Maggioli Editore: Sociale & sanità
Riforma del terzo settore
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 116
Prendendo le mosse da una panoramica dei decreti attuativi adottati ultimamente dal Governo, viene presentata nel volume una prima analisi del contenuto della Riforma del Terzo settore, con un'attenzione particolare al mondo socio-sanitario e assistenziale.
Alzheimer. Niente panico ma intervenire subito!
Floriana De Vanna, Maria Pia Cozzari, Stefania Giammarino
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 110
Nel mondo ogni 4 secondi viene diagnosticato un nuovo caso di demenza; in Italia ogni 10 minuti c’è qualcuno che perde la memoria; 80.000 persone ogni anno manifestano per la prima volta sintomi ascrivibili alla malattia di Alzheimer. Dovremmo vivere nel terrore che possa accadere anche a noi o ai nostri cari? Di fondamentale importanza è riconoscere i campanelli d’allarme e soprattutto sapere a chi rivolgersi per comprendere, fin dalla fase di esordio della malattia, tutti gli aspetti che la compongono. Riuscire a munirsi di una “buona cassetta degli attrezzi” ricca di informazioni utili permette di affrontare i primi sintomi, continuando a vivere pienamente la propria vita e mantenendo la serenità in tutto il nucleo familiare. Partendo da tali evidenze, il libro qui presentato nasce proprio dall’idea di informare familiari ed operatori del settore sull’esistenza di una nuova prospettiva terapeutica attuabile in condizioni lievi di malattia: il Servizio multispecialistico domiciliare. Di facile attuazione, esso è strutturato come una metodologia operativa in grado di offrire risposte concrete e tempestive a tutte le esigenze che possono pre- sentarsi. L’idea di fondo consiste nell’anteporre la “persona” alla malattia e nel concentrare gli obiettivi terapeutici sul mantenimento-potenziamento delle risorse e delle abilità possedute. Caratteristica peculiare consiste nella personalizzazione di ogni progetto terapeutico, attuato da un team di professionisti altamente specializzati all’interno dei prin- cipali contesti di vita della persona, da quello lavorativo a quello domiciliare. Chi l’ha detto che, in presenza di un deficit cognitivo, una persona non possa continuare a vivere pienamente la sua vita? Non vi è alcun dubbio che tutto sia più complicato, ma vale la pena sottolineare che ognuno merita di trovare le migliori risposte alle proprie specifiche esigenze. Floriana De Vanna, psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo- comportamentale, svolge da anni progetti sperimentali di ricerca per l’innovazione tecnologica e di cura nell’ambito delle demenze, ed è coordinatrice del Centro Diurno per il supporto cognitivo e comportamentale delle persone affette da Alzheimer e demenza “Gocce di Memoria”. Maria Pia Cozzari, fondatrice e presidente della Cooperativa Sociale Anthropos, presente a Giovinazzo dal 1986, società no-profit che interviene dal 1988 sulle problematiche afferenti il disagio mentale: psichiatria, neuropsichiatria infantile, disturbi alimentari, con strutture residenziali e semiresidenziali. Stefania Giammarino, biologa, è specialista in Scienza dell’alimentazione.
Generare l’umano in RSA e dintorni
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 114
In stretta connessione con i progressi della scienza e dell'organizzazione dei servizi per la salute, è diventato imperativo far crescere la cultura dell'umanizzazione e della personalizzazione delle cure. Medicina e biotecnologie, infatti, consentono oggi di vincere malattie in passato incontrollabili o di attenuarne le conseguenze negative. Si hanno molti più anni di vita, la cui qualità va però meglio valutata e potenziata sia nei pazienti sia in coloro che se ne fanno carico. La nuova cultura investe dunque i luoghi di cura nel loro insieme, chiamando in causa l'architettura, le tecnologie, i rapporti interumani e i processi diagnostici e terapeutici. In questi ultimi ci si adopera per far intervenire il paziente e per coinvolgere gli stessi familiari al fine di favorire la comunicazione, ridurre l'ansia e il disagio del ricovero, rafforzare l'adesione ai trattamenti e accelerare la ripresa e il conseguimento di ottimi risultati. Che cosa succede, però, laddove le cure non sono più efficaci e il 'protagonismo' del malato è ridotto o persino inesistente a motivo di malattie neurodegenerative che lo rendono passivo? Qual è la resilienza del personale al cospetto di condizioni di salute che sembrano sconvolgere la continuità identitaria delle persone? Quali caratteristiche assume il lavoro di umanizzazione che s'intende realizzare e approfondire in RSA, dove peraltro, se da una parte si è originariamente applicato con completezza multidisciplinare il modello bio-psico-sociale, dall'altra la cura, l'assistenza e le relazioni non sono transitorie e il tempo si dilata intorno a spazi e percorsi ormai diventati domestici? Il libro intende dare risposte a questi interrogativi e la tenuta e portata di tali risposte non corrispondono solo al benessere degli ospiti e del personale delle RSA, ma si estendono al territorio e al mondo circostanti.
