Adelphi: PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI
Antologia del ritratto da Saint-Simon a Tocqueville
Emil M. Cioran
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 315
Fra il Seicento e la fine del Settecento, nasce e si sviluppa in Francia un genere che subito raggiunge picchi mai eguagliati in seguito: il ritratto. In poche righe vengono disegnati profili non meno memorabili di quelli di certi personaggi di romanzo. Ma qui si tratta, molto spesso, di persone illustri. Di questi scritti Cioran era un conoscitore portentoso: nessuno dunque meglio di lui avrebbe potuto, attingendo al vasto giacimento dei mémoires, allestire una galleria al tempo stesso così personale e così essenziale: dall'ineguagliabile Saint-Simon, «anima equatoriale», a Madame du Deffand, soavemente feroce sulla marchesa du Châtelet; da Madame de Genlis - che ritrae un Rousseau acrimonioso, ipocrita e vanitoso - a Rivarol, implacabile su Mirabeau; da Talleyrand, «moralista demoniaco», a Madame de Stael e a de Pradt, che vede lo spirito di Napoleone come «un guazzabuglio metà manto regale, metà costume da arlecchino»; da Chateaubriand, che infierisce su Talleyrand, a Benjamin Constant e a Sainte-Beuve - per terminare con Tocqueville. Con una luminosa osservazione a fare da guida: «Il ritratto come genere è nato per lo più dal risentimento e dall'esasperazione dell'uomo di mondo che ha frequentato troppo i suoi simili per non aborrirli».
Il teatro all'antica italiana
Sergio Tofano
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 236
I titoli, a volte, ingannano. Tanto più quando alludono a qualcosa di cui si è del tutto persa la memoria, come il teatro dei primi decenni del Novecento. Sergio Tofano, che ne è stato un grande protagonista, riesce infatti, miracolosamente, a trasformarlo in oggetto non già di uno studio tecnico e solenne, ma di una rievocazione affabile e appassionata, sapiente e arguta, appena attraversata da uno spiffero di nostalgia. Una rievocazione che del teatro d'anteguerra ci fa conoscere dall'interno non solo gli incantevoli e spesso ignoti protagonisti (direttori di compagnia, gigioni e mattatori, caratteristi, importatori, suggeritori e portaceste), ma l'intero sistema di lavoro e l'esistenza più intima: i copioni acquistati in Francia e tradotti con tanta fretta e imperizia da pullulare di dialoghi del tipo: «E scappato un ladro», «Ritenetelo, ritenetelo!»; i repertori dove si mescolano senza alcun intento programmatico D'Annunzio e Feydeau, Sardou e Ibsen, Cechov e Nino Berrini, teatro classico e digestivo, tragedia e Grand-Guignol; la voce di velluto di certe attrici, una recitazione in cui «le parole d'amore parevano squagliarsi in bocca come pasticche», e poi la carrettella e la padovanella, infallibili espedienti per strappare l'applauso; i lunghi viaggi in treno con la sporta delle vettovaglie, le stanze in affitto e i camerini inospitali e maleodoranti, eppure amati come si può amare «il guscio cui si è attaccati». Senza dimenticare il pubblico: appassionato, entusiasta, capace di un vero tifo da stadio - e di un fervore cui Tofano rivolge tutto il suo rimpianto. Con una Nota di Alessandro Tinterri.
Per qualcuno può essere lo spazio
Ettore Sottsass
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 204
Le carte, i disegni, le fotografie di Ettore Sottsass formano uno sterminato continente fisico e mentale - qualcosa come quei caotici storyboard che rendono le pareti preparatorie di alcuni registi più appassionanti del film che ne deriva, o quelle di alcuni poliziotti più interessanti della soluzione del caso. Questo libro rappresenta un inizio di esplorazione degli anni Quaranta-Cinquanta, periodo in cui Sottsass cercava una sua strada nell'unico modo che sembrava essergli congeniale: percorrerle tutte. Accompagnandolo nei primi passi, il lettore sarà sorpreso di trovare un catalogo minuzioso dei colori reperibili negli scompartimenti dei treni americani, un racconto di guerra nei Balcani, un ritratto di Spazzapan (il pittore cui Sottsass sosteneva di dovere tutto), o l'abbozzo di un manifesto artistico. Ma la sorpresa principale sarà scoprirsi, solo dopo qualche pagina, vittima per contagio della sindrome Sottsass, e del suo sintomo più prezioso: un'infinita, e indefinibile, curiosità per tutto.
