Aguaplano
Rappresentare la storia. Letteratura e attualità nella Francia e nell'Europa del XVI Secolo
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2017
pagine: 328
Il volume raccoglie i risultati del Convegno internazionale tenutosi a Perugia nell'ambito del progetto PRIN 2010/11. Il progetto si proponeva di indagare il complesso e variegato rapporto tra attualità e letteratura partendo dalla constatazione che i temi letterari del passato si prestano facilmente a raccontare i sentimenti che scaturiscono dalla tragica attualità del XVI secolo francese. Complesso è invece descrivere, con forme e linguaggi adeguati, il presente, gli eventi che segnano la vita di quegli anni. I fatti storici e religiosi, la scoperta del Nuovo Mondo, i rapporti con l'Inghilterra e la Spagna delineano le tappe più significative della vita della monarchia francese e lasciano tracce evidenti nelle opere del tempo. Come ricorda Montaigne, è meno rischioso scrivere sul passato che sul presente. La mancanza della distanza temporale impone cambiamenti nelle forme e nel linguaggio e distorsioni nella lettura del presente. Gli studiosi hanno indagato, anche in una prospettiva comparatistica, la presenza dell'attualità nella letteratura, dal teatro alla poesia, dalla preghiera ai discours, passando per tutti i generi letterari fino alla musica.
Il potere delle passioni, la passione per il potere. Studi di filosofia politica
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2017
pagine: 276
"Qu'une plus belle nüit ne pouvoit précéder le beau iour" . Musica e cerimonie nelle istituzioni francesi a Roma nel Seicento
Galliano Ciliberti
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2017
pagine: 392
«Qu’une plus belle nüit ne pouvoit précéder le beau iour» è il passo che un anonimo articolista della «Gazette de France» pubblicò nella relazione sui festeggiamenti per la canonizzazione di san Francesco di Sales, avvenuta il 19 aprile 1665 in San Pietro in Vaticano. Egli rimase fortemente suggestionato dalla molteplicità dei suoni, dai fuochi d’artificio colorati, dalle luci sfolgoranti che illuminavano a giorno la piazza antistante la grande basilica. Spesso gli stranieri venivano impressionati dalla ricchezza delle cerimonie religiose della Città Eterna: anch’esse erano rappresentazione e spettacolo, e tali simboli colpivano la stessa idea di fantastico che molti viaggiatori portavano con loro dalla Francia. È interessante constatare quanto tale “Roma francese” spicchi tutt’oggi significativamente sia nell’area centrale della Città Eterna (Palazzo Farnese, Villa Medici, la scalinata di Trinità dei Monti), sia nei luoghi di culto delle chiese nazionali (San Luigi dei Francesi, Trinità dei Monti) o delle basiliche romane (cappella di Santa Petronilla a San Pietro e, più ancora, San Giovanni in Laterano). Siti simbolici e immortali che hanno stimolato una messe sterminata di studi, indagini, ricerche sulle relazioni tra Roma e la Francia in ogni campo. Eppure, nonostante questo vasto nonché erudito dissodamento, c’è chi ha evidenziato, come Olivier Poncet, quanto la rete delle chiese nazionali francesi richieda ancora oggi un grande sforzo di sintesi, che permetterebbe di superare il ridotto orizzonte delle monografie specifiche. Questo libro cerca di colmare tale lacuna storiografica limitatamente a un ambito specifico: la musica. Le ricerche che qui trovano approdo riguardano, infatti, tutto ciò che concerne la produzione musicale nelle istituzioni religiose francesi di Roma: San Luigi dei Francesi, Sant’Ivo dei Bretoni, il convento e la chiesa dei Minimi francesi della Trinità al Monte Pincio (Trinità dei Monti), San Dionigi alle Quattro Fontane, San Nicola dei Lorenesi, San Claudio dei Borgognoni; non trascurando le cappelle francesi a San Pietro (Santa Petronilla) e a San Giovanni in Laterano (la messa di Santa Lucia) e le fondazioni francesi nel santuario di Loreto. Un’indagine a tutto campo condotta attraverso un corpus documentario estremamente ampio: fonti d’archivio, antichi inventari di musiche, relazioni, dispacci, cronache, lettere, libri liturgici e, soprattutto, musiche a stampa e manoscritte considerate come documento/monumento necessario per la ricomposizione dei diversi contesti istituzionali. Al centro di questa ampia narrazione si collocano il fastoso mecenatismo degli ambasciatori di Francia presso la Santa Sede e la musica prodotta e scritta in/per queste istituzioni, aspetto finora completamente trascurato. L’individuazione del repertorio superstite (salmi, antifone, mottetti e messe polifoniche), la sua rigorosa inclusione nel quadro liturgico del cerimoniale utilizzato, nonché la complessa ricostruzione di un preciso contesto liturgico in cui inserire tali musiche hanno costituito il fine ultimo di questo libro. Correlando poi fonti musicali e cerimoniale si è potuto individuare – recuperandolo – tutto un nucleo di composizioni che altrimenti sarebbe rimasto sommerso.