Liberi dalla contenzione
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 166
La contenzione elimina davvero il rischio di cadere? Possiamo immaginare un servizio residenziale socio-sanitario per anziani non autosufficienti senza contenzione? La contenzione è un atto sanitario? Per trovare risposte a questi e ad altri quesiti le Case Residenza per Anziani e l’Azienda Usl di Bologna hanno intrapreso un percorso di riflessione per il miglioramento della qualità della vita delle persone anziane incentrato sul massimo rispetto della libertà personale. La contenzione nelle Case Residenza per Anziani della provincia di Bologna è attentamente valutata ormai da anni, tuttavia si è sentita la necessità di fare un ulteriore passo in avanti. La stessa legislazione nazionale, a partire dalla Costituzione (Articoli 3, 13 e 32), i codici deontologici delle professioni sanitarie e il Comitato Nazionale per la Bioetica si esprimono in modo chiaro per il superamento della contenzione. Dalla letteratura scientifica e da alcune esperienze condotte in Italia e in Europa si ricavano indicazioni precise: gli anziani non contenuti conservano una maggiore capacità di movimento e un tono muscolare migliore con esiti meno gravi in caso di cadute. Sono noti, inoltre, gli effetti psicologici della contenzione e il disagio, che si riflette anche su familiari ed operatori. Il percorso avviato nel 2015 dalla comunità professionale di Bologna ha l’ambizione di trasformare il concetto e la pratica della contenzione in appropriatezza e personalizzazione delle cure e della assistenza, e di creare una alleanza tra le Istituzioni e tutti gli attori coinvolti, persone anziane, familiari e operatori, per superare il ricorso alla contenzione e favorire tutte le azioni possibili, oltre che il confronto e la collaborazione necessari per perseguire insieme un obiettivo così importante. Perché, come dimostrano altre realtà, S-contenere si può e se si può si deve Autori: Livia Bicego, Federico Boaron, Elena Bolognesi, Irene Bruno, Stefano Canestrari, Fabio Cavicchi, Gilberto Cherri, Rosa Angela Ciarrocchi, Antonio Curti, Carlo Descovich, Eulalia Giarrana, Chiara Gibertoni, Angelo Fioritti, Chiara Frassinetti, Patrizia Kalfus, Stefano Alessandro Inglese, Pasqualino La Torre, Daniele Luccarini, Francesco Maisto, Cristina Malvi, Nadia Manni, Giuliano Marini, Monica Minelli, Elena Miniati, Monica Nicolosi, Francesca Novaco, Gaetano Palermo, Patrizio Paonessa
Il servizio sociale incontra l’analisi transazionale
Francesca Merlini, Ariela Casartelli, Patrizia Cola
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 150
“Il libro nasce da un incontro: la passione per la professione di assistente sociale e l’interesse per la teoria dell’Analisi Transazionale (AT) che hanno segnato e caratterizzato, pur in ambiti e in tempi diversi, il nostro destino professionale come assistenti sociali. L’AT è stata ed è un supporto scientifico e tecnico essenziale che ci ha profondamente stimolate e arricchite e che su vari fronti, a nostro parere, ben si coniuga con la disciplina del servizio sociale. Il testo è da un lato un punto di arrivo, ci ha consentito di sedimentare gli apprendimenti, le suggestioni e le nostre esperienze, ma anche un punto di partenza, ci dà la possibilità di condividere con altri professionisti (assistenti sociali, professionisti della relazione di aiuto, analisti transazionali) il pensiero e le riflessioni che abbiamo maturato. La prima parte ha una funzione manualistica, è un’introduzione alle basi teoriche dell’AT, con l’approfondimento di alcuni concetti fondamentali come gli stati dell’Io, le transazioni, il copione, il contratto. Nella seconda parte, invece, Analisi Transazionale e teoria del servizio sociale si intrecciano per esplorare possibilità di applicazione specifica: la relazione di aiuto, la gestione dei gruppi e il lavoro con e