Sellerio Editore Palermo: La memoria
Passavamo sulla terra leggeri
Sergio Atzeni
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2023
pagine: 272
«Non sapevo nulla della vita. Antonio Setzu raccontò la storia e quel che seppi era troppo. Dimenticai per trentaquattro anni. Ora ricordo, parola per parola». Questo romanzo epico e visionario che vuole perpetuare in modo figurato la storia dei Sardi ha due protagonisti: colui che racconta a voce tramandando una tradizione orale, e il narratore che trascrive le parole e riflette contemporaneamente la propria formazione, l'acquisizione di una personale identità come plasmata dall'epopea del suo popolo. S'ard nell'antica lingua significa «danzatori e lettori delle stelle». Un popolo pacifico, la sua origine si situa in una lingua di terra tra due fiumi (allusione, mitica e interpretativa, alla Mesopotamia). Poi la deportazione da parte di «barbari» popoli del mare, la schiavitù, la rivolta e la fuga avventurosa, e l'approdo nell'isola, a cui è dato per la prima volta il nome. Da qui inizia la costruzione della sua civiltà originale. La vicenda generale, «dei millenni di isolamento tra bronzetti e nuraghe», è tramandata intessendola senza sosta di peripezie di donne uomini ed eroi, di cronache di fatti quotidiani, di passaggi di stranieri e stranezze, di battesimi di luoghi e di oggetti, di nascite di riti e arti, di cose memorabili e miti suggestivi. Un'età felice culminante nell'era dei «giudici», i sovrani ereditari - fin dal primo di essi, una donna - dell'autonomia della Sardegna caratterizzata da forme di partecipazione popolare. E una data segna il termine della storia maggiore e delle vicissitudini qui raccontate: il 1409, la fine dell'indipendenza dell'Isola e la conquista aragonese. L'ambizione di Sergio Atzeni, amatissimo scrittore morto ancora giovane (e antropologo, storico delle culture, aedo, cacciatore di storie inattuali), era di raccontare tutta la sua Sardegna e la sua storia millenaria, non attraverso un romanzo storico, ma in una narrazione che fosse eco della sua storia, come appunto nella tradizione orale. Così questo suo ultimo libro ha la singolarità di essere una storia della autocoscienza di un popolo, che «ha la presa di un romanzo d'avventura» (Marcello Fois nell'Introduzione).
Il ritorno di Phineas Finn
Anthony Trollope
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 920
Per quanto ancor giovane, Phineas Finn, l'antieroe di questo grande scrittore vittoriano Anthony Trollope, ha già alle spalle un fallimento e una disillusione amorosa. In anni precedenti era già venuto a Londra, aveva gustato il successo politico, sua vocazione, e il favore delle donne per il suo bell'aspetto; presto però, costretto a ritirarsi, si era rifugiato nel grembo della natia Irlanda. In Il ritorno di Phineas Finn ricomincia del tutto da zero. Non ha più legami e doveri di sorta, essendo restato prematuramente vedovo. Lascia la noia di provincia e tenta nuovamente la via della politica nella capitale. Riannoda le antiche amicizie, soprattutto di donne (Come le donne si presero cura di Phineas è il titolo di un'analisi critica su questo aspetto); coglie l'occasione che la fortuna gli offre per arrivare in cima, ma poi un'accusa gravissima lo precipita di nuovo. Cade però su di un terreno morbido, chissà forse perfino migliore. Questo il filo essenziale della trama. Ma dato che l'intento di Trollope è il dettagliatissimo arazzo della Londra vittoriana dei quartieri alti, al di sotto si intessono altri plot e sottoplot. «L'autore - scrive Rossella Cazzullo nella Notizia - presenta una tela fitta di episodi e situazioni di varia gravità e intensità emotiva: un tentato omicidio e un omicidio riuscito, un caso di discesa nella valle oscura della follia, donne amate e donne che amano perdutamente; giocano poi il loro ruolo dicerie e malevolenze…». Dove alcune personalità femminili risaltano per la piega di tragedia e grandezza che vi imprime la vita. Questo romanzo fu attaccato dalla stampa conformista perché metteva in cattiva luce l'ambiente politico (probabilmente Phineas è ispirato a un deputato conservatore irlandese realmente vissuto). Ed è in effetti un romanzo più cupo e pessimista. Trollope, nella sua immensa produzione, scrisse due cicli che si potrebbero definire della città e della campagna, vale a dire il Ciclo politico (o Ciclo Palliser, in sei romanzi collegati come un unico grande libro ma ciascuno autonomo, di cui questo Ritorno di Phineas Finn è parte) e il Ciclo del Barsetshire. Nel primo, sempre nel suo distaccato umorismo e sempre lasciando completamente ogni giudizio ai lettori, lo scrittore vittoriano è più amaro. E, malgrado il finale sembri sorridere a Phineas Finn, anche su di lui resta sospesa la domanda se sia un vincitore o uno sconfitto dalla pettegola e tentatrice metropoli.
