La Scuola di Pitagora
La legge della morte. Sgalambro e un precedente entropico
Antonio Carulli
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 72
Il tema dello spegnimento del sistema solare è un grande classico della letteratura di genere. A Sgalambro il merito di averlo riportato nel cuore della filosofia contemporanea. La morte del sole vede la riproposizione di esso dopo che, sprofondato tra le pieghe del positivismo italiano (Ardigò) e Leopardi, aveva smesso di dare segno di sé. A seguire questa traccia per niente esile, solo del tutto oscurata dalle mirabolanti imprese della fisica tra Otto e Novecento, ancora una volta si staglia la fisionomia del siciliano: recuperi incredibili, amicizie stellari, congruenze strepitose, smarcamenti dagli affini.
Estetiche e pratiche cosmiche. Narrazioni iniziatico-teosofiche nell’opera in prosa del primo Pirandello (1886-1909)
Giacomo Cucugliato
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 720
Sembra ormai assestata, nella critica pirandelliana più recente, la propensione a considerare il rapporto dello scrittore con i temi della teosofia ovvero con l’insieme dei pensieri che convergono nell’‘oltre’, come un tributo pagato ai tempi di fine Ottocento, tra positivismo perdente e neoidealismo vincente, e, insieme, come esperienza tematica che, al massimo, si concretizza in ben precise e limitate opere (le novelle e qualche saggio, soprattutto) e in un tempo molto limitato, concluso sul piano teorico e su quello pratico nei primi anni del nuovo secolo ventesimo. Giacomo Cucugliato, con questo ben documentato e, forse perciò, (più) convincente volume, invita tanto gli studiosi quanto i lettori appassionati di Pirandello a cambiare parametri e orientamenti. Secondo il giovane e già ben informato studioso delle Narrazioni iniziatico-teosofiche nell’opera in prosa del primo Pirandello (1886-1909), le pratiche artistico-letterarie dello scrittore siciliano si configurano decisamente in estetiche «cosmiche», combinando l’attenzione all’interesse esplicito per la teosofia. Tali connessioni permettono a Cucugliato di indicare l’autentico acquisto storico-critico della sua ricerca che consiste nella valorizzazione, paradossalmente sorretta, ancora una volta, dalla ‘teosofia’, del dettato narrativo, pienamente letterario, delle novelle «metafisiche» e, soprattutto, conclusivamente, della scrittura romanzesca. Cucugliato dimostra, quindi, con lo spessore e l’eleganza di questo lavoro che, davvero, c’è un ‘oltre’ anche nella critica pirandelliana contemporanea.
Quintetto nella forma classica. Per 2 violini, viola, violoncello e pianoforte
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 136
Antonio Savasta (1873-1959) compose nel 1906 la sua prima opera, Vera, su libretto di G. B. De Seta, curata da «Ricordi», che ottenne un buon successo al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania. Nel 1910 fu la volta del poema sinfonico di ispirazione carducciana Jaufré Rudel, eseguito al Teatro di San Carlo di Napoli nel 1918. Nel 1915 Savasta successe al suo insegnante D’Arienzo nella cattedra di composizione del Conservatorio napoletano. In questo periodo videro la luce l’opera Galatea (1915-16), su libretto di G. Di Stefano e G. Villaroel, le Tre Liriche su versi di Giovanni Pascoli (Ricordi, 1919), il Notturno per pianoforte e il Preludio per orchestra. Intensificò la sua attività didattica e compositiva dopo essere stato nominato vice-direttore del Conservatorio di Napoli, mentre nel 1925 venne nominato direttore del Regio Conservatorio di Palermo nel quale tenne anche la cattedra di composizione, dando vita a una “scuola savastiana” presso la quale si formarono, tra gli altri, il musicologo catanese Francesco Pastura e il direttore d’orchestra e compositore palermitano Ottavio Ziino.
Viaggio nei classici italiani
Raffaele Campanella
Libro: Libro rilegato
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 560
Dopo le ultime opere su Dante e la Divina Commedia, Raffaele Campanella, diplomatico, scrittore, saggista, conferenziere ci offre una galleria di ritratti letterari da Dante a Manzoni. Una storia della letteratura italiana per immagini di un lettore appassionato e competente.
Nel labirinto. Italo Calvino filosofo
Roberto Fineschi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 192
La ricca e poliedrica produzione letteraria di Italo Calvino è sempre stata accompagnata da una importante riflessione teorica. Questo saggio ne indaga le premesse filosofiche a partire da alcuni aspetti finora rimasti sottotraccia, in particolare la sua lunga fase esplicitamente marxista. La svolta che si ha a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta si chiarisce nella dialettica di continuità/discontinuità con quell’esperienza, i cui tratti fondamentali vengono ripensati, in parte abbandonati ma anche digeriti nel nuovo impianto teorico-letterario. Da questo “labirinto” risulta una visione del mondo “filosofica” che, nella sua stratificazione, costituisce un elemento chiave per la comprensione anche del suo lascito narrativo. Ne risulta un Calvino protagonista di una traiettoria umana e intellettuale che lo rende rappresentativo di un’intera generazione.
