Luiss University Press
Decisioni pubbliche e disaccordo. Giustificazioni e compromessi tra pari epistemici
Federica Liveriero
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 256
Le teorie liberali che si interfacciano con la questione della legittimità dell'autorità e delle decisioni politiche devono affrontare quello che John Rawls definì il "fatto del pluralismo". Un contesto istituzionale democratico che rispetti fino in fondo l'eguaglianza e l'autonomia agenziale dei membri del demos, infatti, condurrà inevitabilmente a un ampio pluralismo valoriale e a disaccordi profondi tra agenti. Ne consegue che un adeguato modello democratico e liberale per la legittimità delle scelte collettive deve essere in grado di strutturare processi decisionali che garantiscano sia la definitività che la giustificabilità pubblica delle decisioni politiche e, contemporaneamente, non sviliscano le prospettive minoritarie che, considerato l'ampio spettro di disaccordo presente in politica, necessariamente vi saranno. All'interno di questo paradigma teorico, questo libro presenta e discute due linee di ricerca, tra loro interconnesse. La prima si interroga sulla possibilità di fornire adeguati argomenti pubblici per la giustificazione dei principi politici che dovrebbero regolamentare il disegno istituzionale di una società politica. Il secondo versante d'indagine, invece, si preoccupa di stabilire quali processi di decision-making collettivi possano condurre a scelte politiche condivise, nonostante i disaccordi profondi tra cittadini. Nel tentare di sciogliere alcune tensioni intrinseche al modello della legittimità liberale, questo libro promuove un'analisi delle circostanze epistemiche reali giungendo a sviluppare un argomento normativo secondo cui la legittimità democratica dipende, in parte, dalla ascrizione dello status di pari epistemico a ogni membro del demos, indipendentemente dalla valutazione specifica delle competenze intellettuali di ognuno. Il modello della legittimità liberale che ne deriva sostiene che i cittadini coinvolti nei processi di decision-making condividono sia l'autorità epistemica - in quanto pari epistemici - che l'autorità pratica - in quanto co-autori delle scelte collettive.
Contro la democrazia
Jason Brennan
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 333
È stato detto che la democrazia sia la peggior forma di governo, ad eccezione di tutte le altre fin qui sperimentate. Ma se la concezione relativistica dei regimi democratici come "male minore" appare in molte analisi e teorie moderne, da Machiavelli a Sartori, passando per Weber e Schumpeter, nessuno prima di Jason Brennan aveva sottoposto a un processo altrettanto spietato la "miglior forma di governo possibile". A giudicare dai risultati, infatti, il regime che dovrebbe garantire a tutti i cittadini il diritto di essere guidati da leader competenti e capaci di prendere decisioni ponderate, somiglia troppo spesso al regno dell'irrazionalità e dell'ignoranza: molti elettori compiono le loro scelte sulla base dell'emozione o del pregiudizio, non conoscendo neanche, in numerosi casi documentati, la forma di governo vigente o addirittura i nomi dei leader in carica. Inoltre, come dimostra Brennan, che rivolge la sua critica sia alla democrazia rappresentativa che a quella deliberativa, la partecipazione politica tende a rendere le persone peggiori - più irrazionali, arrabbiate e cariche di pregiudizi. Quale alternativa abbiamo, allora? Come superare gli inconvenienti della democrazia se non vogliamo esporci ai rischi che comporterebbe la concentrazione del potere nelle mani di pochi? La proposta di Brennan è di sperimentare una forma di governo "epistocratica" che sia compatibile con parlamenti, elezioni e libertà di parola, ma distribuisca il potere politico in proporzione a conoscenza e competenza. Prefazione di Sabino Cassese. Con un saggio di Raffaele De Mucci.
