Pellegrini: Frontiere oltre al cinema
Cinema, pensiero, vita. Conversazioni con Fata Morgana
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2016
pagine: 380
24 conversazioni apparse su Fata Morgana con grandi figure della contemporaneità, studiosi e artisti che parlano del cinema facendone un luogo del pensiero e una forma di vita. Un viaggio in cui il cinema e l'immagine, più di ogni altra forma d'arte, si riscoprono indissolubilmente legati alla complessità del nostro presente. Per la prima volta riunite e tradotte in inglese in un'unica pubblicazione, queste conversazioni offrono al lettore una costellazione unica di autori e temi per pensare il cinema a partire dal nostro presente e viceversa.
Nanni Moretti. Lo smarrimento del presente
Roberto De Gaetano
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2015
pagine: 254
Nanni Moretti è l'autore italiano che più di altri saputo leggere il presente, riconsegnare i sentimenti, percepirne gli smarrimenti, rappresentarne le fratture. Da "Io sono un autarchico" a "Mia madre", nel cinema di Moretti è in gioco una radicale crisi della presenza del soggetto al mondo, che assume prende le forme della nevrosi e dello spaesamento, e che trova copertura nella costruzione di maschere comiche, esagerate, idiosincratiche, sempre comunque capaci di cogliere profonde verità. È un intreccio di dramma e grottesco, di dolore gioia, in cui si condensano i caratteri di un cinema che ha saputo raccontare come nessun altro lo stato di crisi di un soggetto, di una nazione, di un'epoca. Il saggio di Roberto De Gaetano entra nel corpo vivo del cinema di Moretti, misurando tutta l'incandescenza del suo rapporto con l'attualità italiana (sociale e politica), e con un presente inquieto, irrisolto, molte volte doloroso, spesso comico.
Rapsodia per il teatro. Arte, politica, evento
Alain Badiou
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2015
pagine: 264
Una raccolta completa degli scritti di Alain Badiou sul teatro, dal 1990 ad oggi, che comprende la famosa Rapsodia per il teatro ed altri ulteriori interventi sui rapporti tra teatro e filosofia, teatro e politica e sulla commedia. Pubblicati per la prima volta in Italia, questi testi riconsegnano al lettore l'interezza dell'ultima grande teoria del teatro contemporaneo, il lungo e intenso lavoro di uno dei più importanti intellettuali e filosofi del nostro tempo." Al nostro tempo non importa dell'eternità. È dalla parte del calcolo e dell'istante. La settimana prossima è già fuori dalla sua portata di significato. Ora, il teatro mostra come ogni misura reale del tempo implichi una presentazione dell'atemporale. Il teatro esibisce la connessione massima, quella dell'istante con l'eternità. Costruisce il proprio tempo, nel momento in cui noi sopportiamo la banalità del nostro. Il teatro ci dice che per sapere chi siamo, dove siamo, e quanto vale il nostro tempo, abbiamo bisogno di Amleto, di Antigone, del costruttore Solness, di Berenice, di Galileo, la cui esistenza atemporale è garantita dalla temporalità sperimentale e dalla singolarità dell'evento teatrale" (Alain Badiou).
L'arte di Eduardo. Le forme e i linguaggi
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2014
pagine: 388
L'arte di Eduardo non è un'arte tra le altre, è qualcosa di più. È una delle immagini in rilievo che nel Novecento ha raccontato la ricerca impossibile, ma irrinunciabile, dell'umanità dell'umano che la grande arte non ha smesso e non smetterà di compiere, e ha radicato questa ricerca nello spazio-tempo di una nazione, l'Italia, e a partire da una città, Napoli, che sui confini permeabili dell'umano e del non-umano, della vita e della morte, ha costruito impareggiabili "monumenti" estetici.
Forma e forza. Cinema, soggettività, antropologia
Salvatore Tedesco
Libro: Copertina rigida
editore: Pellegrini
anno edizione: 2014
pagine: 168
Lo sguardo cinematografico costituisce una potente provocazione per il pensiero filosofico, arrivando persino a farsi strumento di misura del suo percorrere la strada che, nell'immagine, sta fra l'energetica delle forze che l'attraversano e le forme in cui essa di volta in volta giunge a risiedere e trova la sua vita. Allo sguardo cinematografico e ad alcune sue condizioni, fra indagine antropologica e questione del vivente, è dedicato questo volume. Da Ejzenatejn a Godard, da Deleuze a Rancière, da Dreyer a Straub, è il progetto antropologico della modernità a costituire il campo problematico su cui ci si interroga in forma originale il presente saggio.