nelle organizzazioni, con l’idea di richiamare gli ambiti delle tre dimensioni a cui il servizio sociale ispira il proprio intervento: persona, comunità e sistema dei servizi. Ci piacerebbe molto che questo testo potesse aiutare i professionisti assistenti sociali (ma non solo) a nutrire il proprio patrimonio di conoscenze e di strumenti e ad alimentare la curiosità verso le persone, le loro relazioni e le loro emozioni”. Ariela Casartelli, è assistente sociale specialista. Vice direttrice e docente della scuola IRS per il Sociale, si dedica in particolare alla formazione, alla supervisione e alla consulenza organizzativa nell’ambito dei servizi sociali. È analista transazionale specializzata in counselling, CTA trainer e supervisor EATA . Giudice onorario presso la Corte d’Appello di Milano, sezione minori e famiglia. Patrizia Cola, è assistente sociale specialista, collabora con il corso di laurea in Servizio sociale dell’Università degli Studi di Torino, come coordinatore dell’ufficio tirocinio, supervisore delegato e tutor. Lavora presso il Ministero della giustizia. È analista transazionale in campo organizzativo. Francesca Merlini, è assistente sociale specialista e sociologa. Collabora con il corso di laurea in Scienze del Servizio sociale dell’Università Cattolica di Brescia ed è docente presso il Master di Analisi Transazionale in campo organizzativo di Eureka!Servizi. Svolge come libera professionista attività di ricerca, formazione, supervisione e consulenza organizzativa nell’ambito dei servizi sociali e di organizzazioni pubbliche e private. È analista transazionale specializzata in campo organizzativo, didatta e supervisore in contratto.
Non di solo pane. L'importanza dell'alimentazione in gravidanza
P. Antonio Angelucci, Elvira Frojo
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 122
È un libro sulla gravidanza, sulla ‘poesia’ di un evento da millenni uguale ma sempre così diverso, anche per la stessa donna. Pone la madre al centro di questa meravigliosa esperienza, non solo per vivere al meglio la propria gravidanza, ma per garantire alla creatura in formazione, anche attraverso il cibo, un equilibrio psicofisico che costituirà un bene prezioso per tutta la vita. È il “pane” buono della mamma per il suo bambino! Il testo è rivolto anche alle persone vicine alla donna (papà, personale sanitario, familiari e amici), per promuovere e diffondere una sensibilizzazione e una più profonda cultura sociale per una gravidanza felice, per un mondo migliore. Sulla base delle ricerche più attuali sul tema dell’alimentazione, ne descrive la specifica importanza durante la gestazione, con riguardo all’incidenza sulla salute della mamma e del bambino, offrendo un contributo scientifico a carattere divulgativo. Fornisce dettagliate indicazioni per un’appropriata nutrizione prima e dopo il concepimento, e considera le esigenze metaboliche dei diversi soggetti (‘biotipi’). Sottolinea l’impatto delle condizioni ambientali e dei messaggi materni, positivi e negativi, che si imprimono nella vita in utero, con effetti anche per il resto dell’esistenza. Il libro costituisce, dunque, uno strumento di supporto utile per la mamma in attesa e per la donna che si prepara alla gravidanza; indica i principali comportamenti da tenere e quelli da escludere, lo stile di vita più appropriato e la più adeguata alimentazione. Nasce da un’esperienza medica di oltre 40 anni, svolta con delicatezza e partecipazione non solo per gli aspetti clinici ma anche umani, per le esigenze sia della mamma sia del bambino; due vite da seguire, due percorsi da salvaguardare, nella convergenza in un unitario obiettivo di incommensurabile emozione. È anche la ‘storia’ raccontata da una donna, la scrittrice, seguita dall’autore nelle gravidanze e che attraverso l’opera del medico ha vissuto con cura e naturalezza la gioia del meraviglioso evento.
