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Luni Editrice: Caffè letterario

Racconti

Ljubov' Fëdorovna Dostoevskaja

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 160

Questo volume di Racconti di Ljubov' Fedorovna Dostoevskaja, raccoglie quattro testi tradotti per la prima volta in italiano
20,00 €

L'avvocata

Ljubov' Fëdorovna Dostoevskaja

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 208

L'avvocata
22,00 €

Gobseck

Gobseck

Honoré de Balzac

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 96

In una Parigi dove il denaro decide destini, reputazioni e sentimenti, Jean-Esther van Gobseck siede immobile al centro di una
12,00 €

Vathek

Vathek

William Beckford

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 112

In Vathek William Beckford fonde racconto orientale, fantasia infernale e romanzo gotico in una costruzione narrativa di rara
14,00 €

Sam Dunn è morto. Racconto insolito

Sam Dunn è morto. Racconto insolito

Bruno Corra

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 64

Sam Dunn è morto è uno dei testi più insoliti della narrativa d'avanguardia italiana
10,00 €

Adolphe

Adolphe

Benjamin Constant

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 112

Pubblicato nel 1816, Adolphe è la storia di un folle amore, un’analisi, in anticipo sui suoi tempi, dei paradossi e delle contraddizioni di una relazione. Il protagonista, Adolphe, è in cerca di emozioni e decide di innamorarsi, soprattutto per sfuggire alla sua noia esistenziale. Ma il rapporto che inizia con Ellénore, forse più per soddisfare la propria vanità che per convinzione, presto si trasforma in un legame ossessivo per entrambi. Constant svela poco a poco, con tocchi rapidi, ma capaci di rivelare tutte le sottigliezze dei giochi psicologici, il destino di una passione assoluta, esclusiva, che finisce, quasi suo malgrado, per sfidare le convenzioni sociali e l’autorità. Ma mentre i suoi protagonisti sono trascinati da un’emotività estrema, lo stile di Constant rimane sempre sobrio, concentrato solo sull’essenziale. È questa lucidità uno dei segreti che rendono il romanzo sempre attuale e ne hanno fatto un punto di riferimento per gli scrittori moderni. Per i suoi personaggi ambigui e inquieti, per il suo individualismo, Constant fu criticato dai suoi contemporanei; il Romanticismo era agli inizi, e il libro andava del tutto controcorrente rispetto al gusto del tempo. Il romanzo fu probabilmente ispirato dalle sue relazioni con diverse donne che furono fondamentali nella sua vita, soprattutto quella con Madame de Staël; ma Adolphe supera qualsiasi autofiction, per comporre un capolavoro di osservazione sociale e psicologica, in cui la protagonista Ellénore, si rivela come uno dei più grandi personaggi femminili della letteratura occidentale.
14,00 €

La volpe

La volpe

D. H. Lawrence

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 96

David Herbert Lawrence mostra – in questo libro magistralmente tradotto da Carlo Linati – un volto diverso da quello del romanziere “scandaloso” fissato dalla leggenda. Qui Lawrence è “la volpe”: rapido, inquieto, ironico, capace di fiutare le ipocrisie del suo tempo e di scartare dalle piste più comode. Tra frammenti narrativi, osservazioni e lampi polemici, la sua prosa mette a nudo il teatro della rispettabilità, la morale che predica misura mentre teme l’energia del desiderio, l’educazione sentimentale che trasforma la vita in buona creanza. Lawrence non costruisce un trattato: sperimenta. Guarda il corpo e la mente come territori in tensione, ascolta la natura non come sfondo ma come forza che chiede verità, e invita il lettore a riconoscere quanto spesso ci adattiamo per paura di sentire. Ne nasce un testo breve e densissimo, da leggere d’un fiato ma destinato a “entrare sotto pelle”: una piccola lezione di libertà interiore contro le convenzioni che addomesticano l’esperienza. Tra humour e ferocia, Lawrence si misura con un tema attualissimo: la distanza tra ciò che siamo e ciò che recitiamo per essere accettati, utilizzando una trama quasi da favola nera per parlare di potere, istinto, identità e fragilità dei patti affettivi; la “volpe” è l’intelligenza che non si lascia addomesticare, è un simbolo mobile: predatore reale, desiderio, minaccia. Un testo che parla di amore, solitudine, lavoro, classi sociali, dell’ambiguità dei rapporti e che, in ultima analisi, ricorda come la letteratura possa ancora essere un esercizio di coraggio. Le due protagoniste sono spesso state definite con l’etichetta storica di “Boston marriage”: una convivenza femminile intensa e stabile, sia affettiva che erotica, ma che resta ambigua sul piano della “prova testuale”, anche per il contesto culturale e censorio dell’epoca. Ma nel sottotesto del romanzo Lawrence le costruisce come una coppia intimamente legata e “alternativa” al modello eteronormativo nel quale insinua, appunto, la volpe come elemento disturbante al fragile rapporto instaurato tra le due donne. La volpe è un “espresso” letterario: concentrato, mordente, sorprendente; è una chiave per chi già conosce D.H. Lawrence dai suoi grandi romanzi e riscopre qui la stessa voce ma più mobile e tagliente, che trasforma l’insofferenza in stile e la lucidità in piacere di lettura.
13,00 €