Trasformazioni urbane nel XIX secolo. Paradigma Nola
Maurizio Barbato
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 160
Nel XIX secolo l'irrompere di molteplici fattori misero in crisi la struttura urbana così come consolidata nei secoli precedenti. L'incremento demografico, il nuovo modello di produzione industriale, nuovi assetti politici e sociali pressavano fino ad indurre verso nuovi modelli di crescita di città, proiettati ben oltre quelli conosciuti sino ad allora. Verso metà Ottocento si avvertì un vero e proprio salto di scala del fenomeno urbano che costrinse ad una pianificazione programmata della città che interessò anche i centri più piccoli come Nola. La soppressione dei monasteri, la costruzione della ferrovia, l'abbattimento delle mura, la costruzione del Palazzo di Città e la ricostruzione della Cattedrale, la pavimentazione delle strade cittadine costituiscono solo alcune delle dinamiche che hanno condizionato e caratterizzato le trasformazioni urbane della città bruniana fino alla espansione extra moenia avvenuta nel Novecento. Prefazione di Maria Carolina Campone.
L'etica fenomenologia di Edith Stein. Dalla vita emotiva all'individuo comunitario
Nicoletta Ghigi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2025
pagine: 106
Attraverso l'analisi puntuale dell'origine da cui prendono corpo le intenzioni e le azioni umane, la formazione personale, la responsabilità e il senso della comunità, l'Autrice illustra il percorso filosofico e personale della fenomenologa Edith Stein, mostrando tutta la profondità e la grandezza del suo pensiero. Quella di Edith Stein è un'etica della liberazione del Sé la quale, proprio ripartendo dalle emozioni e scegliendo un approccio empatico verso di sé e verso l'altro, riesce a trasformare ogni acritico contagio emotivo in condivisione, creando così una 'forma più alta di comunità'. Si può parlare di una costituzione materiale dell'etica? Quali sono i rapporti tra il contenuto psichico affettivo-emozionale e l'organizzazione di una scala di valori quale è propria delle scelte etiche? Come interagisce il piano etico con l'educazione e la formazione della personalità individuale e, successivamente, dell'umanità in senso complessivo? Sono solo alcuni degli interrogativi che si articolano in questo libro. Attraverso l'analisi puntuale dell'origine da cui prendono corpo le intenzioni e le azioni umane, la formazione personale, la responsabilità e il senso della comunità, l'Autrice illustra il percorso filosofico e personale della fenomenologa Edith Stein, mostrando tutta la profondità e la grandezza del suo pensiero. Edith Stein ha sviluppato un'etica che, partendo dalla formazione personale, si rivela ancora oggi capace di ri-formare progressivamente tutta la collettività, mediante le strutture portanti della fenomenologia quali: intuizione e empatia, relazione interpersonale e dialogo. Si tratta di un'etica della liberazione la quale, proprio ripartendo dalle emozioni e scegliendo un approccio empatico verso di sé e verso l'altro, riesce a trasformare ogni acritico contagio emotivo in condivisione, creando così una 'forma più alta di comunità'. Sono parole che, proprio perché controcorrente in quest'epoca individualista e scarsamente abitata da valori comunitari, raggiungono il segno, mostrando la possibilità di un altro modo di vivere e di agire.
Della declamazione
Francesco Saverio Salfi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2024
pagine: 352
Il trattato Della declamazione, edito per la prima volta postumo nel 1878, costituisce l'approdo delle teorie sul teatro e sull'arte della recitazione di Francesco Saverio Salfi (1759-1832). Il letterato cosentino maturò le sue riflessioni dagli anni milanesi del Triennio giacobino, durante i quali fu tra i protagonisti del movimento di riforma delle scene in una prospettiva democratica, fino all'esilio parigino: è nella capitale francese che avrà l'occasione di confrontarsi con il celebre François-Joseph Talma, attore alla Comédie-Française, al quale diede lettura del testo. L'opera, che risente fortemente delle Lettere sulla mimica di Johann Jakob Engel, fa tesoro dell'estetica della sensibilità elaborata al tempo dei Lumi e guarda alle nuove sollecitazioni romantiche a proposito dello sviluppo dei caratteri. La presente edizione è corredata di un'introduzione e di un ampio commento volti a ricostruire la genesi del testo e a delinearne i rapporti con la tradizione della trattatistica attoriale, la letteratura filosofica e il dibattito letterario dell'epoca.