La conoscenza e i suoi nemici. L'era dell'incompetenza e i rischi per la democrazia
Tom Nichols
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2018
pagine: 248
"Se le competenze di settore non sono morte, sono però nei guai. Qualcosa è andato terribilmente storto. Oggi l'America è un Paese ossessionato dal culto della propria ignoranza. Il punto non è soltanto che la popolazione non ne sa molto di scienze, di politica o di geografia (di fatto è così, ma è un vecchio problema). E, in verità, non è neanche un problema, poiché viviamo in una società che funziona grazie alla divisione del lavoro, sistema ideato per liberare ciascuno di noi dalla necessità di sapere tutto. I piloti fanno volare gli aeroplani, gli avvocati dibattono le cause legali, i medici prescrivono farmaci. Nessuno di noi è Leonardo da Vinci, che dipingeva la Gioconda al mattino e progettava elicotteri di notte. E così dev'essere. No, il problema più grande è che siamo orgogliosi di non sapere le cose. Gli americani sono arrivati a considerare l'ignoranza, soprattutto su ciò che riguarda la politica pubblica, una vera e propria virtù. Per gli americani rifiutare l'opinione degli esperti significa affermare la propria autonomia, un modo per isolare il proprio ego sempre più fragile e non sentirsi dire che stanno sbagliando qualcosa. È una nuova Dichiarazione di indipendenza: non riteniamo più ovvie queste verità, le consideriamo tutte ovvie, anche quelle che vere non sono. Tutte le cose sono conoscibili e ogni opinione su un qualsiasi argomento vale quanto quella di chiunque altro. Non siamo di fronte alla tradizionale avversione americana per gli intellettuali e i sapientoni. Sono un professore e lo capisco bene: alla maggior parte delle persone i professori non piacciono. Quel che è peggio, oggi a colpirmi non è tanto il fatto che la gente rifiuti la competenza, ma che lo faccia con tanta frequenza e su così tante questioni, e con una tale rabbia. Di nuovo, forse gli attacchi alla competenza sono più evidenti per via dell'onnipresenza di internet, dell'indisciplina che governa le conversazioni sui social media o delle sollecitazioni poste dal ciclo di notizie ventiquattr'ore su ventiquattro. Ma l'arroganza e la ferocia di questo nuovo rifiuto della competenza indicano, almeno per me, che il punto non è più non fidarsi di qualcosa, metterla in discussione o cercare alternative: è una miscela di narcisismo e disprezzo per il sapere specialistico, come se quest'ultimo fosse una specie di esercizio di autorealizzazione."
Le casse di previdenza tra autonomia e responsabilità
Federico Merola
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2017
pagine: 224
Per autonomie responsabili
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2017
pagine: 290
Il volume si propone di prendere sul serio il senso istituzionale delle autonomie regionali e locali, intese come partner e non periferia del sistema nazionale. Dopo la bocciatura referendaria della riforma costituzionale, che ne avrebbe ridimensionato in vario modo ruolo e fisionomia, è ancora più urgente capire come ripartire dai principi autonomistici per dar vita a riforme in grado di ridare slancio effettivo e concretezza a una visione insieme plurale e unitaria della Repubblica, a beneficio di una democrazia più salda e valorizzando il più possibile le potenzialità delle comunità territoriali di diverso livello - comuni, province, città metropolitane e regioni - nella gestione di compiti pubblici. Il filo rosso dei contributi di oltre quaranta studiosi, che dibattono nodi pendenti e prospettive utili oggi per le autonomie della Repubblica, è quello di cercare di mettere a fuoco - con riflessioni teoriche e proposte operative - le condizioni per scelte coordinate e coerenti con il quadro costituzionale vigente e con la Carta europea delle autonomie locali.
Intelligenza artificiale. Guida al futuro prossimo
Jerry Kaplan
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2017
pagine: 236
Nel giro di poco tempo, l'intelligenza artificiale avrà sulle nostre vite un impatto pari a quello della rivoluzione industriale o della nascita del web. Macchine superintelligenti e capaci di apprendere e migliorarsi da sole potranno nei prossimi anni produrre enorme ricchezza e crescita, rischiando però di estromettere proprio gli esseri umani dal mercato del lavoro. L'impatto di queste nuove tecnologie sulla società non sarà peraltro limitato all'economia: sistemi capaci di mostrare (e provare?) emozioni saranno in grado di darci assistenza e conforto, oppure non faranno altro che alienarci dai nostri simili? In questo libro Jerry Kaplan si presta a farci da guida attraverso i tanti aspetti tecnologici, economici e sociali dell'intelligenza artificiale, scomponendo i concetti di robot, machine learning e lavoro automatizzato, delineando incredibili scenari del nostro futuro più prossimo.
