Kurumuny
Il mio bambino è un artista. Ciò che genitori ed educatori devono sapere sul disegno infantile
Luigi Lezzi
Libro: Libro rilegato
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 164
Il mondo adulto continua a vedere nei disegni dei bambini degli scarabocchi senza senso; e questo nonostante le affermazioni di psicologi e pedagogisti che da più di un secolo li considerano invece per quello che realmente sono: autentiche espressioni artistiche oltre che inequivocabili segnali dell’inconscio. Il libro guida a un’analisi puntuale del comportamento grafico infantile nelle diverse fasi della crescita e suggerisce a genitori ed educatori il comportamento da tenere per non contribuire a spegnere, anche involontariamente, la grande carica di creatività con cui tutti i bambini nascono e che, purtroppo, mettono gradualmente a tacere nel primo decennio della loro vita. La creatività di cui si parla non è solo quella finalizzata alla creazione artistica ma anche quella capace di dare corso al pensiero laterale che, sostituendosi al pensiero ovvio e omologato, agevolerebbe anche da adulti un migliore comportamento sia professionale che sociale.
Salento in movimento lento
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 120
Un diario di viaggio con itinerari ricchi di mappe e racconti, in grado di far scoprire il territorio in maniera sostenibile. Un libro che nasce camminando, lungo antichi sentieri attraverso un rapporto di empatia tra i camminatori e le comunità locali. Strada e paesaggio sono gli elementi che ciascun viandante ha avuto a disposizione per riportare le proprie intime emozioni su un quaderno di appunti. I pensieri espressi, attraverso un lavoro di scrittura collettiva, elaborati dal giornalista Stefano Martella, confluiscono in questo volume che rompe l’autorità etnografica della narrazione romantica e bohemièn, la quale, basata sulla logica del ruba e fuggi, depaupera il territorio riducendolo a oggetto feticcio, lontano, esotico e così facendo priva i luoghi e le persone di dignità e di identità.
Lecce Taranto Matera. Appunti di viaggio, 1717
George Berkeley
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 46
Dotato di forte indipendenza di giudizio, non meno che di competenze scientifiche, Berkeley osserva città e campagne di Puglia in prospettiva: annota con precisione i tumuli di terra coltivata, saggia la natura dei terreni e della pietra; enumera i conventi e monasteri e gli abitanti di ciascun centro attraversato; s’immerge nella Taranto dei pescatori, ancora ricca di vocabolario greco con la stessa disinvoltura con cui si accosta ai braccianti di Matera o ai d otti canonici di Lecce; partecipa incuriosito alle pizziche popolari e vuol dire la sua sulle opposte scuole di pensiero che si fronteggiavano sulla sindrome dell’aracnidismo, sempre attento a raccogliere tutte le informazioni disponibili tra i soggetti che animavano la scena dei tarantolati.
Lecce Gallipoli Otranto Nardò
Henry Swinburne
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 48
Un quarto di secolo dopo l’irlandese Berkeley, compie il suo periplo pugliese Henry Swinburne, di Bristol. Stesso spirito empirico anima i suoi Diary di viaggio nel Regno delle Due Sicilie (1777-1780), che ispireranno altri viaggiatori più consapevolmente avvertiti sulle miserie e nobiltà del Sud italiano. Visitata Taranto, l’autore raggiunse Gallipoli con una nave francese, proseguendo poi per Nardò, Otranto e Lecce, da cui risalì per Brindisi con destinazione Napoli.
Il viaggio jonico. Da Taranto a Leuca
Pier Paolo Pasolini
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 20
Taranto città perfetta. Viverci, è come vivere nell’interno di una conchiglia, di un’ostrica aperta. Qui Taranto nuova, là, gremita, Taranto vecchia, intorno i due mari e i lungomari. I maschi, intorno, al sole bruciante, trionfale, danno intanto inizio, davanti ai miei occhi, allo spettacolo del brulichio infinito, che mi accompagnerà d’ora in poi, per tutta la costa pugliese. Ogni altro brulicare già a me noto è nulla, in confronto a questo. Svelti, stretti di anca, grandi di occhio, lunghi di naso: un’elica gli gira dentro, l’elica del sesso, della curiosità, della voglia di esistere. Mi sono tutti intorno: e sì che gli stranieri non mancano, qui... Tutto è come bevuto, frastornato dalla luce. Riafferro la vita a Gallipoli. C’è uno scoglio che buca il mare, sotto il faro del Capo Leuca. «Andiamo laggiù?» chiedo. Tutti contenti accettano, e il più giovane mi spiega: «Quello scoglio divide il mare Ionio dall’Adriatico!» Ciò mi diverte.
Controra a Lecce, libeccio a Taranto
Giovanni Artieri
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 32
S’ha idea che d’un balzo Lecce sia passata dagli imperatori romani ai signori del sei e settecento che la costruirono palazzo per palazzo, chiesa per chiesa, strada per strada nello stile ridente di frutta e fiori. A sera la città si sveglia ed eccola colma di gente e di carrozze, di luci e grati bisbigli. L’aria fresca della piana reca i rinnovati profumi dei giardini e del mare. Taranto, reduce di guerra, acciaccata e impoverita. Taranto seduta per terra, come Belisario cieco, a stendere la mano… Ingiustizia della sorte, diciamo la verità, che scrive le sconfitte in caratteri maiuscoli sulla faccia delle città «militari» e le altre le lascia così come sono, anzi galvanizzate ed euforiche per la febbre trascorsa.