Il manoscritto 2674 della Biblioteca Augusta di Perugia. Matricola e Statuto dei Tavernieri trascritti e tradotti in italiano da Giuseppe Belforti
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2017
pagine: 164
Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita. Catalogo della mostra (San Pietro in Perugia, 8 aprile-1 ottobre 2017)
Libro: Libro rilegato
editore: Aguaplano
anno edizione: 2017
pagine: 344
Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, «un quattrocentista smarrito nel Seicento» secondo la definizione di Adolfo Venturi, è il protagonista di una grande esposizione nel Complesso monumentale di San Pietro in Perugia. Dopo duecento anni viene finalmente riunita la sequenza di diciassette opere realizzate per l'abbazia, grazie al prestito della stupefacente «Immacolata Concezione» del Louvre, requisita nel 1812 da Dominique-Vivant Denon, «occhio di Napoleone» e primo direttore del museo parigino. Un'occasione storica e irripetibile per approfondire la figura del Salvi, erede di Raffaello e Perugino in dialogo con le istanze barocche e naturalistiche del suo tempo. Documenti inediti e fonti d'archivio forniscono nuovi dettagli sulla vita dell'artista e sull'ambito delle sue committenze, mentre capolavori provenienti da musei e collezioni private entrano in un serrato confronto con i Tesori della Galleria d'Arte di San Pietro, con opere dello stesso Pietro Vannucci e dello Spadarino.
La Tv prima e dopo Carosello (1939-1977)
Fabio Melelli
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2017
pagine: 120
Demonizzata, esaltata, superata dalle nuove tecnologie, la Tv costituisce un pezzo della nostra storia recente e uno spaccato della società italiana e dei suoi cambiamenti. Carosello, dal 1957 al 1977, ha scandito le sere di adulti e bambini con animazioni e sketch pubblicitari che hanno saputo raccontare l’Italia di quegli anni restando nella memoria e nel linguaggio comune grazie a personaggi e testimonial d’eccezione. La mostra perugina sulla Tv prima e dopo Carosello esplora – con ambientazioni, filmati, oggetti d’arredo – lo spazio domestico degli anni cinquanta-settanta; anni in cui l’avvento della Tv ha modificato il concetto stesso di focolare familiare, trasformando l’elettrodomestico in un medium in grado di influenzare comportamenti e modelli culturali e sociali. Un reciproco gioco di specchi in cui la televisione rifletteva la società e, nel contempo, la trasformava. Il libro-catalogo a corredo approfondisce questi aspetti, attraverso schede storico-tematiche, documenti, immagini e una ricca sezione di interviste ai protagonisti di quegli anni, artigiani e geniali innovatori che hanno messo in scena una irripetibile rivoluzione pop.
Origini e sviluppo dell'oratorio perugino di San Filippo Neri (1613-1715) (rist. anast.)
Alvaro Mengarelli
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2016
pagine: 304
Di alcuni pittori giotteschi nella città e nel territorio di Assisi
Pietro Scarpellini
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2016
pagine: 104
Dal delicato stupore con cui il Maestro di San Damiano accoglie le primizie del linguaggio di Giotto all'interpretazione originalissima del Maestro di Figline, fino a Puccio Capanna, il più sorprendente fra tutti i moderni della seconda generazione giottesca: nel 1969 la magistrale lezione di Pietro Scarpellini squarcia il velo di indifferenza che copre la cultura figurativa del primo Trecento umbro, restituendo il fermento del laboratorio di Assisi, il più vivo e aperto centro di cultura pittorica dell'epoca. Dall'oscurità riemergono così maestri "minori", ora raffinati e lirici ora violentemente espressivi che, attraverso e oltre Giotto, partecipano alla rinascenza del XIV secolo.
