Puntoacapo
La casa visitata
Corrado Bagnoli
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 118
"... la parola di Bagnoli racconta «il cominciare, / l’origine, il venire al mondo, / del mondo». Dalle tenebre, la luce dà forma alle cose conferendole un ordine enigmatico, misterioso, che costituisce la casa comune. Ognuno di noi è abitato da questa luce generativa. La luce, scrive Bagnoli, è «una lama verticale / che divide». La luce che attraversa la fessura e penetra all’interno, illumina la polvere che si alza dentro di noi e si raduna in nuvole. Ed è questo il farsi della coscienza e delle sensazioni. Così come il farsi dell’universo, dei cieli, delle acque che fuggono dal nulla – dall’ombra in cui si trovano – per confluire in un’unica casa... La Genesi di Bagnoli è un vorticare impetuoso di materia e spirito. È un farsi progressivo delle cose che sgorgano dal profondo, dalla ferita da cui veniamo. Quella ferita che sopravvive in noi e domanda ragioni e implora senso e cerca di districarsi fra le maglie strette del destino". (Dalla postfazione di Alessandro Pertosa).
Breviloqui
Maurizio Manco
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 42
"Maurizio Manco ha una evidente felicità di scrittura aforistica. Ha un taglio molto netto, pungente, efficace, riserva sempre qualche sorpresa. Ha quindi a mio avviso le qualità migliori dello scrittore di aforismi, che sa leggere la realtà in modo profondo e penetrante, discostandosi dai luoghi comuni. A volte fa anche sorridere, come accade con le sorprese ben riuscite. Manco ci mostra aspetti e lati del mondo che spesso non vediamo, lui invece li coglie, li ferma, ce li rimanda con la sua originale e lenticolare interpretazione." (Dalla prefazione di Gino Ruozzi)
L'incendio
Rinaldo Caddeo
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 164
"Non c'è niente di innocuo o di rassicurante in questi racconti brevi, fulminei e fulminanti, di Rinaldo Caddeo. Con la sua scrittura di sorprese e di agguati, di enigmi e di incubi, ma al tempo stesso lieve e rapida, in linea con le Lezioni americane di Italo Calvino, egli ci consegna una narrazione che disorienta, mina ogni previsione, allarma, apre precipizi, capovolge le aspettative, si arresta in una sospensione enigmatica oltre la quale sembra profilarsi un inizio indicibile. Proprio il contrasto tra la leggerezza del come ed il turbamento provocato dal che cosa, nonché la brevità del racconto, creano in chi legge uno stato continuo di allerta, una tensione che non viene mai meno e che alimenta la curiosità e l'impulso a non interrompere la lettura, semmai a tornare indietro, a rileggere per cogliere meglio quelle causalità fantastiche che agiscono nei testi e li rendono sorprendenti. Perché è chiaro che Caddeo si muove all'interno di uno spazio letterario, oggi così poco praticato in Italia, in cui il cosiddetto "fantastico" - coi suoi correlati, quali il paradosso, l'insolito, l'incubo, il perturbante - irrompe improvvisamente nell'esistenza dei personaggi per attestare la propria realtà dimenticata, il suo esserci, la sua presenza dentro di noi." (Dalla postfazione di Mauro Germani)
Fine corsa. Una storia giunta al capolinea
Marco Andrea Zambelli
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 354
C’è un nuovo caso per l’investigatore privato Andrea Rainoldi. Si tratta di far luce sulla morte di un ragazzino, avvenuta sei anni prima e all’epoca archiviata come incidente stradale. Il recente ritrovamento di alcuni disegni, datati il giorno prima della tragedia e attribuibili alla vittima, ha indotto la madre a chiedersi se dietro la morte del suo unico figlio non ci sia da cercare un’altra verità. L’indagine porterà Rainoldi a muoversi fra Asti, la sua città, e Alessandria, dove la giovane vittima abitava con la famiglia. Legata a una brutta storia di pedofilia, la vicenda troverà infine la soluzione lontano dai luoghi in lui si era verificata la tragedia, in quel Polesine dove il grande fiume finisce la sua corsa. Sul piano personale, il tempo dell’indagine coinciderà, per Rainoldi, con la raggiunta presa di coscienza di un rapporto sentimentale ormai concluso e la scoperta di emozioni che credeva dimenticate.
