Luni Editrice
Mussolini e Roosevelt. Corporativismo fascista e New Deal. Il dibattito tra Italia e Stati Uniti
Francesco Carlesi
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 368
Mussolini e Roosevelt: il dittatore italiano e il presidente democratico simbolo della libertà e della rinascita dopo la crisi del ’29. All’apparenza due figure agli antipodi, nella realtà due uomini che dialogarono per diverso tempo in nome della comune ricerca di ricette economico-sociali che portassero le loro nazioni fuori dalla Grande depressione. Un cordiale scambio di lettere dopo l’elezione di Roosevelt alla presidenza nel ’32 spianò la strada a un intenso scambio diplomatico e intellettuale, animato da professori, studiosi e giornalisti, in cui emersero considerazioni critiche ma anche profondi punti di contatto. Tra tutti, spiccarono consiglieri del presidente, come il professor Rexford Tugwell, che si recarono in Europa per studiare il modello corporativo, mentre Bottai veniva invitato a scrivere su «Foreign Affairs». Le frizioni in politica estera contribuirono ad affievolire sempre più questo legame, fino alla sanguinosa rottura dettata dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Per questo motivo lo studio dei rapporti Italia-Stati Uniti (dalla politica alle realizzazioni istituzionali, passando per la stampa), con un occhio particolare ai rapporti tra terza via del regime e New Deal americano, è fondamentale per penetrare le complessità della storia e aprire nuovi orizzonti su un momento storico le cui propaggini sono arrivate fino ai giorni nostri.
Nietzsche in Italia
Guy De Pourtalès
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 96
Quello che scorre lungo le pagine di questo intenso racconto dedicato da Guy de Pourtalès a Nietzsche che visita, vive, ama, soffre e per non perdersi ritorna in Italia, è un vero e proprio gesto d’amore letterario: l’autore ci presenta gli incontri, i luoghi, i sogni e le frustrazioni del genio della filosofia moderna attraverso gli incontri, le vie e i palazzi delle città italiane da lui amate, Genova, Roma, Venezia, Torino, ultima tappa e definitivo barlume di coscienza prima del buio. In questi luoghi Nietzsche cercò di trovare un po’ di pace dai tormenti della sua mente, dal dolore della quotidianità, dall’incapacità di vivere il presente perché proiettato in quella dimensione per noi quasi sconosciuta che è la definizione del pensiero assoluto. Leggiamo uno stralcio tratto dal testo qui presentato e dedicato al soggiorno veneziano del filosofo, che ci illumina su come de Pourtalès ha inteso scrivere delle peregrinazioni del filosofo in Italia: «Questa fu la Venezia senza mandolini di Nietzsche. Certo non ebbe una giovinezza molto brillante, questo filosofo votato a diventare un Cristo laico, allorché se ne andava verso il suo calvario spirituale. Come unico amore, l’umanità futura. Come solo discepolo, un musicista indigente. Siamo lontani da quegli antichi veneziani di rango: il Byron gaudente e veramente troppo fortunato, lo snob Chateaubriand, il patetico Mickiewicz, il simpatico Musset con la sua barba da parrucchiere. Tutto questo pittoresco letterario si è stinto mentre diventavamo adulti. Oggi, queste ombre così grandiloquenti sono impallidite; queste ambizioni forsennate ci fanno un poco sorridere, e il modesto Nietzsche, così riservato, ci commuove di più nella sua discrezione, nella sua chiaroveggenza ironica. La sua Venezia personale non ha per niente l’aspetto di un piedistallo dove ci si arrampica per posare. Non ha l’aspetto di un albergo dove si gode qualche giorno di piacere. Per lui non fu che una melodia dell’anima, il preludio alle sue opere più autentiche. Più tardi scrisse in Ecce Homo: “Quando cerco una parola per sostituire quella di musica, non trovo altro che la parola Venezia”».
Storia della mia vita. Volume Vol. 4
Giacomo Casanova
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 240
«C'era Manon, la figlia di Silvia: con lei non ero mai andato oltre la conversazione a tavola. Ci lamentiamo, quando le donne che ci amano e si sanno amate si rifiutano; ma abbiamo torto. Ci amano e temono di perderci; per loro è importante coltivare il nostro desiderio. Desìderi quello che non hai; quando lo hai non desìderi più. Hanno ragione a tirarsi indietro. Entrambi i sessi desiderano. Come mai l'uomo non si rifiuta mai alla donna che ama e lo sollecita? Evidentemente c'è un'asimmetria: per l'uomo il piacere che dà conta più di quello che riceve; perciò non si sa tirare indietro. Invece alla donna importa di più il piacere che prova: quando lo rinvia pensa al futuro, a tenersi aperta la via. È il motore della civetteria, che si perdona alle donne. Un uomo civettuolo non è mica normale».