L'isola nuova. Trent'anni di scritture di Sicilia
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 648
Questa antologia, a cura di Gaetano Savatteri, ripercorre i fili del racconto della Sicilia (ma meglio dire: il racconto dell'Italia espresso alla latitudine siciliana) negli ultimi trent'anni con la sua capacità di innovazione e di rielaborazione di una tradizione illustre e determinante. Un'antologia che documenta i cambiamenti, rivelando le nuove voci che hanno saputo parlare a molti, con lingue moderne e insieme antiche. Il paesaggio della narrazione siciliana ha subito fortissime torsioni, ma questa abilità di adattamento è forse la ragione del suo successo. L'anno spartiacque è il 1992, quando le stragi segnano la stagione più cupa della storia recente di Sicilia: Cosa Nostra uccide a Palermo i magistrati Falcone e Borsellino con due attentati che scuotono l'assetto civile dell'Italia. Da allora, la Sicilia ha provato a ridisegnare la propria identità narrativa e letteraria, assumendo un ruolo di reazione e di contrasto rispetto allo stigma di terra «irredimibile». «L'isola nuova», scrive Salvatore Silvano Nigro nella sua Nota, «non è un ritratto della Sicilia ma la storia di un rivolgimento culturale»: dal giornalismo alla graphic novel, dal cinema al teatro, mentre narrativa e letteratura hanno aggiornato i canoni delineati dagli autori che della Sicilia hanno fatto metafora. Il racconto di un'isola nuova, tuttora capace di allestire un potentissimo teatro di suggestioni sul palcoscenico che dalla Sicilia si apre sul resto del mondo. Fulvio Abbate, Simonetta Agnello Hornby, Roberto Alajmo, Stefano Amato, Roberto Andò, Maria Attanasio, Stefania Auci, Pietro Bartolo e Lidia Tilotta, Attilio Bolzoni, Pietrangelo Buttafuoco, Domenico Cacopardo, Antonio Calabrò, Giosuè Calaciura, Davide Camarrone, Andrea Camilleri, Ottavio Cappellani, Cristina Cassar Scalia, Daniele Ciprì e Franco Maresco (con Emiliano Morreale), Gian Mauro Costa, Giuseppe Culicchia, Emma Dante, Alessandro D'Avenia, Nino De Vita, Piergiorgio Di Cara, Giacomo Di Girolamo, Viola Di Grado, Giuseppe Di Lello, Paolo Di Stefano, Davide Enia, Giovanni Falcone (con Marcelle Padovani), Salvo Ficarra e Valentino Picone, Fumettibrutti, Alessia Gazzola, Alfonso Giordano, Silvana Grasso, Silvana La Spina, Dario Levantino, Luigi Lo Cascio, Mario Lombardo, Dacia Maraini, Piero Melati, Melissa Panarello, Michele Perriera, Santo Piazzese, Pif, Evelina Santangelo, Gaetano Savatteri, Franco Scaldati, Elvira Seminara, Domenico Seminerio, Marcello Sorgi, Bianca Stancanelli, Fabio Stassi, Nadia Terranova, Giuseppe Tornatore, Roberta Torre, Giuseppina Torregrossa, Giorgio Vasta, Nino Vetri.
