Luiss University Press
La scienza inutile. Tutto quello che non abbiamo voluto imparare dall'economia
Francesco Saraceno
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2019
pagine: 196
Viviamo anni di dissesti economici e finanziari, ma per fortuna lo studio della storia economica aiuta i leader politici a evitare errori già commessi in passato. Giusto? Sbagliato: questo libro mostra proprio come la negligenza dei policy makers e persino degli stessi economisti nello studio delle vicende economiche mondiali sia uno dei fattori dell'aggravarsi dei momenti di crisi. La scienza inutile ripercorre la lotta delle idee lungo tutta la storia del moderno pensiero economico, dalla Grande Depressione alla crisi attuale, fino ad arrivare alla politica economica di Donald Trump e ai deludenti e tardivi risultati del Jobs Act, dimostrando come i tanti interventi sbagliati a livello politico e istituzionale rientrino tutti all'interno di un ciclo di corsi e ricorsi storici che si ripetono più volte, e ogni volta peggio. Con un saggio di Daniela Palma.
Il parlamento europeo. Una introduzione
Nicola Lupo, Andrea Manzella
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2019
pagine: 165
Nel giugno 1979, con la prima elezione diretta del suo Parlamento, la comunità degli Stati europei divenne democraticamente "adulta". A 40 anni da quello storico momento, uno sguardo su caratteristiche e singolarità di un'esperienza parlamentare unica al mondo.
Alto volume. Politica, comunicazione e marketing
Francesco Giorgino
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2019
pagine: 199
La politica sta diventando sempre più comunicazione e marketing. Dagli Stati Uniti all'Italia si sta consolidando un nuovo modo di conquistare e gestire il consenso elettorale. E, dunque, di far politica. Nell'era del populismo e del sovranismo, nell'era del primato dei dati e dei social network, a contare è più la rappresentazione nella sfera pubblica mediata che la rappresentanza. Ibridazione di format, mediatizzazione e personalizzazione, sondaggi, responsività rispetto alle decisioni assunte, ma anche alle intenzioni annunciate dagli attori del sistema politico. Sono tanti gli strumenti a disposizione di chi, detenendo il potere, ha come priorità del proprio agire comunicativo l'aumento del livello di engagement dei cittadini. All'overload informativo degli ultimi decenni si è associato un significativo cambio d'intonazione che ha trasformato la comunicazione politica da forma in sostanza, avvicinandola sempre più al content marketing. Rintracciare analogie e differenze tra Salvini e Di Maio, tra Renzi e Berlusconi, è un dovere se si vuole capire un po' di più del modo in cui, almeno in Italia, la politica esercita i propri effetti sulla società.
Gestori e fondi di investimento alternativi. Le novità introdotte da AIFMD
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 260
L'opera si prefigge di fornire un quadro completo sul tema dei gestori e dei fondi di investimento alternativi, alla luce delle novità introdotte dalla Direttiva 2011/61/UE (c.d. Direttiva AIFMD). Dopo aver delineato la genesi e il percorso di recepimento della AIFMD, sono illustrate le varie tipologie dei fondi di investimento alternativi e le loro caratteristiche con un focus specifico sui fondi di private equity, sui fondi immobiliari e sui fondi di credito. Particolare attenzione è dedicata ai gestori di fondi di investimento alternativi con illustrazione dei molteplici aspetti a partire dalle condizioni e dai requisiti per ottenere l'autorizzazione a svolgere l'attività di gestione, sino agli aspetti concernenti la commercializzazione e gli obblighi di trasparenza.
Verità e bugie nella politica internazionale
John J. Mearsheimer
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 191
Mezze verità, tremende falsità, allarmismi e omissioni. È la cassetta degli attrezzi del leader politico, che dosa sapientemente verità e bugie in base alla circostanza o all'interlocutore che ha di fronte. Ma quanto conta mentire nella politica internazionale? E perché appare quasi indispensabile saperlo fare? Crisi internazionali, guerre e rivolte sono state provocate mentendo deliberatamente o sventate grazie a una verità parziale ben orchestrata? Una piccola guida per trovare l'equilibrio sullo scivoloso terreno del vero e del falso. Una teoria politica della bugia piena di sorprese - tutte rigorosamente vere.
