Proedi Editore
Alta chirurgia
Vico Bonaventura
Libro
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2017
Un giovane chirurgo, né particolarmente brillante, né particolarmente stupido, si trova catapultato in una posizione universitaria eccezionale da un meccanismo perverso, che dapprima accetta supinamente e poi arriva a condividere. "Perché mai ho fatto l'universitario? Perché mi ci sono trovato e perché la cattedra porta potere, e al potere non si dice mai di no." È un barone, ma non ha il fascino dei baroni di un tempo. È un uomo debole, che riesce a darsi forza in virtù della sua posizione. È un uomo come tanti, in una posizione teoricamente per eletti. E quando la sua posizione viene a mancare per il naturale trascorrere del tempo, ritorna a essere un uomo che non sa invecchiare. Tutti gli intrighi, tutte le bassezze raccontate nel romanzo sono inventate, ma possono succedere in qualunque città, in qualunque università italiana e, probabilmente, sono anche successe. L'autore, anch'egli un chirurgo, ha deciso di immaginarsi nella vita di un predestinato all'alto insegnamento della chirurgia per far conoscere al pubblico parte di quanto ha visto e sentito nel corso della sua vita professionale. Naturalmente, essendo ancora in attività, ha scelto di presentarsi con uno pseudonimo.
Emozioni bestiali. Viaggio alla scoperta dei sentimenti negli animali
Diego Santini
Libro
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 240
Israele. Diario di un assedio. La cronaca puntuale di come terrorismo, politica internazionale e media collaborano a combattere la sola democrazia nel Medio Oriente
Ugo Volli
Libro
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 624
Le Cinque Giornate di Alfonso Litta Modignani. Diari: 17-18-19 marzo 1848
Alfonso Litta Modignani
Libro: Copertina morbida
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2015
"Le Cinque Giornate di Alfonso Litta Modignani" sono la trascrizione della cronaca delle prime tre giornate vissute e raccontate da Alfonso Litta Modignani riscritte dalla figlia minore Annetta sposata con Antonio Besini della Mirandola. Persona colta, fu amico di Alessandro Manzoni e di Giuseppe Giusti coi quali fu spesso in corrispondenza insieme alla cognata Carolina Trotti. Aperto alle innovazioni, come la partecipazione alle Cinque Giornate dimostra, fondò la Società Agraria di Lombardia di cui fu il primo presidente. La cronaca delle Cinque Giornate è il racconto di un aristocratico curioso e desideroso di partecipare ai cambiamenti, alla ventata di novità e libertà che venivano da notizie, provenienti dalla Francia e da Vienna, di insurrezioni contro il potere costituito. Dal punto di vista storico, questa cronaca è interessante per come viene messa a fuoco la partecipazione spontanea alla rivolta di tutta la popolazione inclusa gran parte della aristocrazia. Inoltre, si evidenzia l'impreparazione delle truppe austriache e la loro precaria condizione, così come testimonia lo stesso Alfonso: "Demoni laceri, malconci, inzaccherati e peggio imbestialiti".
Una faccia... una razza. Viaggio nel mondo delle somiglianze fra i cani e i loro padroni
Diego Santini
Libro
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2014
"Ormai è provato anche scientificamente che noi e 'loro', i nostri animali da compagnia, ci assomigliamo! Come veterinario non ne dubitavo, tanto che ne ho fatto il tema di questo libro: un viaggio ricco di aneddoti, di esperienze, divertenti e commoventi e sempre vere. Pensare che i 'nostri' animali ci somiglino può far sorridere, eppure è proprio così e l'aspetto fisico è solo la punta dell'iceberg. Scrivendo di somiglianze ho voluto condurre il lettore nel mondo silenzioso degli animali, costituito da poche parole ma ricchissimo di significati. Scoprire le similitudini con il genere umano insieme a qualcuno dei loro segreti è diventato così un modo per conoscerci meglio e per stimolare, attraverso queste 'stranezze', una diversa consapevolezza nei loro confronti. In questo libro incontrerete idee, concetti e sentimenti che ho condiviso in tanti anni di lavoro come veterinario, attraverso i quali ho cercato di costruire un 'ponte' verso una migliore conoscenza dei nostri amici a quattro zampe, mettendo a fuoco anche i benefici che la loro vicinanza ci procura, in particolare quando si instaura un reciproco sentimento di rispetto, fiducia e amore".