Varde. Poesie in dialetto garganico di Mattinata
Francesco Granatiero
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2016
pagine: 88
Una voce potente e ancestrale che attinge alla lingua madre, fonte originaria di ogni "dire", ruvida e necessaria come il nodo di un ulivo e in grado di scorticare il pensiero per interrogare il senso del tempo, della memoria, del vissuto.
Leonardo Scaglia. Sculptor gallicus tra Umbria e Marche intorno alla metà del Seicento
Francesco F. Mancini
Libro: Libro rilegato
editore: Aguaplano
anno edizione: 2016
pagine: 480
Leonard Chailleau, conosciuto in Italia come Leonardo Scaglia, fu artista poliedrico ed eccentrico - scultore, decoratore, stuccatore, disegnatore, progettista - capace di organizzare considerevoli imprese decorative e di stringere rapporti con alcune delle più importanti botteghe umbre e marchigiane intorno alla metà del Seicento. La monografia di Francesco Federico Mancini restituisce alla storia del Barocco italiano la vicenda, fino a oggi quasi del tutto inedita, di monsù Leonardo, pubblicandone per la prima volta il catalogo e ricostruendo, anche sulla scorta di una cospicua indagine archivistica, le tappe del suo impegno artistico: la pregevole decorazione degli altari di San Fortunato in Perugia, l'oratorio di San Benedetto a Fabriano, gli altari di San Medardo ad Arcevia, la stupefacente impresa decorativa della chiesa di Santa Lucia a Serra San Quirico, il rientro in Umbria, nella città di Foligno, dove il figlio Giuseppe prosegue l'attività di intagliatore, fino ad essere ascritto tra i maggiorenti della città.
I tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Francesco F. Mancini
Libro: Libro rilegato
editore: Aguaplano
anno edizione: 2016
pagine: 240
Il catalogo della mostra ospitata a Palazzo Lippi Alessandri in Perugia (21 marzo-20 novembre 2016) rende conto della notevole raccolta della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Una selezione che rappresenta al meglio lo spettro cronologico che va dal tardo Medioevo alla metà del Settecento, con attenzione particolare alla produzione artistica della città di Perugia e dell'Umbria. Da Matteo da Gualdo all'Alunno, da Perugino a Pintoricchio a Signorelli, da Giovanni Baglione a Pomarancio, da Pietruccio Montanini ad Alessio De Marchis, da Pier Francesco Mola a Guercino: molti di questi dipinti sono esposti in mostra - e pubblicati a catalogo - per la prima volta. Il volume, organizzato per agili schede in lingua italiana e inglese, è presentato da Vittorio Sgarbi e offre un cospicuo saggio del curatore Francesco Federico Mancini.
Il caravaggismo nelle collezioni di Perugia
Silvia Blasio
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2016
pagine: 72
Nel quadro della mostra sui "Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia" (Perugia, 21 marzo-20 novembre 2016), la Sala del Consiglio di Palazzo Lippi Alessandri ospita una selezione di opere che, in maniera diretta o indiretta, si rifanno alla lezione di Caravaggio. Perno della sezione è "La fuga del giovane nudo", il grande dipinto di Giusto Fiammingo già nella collezione Giustiniani di Roma. Accanto a questa tela vengono esposti i due magnifici Valentin de Boulogne della Galleria Nazionale dell'Umbria; una tela raffigurante "I cinque sensi" e due quadri del cosiddetto Maestro di Baranello, un raro pittore di cultura caravaggesca, della Fondazione Orintia Carletti Bonucci; un notevole San Giovanni conservato dalla Fondazione Marini Clarelli Santi; l'intrigante "Cuciniera" attribuita allo Pseudo-Salini, recentemente entrata nel patrimonio della Fondazione (Collezione Alessandro Marabottini). L'esposizione include tre dipinti provenienti dal collezionismo privato: uno attribuito a Paolo Guidotti, di forza espressiva e incisività realistica, uno attribuito a Jan Janssens e uno, di grande intensità, raffigurante "Dedalo e Icaro", ritenuto di Orazio Riminaldi.