Un mondo tutto mio. Diario dei sogni
Graham Greene
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 176
«Ho deciso di selezionare, da un diario che conta più di ottocento pagine, cominciato nel 1965 e terminato nel 1989, delle scene tratte dal Mondo tutto mio», così Greene definiva il mondo dei suoi sogni. «In un certo senso è un'autobiografia, che inizia con la Felicità e termina con la Morte». Il taccuino sempre sul comodino accanto al letto, Graham Greene aveva l'abitudine di appuntarsi i sogni appena fatti (un'eredità di antiche sedute con lo psicanalista) per poi ricostruire la mattina dopo. Poco prima di morire, dall'enorme materiale, ne scelse alcuni, raggruppandoli in categorie. Il risultato, Un Mondo tutto mio, è l'ultimo suo libro. E non è soltanto la testimonianza, la memoria della sua vita onirica, con tutti i collegamenti che questa poteva avere con una vita da sveglio complicata e strabiliante quale la sua (tra viaggi, spionaggio, noia e depressione, amori, guerre, scommesse con la morte), e con tutti gli scambi con la creatività geniale di uno dei più originali scrittori del Novecento. Si legge come un libro estremamente avvincente prendendolo proprio come racconto, come pura narrativa. Vuoi perché dai suoi sogni Greene traeva continuamente contenuti: «I temi dei romanzi di Greene», scrive Vittorio Lingiardi nella sua Nota, «sono pura materia psichica. Certo, ci sono i conflitti sociali e politici che esplodono in tutto il mondo, ma con loro esplodono anche quelli personali: l'antagonismo, la lealtà e il diritto alla slealtà, il tradimento, il ritorno delle esperienze infantili, soprattutto del rapporto padre-figlio. Non c'è romanzo di Greene che non preveda soluzioni oniriche». Vuoi perché, raccontando sogni, era come se toccasse il punto ideale dello scrivere: descrivere una storia totalmente fantastica, inventata, del tutto separata dalla realtà, avendo però un ancoraggio oggettivo, una sua realtà al di là delle intenzioni di chi la scrive. Come si legge nella Postfazione di Domenico Scarpa: «Se esiste un libro lieve, brioso, energetico, se esiste un libro che esprima libertà allo stato puro, è proprio Un Mondo tutto mio. C'era in Greene il piacere di fare ciò che è la quintessenza del mestiere di scrittore: invitare il lettore a entrare in una intimità realmente accaduta in ogni dettaglio, ma inesistente nella realtà».
La guerra privata di Samuele e altre storie di Vigàta
Andrea Camilleri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 272
Questo volume comprende i racconti inediti "La prova" e "La guerra privata di Samuele, detto Leli". Le altre storie sono state pubblicate in tempi diversi: "L'uomo è forte" in Articolo 1. "Racconti sul lavoro", Sellerio, 2009; "I quattro Natali di Tridicino" in Storie di Natale, Sellerio, 2016; "La tripla vita di Michele Sparacino" in allegato al «Corriere della Sera», 2008 e Rizzoli, 2009; "La targa" in allegato al «Corriere della Sera», 2011 e Rizzoli, 2015. Una rete di storie, ovvero una proliferazione di intrecci sorprendenti, è questo libro di racconti. La consueta concentrazione espressiva, la scrittura scenica di geniale lucidità, e il talento umoristico, consentono a Camilleri di tradurre con spigliatezza il ludico nel satirico, facendo giocare il tragico con il comico: senza però escludere momenti d'incanti emotivi, come nel racconto "I quattro Natali di Tridicino". La raccolta si apre con una «commedia» di equivoci e tradimenti, dai guizzi sornionamente maliziosi. Si chiude con un racconto di mare di potente nervatura verghiana, calato in un mondo soffuso di antica e dolorosa saggezza: «La vita è come la risacca: un jorno porta a riva un filo d'alga e il jorno appresso se lo ripiglia. [...] Ora che aviva portato 'sto gran rigalo, cosa si sarebbi ripigliata in cangio l'onda di risacca?». Nella montatura centrale, tra varie coloriture sarcastiche, si ingaglioffa nell'abnorme e nell'irragionevole. Ora è la vita da cane di un poveruomo, che si araldizza nel gesto finale, nella desolazione estrema di una autoironia catartica sorvegliata dalla moglie: «C'è luna piena, fa 'na luci che pare jorno. E allura vidi a sò marito, 'n mezzo allo spiazzo, mittuto a quattro zampi, che abbaia alla luna. Come un cani. "Sfogati, marito mè, sfogati" pensa. E torna a corcarisi». Ora è la stolidità ilarotragica del fascismo, in due episodi: sull'impostura di un falso eroe patriottico, al quale non si sa come dedicare una targa di pelosa commemorazione; e sulla discriminazione razziale, in un ginnasio, nei confronti di uno studente ebreo che sa però come boicottare e sbeffeggiare, fino alla allegra e fracassosa rivalsa, la persecuzione quotidiana di professori istupiditi dal regime. Si arriva al grottesco di un eccesso di esistenza. All'ignaro Michele Sparacino vengono cucite addosso più vite fasulle. I giornali lo raccontano come «sovversivo», «sobillatore», «agitatore» e infine «disfattista» durante la guerra. È sempre «scangiato per un altro». Ed è ricercato da tutte le autorità. Il vero Michele Sparacino morirà al fronte. Gli verrà dedicata, con tanti onori, una tomba monumentale al milite ignoto. E verrà «scangiato» anche da morto. Un giornalista scriverà infatti: «Avremmo voluto avere oggi davanti a noi i traditori, i vili, i rinnegati, i disertori come Michele Sparacino, per costringerli a inginocchiarsi davanti al sacro sacello...».
