De Luca Editori d'Arte
Lo specchio dei principi. Il sistema decorativo delle dimore storiche nel territorio romano
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 247
Questo volume raccoglie i primi cinque studi della collana "Produzione Artistica e committenza nel Territorio Romano - Secolo XVI", nata negli anni Novanta presso la cattedra di Iconografia e Iconologia dell'Università di Roma La Sapienza. L'opera allora edita e oggi riproposta voleva focalizzare e diffondere la conoscenza del tessuto artistico del territorio romano, spesso poco noto o devastato dall'incuria, dal cambiamento di destinazione dei luoghi da parte di privati che ne avevano stravolto l'antico uso e aspetto. La ricerca che sottende a queste pubblicazioni, ha anche lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica non solo alla consapevolezza ma alla tutela della nostra storia, fatta non solo di capolavori da musealizzare, ma di testimonianze da salvaguardare. Il metodo intrapreso è quello di una sorta di geografia artistica, di indagine sul territorio volta a mettere a fuoco i rapporti fra centro e periferia. Grande è l'uso di materiali d'archivio che costituiscono un valido strumento che possa ricostruire non solo in termini di spazio ma anche di tempo la storia delle singole famiglie, che spesso commissionavano opere ispirate che dettavano moda a Roma. Questo primo volume sarà incentrato sull'antico patrimonio di San Pietro oltre ai due casi dislocati verso est della campagna romana, dove le residenze del Colonna e dei Santacroce introducono interessanti temi decorativi e testimonianze di una rete artistica del lavoro delle botteghe sul territorio.
I Barberini e la cultura europea del Seicento. Atti del Convegno internazionale (7-11 dicembre 2004)
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 704
Questi atti, a cura di studiosi del calibro di Lorenza Mochi Onori, Sebastian Schùtze e Francesco Solinas, hanno coinvolto più di sessanta studiosi di rango internazionale e di giovani ricercatori che hanno scandagliato i diversi aspetti del mecenatismo culturale ed artistico di papa Urbano Vili Barberini (reg.1623-1644) e della sua famiglia. Il vasto fenomeno, politico e sociologico, e la sua irradiazione europea investì le scienze e la pittura, la poesia e le arti in tutte le sue accezioni, da quella decorativa a quella dei giardini, l'architettura e gli studi eruditi, la musica e lo stesso protocollo della corte di Roma. Il "secolo" dei Barberini è approfonditamente studiato nei sessanta saggi racchiusi nel volume di Atti che presenta al pubblico scoperte e documenti inediti sull'argomento.
Le capitali della festa. Italia centrale e meridionale
Libro: Libro rilegato
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 464
La straordinaria moltiplicazione degli eventi festivi in Italia nel Sei-Settecento e la ricchissima documentazione in forma di descrizioni manoscritte o a stampa, incisioni, dipinti, fanno della festa il laboratorio privilegiato del barocco. "La festa" infatti rappresentava al massimo grado l'unificazione delle arti visive e favoriva la collaborazione di una miriade di mestieri e tecniche diverse su uno stesso evento e, molto spesso, le idee e soluzioni che artisti e committenti trovano nell'apparato provvisorio costituivano uno spunto per le opere stabili. "Le capitali della festa" è frutto di più di vent'anni di studi, manifestazioni e pubblicazioni, e nasce dalla sinergia tra diverse istituzioni italiane e propone per la prima volta uno sguardo d'insieme su questa materia, sia nell'ottica dei centri maggiori che dei fenomeni periferici. Diviso per regioni e animato dai maggiori specialisti del settore, per maggiore efficacia è articolato in due tomi, II primo affronta i casi di studio dell'Italia settentrionale e il presente quelli dell'Italia centro-meridionale.
