Mimesis: Filosofie
Le pagine del tempo. Scritti sull'arte
Renato Calligaro
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 271
Negli ultimi millenni l'evoluzione culturale ha avuto una tale accelerazione rispetto alla evoluzione biologica, da scardinare quel rapporto di coevoluzione tra cultura e biologia in cui la cultura era ancora un adattamento a garanzia della sopravvivenza nella evoluzione per selezione naturale. Questo squilibrio provoca uno smarrimento delle originarie funzioni e del valore di alcune pratiche, prima fra tutte l'arte. L'operazione arte, in origine sintesi riuscita di comunicazione di significati e di contemplazione di forme con sue specifiche funzioni, regredisce, succube della razionalità filosofica, matematica e scientifica, a mera comunicazione estetica. Si impone allora la domanda se questo tramonto dell'artistico nell'estetico (narrativo, decorativo o matematico) non sia che il sintomo più appariscente di una prossima mutazione antropologica.
Il sistema-Leopardi. Teoria e critica della modernità
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 359
"Sempre nell'ultimo fondo dell'anima mia fui virtuoso, ed amai il bello, il grande, e l'onesto". Così scriveva Giacomo Leopardi nel 1822. Di una tale latitudine di interessi e di motivi poetici, filosofici e filologico-eruditi questo saggio intende rendere ragione, partendo però da un presupposto filosofico forte ed unitario, riassunto nella formula "Sistema-Leopardi". Lavoro lontano da ogni scuola storico-letteraria e filologico-linguistica, ambisce soprattutto a porsi come alternativo alle letture 'minimaliste' e 'frammentariste' prevalenti negli ultimi anni. Il libro è articolato in una meticolosa microanalisi delle maggiori poesie leopardiane, dall'Infinito, al Canto notturno, alla Ginestra, cui fa seguito l'approfondimento del corpus delle Operette morali; un'apposita sezione è riservata al palinsesto dello Zibaldone, oggetto di una trattazione estesa e sistematica. Completa il lavoro la ricostruzione di circa un secolo e mezzo di critica leopardiana: da Gioberti e Nietzsche, passando per Michelstaedter, fino a Croce e Gentile. Fra gli studiosi più recenti ampio spazio è riservato a Binni, Timpanaro e Luporini; per concludere con l'ultima grande lettura filosofica, quella proposta da Emanuele Severino. Leopardi è un grande classico della modernità e solo una interpretazione filosoficamente radicale può rendere il valore di un'avventura intellettuale che incessantemente alimenta la conoscenza e interroga le coscienze.
La matière de l'historie. Praxis et coinnasance chez Jean-Paul Sartre
Florinda Cambria
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 290
La mistificazione di massa. Estetica dell'industria culturale
Riccardo Motti
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 118
Naturalismo e filosofia. Sulle tracce di Wilfrid Sellars
Francesco Gusmano
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 100
Il tempo di sapere. Saggio sull'inconscio freudiano
Antonello Sciacchitano
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 156
Si può definire l'inconscio freudiano? Forse non in modo completo, se è vero che è un sapere che non si sa di sapere. Si convoca allora il tempo necessario per venire a sapere quel sapere che non si sapeva di sapere. In questo saggio l'autore dimostra che il tempo di sapere segue una propria logica, debolmente binaria e costruttiva. In quest'ottica l'inconscio segue una logica affine a quella intuizionista, proposta agli inizi del secolo scorso da Brouwer, sospendendo, tra l'altro, il principio del terzo escluso.
Immagini del disastro prima e dopo Auschwitz. Il «verdetto» di Adorno e la risposta di Celan
Franco M. Fontana
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 218
Il disastro che ha funestato il secolo scorso e che spesso viene evocato con i nomi di Auschwitz e di Hiroshima, non ha solo provocato la distruzione di vite umane e di città, ma ha anche determinato una rottura di civiltà che ha finito col demolire quella fiducia nel progresso tecnico, nello sviluppo e nella ragione umana sulla quale era fondato il pensiero occidentale. Si è trattato di un disastro senza precedenti che non ha lasciato nulla di intatto e che, anche nel campo della manifestazione artistica, ha segnato un discrimine tra un prima e un dopo. Theodor W. Adorno, tra i primi a coglierne il carattere di rottura, nell'immediato dopoguerra, formula un aforisma lapidario, col tempo divenuto celebre: "scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie". Un enunciato troppo spesso ritenuto dalla vulgata del secolo scorso, e non solo, come una sorta di comandamento e di divieto a scrivere poesie. Tuttavia, proprio e solo coloro i quali, anziché "osservarlo" in quanto tale, si sono adoperati nel contrastarlo, hanno finito con l'accettarne, l'inquietudine che ne sprigionava. Primo fra tutti, Paul Celan, il quale, in quanto poeta che scriveva poesie dopo e su Auschwitz, riteneva di esserne il bersaglio principale. Nondimeno proprio il poeta Celan, nel tentativo di contrastare il filosofo Adorno, finirà per confutare, contraddittoriamente, se stesso e gran parte della sua poesia precedente che ancora risentiva delle influenze di Mallarmé e del paesaggio rilkiano.

