Edizioni di Storia e Letteratura
Storie di eroi greci raccontate a mio figlio
Barthold Georg Niebuhr
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 136
Dal suo esordio nel 1842, questa piccola opera di Barthold Georg Niebuhr ha conosciuto numerose edizioni in varie lingue. Questa è la prima versione italiana integrale con la riproduzione delle dodici tavole originali di Friedrich Preller. A partire da miti già selezionati da Igino nel I secolo d.C., le storie degli eroi della Grecia classica vengono qui narrate dal celebre antichista come fiabe per il figlio Marcus, allora bambino, e di questa originaria destinazione conservano ancora oggi tutta la loro attrattiva. Età di lettura: da 6 anni.
La rivolta cattolica
Igino Giordani
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 288
Manifesto, secondo «La Rivoluzione liberale», del «nuovo pensiero cristiano-democratico», Rivolta cattolica mescola testimonianza personale, analisi storica, riflessione politica e proposta ideale. Dopo gli orrori della guerra, la Chiesa di Roma resta per Igino Giordani l’unica autorevole voce in grado di ergersi a difesa dell’umanità dell’uomo, ma proprio per questo, rifiutando di farsi instrumentum regni, essa deve opporsi risolutamente alla barbarie fascista. Libertà e fraternità, secondo Giordani, costituiscono il messaggio del cristianesimo, in particolare nell'esperienza mistica, che investe gli individui di concrete responsabilità sociali e politiche.
Novecento all'Indice. Gabriele D'Annunzio, i libri proibiti e i rapporti Stato-Chiesa all'ombra del Concordato
Matteo Brera
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 384
Sulla base di una documentazione ancora largamente inedita e reperita per lo più negli archivi vaticani, Matteo Brera dimostra che l'istituto della censura librorum era anche (o soprattutto) un'arma di offesa politica. L'autore. si sofferma poi sulle motivazioni sottese alle denunce e alle condanne all'Indice del "pericoloso sensuale" Gabriele d'Annunzio, scrittore disapprovato tanto per la sua letteratura osceno-mistica quanto perché rappresentava in pieno le frange estreme di quel modernismo combattuto dalla Chiesa più ortodossa.
Dalla «libertà d'Italia» alle «preponderanze straniere»
Giuseppe Galasso
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 512
‘Libertà d’Italia’ si riferisce alla molteplicità degli stati in cui la penisola è stata divisa dopo la caduta dell’impero romano e fino all’unificazione del 1861. In questo lungo tragitto di tredici secoli le ‘preponderanze straniere’, ossia l’assoggettamento a potenze straniere o il ruolo determinante di queste potenze nel decidere le sorti del paese, occupano uno spazio dominante. A questo periodo si riferiscono le penetranti riflessioni di Giuseppe Galasso, che nel presente volume chiarisce con originali analisi la fisionomia storica dell’Italia, concentrandosi sui secoli XVI-XVIII, fra Rinascimento e decadenza.
L'idiota
Cesare V. Lodovici
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 96
«Toscano, allegro, osservatore, nato per piccola brigata di motteggiatori e di dialettici beffardi. (…) Il suo errore è di voler idealizzare quei misteri di anime che egli sa invece perfettamente descrivere nei loro ironici contrasti»: così Piero Gobetti ritraeva Cesare Lodovici, che riteneva destinato a un posto di primo piano nell'ambito della drammaturgia italiana. Era la capacità di mettere in scena «destini incompiuti» «contraddizioni inesorabili» ad emergere già, al di sopra di cedimenti tra il predicatorio e il moraleggiante, in questa piéce giovanile che rinnovava in maniera originale il tema borghese del triangolo erotico. Stamparla nel 1923 fu per Gobetti «una testimonianza», che in effetti anticipò il pieno successo del drammaturgo toscano di almeno un decennio.
Definire l'eresia. Inquisizione, teologia e politica pontificia al tempo di Jacques Fournier
Irene Bueno
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 384
Il libro indaga la pluralità dei metodi, delle rappresentazioni e delle pratiche testuali tese a ridisegnare i confini dell'"eresia" nella prima metà del '300. Lo studio si concentra sull'attività e sugli scritti di Jacques Fournier/Benedetto XII (Saverdun, ca. 1284 - Avignone, 1342): durante la sua carriera di abate cistercense, vescovo-inquisitore, teologo, cardinale ed infine papa ad Avignone, Fournier predispose un multiforme intervento nella lotta contro il dissenso religioso.