Texts, terms and tasks. Academic english for students of the social sciences
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 226
Internet of things. Persone, organizzazioni e società 4.0
Stefano Za
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 144
Dal telefono all'automobile, dall'orologio alla carta di credito, il web è uscito dai computer per entrare negli oggetti che utilizziamo ogni giorno. L'Internet of Things sta trasformando il mercato, il lavoro e il modo stesso in cui viviamo. Dalle origini di un'idea alle sue infinite potenzialità future, una mappa del mondo delle cose interconnesse.
La scienza inutile. Tutto quello che non abbiamo voluto imparare dall'economia
Francesco Saraceno
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 160
Viviamo anni di dissesti economici e finanziari, ma per fortuna lo studio della storia economica aiuta i leader politici a evitare errori già commessi in passato. Giusto? Sbagliato: questo libro mostra proprio come la negligenza dei policy makers e persino degli stessi economisti nello studio delle vicende economiche mondiali sia uno dei fattori dell'aggravarsi dei momenti di crisi. "La scienza inutile" ripercorre la lotta delle idee lungo tutta la storia del moderno pensiero economico, dalla Grande Depressione alla crisi attuale, fino ad arrivare alla politica economica di Donald Trump e ai deludenti e tardivi risultati del Jobs Act, dimostrando come i tanti interventi sbagliati a livello politico e istituzionale rientrino tutti all'interno di un ciclo di corsi e ricorsi storici che si ripetono più volte, e ogni volta peggio. Con un saggio di Martin Wolf.
Decisioni pubbliche e disaccordo. Giustificazioni e compromessi tra pari epistemici
Federica Liveriero
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 256
Le teorie liberali che si interfacciano con la questione della legittimità dell'autorità e delle decisioni politiche devono affrontare quello che John Rawls definì il "fatto del pluralismo". Un contesto istituzionale democratico che rispetti fino in fondo l'eguaglianza e l'autonomia agenziale dei membri del demos, infatti, condurrà inevitabilmente a un ampio pluralismo valoriale e a disaccordi profondi tra agenti. Ne consegue che un adeguato modello democratico e liberale per la legittimità delle scelte collettive deve essere in grado di strutturare processi decisionali che garantiscano sia la definitività che la giustificabilità pubblica delle decisioni politiche e, contemporaneamente, non sviliscano le prospettive minoritarie che, considerato l'ampio spettro di disaccordo presente in politica, necessariamente vi saranno. All'interno di questo paradigma teorico, questo libro presenta e discute due linee di ricerca, tra loro interconnesse. La prima si interroga sulla possibilità di fornire adeguati argomenti pubblici per la giustificazione dei principi politici che dovrebbero regolamentare il disegno istituzionale di una società politica. Il secondo versante d'indagine, invece, si preoccupa di stabilire quali processi di decision-making collettivi possano condurre a scelte politiche condivise, nonostante i disaccordi profondi tra cittadini. Nel tentare di sciogliere alcune tensioni intrinseche al modello della legittimità liberale, questo libro promuove un'analisi delle circostanze epistemiche reali giungendo a sviluppare un argomento normativo secondo cui la legittimità democratica dipende, in parte, dalla ascrizione dello status di pari epistemico a ogni membro del demos, indipendentemente dalla valutazione specifica delle competenze intellettuali di ognuno. Il modello della legittimità liberale che ne deriva sostiene che i cittadini coinvolti nei processi di decision-making condividono sia l'autorità epistemica - in quanto pari epistemici - che l'autorità pratica - in quanto co-autori delle scelte collettive.