Riccardo Tommasi Ferroni. Catalogo della mostra (Forte dei Marmi, 16 luglio-15 settembre 2008)
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 142
Questo volume è il catalogo della prima mostra antologica dopo la sua scomparsa (settanta dipinti, trenta disegni, sette sculture e una serie di acqueforti) e rappresenta l'omaggio della Versilia a Riccardo Tommasi Ferroni (Pietrasanta 1934 - Pieve di Camaiore 2000). Pittore figurativo di talento, precorse gran parte delle correnti pittoriche contemporanee alla riscoperta della classicità, senza mai rinunciare a una sottile ironia, a un sarcasmo a volte dissacratorio, a una fervida fantasia sostenuta da una altissima maestria tecnica. A questo proposito ricordiamo l'episodio che, proprio per lo scalpore che suscitò, meglio lo caratterizza: un suo disegno giovanile fu ritenuto, da uno dei massimi esperti di Leonardo da Vinci, un foglio preparatorio per la "Battaglia d'Anghiari". Il catalogo, oltre al testo introduttivo di Philippe Daverio, propone un'ampia antologia critica, con testi, tra gli altri, di Fortunato Bellonzi, Antonello Trombadori, Luigi Carluccio, Enzo Carli, Leonardo Sciascia, Enzo Siciliano, Vittorio Sgarbi e Marco Vallerà.
Franciska Stenius
Libro: Copertina rigida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 140
La vita e l'arte di Franciska Stenius è legata alla Finlandia e all'Italia. La Finlandia è la sua patria d'origine, dove sono le radici della sua famiglia; l'Italia è il paese dove vorrà mettere le sue radici, scegliendola come sua nuova patria. Nella sua pittura si ritroverà, come in un diario intimo, la ricerca di identità tra i due luoghi amati: il nord dalla luce monocroma che parla di silenzi, e il sud pieno di colori splendenti e vivi. Questo doppio amore accompagna la produzione artistica di Franciska Stenius e si esprime sia nella sua pittura dal vero, sia nella ricerca astratta e materica. I suoi primi studi d'arte avvengono a Roma, presso lo studio di Vladimiro Franchetti a Villa StrohlFern e proseguiranno a Helsinki sotto la guida di Unto Fusa, Torger Enkell e di Ake Hellman. Ritorna ben presto a Roma, dove decide di stabilirsi e a soli 22 anni prende uno studio dove comincia a dipingere. La sua pittura viene premiata nelle mostre giovanili in Italia, finché, nel 1970 ha la sua prima personale alla Galerie Artek di Helsinki. Attenta alla ricerca astratta e materica degli anni '60, sperimenta nuove tecniche e si tiene costantemente aggiornata confrontandosi con artisti quali Afro, Burri, Turcato, il gruppo di Forma 1, come anche con i grandi protagonisti dell'arte europea e americana. Accanto alla ricerca astratta, Franciska Stenius continua a dipingere dal vero: i numerosi ritratti di familiari e amici costituiscono un filo mai interrotto che la lega negli anni ai suoi cari.
Puglia. Volume Vol. 1
Vincenzo Cazzato, Marcello Fagiolo, Domenica Pasculli Ferrara
Libro: Libro rilegato
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 683
II fenomeno "Barocco" nel barese e nel foggiano, in gran parte rimosso in questi due ultimi secoli, sia nella memoria collettiva sia nelle testimonianze storiografiche, quando non sia stato materialmente annullato dalle demolizioni o dagli sconsiderati restauri di "ripristino al romanico", vede un primo rifiorire degli studi soltanto a partire dagli anni Cinquanta del nostro secolo, senza però travalicare ambiti circoscritti. Con questo volume, frutto di sistematiche ricerche, Terra di Bari e Capitanata entrano finalmente, con i loro molteplici e interessanti aspetti architettonici e decorativi, a far parte del panorama del Barocco nazionale.
