro lo considera malato e lo guarda con raccapriccio. In compenso, i vicini di casa vanno a omaggiarlo in processione con santini e ceri votivi. ""Quale sarà il disegno di Dio, in tutto questo?" si domanda il lettore fin dall'inizio, e se lo chiede anche il protagonista dopo che l'inspiegabile "miracolo" lo ha portato alla rovina. A causa di questo "dono", infatti, finisce per perdere il lavoro e la sua casa viene distrutta dal fuoco delle candele offerte dai suoi adoratori. "Siamo robaccia destinata a marcire" mormora l'uomo, sconfitto, crollando lungo la strada. Una sentenza di condanna che alla fine verrà ribaltata. Stigmate è una sorta di mistero medievale ambientato in un contemporaneo contesto urbano che appare via via più minaccioso, degradato e terribile, popolato da una serie di figure marginali, tra cui individui rapaci, disonesti e violenti ma anche creature fragili e sventurate. In perfetto connubio con il testo poetico e aspro di Claudio Piersanti, la vicenda prende corpo nelle illustrazioni in bianco e nero di Mattotti, qui quanto mai materiche, sporche, realizzate mediante tratti nervosi di pennino che portano il nero a emergere con forza, spesso con furia, dalla pagina bianca, come grovigli di linee da cui, anticipando lo stile di Hansel & Gretel e Oltremai, affiorano figure, volti, paesaggi. Una storia intrisa di religiosità, in cui l'esistenza di un uomo, dalla caduta alla rinascita, passando per una felicità temporanea tragicamente perduta, assurge a moderna parabola sul valore di ogni essere umano. Una parabola che insegna come, toccando il fondo del proprio personale inferno, a chiunque sia dato risollevarsi fino alla salvezza, anche agli individui che vivono ai margini della società - evangelicamente, gli ultimi destinati a essere i primi. "Stigmate" viene oggi ripubblicato come seconda tappa di un percorso editoriale che ripropone in una nuova veste l'evoluzione artistica del Lorenzo Mattotti fumettista.
L'uomo alla finestra
Lorenzo Mattotti
Libro: Copertina morbida
editore: Logos
anno edizione: 2018
pagine: 176
Un romanzo fatto di parole e immagini in bianco e nero che appaiono evanescenti ed evocative, creano spazi da riempire. Protagonista della storia è uno scultore con gli occhi "morbidi" e una personalità sfuggente; dalla sua finestra sui tetti osserva il piccolo universo della città in trasformazione immaginando altre luci e lontane quotidianità. La sua vita si intreccia a quella di una serie di personaggi che gli offrono l'occasione di pensare e di ripensarsi. Tra questi spiccano tre figure femminili: Irene, la ex moglie a cui è legato da un rapporto tenero e irrisolto; Aurora, un incontro casuale culminante in un momento di passione; la botanica Miriade che si dedica alla sua serra in attesa di ricevere le piante che l'amato le invia dai suoi viaggi. Tra i personaggi maschili, l'amico filosofo costretto in un letto di ospedale, lo "squarciatore" che non riuscendo a sostenere l'impatto delle opere d'arte prova l'impulso di distruggerle, il professore che per viltà si sottrae all'affetto di Miriade. L'esplorazione di queste relazioni si sviluppa fianco a fianco con il tema della creazione artistica che, al pari dei rapporti umani, non serve a "far nascere ancora solidità o altre sicurezze, ma perché più cose si sfiorino, e sfregandosi appena creino altro". Tutte queste tensioni prendono corpo nei poetici dialoghi firmati da Lilia Ambrosi e nelle immagini in cui i segni rarefatti a penna sottile delle figure coesistono con geometrie urbane rese accuratamente, mentre il tratto si sfalda, anche nelle architetture, sotto la pressione delle perturbazioni atmosferiche, e deflagra nelle sequenze dedicate agli incubi, riecheggiando lo stile di Jackson Pollock e preannunciando il Mattotti di Hansel & Gretel e di Oltremai.