La modernizzazione in Italia e Lombroso. La svolta autoritaria del progresso (1876-1882)
Pietro Ficarra
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 416
Il libro analizza una tappa della modernizzazione italiana (anni 1876-1882) per affrontare il problema della crisi del liberalismo nell'Europa di fine Ottocento. Dalla convulsa vicenda dei primi governi della Sinistra, emerge una fase di vera sperimentazione per il progressismo borghese, ché iniziava a toccare con mano lo spiacevole "farsi" di più moderni rapporti di classe. 'La modernizzazione in Italia e Lombroso' si propone di restituire dall'interno tale rimescolamento. Con un ampio ricorso alle fonti, viene messo a fuoco il rapporto circolare tra "realtà" sociale e "discorso" politico-culturale, spaziando dal dibattito parlamentare a quello medico-giuridico. In quest'ottica assume particolare rilievo la teoria del sub-umano «delinquente» di Lombroso, quale espressione d'una cultura del "progresso" - il positivismo - in via di ansiosa ridefinizione.
Umanesimo e storia da Said a Vico. Una prospettiva vichiana sugli studi postcoloniali
Mauro Scalercio
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 224
Il contributo della filosofia vichiana al pensiero di Edward Said costituisce un campo largamente inesplorato, a dispetto della vastità degli studi sull'intellettuale palestino-statunitense. Nel presente volume si rintraccia la forte impronta dell'opera di Vico nelle categorie saidiane, in particolare in riferimento alla critica saidiana all'orientalismo eurocentrico. L'ambivalenza dell'umanesimo saidiano viene ricondotta, in prima istanza, all'origine imperialista della moderna idea di "Uomo" e "Storia". L'apparente contraddittorietà dell'appello di Said all'umanesimo può essere intesa solo con il riferimento di Said a Vico, come "critico della modernità".
Dal patto di Londra alla pace di Roma. Documenti della politica che non fu fatta
Gaetano Salvemini
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 464
Convinto sostenitore dell'interventismo democratico, Salvemini interpretò il primo conflitto mondiale come contrapposizione delle potenze liberali al tentativo egemonico degli autocratici Imperi centrali. Promosse quindi l'idea di una pace 'giusta', basata sul principio dell'autodeterminazione e della nazionalità, che avrebbe finalmente portato i vari Stati alla democrazia partecipativa. Fermo oppositore del patto di Londra, in questo volume cerca di spiegare all'opinione pubblica gli errori dell'azione diplomatica italiana ed interpreta la delusione della Grande Guerra quale presupposto per il consolidamento del regime fascista.
Una battaglia liberale. Discorsi politici (1919-1923)
Giovanni Amendola
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 272
Quando nell'aprile 1924 uscì 'Una battaglia liberale', antologia di discorsi parlamentari di Giovanni Amendola, su "La Rivoluzione Liberale" si parlò di una delle "più importanti novità politiche". La recensione segnava il riavvicinamento tra Gobetti e Amendola, distanti per diversità di vedute sulla scelta dell'"Aventino" dopo il delitto Matteotti. A novant'anni dalla morte dei due (entrambi si spengono all'inizio del 1926, in Francia, esuli a Parigi nello stesso momento a causa delle medesime violenze e percosse subìte dalle squadre fasciste), la riedizione qui presentata è l'occasione per ricostruire il filo del loro rapporto e nel frattempo per riconsiderare, in Amendola, la mutua implicazione di liberalismo e democrazia, la critica del carattere oligarchico dello Stato post-risorgimentale, la ricerca di una "religione civile" alternativa al progetto totalitario del regime.
Materia e causa materiale in Aristotele e oltre
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 208
Aristotele definisce per la prima volta nella storia del pensiero la nozione di materia e ne fa una delle quattro cause. La materia diventa così, insieme alla forma, il fine e il principio efficiente, una concetto chiave del sistema aristotelico. Lo scopo di questo volume è di offrire un panorama sui contesti più significativi (metafisica, psicologia, biologia, retorica, etica e politica) del corpus aristotelico in cui compaiono le nozioni di materia e di causa materiale e sulle teorie emblematiche della materia in età ellenistica quali l'epicureismo, lo stoicismo e il neoplatonismo. Queste teorie, in continuità con la tradizione aristotelica, o, al contrario, come modelli concorrenti, permettono di comprendere tutta la fecondità di un dialogo ancora attuale tra Aristotele e i suoi successori su una nozione fondamentale di tutto il pensiero occidentale.
Per uno Stato democratico-repubblicano
Massimo Severo Giannini
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2016
pagine: 96
"Distingueva nettamente la politica dalla politica dei partiti". Si possono rileggere partendo dall'affermazione di Sabino Cassese i tre testi qui riuniti del Massimo Giannini politico: l'intervento al congresso del Partito Socialista dell'aprile 1946, la conseguente mozione, la relazione discussa alla "Commissione per studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato". In essi Giannini suggeriva la linea da tenere all'Assemblea Costituente e da mantenere poi nel concreto farsi della politica democratica, denunciando il pericolo della distanza tra Stato-apparato e popolo, e vedendo in quest'ultimo la necessità di farsi "motore dal basso". Nella proposta di un Parlamento a camera unica in cui fossero rappresentate tutte le classi, ribadiva infine quel concetto di eguaglianza fondata su diritti sociali inalienabili che ha dato forma specifica alla nostra democrazia. Introduzione di Sabino Cassese.