La Pinacoteca del Museo nazionale «G. A. Sanna» di Sassari. Catalogo storico-documentario
Gianpietro Dore
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 526
Il Museo di Sassari nasce fin dalla sua costituzione, nel 1878, come un organismo polivalente. Esso era formato, oltre che da reperti archeologici, da una collezione di oltre 250 dipinti raccolti da Giovanni Antonio Sanna e da lui destinati per legato testamentario alla città di Sassari e che solo nel 1932 trovarono adeguata sistemazione nell'edificio che gli fu dedicato. Nelle successive ristrutturazioni, la Pinacoteca sassarese si è ulteriormente arricchita di opere moderne e contemporanee fino a raddoppiare la propria consistenza tanto da presupporne il trasferimento in una sede più idonea. Della stessa, per oltre vent'anni, è stato curatore scientifico Gianpietro Dore che attraverso un rigoroso lavoro di archivio ha potuto raccogliere, verificare e collazionare gli sparsi scritti in merito ed ha effettuato attenti riscontri sulle singole opere. Il catalogo della collezione è strumento per la rivalutazione di questo importante patrimonio della Sardegna settentrionale: in esso, oltre ai saggi sulla genesi e la storia della raccolta e la personalità del suo creatore, sono documentate integralmente tutte le opere d'arte della pinacoteca, realizzate da artisti appartenenti a diverse epoche e scuole italiane e d'Oltralpe che le schede scientifiche contribuiscono in molti casi a far emergere dall'anonimato. Interessante è poi la presenza di molte opere d'artisti sardi dei quali si presentano nel libro anche alcune xilografie.
Libri delle antichità. Napoli. Volume Vol. 7
Pirro Ligorio
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: XIX-499
L'opera "Libri delle antichità. Napoli" di Pirro Ligorio è conservata in codici manoscritti presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, Codici ligoriani 1-10. Nell'obiettivo implicito di poter pubblicare i suoi "Libri dell'antichità" con l'aiuto del cardinale, Ligorio allestì e vendette infine nel 1567 la magnifica serie dei 10 codici come sistematizzazione sia pur parziale del suo progetto originario in "quaranta libri" (di cui parla già nel 1553). La serie ligoriana divenne una gemma della biblioteca-museo di Palazzo Farnese, poi nel Settecento fu trasferita a Napoli dal re Carlo di Borbone, erede di Isabella Farnese, e si trova tuttora nella Biblioteca Nazionale. L'opera di Ligorio è stata suddivisa in 10 volumi, corrispondenti a altrettanti codici. Questo volume, il settimo, tratta dei "Libri delle iscrizioni latine e greche (Libri XXXIV-XXXVIII, codice XIII B.7), è di eccezionale importanza per l'apparato illustrativo, ed è dedicato alla epigrafia, e in particolare agli "Epitaphii dell'antiche memorie de' sepulchri" greci e latini, ordinati secondo categorie differenziate.
Napoli 1836. Le stanze della regina madre. Catalogo della mostra (Roma, 21 novembre 2008-29 marzo 2009)
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 95
Nella collezione della casa museo di Mario Praz è esposto un dipinto di Vincenzo Abbati che rappresenta Maria Isabella di Borbone , Infanta di Spagna, vedova di Francesco I Re delle due Sicilie e madre di Ferdinando II. Il dipinto la mostra in uno dei salotti della sua Villa a Capodimonte, Villa Gallo poi Del Balzo, nell'anno 1836. Rimasta vedova nel 1830 Isabella ha acquistato nel 1831 questa Villa e ne ha affidato il completamento all'architetto Antonio Niccolini, che già nel 1809 vi aveva eseguito dei lavori per il Duca del Gallo. Tre anni dopo, Isabella convolerà a nuove nozze con il Conte Francesco Del Balzo. Presso le famiglie dei discendenti del Del Balzo è stato possibile recuperare la maggior parte degli arredi raffigurati nel dipinto, che elencati nell'inventario allegato al testamento di Francesco del Balzo del 1857, ne hanno seguito le vicende ereditarie. La possibilità di accostare al dipinto dell'Abbati gran parte dei mobili e degli arredi in esso riprodotto, grazie alla disponibilità dei discendenti del Del Balzo, ci consente di ricostruire nella saletta espositiva del museo Praz uno di quegli ambienti di gusto tipicamente prazziano dove il limite tra la realtà e la sua riproduzione sembra annullarsi in un gioco di rimandi speculari, analogo a quello istituito dallo stesso Praz in molti degli ambienti della sua stessa casa, con i dipinti e gli oggetti in essa conservati.