Il regno nel sole. 1130-1194
John Julius Norwich
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 720
«Dall'incoronazione di re Ruggero nella cattedrale di Palermo, nel giorno di Natale del 1130, fino a quell'altro e più tetro giorno di Natale in cui la più fulgida corona d'Europa venne posta da un arcivescovo inglese sul capo di uno dei più odiosi imperatori germanici. I sessantaquattro anni che separano questi due avvenimenti sono un lasso di tempo ancor più breve di quanto ci sia dato sperare per la nostra stessa vita, ma costituiscono l'intera durata del regno. Nel corso di questi anni l'isola conobbe il periodo del maggior splendore quando, per la prima e unica volta nella storia, le tre grandi entità etniche e religiose del litorale mediterraneo si fusero, sotto il sole del Meridione, in quel meraviglioso gioiello dalle infinite sfaccettature che fu la cultura siculo-normanna» scrive Norwich nell'Introduzione. «Questo secondo volume della saga degli Altavilla è a sé stante, nel senso che presume che il lettore non abbia letto il primo, o lo abbia dimenticato. Tuttavia, riprende la narrazione dal punto in cui si interrompe I normanni nel Sud. 1016-1130». Il trionfo e la caduta del Regno nel Sole che fu la meraviglia dei suoi tempi è secondo l'autore «una delle tragedie d'Europa», e come tale questo libro la mette in scena. Norwich vuole raccontare la storia, una storia pur sempre dotata di precisione e di fonti, come un romanzo. Deriva da questo l'attenzione verso i personaggi, la cura meticolosa nel tratteggiare i caratteri e i temperamenti individuali, e i connotati delle mentalità collettive. E la forte umanizzazione degli intrecci che movimentavano le fondamentali vicende europee di quel secolo. E le quinte grandiose di questa messa in scena sono nel libro gli splendori dei monumenti, che fondevano gli stili e le tecniche dell'Europa occidentale, di Bisanzio e dell'Islam, e traducevano «quasi miracolosamente i successi politici degli Altavilla in termini visivi». Per cui, i lasciti artistici di questo fenomeno unico al mondo che è la cultura siculo-normanna hanno spazio nel libro, in modo tale «da legarli il più possibile ai loro fondatori, o alle circostanze che li videro sorgere».
Il libro delle parole
Jenny Erpenbeck
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 160
«Perché non avevi latte per me?». In un paese sotto una dittatura al tramonto, una bambina rievoca e narra. Il suo presente, abbastanza privilegiato, le richiama alla mente dei vissuti lontani nel tempo, attraverso brandelli ed immagini che vengono dal passato. Lei desidera ricordare, anzi ne è quasi confusa o colpita; a forza, le scene sono risvegliate da certe parole, filastrocche, canzoni e proverbi, atti suoi e dei parenti, il babbo, la mamma, i nonni. Il fatto che siano brandelli, per lo più ellittici o mimetizzati, rende gli scenari cui alludono più inquietanti, più crudi e più orribili. La bambina non ha chiaro da dove arrivino ma a poco a poco capisce e scopre lo strappo orrendo da cui la sua famiglia proviene. E davanti le resta l'assuefazione oppure l'apatia. Accanto alla rappresentazione esatta dei regimi di polizia visti con occhi incontaminati e innocenti, Il libro delle parole colpisce per il modo in cui è riprodotta l'ansia infantile, contemporaneamente soffocata e crescente, di fronte a una realtà circostante imbevuta di violenza: in prima persona e con un tono infantile che diventa più maturo con l'avanzare dell'età.