Il corpo nella demenza. La terapia espressiva corporea integrata nella malattia di Alzheimer e altre demenze
Elena Sodano
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 156
Un manuale che illustra una terapia, ma che in sé racchiude anche tanti piccoli romanzi. La Terapia Espressiva Corporea Integrata, è la terapia di chi non vuole arrendersi a malattie che non fanno sconti. Teci è il metodo del terapeuta che punta a rompere quel muro del silenzio che, se non infranto, uccide l’anima di persone che, a modo loro, urlano la loro voglia di vivere, di esserci. Riferimenti scientifici, esperienze sul campo e storie di vite che chiedono ancora di essere vissute. Il libro contiene questo e tanto altro. Non dà certezze, ma aiuta a capire che non tutto è perduto. È, dunque, un volume per addetti ai lavori, per i familiari delle persone malate di Alzheimer o altre demenze, ma si rivolge a chiunque voglia saperne di più su patologie assai subdole e su una terapia nata e sviluppata in tanti anni di duro lavoro. Un team affiatato, pazienti che si sono fidati e “affidati”, familiari costantemente coinvolti al punto da diventare essi stessi parte integrante della terapia, musiche sapientemente composte e poi giochi (che nel libro troverete descritti in maniera dettagliata), laboratori, incontri, difficoltà, piccoli e grandi successi, emozioni, storie.
Il socio sanitario è donna. Riflessioni operative su un dato storico, psicologico e sociologico
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 144
Questo libro ha l’obiettivo di indagare e osservare il fenomeno della femminilizzazione del settore socio-sanitario focalizzandosi sul ruolo dei caregiver formali ed informali di genere femminile. Attraverso dati, indicazioni e provocazioni si prova a comprendere quanto questo ruolo sia stato voluto o imposto. Spunti che raccontano un’assistenza al femminile che oggi più che mai rappresenta parte integrante del nostro welfare e garantisce un equilibrio fondamentale e complicato delle risorse sociali, economiche e relazionali delle famiglie che costituiscono le nostre società civili moderne
Il lavoro sociale con le persone immigrate
Eduardo Barberis, Paolo Boccagni
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 204
Lavorare con utenti stranieri, o con famiglie di stranieri, è un’esperienza sempre più frequente tra gli assistenti sociali e gli operatori sociali, anche in Italia. Anzi, anche nel nostro paese non è più nemmeno un’esperienza nuova: dopo più di trent’anni di flussi migratori, non possiamo più considerare l’Italia una nuova destinazione. Eppure la centralità della protezione sociale per persone vulnerabili o a rischio di marginalità sociale, come molti immigrati, si accompagna alla marginale attenzione verso la diversità etno-culturale nei percorsi formativi di servizio sociale, e in qualche modo anche nel dibattito interno alla professione. Questo scollamento tra il livello delle pratiche e quello della didattica e delle teorie è uno dei motivi che ci hanno spinti a scrivere questo libro: una guida mirata anzitutto ad accompagnare gli studenti di Servizio sociale dentro la diversità culturale con cui si confronteranno nelle loro traiettorie professionali, oltre che biografiche. Nostro obiettivo è contribuire a potenziare le conoscenze, le competenze e soprattutto la riflessività nel lavoro sociale con popolazioni diverse da quelle autoctone. Un’esigenza cruciale, a nostro avviso, non per ragioni di “buonismo” o per esigenze di “integrazione” o “coesione sociale” non meglio specificate, ma perché il lavoro sociale con gli immigrati stranieri rappresenta un fondamentale banco di prova – sul piano metodologico, organizzativo e deontologico – per le prospettive stesse del servizio sociale professionale.
Cooperazione sociale. Oltre la crisi. La cooperazione sociale Legacoop Emilia Romagna dal 2008 al 2016
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 198
Il periodo 2008-2016 sarà ricordato come il "periodo della crisi": dal fallimento della Lehman Brothers ai primi segnali di una ripresa che nel corso del 2016 si sono accesi anche in Emilia Romagna. La crisi ha duramente colpito settori importanti dell’economia regionale, dal manifatturiero all'edilizia; anche molte imprese cooperative ne sono state travolte. In questi anni, però, la cooperazione sociale Legacoop in Emilia Romagna ha aumentato fatturato e occupati, confermandosi come un pilastro del welfare nella regione. Oltre la crisi quindi, in questi anni, sono andate le cooperative sociali. Cerchiamo di raccontare perché e come in questo volume: attraverso tre ricerche svolte nel 2008, nel 2012 e nel 2016 che hanno coinvolto un panel di circa trenta cooperative. Le cooperative sociali oltre la crisi ci saranno ancora nei prossimi anni, rinnovando il loro impegno e innovando le loro strategie coerentemente con i propri valori e la propria mission.