L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 543
La devozione verso l'Immacolata Concezione ebbe un notevole incremento a partire dalla seconda metà del Quattrocento e sin da allora furono, in particolare, i sovrani spagnoli a farsi promotori di diverse iniziative, volte alla promulgazione del dogma. Ciò trovò un importante riflesso nelle arti visive, sia in Spagna sia nei territori che rientravano, a diversi livelli, nella sua sfera di influenza. Finora non erano mai state portate avanti indagini sistematiche inerenti le realtà geografiche considerate in questo volume, che raccoglie ventitré saggi inerenti la Calabria, Napoli, Roma, la Repubblica di Genova e lo Stato di Milano. Le ricerche qui pubblicate esplorano realtà culturali finora rimaste ignorate ed hanno permesso di recuperare all'attenzione degli studi una produzione artistica che comprende, oltre ai più noti capolavori, opere di grande pregio, molte delle quali ancora inedite. Proprio perché l'obbiettivo che posto era quello di ricostruire il tessuto artistico e culturale, in senso lato, esplorando anche la funzione della creazione figurativa nella vita della civiltà, del volume fa parte anche una ricerca dedicata ad una ricorrenza festiva, con antiche radici storiche, tuttora celebrata, l'otto dicembre, con grande fede e partecipazione: la suggestiva e sentita festa dell'Immacolata di Marina di Nicotera. Da sottolineare, infine, che la maggior parte delle opere prese in considerazione vennero realizzate quasi tutte da artisti italiani.
La circolazione della scultura lignea barocca nel Mediterraneo. Napoli, la Puglia e la Spagna. Una indagine comparata sul ruolo delle botteghe: Nicola Salzillo
Isabella Di Liddo
Libro: Copertina rigida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 465
Il presente studio sulla circolazione della scultura in legno in età barocca tra Napoli e la Spagna mira a mettere in luce l'intenso scambio di opere d'arte nel Mediterraneo occidentale attraverso i Porti di Napoli, della Puglia, di Genova, di Cagliari e della Spagna. Dall'indagine comparata delle fonti scritte e iconografiche è emerso il ruolo determinante della committenza spagnola: da quella vicereale, nobile ed ecclesiastica, alle confraternite. È apparsa sempre più l'importanza dell'apporto dato dalle botteghe napoletane allo sviluppo della statuaria lignea del Sei-Settecento in Spagna, sebbene non fu solo un fenomeno di importazione ma di proficuo e reciproco scambio. Da questo studio comparato è emersa la figura di Nicola Salzillo e la sua effettiva presenza presso la bottega a Napoli di Aniello Perrone dal 1687 al 1697, con gli altri allievi Pietro e Gaetano Patalano. Da centinaia di volumi (1687-1697) consultati presso l'Archivio Storico del Banco di Napoli ben 40 documenti trascritti sono relativi a scultori del legno; è stato possibile quindi realizzare il Catalogo delle opere di Nicola Salzillo tra Santa Maria Capua Vetere e la Spagna e alcuni "corpus" di opere di artisti (Domenico De Simone, Vincenzo Ardia, Gaetano e Pietro Patalano) facenti parte della bottega di Aniello e Michele Perrone citati dal De Dominici e di altri operosi all'epoca. Molto più noti sono gli artisti napoletani Nicola Fumo e Giacomo Colombo, a cui viene dedicato un paragrafo relativo alle opere in Spagna.
Roberto Almagno. «Il presepe foresta» e altre opere dal 1989 al 2008
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2008
pagine: 62
"Lo spirito abita il legno", ha scritto Roberto Almagno. Questo volume, che ha al centro i 25 personaggi de "Il presepe foresta", mette in luce l'originaria carica espressiva dell'artista di Aquino e l'importanza del suo alunnato con Fazzini. Quanto conti, poi, nel suo lavoro, il legno e i suoi derivati quali il carbone, la cenere e la fuliggine, viene messo in evidenza dalle altre 10 sculture datate 1989-2008 e dai 25 disegni del 1997-1999 che arricchiscono il catalogo. La scultura ricusa la policromia coniugando il tempo con l'accumulo di sottilissime patine scure necessarie per evitare ogni alterazione del modellato già sottoposto alla prova dell'acqua e del fuoco, il disegno decifra la flagranza dell'istante, la sua assenza di gravità, la sua vitalità costruttiva.