L'uomo che parlava agli oggetti. Villermine. Volume Vol. 1/2
Julien Lambert
Libro: Libro in brossura
editore: Logos
anno edizione: 2023
pagine: 88
Jacques Peuplier ha un dono: sa parlare con le cose. Un bel vantaggio, dato che di mestiere è un investigatore specializzato nella ricerca di oggetti perduti o rubati e talvolta anche di persone scomparse. Un giorno infatti, dopo aver recuperato una vecchia collana per una ragazza, viene incaricato di ritrovare Christina la Grossa, la figlia scomparsa della regina dei bassifondi. Nel corso della giornata si azzuffa con un uomo barbuto, affronta un esercito di uomini-mosca pilotato da uno scienziato pazzo e trova un aiuto inatteso in un ragazzino che vagabonda per le strade in compagnia del suo gatto Tigna. Tutto questo avviene nei quartieri di una città grigia e fatiscente, brulicante di strane storie e personaggi inquietanti. Una città di cui nessuno ricorda il nome e che, negli anfratti più bui e pericolosi, qualcuno ha iniziato a chiamare VilleVermine. Al crocevia tra diversi generi (poliziesco, fantascienza, horror, steampunk), questa graphic novel mette in scena un universo delirante popolato da personaggi bislacchi e irresistibili. E al contempo porta l’attenzione del lettore verso una serie di temi cruciali della contemporaneità: il consumismo, l’empatia e il degrado dei centri urbani.
La falesia
Manon Debaye
Libro: Libro in brossura
editore: Logos
anno edizione: 2022
pagine: 160
Astrid e Charlie sono diverse come il giorno e la notte: una è bionda, dolce e sognatrice, ama immergersi nella lettura e scrivere a propria volta storie fantastiche, mentre l’altra è mora, irascibile e violenta, un vero ‘maschiaccio’ che in quanto tale è stato accettato di buon grado nella gang della scuola. Non sembrano avere niente in comune a parte la falesia dove si incontrano ogni giorno e una reciproca promessa: quella di non sopravvivere ai propri tredici anni. Dopo aver recitato la formula del giuramento, si danno appuntamento in quello stesso luogo, per il mezzogiorno del venerdì. Nel frattempo, dovranno comportarsi come sempre, a scuola e in famiglia e, appena si ritroveranno, salteranno giù insieme. Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì… i giorni passano fino alla data stabilita. Si getteranno davvero nel vuoto o riusciranno a fare i conti con sé stesse e a prendere una strada diversa? In questo fumetto intenso e coraggioso, Manon Debaye affronta un argomento molto delicato e da molti considerato un tabù. E lo fa senza mascherare o addolcire il disagio di cui sono spesso vittima i giovani, mettendo in evidenza le difficoltà che molti hanno a relazionarsi con la famiglia, con i coetanei e con sé stessi. Un libro che, senza offrire scontate consolazioni, invita ad affrontare i problemi per quello che sono, facendo brillare uno spiraglio di luce, aprendo la strada a nuove possibilità. Età di lettura: da 8 anni.
Estinzioni. Il crepuscolo delle specie
Jean-Baptiste de Panafieu
Libro: Libro in brossura
editore: Logos
anno edizione: 2022
pagine: 128
Heyerdahl Island, Mar Glaciale Artico, inizio luglio. Per due mesi i giornalisti Emma e Luis resteranno sull’isola, tagliati fuori dal cosiddetto mondo civilizzato, per documentare il lavoro di un’équipe di scienziati impegnata a studiare la sesta estinzione in atto. Oggi le attività umane e il riscaldamento globale stanno seriamente minacciando la biodiversità della flora e della fauna terrestri. Come si sono verificate le prime cinque estinzioni e cosa sostiene la scienza a proposito della sesta? Cosa accadrà dopo? Il biologo Jean-Baptiste de Panafieu e l’illustratore Alexandre Franc riescono a trasmettere moltissime informazioni su questo tema appassionante e al tempo stesso inquietante attraverso un racconto avvincente, in cui i personaggi appaiono ben caratterizzati e la sceneggiatura si arricchisce di mappe, grafici, tabelle e riproduzioni di fotografie puntuali e alleggerite da un tocco di umorismo. Pagina dopo pagina, scopriremo le particolarità e le vicissitudini di specie animali e vegetali di cui magari non sospettavamo neppure l’esistenza e approfondiremo l’affascinante storia evolutiva del nostro pianeta. Un'opera di divulgazione scientifica a fumetti, che ci invita a conoscere il passato per meglio comprendere il presente e raccogliere le sfide del futuro. Età di lettura: da 8 anni.