Messia
Guido Ceronetti
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 124
«Non l'aspetto, non mi pare di averlo mai aspettato» dichiara Ceronetti, senza nascondersi tuttavia che il tema fluttua da sempre nel suo «mondo mentale», anzi è «centrale e sigillato come l'ombelico». Tant'è che soltanto lui poteva darci questo piccolo libro prezioso, in cui, armato solo delle sue domande appassionate e della sua immensa erudizione, egli parte alla ricerca di presenze e testimonianze messianiche nei testi degli autori che da sempre frequenta e ama: da Eraclito a Isaia, da Buber a Dostoevskij, da Rimbaud a Beckett, da Cechov a Kafka. E in tal modo ci indica una via, e ci spalanca orizzonti: perché, ci dice, «pensare messianicamente, sia pure con una forzatura malinconica, trattiene la mente dal precipitare nell'incretinimento generale», e perché nessuno quanto lui sa che, per quanto ignari, si vive tutti nell'attesa del Messia.
Seeland
Robert Walser
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 252
Quello a cui Walser ci invita nelle prose qui raccolte - dove la sua «smania vagabonda» si traduce come sempre in «smania di raccontare» - non è solo un viaggio nella «terra dei laghi» in cui è nato, descritta con un'intensità di sguardo ammaliante. Seeland, ha scritto Walser, è termine «per così dire europeo o universale» e potrebbe essere «in Australia, in Olanda o altrove». E dunque il luogo sospeso e mutevole degli incontri fuggitivi e della narrazione, in cui l'arte del vagabondaggio è tutt'uno con l'arte della parola (come ben sappiamo dalla gemma qui racchiusa, il racconto "La passeggiata") : la riva del lago o una terrazza ombrosa, una locanda o il prato in cui il viandante si stende. Ed è anche, infine, la coscienza, lo slancio verso il mondo di un melanconico che osserva i paesaggi «con lunghi sguardi silenziosi e attenti», lasciandosi cadere «in balia di un incantesimo», nella certezza che chi osserva è a sua volta attentamente osservato: «Laddove mi stupivo, forse ero a mia volta oggetto di stupore; e se l'ambiente circostante mi appariva incerto e ambiguo, la stessa impressione facevo io a lui. Be', se non altro, era una possibilità. La campagna e tutte le sue bellezze avevano occhi, e io ne ero felice».
L'ordine del tempo
Carlo Rovelli
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 216
Come le "Sette brevi lezioni di fisica", che ha raggiunto un pubblico immenso in ogni parte del mondo, questo libro tratta di qualcosa della fisica che parla a chiunque e lo coinvolge, semplicemente perché è un mistero di cui ciascuno ha esperienza in ogni istante: il tempo. E un mistero non solo per ogni profano, ma anche per i fisici, che hanno visto il tempo trasformarsi in modo radicale, da Newton a Einstein, alla meccanica quantistica, infine alle teorie sulla gravità a loop, di cui Rovelli stesso è uno dei principali teorici. Nelle equazioni di Newton era sempre presente, ma oggi nelle equazioni fondamentali della fisica il tempo sparisce. Passato e futuro non si oppongono più come a lungo si è pensato. E a dileguarsi per la fisica è proprio ciò che chiunque crede sia l'unico elemento sicuro: il presente. Sono tre esempi degli incontri straordinari su cui si concentra questo libro, che è uno sguardo su ciò che la fisica è stata e insieme ci introduce nell'officina dove oggi la fisica si sta facendo.