Notizia del disastro
Roberto Alajmo
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 240
«Il disastro di Punta Raisi del dicembre del 1978, contrariamente agli altri che in varia misura hanno coinvolto l'aeroporto di Palermo, non ha come scenario un attentato o un complotto. Ha come scenario il destino. Semplicemente il destino. Paradossalmente è stato proprio questo che mi ha spinto a scrivere "Notizia del disastro". Il fatto che dietro ci sia solo il destino. Collettivo e grandioso: ma solo destino. Crudelissimo e ingiusto: ma solo destino. «Avevo cominciato a raccogliere documentazioni e testimonianze, ma qua-si subito ho dovuto fare i conti con le discrepanze che diverse fonti mi prospettavano. Ne è venuto fuori una specie di Rashomon. Come nel film di Kurosawa, ogni testimone racconta la stessa vicenda da diverse angolazioni, finendo per riferirla in maniera discorde e contraddittoria. Da qui la dicitura Romanzo che si trova sul frontespizio di questo libro. A romanzare questa vicenda non sono stato io. Sono stati i suoi stessi personaggi». Il disastro aereo avvenuto il 23 dicembre 1978 - un DC9 proveniente da Roma con 129 passeggeri, schiantatosi in mare per una serie di infauste concomitanze - ebbe solo 21 superstiti, anche se a uscire vivi dall'aereo furono una sessantina. Il resto annegò in attesa dei soccorsi, a poca distanza dalla costa. Di quei passeggeri Alajmo racconta cosa successe subito prima e, per chi visse, subito dopo l'incidente: biografie, coincidenze, eccentricità, illuminazioni, ironie della vita, slanci di generosità e chiusure di egoismo: una trama sorprendente che ha come protagonista il Fato.
Via Polara n. 5
Nicola Schicchi
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 392
«Negli anni dai Venti ai Cinquanta del secolo scorso, il banale appartamento in via Polara 5 al secondo piano non era solo il sito ove i componenti di una nutrita famiglia abitavano, amavano, godevano, nascevano, odiavano, soffrivano e spiravano. Era base, porto, rifugio e simbolo per tre generazioni di una tribù. In quel microcosmo, ogni vicenda era collettiva, regolata dai crismi precisi e immutabili di un sistema solare. Nel fulcro sedeva il gran capo commendatore Giorgio Mandalà, circondato da un nucleo stanziale: moglie Mimì Traina, figlie, figli e servetta. Nella contigua orbita fluttuavano tasselli del clan accasati e formalmente residenti altrove, in pratica sempre presenti, con coniugi e figlioletti: i niputeddi. Su traiettorie più distanti gravitavano cognati, compari, consuoceri, cugini e zii. Più fuori ancora ruotavano parenti di mè parenti chi a mmia un mi vennu nenti, lontani congiunti. Nella cerchia esterna balenavano frequentatori a vario titolo: amici, attuppanti (tappabuchi), compaesani, divuteddi, parrucciani, papas arbëreshë e preti latini. La casa giocava un ruolo fondamentale. Ogni angolo, arredo, mobile, parete o suppellettile brillava di luce propria. Emanava specifici odori. Produceva rumori inconfondibili, associati a sensazioni e vicende precise. Il contenitore era vivente, attivo protagonista, accanto agli umani che lo popolavano, di una storia che si annunciava eterna, ma che fece una volata, bruciando in pochi anni, per dissolversi nel nulla e nel rimpianto di ciò che fu. I giorni non avevano fine. Fitti di avvenimenti spesso ripetitivi, ma diversamente colorati e ricchi di emozioni. Oggi il tempo è usa e getta. Nasce frettolosamente, già vecchio». L'originalità di questo libro di «gente e storie», rispetto a una normale cronologia di ricordi, è che non vi sono comparse. Decine di persone, tante avventure, ma ognuno è il protagonista della sua scena compiuta, tragica o comica. Frammenti del grande mosaico della vita che diventano una sola trama in cui risalta il filo unico. Sono lo specchio della grande biodiversità umana, che nessuno temeva di esibire prima della grande omologazione. E dimostrano l'importanza emotiva in noi della favola del passato. Ma soprattutto il vero protagonista, che queste pagine rievocano, è il tempo, eterno, reiterato ma non noioso.
