Mondadori: Scrittori greci e latini
Omelia sul prologo di Giovanni
Giovanni Scoto Eriugena
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1989
pagine: LXVIII-146
Vite dei santi dal III al VI secolo. Volume Vol. 3
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1989
pagine: LXIV-460
Guida della Grecia. Volume Vol. 2
Pausania
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1986
pagine: LXXXVIII-386
La vita di Mosè. Testo originale a fronte
Gregorio di Nissa (san)
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1984
pagine: 358
Le vite di Temistocle e di Camillo
Plutarco
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1983
pagine: 432
Eneide. Testo originale a fronte. Volume Vol. 1
Publio Virgilio Marone
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1978
pagine: 376
Sull'amore
Marsilio Ficino
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 736
«Platone, il padre dei filosofi, morì a ottantun anni di età, il 7 novembre, giorno in cui era nato, mentre era disteso a un b
Presocratici. Volume Vol. 3
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 720
Si prova un’emozione particolare nello sfogliare questo terzo e ultimo volume della grande antologia dei Presocratici curata da Laura Gemelli-Marciano: quella di vedere i «Sentieri di sapienza» convergere infine verso Atene, o comunque verso quei luoghi della Ionia e della Tracia caduti sotto il dominio ateniese. È qui, verso la metà del V secolo, che il “presocratismo” raggiunge, e talvolta persino temporalmente supera, Socrate. Perché se Anassagora, che con il suo spostarsi dalla Ionia ad Atene apre in quest’ultima una via nuova al pensiero, coincide in parte con Socrate, pur appartenendo a una generazione precedente, l’ultimo dei grandi personaggi che compaiono in questo volume, Democrito, è nato poco dopo Socrate ed è ancora vivo quando sulla scena sono già comparsi Platone e Aristotele. Anassagora – del quale fu adepto e amico Pericle, e forse discepolo Euripide – è il vero iniziatore di un nuovo sentiero. Lo riconobbero coloro che sulla sua tomba posero l’iscrizione: «Qui giace Anassagora, che, a causa della verità, molto lontano si spinse fino al confine dell’ordine celeste». Lo affermò la tradizione, derivata da Platone e Aristotele, cosciente del fatto che alle cause materiali come l’acqua o il fuoco, che pur vedeva infinite, egli aveva per primo sostituito il nous (l’intelletto) come principio ordinatore dell’universo. Era un salto di portata enorme, che dava inizio alla speculazione filosofica propriamente intesa. Il fascino che questo volume emana proviene anche dalla distanza che separa Anassagora da Democrito. Se l’uno è in primo luogo meteorologos, l’altro è davvero polymathes: di tutto si occupa, di tutto scrive; è un presocratico più presocratico di tanti suoi predecessori, pur venendo dopo Socrate. Insieme al suo maestro Leucippo, ha introdotto la teoria dell’atomo, che conosce una fortuna straordinaria nell’antichità tramite Epicuro e Lucrezio, e poi resuscita in maniera assai più scientifica in epoca moderna, ai giorni nostri, insieme alla teoria del vuoto. È anche, però, il primo a trattare del poeta e della poesia: «nessuno» scrive Cicerone, attribuendo l’affermazione a Democrito e Platone, «può essere un buon poeta senza invasamento e senza un certo afflato, come di follia». È un’idea che attraverserà i millenni.
Martiri di Roma. Volume Vol. 2
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 600
Leggere le quaranta passiones che Michael Lapidge ha scelto per i tre volumi dei Martiri di Roma (in questo secondo volume sono quindici) comporta un'esperienza molteplice e affascinante: seguire passo passo la costruzione di leggende agiografiche dai tratti romanzeschi; entrare, grazie alle introduzioni a ogni singola passio e al commento, nella storia effettuale dei primi secoli cristiani a Roma, capitale di un impero che si estende su buona parte dell'Europa e del Mediterraneo; risalire, in molti casi, alle fonti che tali vicende hanno determinato, e quindi fare esperienza di letteratura e filologia insieme; e, infine, girare con occhi pieni di stupore per la città di Roma, le sue straordinarie basiliche, i mosaici risplendenti, le catacombe buie e misteriose, il silenzio nel quale sono immerse. Perché quelle leggende, a Roma, sono divenute edifici reali, in alcuni casi complessi di costruzioni a più strati o uno accanto all'altro. Santa Agnese, in origine la più grande basilica di Roma, alla quale fa ancora capo una serie di cunicoli catacombali, è affiancata dal rotondo mausoleo di Santa Costanza. Santa Pudenziana possiede un mosaico absidale stupefacente, e Santa Prassede, a lei accoppiata nella passio contenuta in questo volume, un'abside e un arco di trionfo dalla decorazione musiva altrettanto stupenda: per di più, attraverso la navata destra, si accede al sacello di San Zenone, dove i mosaici bizantini trasportano il visitatore a Ravenna, in una sorta di mausoleo di Galla Placidia. Cosa, poi, non sono capaci di inventare gli agiografi, e più tardi i costruttori e pittori di chiese, nelle storie che narrano. I tratti salienti della passio di santa Susanna riecheggiano di proposito l'episodio di Susanna e i vecchioni nel Libro di Daniele: e infatti nella chiesa cinquecentesca con facciata del Maderno - edificata sui resti di una casa romana del III secolo e poi su una basilica di epoca carolingia - le decorazioni pittoriche narrano da un lato la storia della Susanna antica, dall'altro quella della Susanna martire delle persecuzioni di Diocleziano. Torture, stupri, miracoli, fulgori angelici e tenebre demoniache, vergini e ufficiali romani, papi regnanti giudicati eretici. Tutto un universo letterario nuovo.
I detti islamici di Gesù
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 512
Gesù e un uomo raggiungono la riva di un fiume e si siedono a mangiare. Consumano due dei tre pani che hanno. Gesù si alza, va a bere al fiume, torna e, non trovando la pagnotta, chiede all'altro chi l'abbia presa. "Non so", risponde. Ripartiti, Gesù vede una gazzella con due piccoli, ne chiama a sé uno, lo uccide, ne arrostisce una parte e ne mangiano. Poi dice al piccolo di gazzella: "Con il consenso di Dio, alzati!", e quello si alza e se ne va. Allora si rivolge all'uomo: "Per Colui che ti ha mostrato questo prodigio, ti chiedo: chi ha preso la pagnotta?"; e quello risponde: "Non lo so". Giunti a un corso d'acqua, Gesù prende l'uomo per mano e i due camminano sull'acqua. Gesù domanda: "Per Colui che ti ha mostrato questo prodigio, ti chiedo: chi ha preso la pagnotta?". L'altro risponde di nuovo: "Non lo so". Arrivati in un deserto, Gesù prende a raccogliere della sabbia: "Con il consenso di Dio, diventa oro", dice, e così accade. Gesù lo divide in tre parti: "Un terzo a me, uno a te e uno a chi ha preso la pagnotta". Quello replica: "L'ho presa io!". E Gesù: "Allora è tutto per te!". È una delle tante storie incantevoli che fanno parte del vero e proprio "vangelo musulmano" contenuto in questo libro: e prosegue poi verso una conclusione sorprendente. Riletture plurisecolari del Gesù dei Vangeli e degli apocrifi, esse ci restituiscono un Gesù musulmano, o un Gesù che parla all'islam, e a noi: "Beato colui che guarda con il cuore, ma il suo cuore non è in ciò che vede".