Il labirinto di carta
Anna Maria Hábermann
Libro
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2014
pagine: 208
"Nel titolo compaiono parole che mi riguardano: infatti sono l'ultima discendente della famiglia Hábermann, unica possibile voce narrante di una storia che, senza le mie ricerche e la mia testimonianza, sarebbe rimasta sepolta nel silenzio che l'ha sempre circondata. Una storia che mi è caduta addosso come un macigno, inattesa e travolgente, dopo la scomparsa dei miei genitori. Era il 1985 quando nel doppiofondo della cassaforte di casa ritrovai alcuni documenti che sollevavano il velo sul passato della mia famiglia. Per me, figlia unica, nata da una coppia cattolica, fu uno shock scoprire quante cose ignorassi su mio padre. Non riuscivo a capacitarmene. Mi pareva impossibile essere stata tenuta all'oscuro di tutto ciò che intuivo da certi foglietti scritti in ungherese, lingua che non avevo mai imparato. Missive con lo stemma della Croce Rossa indirizzate a papà, firmate da sua sorella, zia Inci. L'aver scoperto dall'incartamento del Ministero della Razza che mio padre era sulla lista delle persone da espellere dall'Italia per le sue origini ebraiche - fino a quel momento a me ignote - faceva sì che le parole "deportálásból, deportálva" assumessero un significato sinistro. Fu così che si spalancò davanti ai miei occhi il sipario su un dramma di cui non avevo avuto sentore, né fra le mura di casa, né fuori di esse. Ero costernata, incredula. Trascorsero altri quindici anni prima che affrontassi il mistero del silenzio con cui i miei genitori avevano tentato di proteggermi".
Il giardino dei giusti
Lorenzo Consalez, Alessandro Rocca
Libro: Copertina rigida
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2013
Questo libro raccoglie una riflessione e una documentazione sintetica dei progetti elaborati nel workshop di progettazione paesaggistica "Il giardino dei Giusti", che si è svolto nelle aule della scuola di Architettura e società, Politecnico di Milano, nel settembre 2012.
Via Eupili... ricordi
Tilly Alphandéry
Libro: Libro in brossura
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2012
"Mi chiamo Matilde Maurizia Alphandéry e ho frequentato la scuola di Via Eupili dal 1947-48 al 1958. Ho scritto questo libro perché ritengo che sia necessario lasciare una testimonianza di noi che siamo sfuggiti per miracolo alla 'soluzione finale' e della scuola di Via Eupili. Soprattutto della scuola, che ha saputo fare di un gruppetto di bambini ancora in preda a paure nascoste un gruppo di giovani quasi come tutti gli altri, dandoci una marcia in più: l'orgoglio di essere ebrei. Un mio amico al quale accennavo questo fatto mi ha risposto: 'Non mi sento orgoglioso di far parte di un gruppetto che ogni tanto, attraverso i secoli, viene bruciato'. Lui non aveva frequentato la scuola di Via Eupili. Mi rendo conto di semplificare le cose ma sfido chiunque a trovare un sentimento che non sia di orgoglio in chi sia passato da Via Eupili!".
2018 e-parliament. La rivincita del cittadino sulla politica
Carlo A. Arneis
Libro: Libro in brossura
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2012
pagine: 52
Milan. Design in the city. How to enjoy the world design capital
Libro: Libro in brossura
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2011
pagine: 112
Il labirinto di carta
Anna Maria Hábermann
Libro
editore: Proedi Editore
anno edizione: 2010
pagine: 176
"Nel titolo compaiono parole che mi riguardano: infatti sono l'ultima discendente della famiglia Hábermann, unica possibile voce narrante di una storia che, senza le mie ricerche e la mia testimonianza, sarebbe rimasta sepolta nel silenzio che l'ha sempre circondata. Una storia che mi è caduta addosso come un macigno, inattesa e travolgente, dopo la scomparsa dei miei genitori. Era il 1985 quando nel doppiofondo della cassaforte di casa ritrovai alcuni documenti che sollevavano il velo sul passato della mia famiglia. Per me, figlia unica, nata da una coppia cattolica, fu uno shock scoprire quante cose ignorassi su mio padre. Non riuscivo a capacitarmene. Mi pareva impossibile essere stata tenuta all'oscuro di tutto ciò che intuivo da certi foglietti scritti in ungherese, lingua che non avevo mai imparato. Missive con lo stemma della Croce Rossa indirizzate a papà, firmate da sua sorella, zia Inci. L'aver scoperto dall'incartamento del Ministero della Razza che mio padre era sulla lista delle persone da espellere dall'Italia per le sue origini ebraiche - fino a quel momento a me ignote - faceva sì che le parole "deportálásból, deportálva" assumessero un significato sinistro. Fu così che si spalancò davanti ai miei occhi il sipario su un dramma di cui non avevo avuto sentore, né fra le mura di casa, né fuori di esse. Ero costernata, incredula. Trascorsero altri quindici anni prima che affrontassi il mistero del silenzio con cui i miei genitori avevano tentato di proteggermi".