Scarti. Il cinema tra politica e letteratura
Jacques Rancière
Libro: Libro in brossura
editore: Pellegrini
anno edizione: 2013
pagine: 200
"Un giorno mi è capitato di ricevere un premio. Era la prima volta dai tempi lontani in cui avevo finito il liceo. E per di più questo premio veniva dall'Italia. Questa congiuntura mi sembrò rivelare qualcosa del mio rapporto con il cinema: in diversi modi questo paese aveva contato nel mio apprendistato della settima arte: C'era Rossellini, certo, e quella sera dell'inverno del 1964 in cui Europa '51 mi aveva sconvolto..."
Jean-Pierre e Luc Dardenne
Alessia Cervini, Luca Venzi
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2013
pagine: 196
"Siamo tutti esseri unici. È questo il fatto sorprendente. Impossibile sfuggire all'unicità e questa impossibilità è l'impronta dell'esistenza (...). Anche ciò che il cinema coglie è l'unicità di un gesto, di un movimento del corpo, di una voce, un silenzio, un'andatura". Queste parole di Luc Dardenne, tratte dal suo diario, indicano qual è il senso profondo di un cinema che, come nessun altro nella contemporaneità, ha saputo cogliere la singolarità del reale, facendo dell'imprevedibilità dell'incontro l'avvio di un processo di soggettivazione capace di trasformare il personaggio e il cinema stesso. La singolarità evenemenziale del reale non è qualcosa di immediato, ma effetto di un processo, che vede il personaggio passare attraverso la lotta per il riconoscimento (lavoro, paternità), e il cinema attraverso un denso lavoro di composizione.
Carmelo Bene. Il cinema oltre se stesso
Alessandro Cappabianca
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2012
pagine: 200
Quali sono le figure, gli oggetti e i nomi ricorrenti del lavoro di Carmelo Bene? Sono nomi di personaggi teatrali (Amleto, Otello, Macbeth), di burattini (Pinocchio), di poeti (Majakovskij), di poeti/filosofi (Leopardi). Sulle loro variazioni e riprese attraverso le più diverse pratiche significanti, nonché sulle contaminazioni cui queste danno continuamente luogo, è incentrato il presente saggio: fantasmi che vanno, vengono, spariscono, restano in agguato come ossessioni, tornano, si incarnano sulle scene teatrali, sui set cinematografici, in televisione, alla radio, in concerto, sulla pagina scritta, su molteplici varianti e metamorfosi, che riguardano allo stesso tempo il corpo, l'immagine e la voce.
Trame del fantastico. Riflessi e sogni nel cinema
Alessandro Cappabianca
Libro: Libro in brossura
editore: Pellegrini
anno edizione: 2011
pagine: 196
Trame d'ombra, specchi oscuri, intrecci misteriosi. La materia stessa del film, pellicola trasparente e diafana sulla quale si muovono figure d'ombra, induce a pensare che la vocazione privilegiata del cinema sia nel fantastico, come già riteneva Artaud. I fantasmi, silenziose o sonore apparizioni, ci vengono incontro dallo schermo, in bianco e nero o a colori, da Nosferatu a Shutter Island: materia dei corpi come materia di sogni, incubi e visioni, portatori di maschere, generatori privilegiati di archetipi. Metafisico. Fantastico. Film noir. Horror. Termini usuali, ma inadeguati, per certi film. In realtà qui non siamo tanto di fronte a un'inadeguatezza terminologica, che si tratterebbe di superare inventando un termine più adatto, quanto alla generale insufficienza che l'ottica dei "generi" (un'ottica di comodo) dimostra nei confronti di ogni film che investa universi di senso sufficientemente complessi, tali da mettere in gioco qualcosa che potremmo chiamare memoria filogenetica.
Splendore e miseria del cinema. Sulle Histoire(s) di Jean-Luc Godard
Alessia Cervini, Alessio Scarlato, Luca Venzi
Libro
editore: Pellegrini
anno edizione: 2010
pagine: 200
«Che cos'è il cinema? Niente. Che cosa vuole? Tutto. Che cosa può? Qualcosa.» (Jean-Luc Godard).
Tra-due. L'immaginazione cinematografica dell'evento d'amore
Roberto De Gaetano
Libro: Libro rilegato
editore: Pellegrini
anno edizione: 2008
pagine: 128
Le uniche immagini dell'amore che la contemporaneità ci riconsegna sembrano andare dall'oscenità di certe trasmissioni televisive, a film come Parlami d'amore, alla pornografia imperante. Allora, ciò che si dicono i due amici nel film J'entends plus la guitare (1993) di Garrel, cioè che "siamo l'ultima generazione a parlare d'amore", rischia di essere vero. Il cinema ha avuto nel Novecento un ruolo importante nel raccontare l'amore, rappresentando con i generi classici le forme dell'amore-passione e dell'amore-relazione, e con la modernità è stato capace di presentare e nominare l'amore come evento.