Giovanni Senzaterra
Nicolas Arispe
Libro: Copertina morbida
editore: Logos
anno edizione: 2021
pagine: 88
Come si racconta la storia di un uomo malvagio in modo poetico e mostrando compassione? E, soprattutto, di quale uomo malvagio vale la pena parlare? La storia del nuovo libro di Nicolás Arispe parte da queste due domande e da un film: Robin Hood, il classico Disney del 1973, dove compare per la prima volta un cattivo che oltre alla malvagità mostra anche le sue debolezze, i traumi che hanno segnato la sua vita. In queste pagine ritroviamo quindi il Principe Giovanni, o meglio, Giovanni Senzaterra, con le orecchie a sventola e una corona troppo grande per la sua testa, alle prese con i fantasmi che lo perseguitano, unici veri compagni di una vita trascorsa in totale solitudine, schernito dal padre e all'ombra del fratello, sovrano assente ma osannato da tutti. Abbandonando i toni scanzonati del film d'animazione, Arispe dona voce a questo re mai riconosciuto dalla storia ufficiale che, in punto di morte, ripercorre in prima persona la sua vita, lasciando a margine l'azione per svelare invece il suo lato più umano e fragile, la sua sofferenza, le ragioni che hanno guidato il suo agire, i suoi desideri e rimpianti. Così, in questo flusso di ricordi, lo scontro con il leggendario fuorilegge della foresta di Sherwood, diventa un'occasione per ripensare un'intera esistenza ed esprimere un'ultima volontà... Ancora una volta, Nicolás Arispe crea un libro da leggere in profondità, che si sviluppa in un gioco di rimandi e citazioni da scovare nel testo e nelle caratteristiche illustrazioni in bianco e nero. Grazie a questi riferimenti, la storia viene ricollegata alla contemporaneità, per raccontarci anche un po' di noi e aiutarci a capire che l'animo umano in fondo non è cambiato, e che siamo tutti un po' Giovanni Senzaterra.
La caccia
Alberto Vázquez
Libro: Libro rilegato
editore: Logos
anno edizione: 2021
pagine: 64
“Seguirai la bestia e la trafiggerai con una freccia. Le taglierai la testa. Mangerai il suo cuore e ne berrai il sangue. Ti mostrerà la realtà del mondo.” Un uomo preistorico, un cacciatore, riceve questa profezia da un animale sacro. Le sue parole saranno il punto di partenza di un inseguimento costante fra uomo e cervo, predatore e preda, in cui ben presto i ruoli mutano, mentre l’umano si addentra nella foresta – dove conoscerà la guerra, ucciderà i suoi simili, troverà una compagna – e la bestia si trasforma in guida, sempre al suo fianco, finché l’uomo diventa a sua volta un animale della foresta. Ed è a questo punto che la profezia si compie: il cervo viene abbattuto, il cuore mangiato, il sangue bevuto, e l’uomo perde ogni legame con la natura di cui faceva parte per scoprirsi preda di un mondo che fino a quel momento non conosceva. In questo libro, attraverso una narrazione essenziale, affidata a tavole in bianco e nero che richiamano l’arte rupestre e a un testo scarno e incisivo, Alberto Vázquez ci guida in un viaggio mistico e di formazione per farci aprire gli occhi sulla storia dell’umanità, dalla preistoria a oggi, soffermandosi in particolare sul momento in cui si è interrotto il nostro rapporto con la natura, portando alla creazione di società sempre più spietate che hanno annullato ogni libertà e individualità.
