Morlacchi
Il teatro del Cinquecento. I luoghi, i testi e gli attori
Siro Ferrone, Ludovico Zorzi, Giuliano Innamorati
Libro
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 148
Non solo i testi fanno il teatro. Lo studio della vita degli attori, le cronache e le storie, l'analisi delle scenografie o dei luoghi teatrali contribuiscono ormai a ridefinire molti momenti della storia teatrale italiana. Tra questi il Cinquecento, il secolo più grande della nostra cultura spettacolare, oggetto di ricerche universitarie di avanguardia, abitualmente studiato nei licei, familiare al grande pubblico. Gli studi che sono raccolti in questo volume (nato in occasione di un Convegno organizzato dal Teatro Metastasio di Prato nel 1982) vogliono stabilire un ponte fra questi tre tipi di lettori e le diverse specializzazioni in cui si articola la storia dello spettacolo. Costituisce parte integrante delle testimonianze contenute nel libro il Dvd allegato del documentario Teatri d'Italia di Siro Ferrone.
De brevitate vitae. Testo latino. Per le Scuole superiori
Lucio Anneo Seneca
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 92
Law school. Authentic legal english. With answer key
Liam Francis Boyle
Libro
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 222
Elettra di Hugo von Hofmannsthal andò in scena per la prima volta il 30 ottobre del 1903 al Kleines Theater di Berlino per la regia di Max Reinhardt: il successo fu strepitoso e ancor più clamoroso lo scandalo che ne scaturì, amplificato dalla versione operistica realizzata a distanza di qualche anno dal compositore Richard Strauss. In una libera reinterpretazione del mito di Elettra in chiave moderna, che si distacca dal modello sofocleo, il poeta evoca una Grecia fortemente anticlassica, arcaica e barbarica ("Siamo più in Oriente che in Occidente"). È un mondo misterioso, a tratti inquietante, fatto di passioni irrefrenabili e nervi frementi. Altrettanto irriconoscibile appare Elettra, definita all'epoca come sadica, lesbica e psicopatica. In lei la baccante dionisiaca arcaica convive con la donna isterica moderna: in questo modo Hofmannsthal fonde insieme mito e psicoanalisi e getta un ponte fra l'uomo moderno e le sue antiche origini pre-greche e orientali.
Breve storia degli archivi e dell'archivistica
Patrizia Angelucci
Libro: Copertina morbida
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 170
Da un ciclo di lezioni dedicate alla storia degli archivi e dell'archivistica è stato tratto questo breve testo, con l'intento di fornire agli studenti e a tutti coloro che vogliano avvicinarsi alla realtà archivistica uno strumento propedeutico, senza la pretesa di una trattazione esaustiva. Una rapida sintesi che, in una forma semplice e accessibile, ha cercato di toccare i fatti salienti di questa storia, delineandone i contesti politici e culturali e seguendone le linee direttrici fino ai nostri giorni, per promuovere, attraverso la conoscenza delle forme di organizzazione degli archivi nelle epoche passate, la sensibilità, soprattutto nei giovani, verso la conservazione della memoria e l'interesse per la ricerca sulle fonti d'archivio. La nuova edizione del volume è arricchita di una significativa "Appendice documentaria" a cura di Maria Grazia Bistoni Colangeli, funzionaria dell'Archivio di Stato di Perugia.
La stanchezza di Marte. Variazioni sul tema della guerra
Luigi Alfieri
Libro: Copertina morbida
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 200
"In guerra si tratta di uccidere": queste parole di Canetti sono forse le più oneste e risolutive mai dette sull'argomento. Di questo tema il libro presenta una serie di variazioni, senza aggiungervi nulla e senza illudersi di poterne dare uno sviluppo conclusivo. Si è voluto fermamente evitare la banalizzazione moralistica: siamo cattivi, violenti, portatori di "aggressività", siamo manipolati e ingannati dal potere... Così non riusciamo più a vedere quello che c'è di assurdamente grande nella guerra. La guerra è l'illusione di poter vincere la morte, di poterla uccidere. E quest'illusione rende forse più di ogni altra la misura tragica e abissale della condizione umana. Ma è ormai giunta, quest'illusione, alla svolta decisiva. Con l'arma atomica, la guerra non può più essere ciò che era. Proprio nel momento in cui è diventata tecnicamente possibile la guerra assoluta e totale, la guerra che uccide tutti e tutto distrugge, è venuta meno radicalmente la sua capacità di dare senso. Siamo al bivio tra fine della guerra e fine dell'umanità, ed entrambe le cose sono ugualmente possibili. In questo bivio è invitato a collocarsi il lettore: per quanto può, senza abbassare lo sguardo.