La guerra invernale nel Tibet
Friedrich Dürrenmatt
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 108
«Sono un mercenario, e sono fiero di esserlo». A parlare è il colonnello FD 256323: questo il numero che gli hanno assegnato quando si è arruolato al servizio dell'«amministrazione», venti o trent'anni prima-non ricorda bene, e del resto chi lo conta più il tempo? Allora la terza guerra mondiale con le sue devastazioni nucleari aveva decimato l'umanità e reso inabitabile gran parte del pianeta, e i combattimenti si erano concentrati nel Tibet, «ad altitudini fantastiche, su ghiacciai, morene, dirupi, nei crepacci e sotto pareti a strapiombo», oltre che nello sterminato dedalo di gallerie scavate all'interno di poderosi massicci, dove feroci fazioni avversarie a sorpresa si incontrano e si massacrano. L'unica cosa che conta, come il colonnello sa bene, è non mettere mai in dubbio l'esistenza del nemico, altrimenti come si spiegherebbero il dolore e la sofferenza? Ma ora che è rimasto solo nell'oscurità silenziosa di una caverna, privo di gambe e con delle protesi al posto delle mani-a sinistra un mitra innestato sul braccio, a destra un assortimento di attrezzi polivalenti-, ha tutto il tempo per riflettere. E per incidere con il punteruolo, sulle pareti rocciose nelle viscere della montagna, l'incubo senza fine che ha vissuto - e il suo senso segreto.
Racconti impossibili
Tommaso Landolfi
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 195
Immaginate che un uomo dalla ferrea logica, dopo aver pianificato il delitto perfetto - quello «sognato da ogni delinquente che rispetti se stesso» -, portandolo a compimento si smarrisca nei labirinti della speculazione e finisca per affidarsi al cieco caso. Immaginate poi che in un'altra galassia un professore si proponga di spiegare ai suoi allievi che cos'è la morte, astruso concetto elaborato in un remoto pianeta - «macchiolina pallida» intravista al telescopio -, e che cos'è la vita: ovvero il medesimo concetto rovesciato, giacché noi, qui sulla Terra, chiamiamo vita «ciò che non è morte». Immaginate infine che, mentre designa gli esseri umani da destinare alla morte, un dio noncurante e terribile risponda candidamente all'arcangelo Gabriele che lo interroga sul come e il perché: «Magari a caso», e «Non lo so». Se ci riuscite, allora cadrete fatalmente nella trappola infernale che Landolfi ha teso a tutti noi: costringerci a osservare il mondo (e la nostra sorte e la nostra inane, cavillosa, ricerca della verità) come da una navicella spaziale aliena. E avrete la conferma di ciò che Manganelli scriveva nel 1975: Landolfi sembra nato «all'interno di un universo autonomo, e malamente abitabile, un universo che è insieme grandioso, losco, torbido e stupefacente. Vi accadono miracoli, ma intrisi di una potenza sordida, segni appaiono, non meno minacciosi che enigmatici».
I bassifondi della poesia
Alexander Pope
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 165
Pubblicato nel 1728 all'interno del terzo volume di Miscellanee di Jonathan Swift e Alexander Pope, il Perì Bathous, o L'arte di toccare il fondo in poesia è una divertita esplorazione dei bassifondi del Parnaso, una velenosa spigolatura di assurdità estetiche, un prontuario di sovversione poetica ad uso delle teste di legno erudite - il tutto addobbato nelle contegnose vesti della trattatistica classica sul sublime. Questa spietata disamina delle cause e delle manifestazioni del cattivo gusto in poesia nasce come esercizio collettivo dello Scriblerus Club, il circolo informale di letterati e politici Tory che, a partire dal 1714, furono di fatto proscritti dall'attività pubblica sotto l'incontrastata supremazia Whig. A perfezionare l'opera sarà il solo Pope: la sua condizione di outsider, oltre alla fama e agli anticipi per le sue traduzioni omeriche, faranno di lui il primo poeta inglese capace di fondare il proprio successo soltanto sul pubblico, senza le ingerenze del mecenatismo. Fu una carriera che improntò un'epoca e raggiunse l'apice nelle Imitazioni di Orazio, una serie di satire, odi ed epistole in distici eroici sull'arte e la letteratura. Fra queste, l'Epistola al dottor Arbuthnot - qui pubblicata con testo a fronte - è il coronamento del «lungo malanno» che fu la vita di Pope: un capolavoro che fonde autobiografia intima, struggente elegia dell'amicizia e satira abrasiva in una deflagrante miscela di furia, decorum, malizia, malinconia e felicità espressiva.