Capitalismo digitale. Google, Facebook, Amazon e la nuova economia del web
Nick Srnicek
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2017
pagine: 180
L'economia come la conoscevamo è finita per sempre. Nel nuovo mercato digitale, dove la merce più preziosa sono i dati degli utenti, vince chi cattura la nostra attenzione. La lotta è senza quartiere, e i volumi di ricchezza generati sono immensi. Ma se nel 1960 General Motors dava lavoro a oltre mezzo milione di persone, oggi i grandi colossi del web impiegano a volte poche centinaia, se non unità, di lavoratori. In questo libro Nick Srnicek analizza la nuova forma di business delle piattaforme, infrastrutture digitali che mettono in contatto utenti diversi e tendono sempre più ad avere un ruolo monopolistico sul mercato. Srnicek descrive il funzionamento del nuovo capitalismo digitale, delineandone il ruolo centrale nell'odierna economia globale e tracciandone i possibili, e spesso inquietanti, sviluppi futuri.
La verità del male. Eichmann prima di Gerusalemme
Bettina Stangneth
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2017
pagine: 604
Accolto con clamore in tutto il mondo, e cinquant’anni dopo “La banalità del male”, questo libro capovolge l'immagine di Eichmann e del nazismo data da Hannah Arendt. Il gerarca nazista Adolf Eichmann, dopo la fine della seconda guerra mondiale, fuggì in Argentina e lì visse nascosto finché non venne catturato dai servizi segreti israeliani e portato a Gerusalemme per il celebre processo. Bettina Stangneth, filosofa tedesca esperta di inganno e manipolazione, ne ha seguito le tracce lasciate durante la sua latitanza, rintracciando i suoi nascondigli e portando alla luce documenti segreti e dettagli inediti, svelando così le abili macchinazioni con cui uno dei principali architetti della Shoah, che egli riteneva "il suo capolavoro", definì se stesso "funzionario d'ordine" e "piccolo ingranaggio nella macchina di annientamento nazista". Stangneth dimostra che l'immagine di grigio burocrate, inetto e poco intelligente, della quale si convinse Hannah Arendt, che così lo raccontò a milioni di lettori, fu in realtà studiata a tavolino dallo stesso Eichmann, abile manipolatore sociale che sperava in questo modo di aver salva la vita. Non ci riuscì, ma riuscì - fino a oggi - a perpetrare un inganno ancora più terribile: farci credere che il diavolo non esiste.
L'invenzione della natura. Le avventure di Alexander Von Humboldt, l'eroe perduto della scienza
Andrea Wulf
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2017
pagine: 540
Descritto dai suoi contemporanei come "l'uomo più famoso al mondo dopo Napoleone", Alexander von Humboldt fu uno dei personaggi più affascinanti e stimolanti del suo tempo. Nato nel 1769 in una ricca famiglia aristocratica prussiana, rinunciò a una vita privilegiata per scoprire come funzionava il mondo. I suoi viaggi e le sue esplorazioni in ogni angolo del globo ne plasmarono il pensiero e ne fecero un personaggio leggendario, ammirato e citato come diretta influenza non solo da studiosi come Charles Darwin, Henry David Thoreau, Ralph Waldo Emerson e John Muir, ma anche da letterati come Goethe, Coleridge e Wordsworth; Thomas Jefferson scrisse che Humboldt era "tra i principali artefici della bellezza" della sua epoca. Tuttavia, questa straordinaria personalità, a cui dobbiamo il nostro stesso concetto di natura e l'idea moderna di ambientalismo, sembra oggi pressoché dimenticata, e mentre il suo nome resiste ovunque - piante, animali, fiumi e città prendono il suo nome -, le sue opere prendono polvere sugli scaffali delle librerie. Andrea Wulf, acclamata storica e autrice di numerosi bestseller internazionali, si è immersa nelle opere, nei diari e nei documenti personali di Humboldt, ne ha seguito le tracce in tutto il mondo, visitando gli stessi luoghi e scalando le stesse montagne, per restituire a Humboldt, con questo libro, il posto che egli merita nel pantheon della natura e delle scienze. “L'invenzione della natura” è anche un tentativo di capire come è nato e come si è formato il modo stesso in cui pensiamo il mondo.
