Mimesis: Filosofie
Di dio e dell'essere. Un secolo di Heidegger
Pierfrancesco Stagi
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 220
Coloro che arrivano. Ricerche storico-filosofiche tra isogonia e isonomia
Fortunato M. Cacciatore
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 176
L'estasi della scrittura. «Emily L.» di Margerite Duras
Alessandra Luciano
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 180
"Emily L." è uno degli ultimi romanzi di Marguerite Duras. Pubblicato nel 1987 intreccia la vicenda di due donne: quella di una scrittrice anziana che vive un amore tormentato con un uomo molto più giovane di lei, quella di una poetessa a cui il marito ha distrutto per gelosia la sua poesia più importante. Si tratta di un romanzo scritto in due tempi, Duras stessa rivelerà di aver inserito la vicenda della poetessa solo in un secondo momento e quando già il romanzo era terminato. Il testo è esito dunque di un decoupage, di cui non si sospetterebbe l'artificio se la sua autrice non lo avesse confessato. Si dipana infatti attraverso una vertiginosa mise en abyme, dispiegata attraverso un gioco di rimandi speculari che tendono a confondere e disorientare la lettura. Rappresenta insomma un oggetto di studio complesso che tende a sfidare le possibilità stessa di analisi non solo semiotiche ma anche critico-letterarie. Il romanzo appartiene alla fase ultima della produzione letteraria di Duras ed è stato accusato di risentire della decadenza intellettuale e fisica della sua autrice... Eppure proprio in questo limite risiede anche la sua segreta risorsa. Intessuto su un dialogo tra la narratrice e il suo interlocutore, l'uomo di cui lei è innamorata, questo sofferto racconto traduce e trasferisce nella e attraverso la scrittura, il vissuto e la vicenda autobiografica di Duras con Yann Andrea, giovane scrittore che condividerà con lei l'ultimo periodo della sua vita.
Pasolini filosofo della libertà. Il cedimento dell'essere e l'apologia dell'apparire
Franco Ricordi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 254
Come disse Moravia al suo funerale, Pasolini fu probabilmente l'ultimo grande poeta (e profeta) italiano. Franco Ricordi, che in questo solco interpretativo lo avvicina a Dante, Foscolo e Leopardi, ne rileva insieme anche la forte autorità filosofica. Ma quella di Pasolini fu una saggistica intuitiva delle condizioni di verità e libertà in cui si trovava, e ancora si trova, il nostro paese. Egli ha per primo denunciato il "Potere dell'Apparire" che, soprattutto a ridosso del fenomeno televisivo, si è imposto in maniera totalitaria e devastante al di sopra di ogni parte politica e ideologica. Più che mai vicino alle tesi di Heidegger, della Arendt e di Gunther Anders, il suo pensiero poetico si sforza di recuperare quella "Parola" (e il suo Teatro si rivela essenziale viatico) che distingue in maniera categorica la diversità dell'essere dall'omologazione dell'apparire nella nostra epoca.
Passaggi al limite. Linguaggio ed etica nei periodi di crisi
Viviana Meschesi
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 140
Antonin Artaud. Scritti sull'arte
Fiorella Bassan
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 128
Razionalità discorsiva e verità. La concezione trascendentalpragmatica di Karl-Otto Apel
Rossella Spinaci
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 224
Passioni nere. Il fondo oscuro dei legami sociali
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 230
Il divenire della bildung in Nietzsche e in Spinoza
Cristina Zaltieri
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 294
I miti del potere. Potere senza miti. Simbolica e critica della politica tra modernità e postmodernità
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 200
Ho visto Junger nel Caucaso. Jonathan Littell, Max Aue e Ernst Junger
Giuseppe Raciti
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 124
Frammento e sistema. Nove istantanee sulla contemporaneità
Roberto Fai
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 252
Da quando l'unità del mondo è visibile nel suo aspetto reticolare - anche questo è l'effetto della globalizzazione, se il web ne è il suo volto "tecnico" -, è davvero impossibile orientarsi. Ora che il mondo è irreversibilmente risolto nella trasparenza delle sue "telerappresentazioni", appare spenta ogni "visione del mondo", ogni weltanschauung. Adesso che al posto del tempo e della temporalità - come leggere altrimenti lo spegnimento di ogni immagine di futuro? -, sono lo spazio e la spazialità a dominare la scena, ci accorgiamo che l'unico dispositivo di "rappresentazione" della realtà è la mera puntualità del presente. Nell'epoca in cui è la piena spazialità ad offrirci il mondo "in presa diretta", la stessa ricerca di un orientamento mostra l'ineffabilità del nostro perturbante spaesamento. In questa ricerca, la coppia frammento e sistema è assunta quale "dispositivo ermeneutico", al fine di comprendere la paradossalità di un mondo che, mentre si installa a sistema compiuto, mostra che le trame dell'esistenza, le condizioni soggettive, l'intero corredo delle Istituzioni ed i nostri saperi vivono e si percepiscono come sparsi e irrelati frammenti. Decostruendo il senso di alcune figure metaforiche (terra, mare, aria, naufragio, senso della fine), luoghi geopolitici (Europa e Mediterraneo) e categorie-concetti (il 'politico', il diritto, la comunità, il dono, l'amicizia, l'abitare, la democrazia), la presente ricerca prova ad offrire alcuni squarci di luce.

