Manfredi Edizioni
We lost the sea. Ediz. italiana e inglese
Federica Di Carlo
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 136
[...] We lost the sea è un'installazione cinetica concepita come dispositivo scenico, una macchina teatrale che non ha timore di mostrare i suoi trucchi e i suoi ingranaggi ma che, anzi, ricerca nell'artificiosità del teatro la sua dimensione poetica. La platea prende la forma di un pontile, elemento aggettante rispetto alla terraferma che consente di vivere un'esperienza ravvicinata, inclusiva, di relazione intima con l'opera e con l'universo naturale sintetizzato e sintetico che rappresenta. Sintetico è il materiale, la vetroresina, di cui sono fatte le cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, qui utilizzate come contenitori di brani di mare palermitano. Sintetico è il soffio meccanico dei ventilatori; sintetici i fogli di mylar ancorati alle cisterne che, muovendosi e sventolando come altrettanti aquiloni, generano riflessi di luce provenienti dalle profondità marine. Sintetico, infine, è lo sguardo dell'artista che condensa entro i limiti dello spazio scenico il sistema fluido acqua-aria-luce, sistema generatore del respiro della terra, evidenziandone le costrizioni, i patimenti, le apnee. [...]
Guida breve alla collezione Chiomenti Vassalli
Claudio Crescentini, Federica Zalabra
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 116
Questa Guida breve è volta ad accompagnare il visitatore nel suo percorso attraverso le varie sale della Collezione Chiomenti Vassalli esposta nel Museo del Monastero delle Orsoline nella cittadina di Calvi dell'Umbria, situato nello storico palazzo Ferrini (secc. XVII-XVIII) oggi di proprietà del Comune. Le descrizioni delle opere (dipinti, disegni, grafica, sculture, placche e medaglie) sono le sintesi delle analisi dettagliate di diversi studiosi pubblicate nel catalogo della collezione stessa, curato da Claudio Crescentini e da Federica Zalabra, patrocinato dai fratelli Chiomenti ed edito nel 2018 (Manfredi Edizioni, pp. 387).
Giuseppe Uncini / Termoli 2019
Gianluca Riccio, Arianna Rosica
Libro: Cartonato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 64
"La mostra Giuseppe Uncini/Termoli 2019 non è solo un omaggio al grande artista marchigiano, ma si collega idealmente anche alla storia del suo forte legame con la città di Termoli, a partire dagli anni Sessanta. È infatti nel 1962 che, mentre Uncini sperimenta ferro e cemento per una serie di nuovi lavori e fonda insieme ad Achille Pace, Gastone Biggi, Nicola Carrino e Pasquale Santoro il Gruppo Uno, il suo amico Pace lo invita a partecipare al Premio Termoli, momento che l’artista marchigiano ricorderà sempre con grande affetto. L’esperienza del Gruppo Uno si conclude nel 1967. Da quel momento tutti i componenti del gruppo portano avanti con modalità autonome le proprie ricerche negli ambiti della pittura e della scultura. Proprio la pittura è il primo amore di Uncini che, arrivato a Roma nel 1953, inizia a frequentare artisti come Burri, Capogrossi, Cagli, Colla, Perilli, Festa, Angeli e Lo Savio senza però farsi inglobare in nessuno dei gruppi o delle correnti artistiche che vanno formandosi in quel volgere di anni. "
Soundlines of contemporary art
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 268
Open sounds of contemporary art
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
Storie di cose, luoghi e persone (1961-2017)
Ugo La Pietra
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 88
"Il primo libro su Gio Ponti "L’arte si innamora dell’industria", 1988. Negli anni Settanta la cultura milanese era vivacizzata dall’attività di tre centri culturali sostenuti dal Partito Socialista: il Club Turati, il Circolo De Amicis e il Centro Internazionale di Brera. In quest’ultimo, gestito da Cornelio Brandini, ho realizzato e animato diverse iniziative, dalla rassegna dell’arte nel sociale al cinema d’artista con mostre soprattutto nell’attigua ex-Chiesa di San Carpoforo. Cornelio e altre persone che frequentavano il centro erano appassionati collezionisti delle opere di Gio Ponti."
Mauri Muntadas. Catalogo della mostra (Venezia, 8 maggio-31 agosto 2019). Ediz. italiana e inglese
Laura Cherubini
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 120
Fabio Mauri e Antoni Muntadas sono due grandi precursori che con il loro lavoro hanno anticipato molte delle tematiche contemporanee. Si tratta di due artisti diversi e con specificità differenti, tuttavia esistono elementi che possono accomunarli relativamente a temi e problemi affrontati. La parola chiave del possibile legame tra i due è potere che ambedue gli artisti indagano negli aspetti politici, economici, mediatici e culturali. Tutti i lavori di Mauri e Muntadas sono intrinsecamente politici. Ma alcuni indagano in modo più specifico il tema della politica. L’opera di Mauri "Manipolazione di cultura" analizza i meccanismi del consenso di due dittature del passato (ma vissute dall’artista stesso in gioventù), fascismo e nazismo, svelandone le pratiche manipolatorie. Il work in progress di Muntadas intitolato "Political advertisement" è costituito da un serrato montaggio delle campagne elettorali presidenziali degli ultimi anni negli USA mettendo a nudo le tecniche della comunicazione politica. Molte altre tematiche sono poi connesse a quella politica e ideologica.