L'emigrante. Tipi moderni

L'emigrante. Tipi moderni

Ljubov'Fëdorovna Dostoevskaja

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2025

pagine: 224

"L’emigrante. Tipi moderni" è un’opera singolare, sospesa tra memoria e letteratura, una riflessione profonda e attuale sulla condizione dell’emigrante, sul senso di appartenenza e sul disorientamento che si prova a vivere tra culture diverse. Figlia del celebre scrittore russo Fëdor, Ljubov' Fëdorovna si trova a vivere la vita lontana dalla Russia, cammina in paesi non “suoi” come una pellegrina laica nel Novecento che cambia volto e, mentre narra se stessa, ci consegna il ritratto smarrito di un’epoca, una meditazione sul destino e sulla decadenza dell’Europa, sullo sradicamento come condizione esistenziale. Osserva i “tempi moderni” con sguardo ferito ma lucido: qui l’esilio si fa stile, l’erranza diventa pensiero, quasi un destino, l’identità come ricerca continua, la difficoltà di appartenere a un tempo o a un luogo. Con una scrittura elegante e profonda, l’autrice descrive città, volti, sensazioni: Firenze, Parigi, Berlino diventano simboli di uno smarrimento interiore. Ma c’è anche un forte elemento critico: guarda ai “tempi moderni” con distacco, talvolta con disillusione e, interrogandosi sul senso dell’evoluzione storica, si confronta con i cambiamenti del tempo moderno – l’industrializzazione, l’emancipazione femminile, la secolarizzazione – mantenendo uno sguardo critico, talvolta conservatore, ma sempre acuto. L’emigrante è il canto sommesso di una figlia perduta tra lingue straniere e cieli che non sono più i suoi: Ljubov’ Dostoevskaja, orfana di una patria e di un nome che pesa come un’eredità troppo vasta, scrive questo libro come chi cerca se stesso nel silenzio del mondo. Ogni pagina è un gesto d’ascolto: della memoria, del dolore, della solitudine; è un’opera unica, attuale, scritta con eleganza e profondità, la cui versione inedita in italiano, tradotta dal russo e curata da Marina Mascher, riprende le sfumature, la freschezza e il ritmo stesso della lingua russa donandoci un libro che è letteratura dell’anima.
22,00 €

I sotterranei del Vaticano

I sotterranei del Vaticano

André Gide

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2025

pagine: 288

Una "voce clamorosa e incontrollabile: il Papa è prigioniero nei sotterranei del Vaticano, e un sosia regge le sorti della Chiesa. Un aristocratico francese parte per Roma deciso a salvare il pontefice e la cristianità, ma viene aggredito e gettato dal treno in corsa… Sembra (e in parte è) lo spunto di un romanzo poliziesco o di fantapolitica. Non a caso, negli anni che precedettero l'uscita del libro (1914), l'interesse dei letterati francesi si era polarizzato intorno alla crisi del romanzo intimista borghese e alla necessità (ancor oggi singolarmente attuale) di ritrovare e rinnovare gli strumenti del romanzo "d'avventura". Ma I sotterranei del Vaticano, senza dubbio il libro più godibile e avvincente che Gide abbia scritto, non si limita a dare un'efficace risposta a tale esigenza. Come osserva Carlo Bo, se Gide era partito con l'intenzione di "raccontare una storia", egli finì poi, in pratica, con l'affrontare i grandi temi della sua meditazione: il rapporto fra realtà e verità, fra apparenza e sostanza, fra bene e male. E il progettato romanzo d'avventura si mutò (pur non contravvenendo alle regole di un'aurea leggibilità) in romanzo filosofico, incentrato sull'inquietante problematica dell'atto gratuito, forma privilegiata e diabolica di quella protesta assoluta, di quell'astratta, insopprimibile ansia di liberazione da ogni condizionamento materiale e ideologico che attraversa come un filo rosso le tumultuose vicende del nostro secolo.
22,00 €