Vite di Immanuel Kant
Ludwig Ernst Borowski, Bernhard Jachmann Reinhold, Andreas Christoph Wasiansk Ehregott
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2024
pagine: 320
Nel 1804 l'editore di Kant, Nicolovius, pochi mesi dopo la morte del filosofo, decide di pubblicare tre volumi accumunati dal titolo "Su Immanuel Kant": essi contenevano tre biografie di Kant scritte da persone che avevano conosciuto e frequentato a lungo il grande filosofo di Königsberg: Ernst Borowski (1840-1831), teologo e predicatore, che aveva ascoltato le lezioni di Kant già negli anni Cinquanta, Bernhard Jachmann (1767-1843) anch'egli studente di Kant e poi predicatore e infine Christoph Wasianski (1755-1831), studente e collaboratore di Kant, da ultimo amministratore delle sue sostanze ed esecutore testamentario. Le tre biografie talvolta dette - con qualche accento critico - "ufficiali" non sono esenti da errori, reticenze, imprecisioni o forzature, ma sono basate su una conoscenza diretta di Kant e del mondo nel quale il filosofo operò come tale e soprattutto offrono una dettagliata rappresentazione della sua vita quotidiana così come venne percepita da osservatori diretti. Le tre biografie vengono qui ripresentate, dopo molti anni, al lettore italiano, nella versione di Ervino Pocar e con una introduzione di Luca Fonnesu.
Giuda Iscariota. Metamorfosi letterarie di un personaggio biblico
Itala Tambasco
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2024
pagine: 272
Quando la storia è forte come quella del tradimento, lo è anche la sua letteratura. Questo resoconto su Giuda, dall'epoca medievale alla contemporaneità, è denso di opere che hanno riscritto la sua sentenza storica, riconsiderando le ragioni del tradimento. Già il disappunto di Boccaccio sulla scelta dantesca di non considerare il suo suicidio riflette una difformità di giudizio che trova riscontro anche nelle opere di San Brandano e Jacopo da Varagine, artefici di due delle riscritture più fantasiose sulla figura dell'Iscariota. Dopo che la censura controriformistica lo ha ricollocato nel ruolo più convenzionale di traditore disperato, seppur con un imponente protagonismo nei versi di Liliano, Marino e di accademici come Monti, Ruffa e Gianni, è il teatro d'Inizio Secolo a riaprire il "caso Giuda" e a valicare il confine della verità dogmatica, mitigandone la colpevolezza. Il Giuda della drammaturgia primonovecentesca, fortemente condizionato dagli archetipi di Bovio e Andreev, si allontanerà sempre più dalla monotona afasia dei Vangeli. Lo spirito anarchico dei protagonisti di Pea, Ratti, Donaudy e Mastrostefano costituiranno un'altra importante tappa della metamorfosi di questo personaggio biblico che ha ottenuto il suo definitivo riscatto per mezzo dell'intercessione di Maria e del profondissimo dolore di sua madre nei drammi di Mario Soldati e Joseph Tusiani. Prefazione di Rino Caputo.
Sfilata d'alti modi. Ritratti poetici di figure esemplari
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2024
pagine: 120
Per scampare a quell'invisibile genocidio di massa i cui sintomi sono lo stordimento fisico, la catalessi morale e il sonno della ragione, la società odierna ha più che mai bisogno di modelli di riferimento a cui guardare, da cui trarre esempio e sprone. Sfilata d'alti modi risponde a questo bisogno inespresso di modelli, di valori incarnati, offrendo una carrellata di ritratti esemplari, ciascuno dotato di un suo speciale, prezioso, carisma. Raccogliendo una simile schiera di testimoni, si può immaginare questa antologia, col permesso di Dante, come un'edizione aggiornata del castello degli spiriti magni, trasformatosi frattanto in un più variegato e popoloso condominio, dove ciascuno, affacciato a una finestra o dal balcone, racconta, quando è il suo turno, cosa ha fatto nella vita e chiede di essere ascoltato, perché la sua storia è istruttiva e ha parecchio da insegnarci. Sfilata d'alti modi vuol essere, insomma, una sorta di alfabeto dei valori su cui fondare la nostra città dell'uomo. (Dall'Introduzione)
Verbale di scomparsa. La scrittura di Paul Auster negli specchi della teoria
Andrea Pitozzi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2024
pagine: 344
Paul Auster (1947-2024) è stato uno degli scrittori contemporanei che maggiormente si sono misurati con i problemi della teoria della letteratura, soprattutto nelle sue elaborazioni estetiche. A partire da questo assunto, il libro indaga le diverse sfaccettature della scrittura di Auster attraverso l'idea di scomparsa che la attraversa in filigrana, intesa qui sia come tema interno alla narrazione sia come aspetto in grado di mettere in gioco gli universali del racconto, dall'idea di autore alla voce narrante, dai personaggi fino alle configurazioni dello spazio e del tempo. Nel dialogo serrato con alcuni concetti centrali di teorici e filosofi come Maurice Blanchot, Roland Barthes, Gilles Deleuze e Jacques Derrida, tra gli altri, emerge nella narrativa austeriana una linea carsica in cui lo scomparire come processo riflette e intercetta un pensiero del negativo che è andato modificandosi attraverso il tempo, delineando i tratti di una "letteratura della scomparsa" come possibilità alternativa dello storytelling stesso, e della quale proprio Auster risulta uno dei principali rappresentanti nella contemporaneità.