Attraversamenti. Tra arte e fotografia
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 120
"Il premio Michetti giunge quest’anno alla sua settantesima edizione. A parte pochissimi anni di interruzione, il Premio continua a promuovere l’arte in Italia dal 1947: un investimento sul futuro, fatto allora, difficile da dimenticare per il carattere di sfida e quindi di ottimismo che conteneva in sé. Opportuno mi pare richiamare tale 'scommessa'F(1851-1929) e la Fondazione a lui intestata sta progettando di ricordarlo adeguatamente. Il comitato tecnico della Fondazione Michetti, che è stato convocato nel mese di ottobre 2018, ha affidato a due suoi stessi membri la curatela del premio 2019: alla dott.ssa Anna Imponente, direttrice del Polo museale campano, e al prof. Claudio Cerritelli, docente di storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Personalmente sono stato molto lieto di questa scelta rispondente a una piena ed efficace collaborazione."
Diego Cerero Molina. Figuras. Ediz. italiana e inglese
Maria Cecilia Vilches Rioprede, Diego Cerero Molina
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 88
"Visitare la mostra di Diego Cerero Molina è come imbarcarsi in una bizzarra avventura in cui si incontreranno molti personaggi insoliti. Questo viaggio ci porterà in un mondo senza senso, proprio come quando Alice cadde nella tana del coniglio e si ritrovò nel Paese delle Meraviglie. Tuttavia, anche se l’aspetto del Gatto del Cheshire lo rende il personaggio più surreale nella storia di Alice, c’è sicuramente molta logica nelle sue affermazioni. Quello che rende le cose intriganti è la dinamica dell’assurdo quando si osserva che “siamo tutti matti qui”. La follia è un dato di fatto nel Paese delle Meraviglie e il Gatto del Cheshire ci ricorda che spesso razionalizziamo le cose che facciamo, inventando scuse per il nostro comportamento esagerato per farlo sembrare normale. Ma non importa quali scuse inventiamo, molto di ciò che facciamo è semplicemente folle. Quindi, per apprezzare appieno questa avventura concepita come una mostra fuori dal comune, forse dobbiamo essere un po’ pazzi e disposti a seguire un coniglio parlante dentro la sua tana, proprio come Alice. La mostra Figuras vuole demistificare il ritratto tradizionale, attraverso elementi come il grottesco e la parodia."
Presenza
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 52
"L’Accademia di Belle Arti di Roma è particolarmente orgogliosa di supportare un’iniziativa progettata e realizzata dagli studenti delle Consulte di Accademie di Belle Arti e ISIA, ospitata per cortese concessione dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, nella porzione di Palazzo Venezia destinata alla didattica delle discipline storico artistiche. La mostra presenza, oltre a testimoniare della piena maturità artistica raggiunta dai suoi protagonisti, si colloca nel novero di quelle iniziative degne di essere ricordate nel travagliato processo di attuazione di una Riforma del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica."
Istanbul. Ediz. italiana e inglese
Maria Cecilia Vilches Riopedre
Libro: Cartonato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
"Quando cammini per le strade di Istanbul sei avvolto da una travolgente sensazione di vivacità trasmessa dal patrimonio culturale, spirituale e politico cosmopolita della città. Per secoli la posizione unica e strategica di Istanbul al crocevia di continenti e civiltà è stata una fonte ricca di idee, credenze, scambi commerciali, trasporti e creazioni. La scelta di una mostra dedicata alla città di Istanbul in una galleria d’arte romana non è stata casuale. L’antica città di Costantino veniva anche chiamata “Nuova Roma” per la sua somiglianza con la grande città dell’Occidente. Non c’è da meravigliarsi che Istanbul e Roma siano pensate come città gemelle. Entrambe si estendono su sette colline con l’insediamento della vecchia Istanbul, confinata fra il Mar di Marmara e il Corno d’Oro, mentre Roma è prosperata su entrambi i lati del fiume Tevere."
Notti d'alba
Giampiero Cassarà
Libro: Libro in brossura
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 96
«Fuoricentro dà immediatamente l’idea di “oltre”, di “altro”, al di là della periferia e della marginalità. Fuori dal centro riconosciuto e spesso, proprio per questo, superato, in funzione di un altro centro. Ed è in corrispondenza di tale – nuovo – centro che abbiamo voluto denominare in questo modo la presente collana di poesia e scrittura poetica, in parte nel recupero di quella “marginalità del periferico”, esaltata da Pasolini e ormai superata dalla decentrificazione urbana contemporanea e dalla globalizzazione mondiale. Nel Fuoricentro quindi di una nuova centralità, la parola poetica di Giampiero Cassarà acquisisce una sua prorompente fisicità e specificità. Una sua struttura immaginaria e visiva che inesorabilmente trascina, volenti o nolenti, dentro le sue Notti d’Alba. Notti che non significano una notte che non vedrà mai l’alba, come impone la scrittura di Céline. Notti che invece aspirano alla rinascita, data da un viaggio profondo nella notte stessa. Quella più viva e creativa di chi ha una grande speranza e una profonda fiducia nella forza rinnovatrice dell’animo umano.»