Van Gogh. Il suicidato della società

Van Gogh. Il suicidato della società

Antonin Artaud

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 64

Antonin Artaud, visitando nel 1947 a Parigi una grande mostra di dipinti di Van Gogh, rivede finalmente la sua condizione personale rispecchiata nella follia del pittore. L’esperienza vissuta dello squilibrio mentale, della malattia, della repressione, si trasforma per lo scrittore in un atto di accusa verso la società, che con la complicità della medicina fa dell’artista il capro espiatorio di un sistema che non tollera di essere messo in discussione. Van Gogh perciò non è un “suicida”, ma è stato “suicidato” dalla società e dalla psichiatria, come per liberarsi di un corpo estraneo. E Artaud conosceva bene i metodi, le motivazioni di questa repressione, per averli subiti lui stesso. Dice infatti: “… un alienato è anche un uomo che la società non ha voluto ascoltare e al quale ha voluto impedire di pronunciare certe verità insopportabili”. Nessun vero artista può essere tollerato, secondo Artaud, in “un mondo che, giorno e notte, e sempre di più, mangia l’immangiabile, per raggiungere gli obiettivi della sua malefica volontà”. Fondendo in questi testi la sua scrittura con la pittura di Van Gogh, Artaud ricrea la forza della sua pennellata e soprattutto della sua visione, restituendo all’arte del grande olandese tutta la sua carica esplosiva e rivoluzionaria.
12,00 €

La coppia perfetta

La coppia perfetta

Mingjiao Zhongren

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 400

«La lettura del testo cinese Haoqiu Zhuan, “Il racconto di una coppia perfetta”, mi suscitò una tale piacevole impressione che, dopo aver tradotto [per diletto] i due primi capitoli, sono stato spinto a fare la versione completa del romanzo». Così scriveva il sinologo Sir John Francis Davis (1795–1890), membro della Royal Asiatic Society e Governatore di Hong Kong dal 1844 al 1848, nella Prefazione alla prima edizione integrale in lingua occidentale, l’inglese, di questo romanzo cinese, pubblicata nel 1829. La medesima fascinazione ha colpito Vincenzo Cannata, autore di questa prima versione italiana integrale, tanto da indurlo a offrire anche al lettore italiano la storia avvincente, scorrevole ed emozionante, difficile da interrompere dopo aver letto i primi capitoli. La storia di un amore contrastato dal prepotente di turno, che ordisce trame malvage per concupire la bella Shui Binxing, strappandola all’innamorato Tie Zhongyu. Il coinvolgimento di altri personaggi e la scaltra e fiera resistenza della promessa sposa danno vita a una serie di gustose e avvincenti avventure che si susseguono fino all’epilogo di questa sorta di “Promessi sposi” ante litteram, offrendo allo stesso tempo un quadro vivace e affascinante del mondo dei letterati dell’antica Cina e della vita quotidiana nel Celeste Impero del XVII secolo.
24,00 €

Le avventure burlesche del signor Dassoucy

Le avventure burlesche del signor Dassoucy

Charles Coypeau Dassoucy

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 320

Le avventure burlesche del Signor Dassoucy, considerato da Giovanni Macchia "il più avventuroso romanzo del Seicento", costituiscono un momento altamente significativo della narrativa burlesca francese del periodo. Musicista e poeta, amico di Molière, libertino, fu condannato dall'Inquisizione a Roma "per blasfemie e proposizioni ereticali" e perseguitato dai tribunali francesi per la sua omosessualità, Charles Coypeau Dassoucy è forse tra gli eredi più scapestrati di Rabelais. Più volte imprigionato e creduto morto, l'autore traspone nella sua "autofinzione burlesca" alcune delle tribolazioni che quasi gli costarono la vita, lo rovinarono e distrussero la sua reputazione. Attraverso il "racconto meraviglioso" delle sue disgrazie, Dassoucy lavora per ricomporre la sua memoria, attuando, al di là dell'apparente arbitrarietà del racconto, un doppio schema di trionfo e di riappropriazione dell'autostima associata a una profonda consapevolezza delle proprie "sorgenti intime" che permettono, all'eroe-narratore, di resistere a queste prove mortali: per questo motivo le Avventure burlesche possono essere definite in senso letterale come una storia di sopravvivenza basata sullo schema narrativo del trionfo che ripara la disgrazia. Il romanzo della sua vita offre, accanto a scorci d'ambiente della Corte di Francia e d'Italia, uno spaccato di vita popolare – prezioso anche perché piuttosto raro – dove protagonisti sono i musici, i comici, i vagabondi, i folli, i bari e i lestofanti, visti attraverso la lente di un linguaggio che alla vena iperbolica di Rabelais unisce la più sottile e controllata ironia polemica del "Grand Siècle".
24,00 €

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