Storia della mia vita. Volume Vol. 5
Giacomo Casanova
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 240
Il romanzo dei tre regni
Guanzhong Luo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 1648
Il romanzo dei Tre Regni (qui tradotto per la prima volta in lingua italiana e in versione integrale) è considerato universalmente "la storia delle storie", ovvero il più grande racconto che noi uomini possiamo avere la grazia di leggere. In questo romanzo sono narrate le guerre, le battaglie e le vicende dei mitici antichi guerrieri, per la presa di potere dell'antica Cina, attraverso fatti veri, verosimili, reali o spesso, di fantasia.
Le Monnier. Un editore del Risorgimento
Cosimo Ceccuti
Libro: Libro rilegato
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 592
Lo straordinario mosaico costruito da Cosimo Ceccuti dedicato a Felice Le Monnier, è stato condotto attraverso un meticoloso e paziente lavoro di ricostruzione. Il tipografo-editore, piccolo grande uomo giunto a Firenze in fuga da una Parigi scossa dai moti del 1831, senza mezzi ma con una grande volontà di raggiungere il successo, di distribuire i suoi volumi, di conquistare nuove fasce di lettori, entra a pieno titolo fra i protagonisti del Risorgimento italiano, al pari dei "suoi" "autori" e collaboratori, Leopardi e Niccolini, Foscolo e Mazzini, Cantù e Tommaseo, Farini e Balbo e – suo malgrado – Alessandro Manzoni, oppostosi inutilmente alla pubblicazione dei suoi Promessi Sposi nella «Biblioteca Nazionale», dando in questo modo vita alla più clamorosa causa sulla proprietà letteraria. «Oggi è di moda parlare di "industria culturale". Se ne parla a proposito e a sproposito. Ma chi ripercorra la storia segreta di Felice Le Monnier, come ce la racconta Cosimo Ceccuti, documenti alla mano, archivi sotto gli occhi, al di fuori di ogni ostentazione retorica e di ogni mania declamatoria, chi riguardi alle varie e singolari fasi di questa vita eccezionale finora avvolta dal discreto riserbo degli studiosi distratti, non potrà che trarre precise conclusioni sulla forza invincibile dello spirito di costruzione e di intrapresa, come base – oggi non meno di centocinquant'anni fa – di un'industria editoriale concepita con serietà di propositi e con rigore di impostazione etico-politica. «Felice Le Monnier: un personaggio in cui si intrecciano intimamente idealismo e realismo, spirito di evasione e attenzione al reale, fedeltà a un certo programma ideale e occhiuto controllo dei bilanci, capacità di sfidare rigori di diplomazie e di censure. «Le Monnier parte da un'intuizione fondamentale: avvalersi dell'arte tipografica come strumento per divulgare certe opinioni, per allargare il circuito delle idee». (dall'introduzione di Giovanni Spadolini)
Le disgrazie del libro in Italia
Giovanni Papini
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 32
Non crediamo ci sia esempio più fulgido delle parole di Giovanni Papini, scritte 80 anni fa e oggi riproposte integralmente con una introduzione di Roberto Palazzi, libraio antiquario e profondo esperto del mondo del libro, per rappresentare lo “stato del libro” in Italia, oggi come allora, precario, spesso deludente, senza prospettive di guadagni, affidato al cuore di quei pochi lettori (sempre meno) che con coraggio continuano a comperare libri.