Il lamento del Tigri
Emilienne Malfatto
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 96
Sulle rive del grande fiume Tigri, nel sud dell'Iraq, una ragazza si accorge di essere incinta. La più grave delle colpe: ha fatto l'amore («il nostro unico rapporto», e nemmeno è stato bello) prima del matrimonio con il suo fidanzato, morto in guerra subito dopo. E adesso sa che deve morire, lo vuole la famiglia, la tradizione e il dominio maschile. «L'onore è più importante della vita. Da noi, è meglio una ragazza morta che una ragazza-madre». Non conta nemmeno, contro l'implacabilità della condanna, l'affetto che pure non manca dei fratelli, o la pietà di qualcuno di essi. Questa attesa della morte è descritta in prima persona dalla giovane «impura». E il suo racconto, che si intenerisce a rievocare un passato più felice, è anche una condanna della incomprensibile guerra portata da fuori, e delle inutili umiliazioni che i «biondi» occupanti sprezzanti impongono agli abitanti. Da coro le fanno i familiari tutti, dalla madre alla piccola sorellina, passando per il fratello che sarà l'assassino e per l'altro fratello «modernista». Costoro spiegano, ciascuno dalla propria posizione, le allucinanti e realistiche motivazioni di un'esecuzione femminicida. Scritto da un'autrice giovanissima, questo è un libro di rabbia e di tristezza. Con l'incedere crescente di una tragedia antica, fa vivere il conflitto tra una persona umana autentica e la crudeltà inesorabile della tradizione dominante; ma è anche l'addio commovente di una ragazzina che vuole continuare a vivere ma non potrà per colpa di un regime secolare di sottomissione.
Le trecce d'oro dei defunti
Alan Bradley
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 360
Durante la festa di matrimonio di Feely, viene ritrovato, affondato nella crema dell’imponente torta nuziale, un dito anulare mozzato. Flavia de Luce – la ragazzina con «il dono del ragionamento deduttivo» e sorella della sposa – grazie alla sua perizia di chimica inizia a indagare.
Mille giorni che non vieni
Andrej Longo
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2022
pagine: 312
Dopo sei anni di reclusione in un istituto di pena, a causa di lunga condanna per omicidio, Antonio Caruso una mattina viene inaspettatamente scarcerato. Sembra che la vita voglia offrirgli una seconda occasione. Ha solo 27 anni e la consapevolezza di aver commesso molti errori; ora quell'occasione vuole sfruttarla. Vuole recuperare l'amore e la stima di Maria Luce, l'adorata moglie che l'ha lasciato non appena ha scoperto che lui aveva ammazzato un uomo. E poi c'è Rachelina, la figlia di sette anni che Antonio ha incontrato solo una volta. Può bastare il desiderio di riconquistare una donna e l'affetto di una figlia che non si è visto crescere, a riscattare una vita sbagliata? O invece il destino di Antonio è quello di perpetrare il male, perché nelle sue vene, come gli ha detto sprezzante il direttore del carcere, scorre solo sangue delinquente? Il destino di Antonio è quello degli eroi, spesso negativi, dei grandi romanzi noir, forse condannati alla sconfitta ma pronti sino alla fine a correre ogni rischio e a combattere qualunque battaglia. Segnato da un personalissimo sentimento della giustizia, da una rabbia in cui convivono il bene e il male, "Mille giorni che non vieni" è un romanzo teso fino all'ultimo respiro, dalle sorprendenti svolte narrative. È il ritratto di un personaggio che insegue se stesso in un labirinto da cui è possibile uscire, ma solo per trovarsi nuovamente al punto di partenza. La tensione che segna ogni pagina non abbandona il lettore neanche a libro finito. Longo mantiene per tutta la narrazione un sentimento puro che incanta, che fa a pugni con le scelte del suo personaggio dettate da quello stesso sentimento.