L'età vittoriana nella letteratura
Gilbert Keith Chesterton
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 211
G.K, Chesterton era incapace di introdurre anche solo una traccia di moderazione in ciò che faceva - si trattasse di alimentarsi, naturalmente, ma anche di attività per lui ancora più naturali, come leggere, scrivere o parlare. E così quando decise di raccontare attraverso una serie di ritratti - da Bentham a Carlyle, da Dickens a Hardy - l'età vittoriana;, di cui lui stesso era una specie di ultimo, umorale testimone, scrisse questo libro unico e prezioso: una grande satira, che è anche un infinito atto d'amore. Una pagina dopo l'altra, l'intelligenza irrequieta e inclassificabile di Chesterton («Il compito dei progressisti è commettere errori; quello dei conservatori è di impedire che vengano emendati») riporta in vita uno dei grandi momenti della letteratura come l'abbiamo conosciuta, e come continuiamo ad amarla: lasciando spesso graffi, se non piccole ustioni, sulla nostra coscienza di vittoriani postumi, benché in larga parte inconsapevoli.
L'esoterismo islamico
Alberto Ventura
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 224
Ancora oggi, in gran parte del mondo musulmano, sopravvive una ricchissima tradizione speculativa - il Sufismo - che interpreta gli insegnamenti del Corano senza fermarsi al loro significato esteriore e più comunemente accettato. Per quanto considerata talvolta una semplice mistica, questa dottrina esoterica propone in realtà una metafisica articolata e rigorosa. Attingendo ampiamente ai testi dei più importanti maestri sufi, Alberto Ventura offre una sintesi accessibile di tale complesso pensiero, ne analizza i concetti essenziali, ne scioglie le formulazioni paradossali e le solo apparenti contraddizioni. E attraverso continui raffronti con altre dottrine - il Vedànta, il Taoismo, il patrimonio spirituale del Medioevo cristiano -porta alla luce la sostanziale unità di un pensiero che, dinanzi a verità universali, si esprime ovunque in un linguaggio quasi identico - collocandosi così nel solco tracciato da René Guénon, secondo il quale tutte le tradizioni poggiano in ultima analisi su un'unica, antichissima Tradizione primordiale.
Il cadevere rapito
Marcel Jouhandeau
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2016
pagine: 96
«Un originale, un selvaggio, un sapiente, un demonio, il nostro parroco; nessuno sa quale sia la sua pena segreta, né quale insetto l'abbia punto al momento della nascita». Questo dicono di padre Diverneresse gli abitanti di Port-Salut, che lo hanno soprannominato Simon Mago e sono convinti che «nel fondo di quella vita inverosimile» si nasconda un mistero. Tutto di quello strano prete suscita in loro stupore e scandalo: il suo desiderio di solitudine, il suo bisogno di luce e di silenzio; e più di ogni altra cosa li indigna il modo in cui tratta la sua perpetua, alla quale non permette neanche di rifargli il letto. Verrà un giorno in cui giungeranno a sospettarlo di macchiarsi di crimini nefandi - sacrilegio, stregoneria, forse persino incesto - in compagnia della enigmatica signorina Angele, il suo «Angelo tremendo», l'unica a cui egli rivolga la parola. Sullo sfondo di un paesino francese pettegolo, soffocante e feroce, il grande cantore dell'Abiezione tesse con mano magistrale i fili di un dramma metafisico in cui, più ancora che «le Presenze», si avverte «l'essenziale e unica Assenza».