Terra d’Otranto
Carlo Ulisse De Salis Marschlins
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 52
"Ci recammo poi a visitare una cappella, chiamata San Pietro Mandurino, presso la quale trovansi alcune volte sotterranee, che dovettero servire o come bagni, o come serbatoi di acque. Con maggior piacere discesi in una caverna nelle vicinanze, scavata – certamente dalla natura – in una roccia calcarea. Ha circa ventiquattro piedi di diametro, e dieci piedi di altezza; ed ha nel centro una sorgente che il mio Cicerone assicurava non essere mai aumentata né mai diminuita. Questa grotta vien chiamata il bagno di Venere, ed il popolo ancora conserva un certo grado di venerazione per la sorgente, avendo cura di ricoprirne l’imboccatura con una pietra."
Parole sante. Ùmide ampate t’aria
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 164
Il seme per l’ideazione di "Ùmide ampate t’aria", terza antologia a uscire sotto il marchio di “Parole sante”, l’ha fornito circa un anno fa il poeta e scrittore Sergio Rotino, presente nella precedente edizione. Quello che ci ha appassionato di più è stato l’uso della lingua indigena della sua terra d’origine, usata nell’accezione viscerale e tangente al suono al senso alla narrazione, senza soluzione di continuità. L’antologia, "Ùmide ampate t’aria", a cui i poeti hanno fornito il loro prezioso contributo, rimane fortemente legata alle sollecitazioni che vengono dalla terra in cui nasce, anche se, a partire da queste sollecitazioni le “umide ondate di aria” si sono messe in movimento attraverso molteplici territori che sono così arrivati a noi attraverso il suono della loro lingua originaria.
Tetrakis. Tre voci per un traversare
Daniela Liviello, Andrea Donaera, Renato Grilli
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 70
Le voci di Daniela Liviello, Andrea Donaera e Renato Grilli si alternano qui come in una cerimonia pagana, al centro di un cerchio che è il mondo, ciascuno a suo modo a far parlare la terra, la loro terra di pietra zitta, di acqua mare, di muri incrostati, di piazze di sole del Salento, dove sono nati, o dove hanno trovato posto. Le tre voci possono essere ascoltate come monologhi, una dopo l’altra, o per frammenti di discorso, una dentro l’altra. Le parole di questi tre inni al Salento sono quelle che userebbe questa terra se le avesse, se usasse lo stesso linguaggio. Poi, certo, il dialogo può avere altre forme, quelle silenziose e mute di quel tipo di amore che è respirare insieme.
Terra Pane Lavoro. Canti contadini d’amore e di lotta
Audio: CD-Audio
etichetta: Kurumuny
anno edizione: 2017
Questo disco è un viaggio musicale legato al mondo bracciantile e popolare del Salento, che va da fine Ottocento fino al movimento di occupazione delle terre del 1949-1951. Uno spaccato di testi e musiche che riprende alcuni momenti storici salienti e si dipana tra inni di lotta, protesta e canti sociali, fino a trattare temi quali le grandi guerre e l’emigrazione. Il lavoro discografico segue nella successione dei brani l’ordine temporale degli avvenimenti. Le voci di Rachele Andrioli, Antonio Castrignanò, Massimiliano De Marco, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga e delle sorelle Gaballo, soliste e in coro, sono le protagoniste. Questo progetto discografico è stato pubblicato in prima edizione come allegato al volume curato da Luigi e Paolo Chiriatti, "Terra Rossa d’Arneo. Le occupazioni del 1949-1951 nelle voci dei protagonisti", Kurumuny, 2017.
Live in India. CD Audio
Officina Zoè
Audio: CD-Audio
etichetta: Kurumuny
anno edizione: 2017
"Live in India" è il frutto del tour che nel febbraio 2017 ha portato Officina Zoè in quella terra magica e contraddittoria, dove consuetudini e stili di vita millenari si mescolano con la modernità. Officina Zoè ha suonato a Bangalore, Bombay, Delhi, Jaipur e Udaipur, offrendo musica tradizionale e contemporanea della terra salentina. Questo progetto vuol essere celebrazione e sintesi di quell’esperienza, permeata di un messaggio di pace e universalità. Nove tracce per il nono lavoro discografico, che giunge a coronare 25 anni di storia del gruppo: un corpus sonoro in cui il ritmo incalzante delle pizziche si alterna ai suoni d’atmosfera dei brani più lenti. Oltre ai classici, "Live in India" offre tre inediti – uno stornello, un valzer e un ancestrale canto con tamburo – in un mix tra melodie tradizionali e ricerca musicale, nello stile e nel timbro inconfondibili di Officina Zoè.
Cantu maru
Sergio Rotino
Libro
editore: Kurumuny
anno edizione: 2017
pagine: 160
La prima cosa che arriva è il suono, come se le parole puntassero all’orecchio senza rimandare a nient’altro che alla musica, un canto funebre che ha il ritmo di una processione, un piede dopo l’altro, le spalle basse, i visi dolenti di chi ancora non si rende conto. Fuoco è l’unica parola che non viene usata per esprimere quella fiducia corporea che lega i corpi amati per sempre, anche quando se ne vanno e non restano più le parole. Ma il fuoco c’è, e passa per il dialetto. La lingua della terra, e quindi del fuoco, la lingua che avvicina i morti e i vivi, la lingua dei padri e delle madri, quella che tiene insieme le radici e gli sconfinamenti dell’esistenza di ciascuno.