Le persone non servono. Lavoro e ricchezza nell'epoca dell'intelligenza artificiale
Jerry Kaplan
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2016
pagine: 198
L'intelligenza artificiale, ben nota a scienziati, economisti e filosofi, gode di cattiva fama nella letteratura e nel cinema. Gli appassionati di fantascienza la ricollegheranno subito a robot assassini a caccia di esseri umani nelle strade di oscure città future, o a computer senzienti che si preparano a dominare il mondo. Nel suo nuovo libro Jerry Kaplan, veterano della Silicon Valley, ci guida invece alla scoperta di un campo di studi reale che oggi, dopo cinquant’anni di sforzi e miliardi di dollari spesi, sembra finalmente a un passo dal decifrare il codice dell'intelligenza artificiale. Il genere umano si trova sull'orlo di un cambiamento senza precedenti: automobili senza pilota, aiutanti robot e consulenti finanziari automatizzati possono darci ricchezza e tempo libero, ma anche rappresentare per noi una minaccia più concreta di Terminator o HAL 9000. Non sappiamo se il prezzo di algoritmi sempre più evoluti sia l'obsolescenza umana. Il passaggio all'automazione del lavoro in più campi potrebbe essere brutale e protratto nel tempo, soprattutto se non affronteremo tempestivamente i grandi problemi rappresentati da un mercato del lavoro sempre più incerto e da crescenti disuguaglianze di reddito. Kaplan, con “Le persone non servono”, propone soluzioni politiche e di libero mercato che possono aiutarci a evitare un lungo periodo di tumulti sociali, mostrando in modo a un tempo accessibile e completo le opportunità e i rischi dell'intelligenza artificiale.
Regole, Stato, uguaglianza. La posta in gioco nella cultura della sinistra e nel nuovo capitalismo
Salvatore Biasco
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2016
pagine: 241
Le vicende economiche degli ultimi anni impongono alla sinistra italiana e europea una seria riflessione sulla loro cultura, identità e programma. È indubbio che il nuovo assetto del capitalismo abbia alterato i capisaldi dell'ordinamento democratico e sociale dei paesi occidentali e prodotto un orizzonte culturale che ha legittimato gli esiti. Questo lavoro affronta, anche dal punto di vista storico, le ragioni dell'affermarsi di tale orizzonte e le sue conseguenze. Nel processo in atto, la sinistra ha stentato a ritrovare la sua natura, stretta tra le condizioni oggettive di trasformazione della società e del contesto mondiale e la forza di penetrazione della visione egemone. Il libro si chiede come e dove questo smarrimento si sia verificato e quali siano le leve per ricostruire una cultura politica che abbia una forza identitaria e programmatica e sia al fondo di respiro europeo. Il libro esamina una vasta serie di questioni cruciali, da quella relativa all'euro, a quella relativa ai modi in cui l'eredità socialdemocratica vada recuperata nelle condizioni odierne, ai punti di attacco per perseguire una regolazione del nuovo capitalismo e molte altre. Il volume ripercorre inoltre, con intento analitico, le svolte che sono avvenute in Italia nel maggior partito di centro-sinistra.
Strategic HR Management. Gestione strategica delle risorse umane
Wayne F. Cascio, John W. Boudreau
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2015
pagine: 201
Questo libro offre una trattazione sintetica di quelli che sono gli elementi chiave della gestione delle risorse umane (human resource management), attraverso un innovativo approccio basato sulla gestione del rischio (risk management). L'accento è posto sull'importanza delle decisioni, dei processi e delle scelte che le organizzazioni compiono relativamente al proprio personale, mostrando come la gestione della forza lavoro abbia un impatto diretto sul raggiungimento degli obiettivi d'impresa. Vengono inoltre fornite tutta una serie di indicazioni per i manager, per aiutarli a operare le scelte migliori relativamente al capitale umano in modo da raggiungere nel modo più efficace il successo strategico. Cascio e Boudreau prendono in considerazione la realtà dei business globali, un ambiente sempre più esposto a incertezze, e analizzano varie strategie per valutare e affrontare i rischi insiti nella gestione del capitale umano. Il volume offre una ricca serie di esempi pratici allo scopo di illustrare al meglio gli elementi chiave introdotti.