Contro la democrazia
Jason Brennan
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 333
È stato detto che la democrazia sia la peggior forma di governo, ad eccezione di tutte le altre fin qui sperimentate. Ma se la concezione relativistica dei regimi democratici come "male minore" appare in molte analisi e teorie moderne, da Machiavelli a Sartori, passando per Weber e Schumpeter, nessuno prima di Jason Brennan aveva sottoposto a un processo altrettanto spietato la "miglior forma di governo possibile". A giudicare dai risultati, infatti, il regime che dovrebbe garantire a tutti i cittadini il diritto di essere guidati da leader competenti e capaci di prendere decisioni ponderate, somiglia troppo spesso al regno dell'irrazionalità e dell'ignoranza: molti elettori compiono le loro scelte sulla base dell'emozione o del pregiudizio, non conoscendo neanche, in numerosi casi documentati, la forma di governo vigente o addirittura i nomi dei leader in carica. Inoltre, come dimostra Brennan, che rivolge la sua critica sia alla democrazia rappresentativa che a quella deliberativa, la partecipazione politica tende a rendere le persone peggiori - più irrazionali, arrabbiate e cariche di pregiudizi. Quale alternativa abbiamo, allora? Come superare gli inconvenienti della democrazia se non vogliamo esporci ai rischi che comporterebbe la concentrazione del potere nelle mani di pochi? La proposta di Brennan è di sperimentare una forma di governo "epistocratica" che sia compatibile con parlamenti, elezioni e libertà di parola, ma distribuisca il potere politico in proporzione a conoscenza e competenza. Prefazione di Sabino Cassese. Con un saggio di Raffaele De Mucci.
La conoscenza e i suoi nemici. L'era dell'incompetenza e i rischi per la democrazia
Tom Nichols
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 248
"Se le competenze di settore non sono morte, sono però nei guai. Qualcosa è andato terribilmente storto. Oggi l'America è un Paese ossessionato dal culto della propria ignoranza. Il punto non è soltanto che la popolazione non ne sa molto di scienze, di politica o di geografia (di fatto è così, ma è un vecchio problema). E, in verità, non è neanche un problema, poiché viviamo in una società che funziona grazie alla divisione del lavoro, sistema ideato per liberare ciascuno di noi dalla necessità di sapere tutto. I piloti fanno volare gli aeroplani, gli avvocati dibattono le cause legali, i medici prescrivono farmaci. Nessuno di noi è Leonardo da Vinci, che dipingeva la Gioconda al mattino e progettava elicotteri di notte. E così dev'essere. No, il problema più grande è che siamo orgogliosi di non sapere le cose. Gli americani sono arrivati a considerare l'ignoranza, soprattutto su ciò che riguarda la politica pubblica, una vera e propria virtù. Per gli americani rifiutare l'opinione degli esperti significa affermare la propria autonomia, un modo per isolare il proprio ego sempre più fragile e non sentirsi dire che stanno sbagliando qualcosa. È una nuova Dichiarazione di indipendenza: non riteniamo più ovvie queste verità, le consideriamo tutte ovvie, anche quelle che vere non sono. Tutte le cose sono conoscibili e ogni opinione su un qualsiasi argomento vale quanto quella di chiunque altro. Non siamo di fronte alla tradizionale avversione americana per gli intellettuali e i sapientoni. Sono un professore e lo capisco bene: alla maggior parte delle persone i professori non piacciono. Quel che è peggio, oggi a colpirmi non è tanto il fatto che la gente rifiuti la competenza, ma che lo faccia con tanta frequenza e su così tante questioni, e con una tale rabbia. Di nuovo, forse gli attacchi alla competenza sono più evidenti per via dell'onnipresenza di internet, dell'indisciplina che governa le conversazioni sui social media o delle sollecitazioni poste dal ciclo di notizie ventiquattr'ore su ventiquattro. Ma l'arroganza e la ferocia di questo nuovo rifiuto della competenza indicano, almeno per me, che il punto non è più non fidarsi di qualcosa, metterla in discussione o cercare alternative: è una miscela di narcisismo e disprezzo per il sapere specialistico, come se quest'ultimo fosse una specie di esercizio di autorealizzazione."