Primo rapporto dulle misericordie in Italia
Luca Fazzi, Gianfranco Marocchi
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 162
La prima Misericordia è stata fondata nel 1244 a Firenze, e dunque è la più antica organizzazione di terzo settore italiana oggi ancora attiva, e rappresenta un caso, al tempo stesso, emblematico e di grande interesse per capire come stia evolvendo nel nuovo contesto il volontariato organizzato oggi in Italia e quali siano le sfide che esso deve affrontare. Fino agli anni '80 del secolo scorso solo poche Misericordie potevano vantare un'attività sociale molto variegata. Negli ultimi tre decenni si è assistito a una rapida trasformazione che ha portato le Misericordie a interessarsi di una pluralità di ambiti, tra cui trasporti sanitari e sociali, protezione civile, onoranze funebri, gestione di ambulatori e case di riposo, assistenza domiciliare ed ospedaliera, telesoccorso, assistenza a carcerati, anziani, immigrati, portatori di handicap, tossicodipendenti, prevenzione dell'usura, consultori familiari. Il presente volume si propone di raggiungere principalmente due obiettivi. Il primo è di carattere descrittivo finalizzato a delineare il profilo di un movimento ancora scarsamente conosciuto. Il secondo è costituito invece dall'analisi e dalla comprensione dei processi di trasformazione di cui le Misericordie sono state protagoniste negli ultimi trenta anni. Oggi il mondo delle Misericordie è caratterizzato da una pluralità di modelli organizzativi, alcuni rimasti fedeli alla forma dell'associazionismo volontario, altri molto più differenziati e professionali. Come hanno saputo gestire e governare le Misericordie questi processi di trasformazione? Che soluzioni organizzative hanno adottato? E che cosa si può imparare dalla straordinaria esperienza di istituzioni che hanno attraversato i secoli in nome di un ideale religioso e altruistico che è rimasto costante stella polare di tutti i processi di cambiamento? Questi interrogativi sono estendibili alle molte associazioni di volontariato che sono interessate in questo periodo storico da forti dinamiche di cambiamento esterne e interne e che si devono confrontare con il tema di come mantenere saldi i valori costitutivi dell'agire altruistico e volontario senza venire meno al fine di dare risposte ai bisogni emergenti.
Gratta e perdi. Anziani, fragilità, gioco d'azzardo
Fabrizio Arrigoni, Mauro Croce
Libro
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 128
La fotografia classica della solitudine dell'anziano lo mostra a guardare tristemente la strada dalla finestra di casa; oppure seduto su una panchina ai giardini. La foto più gentile lo vede a spasso col cane. Ora si aggiunge un nuovo scatto: su uno sgabello, ipnotizzato da una slot-machine, nella semioscurità in fondo a un bar. Pensionamento, vedovanza, mancanza o lontananza dei figli provocano spesso l'isolamento, da cui origina un sentimento di solitudine, che a sua volta funge da incubatore a uno stato di depressione. Se il lungo tempo libero non viene in qualche modo impegnato e valorizzato, rischia di essere solo un “tempo vuoto”. Riuscire a passare il tempo, a trascorrere bene la giornata, può voler dire cercare soddisfazioni momentanee, rifornirsi di piccoli piaceri, producendo sensazioni che almeno per qualche istante consentano di aprire un varco nel muro della noia. L'illusione e l'emozione di una improbabile vincita al gioco costituiscono uno di questi momenti. Il gioco d'azzardo, infatti, “cattura l'attimo”, con un'eccitazione che inizia con l'idea di sfidare la sorte, prosegue nella trepidazione dell'attesa del risultato, e si conclude con la delusione della perdita a cui si reagisce covando mentalmente la rivincita. L'“industria” del gioco d'azzardo si regge interamente su questa particolare domanda di consumo: un consumo di illusioni, emozioni, eccitazioni e tensione. Gli over 65 hanno acquisito un rilievo sempre maggiore, soprattutto sotto il profilo economico. Le loro illusioni da alimentare, il loro bagaglio emotivo da risvegliare e la loro eccitazione da sostenere, costituiscono un'area di mercato (e di prelievo) appetibile e non trascurabile. Gli autori mettono in evidenza i molteplici aspetti che intrecciano l'azzardo con la terza e quarta età, sgomerando il campo da numerosi equivoci e cliché fuorvianti, e riportano l'attenzione su una “congiunzione”, persone anziane e gioco d'azzardo problematico, che rischia di porsi come una questione critica per il prossimo futuro.