Breviario dei politici. Testo latino a fronte
Giulio Mazzarino
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 288
Queste massime, dedicate alla caccia al potere politico nell’Europa del Seicento, ignorano le astrazioni che sorreggono la politica e il potere, e sono dedicate al singolo individuo che vuol prevalere sugli altri. È un breviario sui generis di massime morali (o immorali, ma intelligenti), scritte da uno che parla di sé e le ha collaudate, non nella riflessione libresca, ma nella vita attiva e tumultuosa. Un breviario del politico che si dedica agli affari altrui, con lo scopo finale di provvedere nel modo più efficace agli affari propri. I connotati specifici sono quelli del cardinale Giulio Mazzarino, per quanto la fonte di questo piccolo scritto non sia documentata. Ma non si può escludere che egli sia proprio l’autore, e non solo il personaggio rappresentato: anzi, è l’ipotesi più plausibile. Il testo, in latino di cancelleria un po’ stentato, fu pubblicato più volte fra il 1684 e il 1723, in edizioni arricchite via via di alcune aggiunte. Di solito si presenta al lettore italiano la traduzione del 1698, mentre la presente è una traduzione d’oggi. Essa è ricavata dalla più recente fra le edizioni antiche (più ampia di quella utilizzata dal traduttore seicentesco). L’ultima edizione con la traduzione italiana seicentesca, ripubblicata da Giovanni Macchia, seguiva il testo del 1684. Al momento, la presente edizione, con testo latino a fronte e traduzione in italiano, è semplicemente la più completa in assoluto.
Il fiore inverso. I poeti del trobar clus
Francesco Zambon
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 48
In quello incunabolo della lirica moderna che è la poesia dei trovatori, uno dei capitoli più singolari e fascinosi è costituito dal cosiddetto trobar clus (“poetare chiuso, oscuro”), cioè da quella corrente stilistica che praticò una scrittura deliberatamente oscura, ermetica, difficile, sia sotto il profilo formale sia sotto quello espressivo: da questa grande esperienza medioevale nascerà l’obscurisme dei Góngora, dei Mallarmé, dei Benn, dei poeti ermetici italiani. Ispirata ai suoi inizi, con l’opera di Marcabru e dei suoi seguaci, alla riflessione cristiana sulla presenza di luoghi intenzionalmente oscuri nella Sacra Scrittura e caratterizzata da contenuti religiosi o morali, tale poetica subì una progressiva evoluzione verso i temi amorosi tipici di questa esperienza poetica e verso una ricerca formale sempre più vertiginosa, che approdò all’invenzione di strutture metriche come la sestina di Arnaut Daniel, destinata – a partire da Dante e da Petrarca – a una immensa fortuna in tutte le letterature europee. Questo volume contiene la traduzione in versi, rispettosa per quanto è possibile della metrica originale, ma anche scrupolosamente fedele ai testi, del corpus di componimenti (una quarantina circa) che formano la “costellazione” del trobar clus. I nomi principali, oltre a Marcabru e Arnaut Daniel, sono quelli di Peire d’Alvernhe, Guiraut de Borneil, Raimbaut d’Aurenga. Tutti i testi sono accompagnati dall’originale occitanico, da ampi commenti e da una esauriente introduzione storico-letteraria.
Il pubblico e l'artista. Conversazioni e dibattiti
Fortunato Depero
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 88
Dall'autunno del 1928 a quello del 1930 Depero, durante il primo viaggio negli USA, visse a New York una stagione irripetibile, dove verificò e sperimentò quello che i futuristi in Italia avevano solo vagheggiato: traffico automobilistico già incredibile, grattacieli, treni sotterranei e anche sopraelevati in un agglomerato urbano fuori scala rispetto alla situazione italiana. Perciò, quando tornò in Italia, in un'Italia indietro di quaranta, cinquant'anni rispetto agli Stati Uniti, si rese conto che non aveva più nulla da immaginare, non vi era più una "visione futura" nella sua mente, perché lui il Futuro lo aveva già vissuto a New York. Per questo motivo un po' alla volta si distaccò dal Futurismo. Depero durante il periodo bellico lavora incessantemente, e scrive, scrive sempre. Nell'inedito qui pubblicato utilizza l'escamotage del dibattito, perché gli forniva la possibilità di spiegare la sua arte in un modo non pedante, quasi in forma teatrale, quindi con una scrittura più scoppiettante. I temi che affronta sono i più riservati e profondi tra tutti quelli che può presentare un artista: in un passaggio dal manoscritto si lancia in una sorta di "retro marcia" dal presente al passato, innescata sul concetto di arte antica, un passo dalle venature quasi surrealiste. Come scrive il curatore del volume Maurizio Scudiero: «È un Depero a tutto campo quello che transita in questo manoscritto, un Depero che ci restituisce la storia del Futurismo e dell'arte vista attraverso la lente di chi la storia dell'arte della prima metà del XX secolo l'ha vissuta in prima persona, ricavandone tanta soddisfazione».