La foresta
Thomas Ott
Libro: Libro rilegato
editore: Logos
anno edizione: 2021
pagine: 32
In un giorno di dolore, un ragazzo lascia il salotto di casa, gremito di persone in lutto. Inosservato, esce dalla porta sul retro, scavalca il recinto intorno alla casa e si avvia su un sentiero che si snoda tra l’erba alta. Non c’è nessuno sulla sua strada, a parte uno spaventapasseri e gli uccelli che sfrecciano nel cielo sereno. Giunge all’imbocco di una foresta, dove si ferma per qualche momento, incerto se addentrarsi o meno in quello spazio oscuro. Deciso ad affrontare l’ignoto, avanza nel fitto degli alberi dove si insinuano i raggi del sole. Procede con cautela guardandosi intorno, ma non si lascia scoraggiare dai percorsi più difficili: di volta in volta supererà le asperità del luogo, i tratti ripidi, le discese scivolose e i tronchi caduti. A un tratto, gli appare una gigantesca creatura senza volto e dalla folta pelliccia e, atterrito, comincia a correre. Dovrà proseguire nel suo faticoso percorso, imbattersi in altre angoscianti presenze. Fino all’ultimo incontro, che gli porta invece dolcezza e consolazione. Ora può tornare a casa, ma con una nuova consapevolezza. Lo stile cinematografico di Thomas Ott, con i suoi echi espressionisti e noir, ritorna in questa nuova opera in cui ritroviamo anche la sua tecnica d’elezione, il grattage, che consiste nell’utilizzare un pennino per graffiare strati di inchiostro nero con precisione chirurgica, dando vita a tavole che si caratterizzano per la ricchezza dei dettagli e la finezza delle espressioni dei personaggi. In queste immagini a imporsi sono soprattutto i giochi di ombre e luci che creano effetti trompel’oeil e danno rilievo e consistenza ai particolari della foresta: l’erba, le radici, i tronchi, i rami e il fogliame degli alberi. L’artista non rinuncia al suo tipico gusto del macabro e del mistero ma, a dispetto delle apparizioni inquietanti (ciascuna delle quali rappresenta una paura da vincere e ci sfida a trovare possibili interpretazioni metaforiche), la conclusione della storia è positiva, sotto il segno dell’accettazione della perdita e di una maturazione personale.
Gran vampiro. Volume 3
Joann Sfar
Libro: Copertina morbida
editore: Logos
anno edizione: 2020
pagine: 112
Questo terzo volume dedicato al vampiro più malinconico, romantico e imbranato della storia del fumetto ci porta dentro la vita sentimentale dei personaggi che ormai conosciamo, con un nuovo lungo episodio in cui sembrano finalmente risolversi alcune delle vicende amorose lasciate in sospeso nelle avventure precedenti. Torniamo quindi in una Vilna più che mai accesa dalla passione, dove il nostro Fernando si ritrova al centro di un vero e proprio turbine d'amore, questa volta in veste di amico e confidente. Aspirina, la vampira eternamente adolescente, è ancora perdutamente innamorata di lui, anche se si è ormai rassegnata alla sua indifferenza. Ora, infatti, è più concentrata su sé stessa e sulla sua crisi esistenziale, che sfoga con crudeltà durante le sessioni di caccia notturna. L'incontro con due suoi coetanei, un goffo papero con cui condivide i tipici problemi adolescenziali e il vampiro Edmundo, che ha una filosofia di vita opposta alla sua, potrebbe però aiutarla a rimettersi in discussione e a fare finalmente pace con Fernando. Anche Riccardo Mariani, il lupo mandrillo, inizia a vacillare nella sua veste di intramontabile seduttore. Ormai stufo di perdere le sembianze umane ogni volta che si trova davanti a una donna attraente, dovrà fare i conti con i suoi sentimenti per Josamicina, bellissima e agguerrita sorella di Aspirina, che avrà su di lui un effetto del tutto inaspettato. Fernando si troverà quindi a fare da tramite fra i due, ricavandone non poche seccature. Non mancano apparizioni di altri personaggi noti, fra cui il fascinoso Vincent Ehrenstein, ancora insieme a Magda, l'artista-pittrice conosciuta al castello del Gran Vampiro, che però non riesce ad acquietare il suo spirito libertino. E Fernando? Oltre a farsi carico delle confessioni altrui, sembra essersi ritirato a vita privata nel suo castello, dove scrive lettere a una certa Luisa, un amore ormai perduto per sempre. Ma c'è chi, senza farsi notare, si prende cura di lui...