L'angelo delle distanze
Elio Grasso
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 108
«Grasso utilizza tutta la tipologia di una poesia notturna e celeste, dalle misure archetipe alle cose (acqua, aria, terra, fuoco), alle diverse epifanie, alla trionfalità del celeste, o per dirla in breve di una materia costitutivamente poetica. Ma a differenza di questa tradizione, che per l’Italia del Novecento si ritrova in Campana e nel primo Luzi, Grasso rifiuta un registro convulso e passionale, “romantico”, oppure la visione onirica. (Dalla Prefazione di Stefano Verdino) La prima stampa di questo libro porta la data del maggio 1990, ma l’autore in una nota ci conferma che i testi sono stati scritti nell’arco dei tre anni che vanno dall’inizio del 1986 al settembre 1988. Senza tema di smentita si può dire che è un frutto maturo degli anni Ottanta, così come l’amicizia fra la sottoscritta e l’autore... Una scrittura rapinosa, appunto, quella di Grasso, fatta di vento caldo e di vapori anche dove la postura metalinguistica o i fondamenti numerici la raggelano. In questa contraddizione risplende.» (Dalla Postfazione di Maria Luisa Vezzali)
L'opera nuda. Poesie
Mauro Macario
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 206
La grande poesia si sposa in basso, dal ventre fin sotto i piedi e brinda col sangue alle miserie del mondo: Baudelaire, Rimbaud, Bukowski. Spesso, tra convegni e incontri individuali, ho avuto la sensazione che l’innovativa e rivoluzionaria letteratura poetica della beat generation, portatrice di libertà e libertarismo, sia nella forma sia nei contenuti, fosse ancora oggi, qui da noi, pressoché sconosciuta, intendo non letta, addirittura ignorata con supponenza sprezzante, senza mai aver aperto uno di quei libri leggendari. Lo dico perché se solo avessero sfogliato quelle pagine, certi poeti non sarebbero stati più gli stessi e le loro poesie avrebbero scardinato e rifiutato strutture obsolete e costrittive entrando nel mondo nuovo come dinamite pura. I loro poeti di riferimento sono, al contrario, asfittici, astemi, carducciani, fegatosi, vescovili , si beano delle loro cattedre funebri perché quella poesia è in avanzato stato di decomposizione. Ho sempre pensato che la poesia fosse l’espressione più libera e provocatoria perché autonoma, autofinanziata, indipendente. (Mauro Macario, dall’intervista di Roberta Petacco)
Murayi 1971-2021. Una parrocchia tortonese in terra d'Africa
Livio Vercesi
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 118
"Per la maggior parte di chi vive in "occidente", l'Africa è un luogo remoto, immaginato più che conosciuto grazie a fotografie, film e quanto arriva ai nostri occhi attraverso i cosiddetti "mezzi di comunicazione di massa": grazie a don Livio Vercesi, da più di vent'anni parroco di S. Pietro, per noi invece l'Africa si è fatta "persone". "Persone", come don Livio e come le tante missionarie e missionari che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e da cui abbiamo tratto esperienza viva, di prima mano. "Persone", come il gruppo di "Ascolta l'Africa" che, nato da un'iniziativa spontanea (un concerto di band giovanili novesi all'interno delle ex-caserme della città per sensibilizzare, attraverso il richiamo di buona musica, gli abitanti di Novi Ligure sulla realtà di Murayi e del Burundi), è diventato una consolidata realtà missionaria." (dalla prefazione di Andrea Scotto)
Ùltime reuse. Ultime rose
Remigio Bertolino
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 120
«Da sempre, la poesia di Remigio Bertolino appare come una voce emersa dal tempo; il poeta di Mondovì ci parla di un mondo di neve e ghiaccio, di vite al chiuso, in una “scura tana” (A mezzogiorno, in Litre d’ënvern, Aragno 2015), tenute in vita da “tuberi secchi” (T.S. Eliot): vite elementari, di pura sussistenza, che egli preleva da un immaginario archetipico che, appunto, è universale e non semplicemente ascrivibile al “mondo dei vinti” delle pianure, delle vallate e delle montagne del cuneese come fu ritratto da Nuto Revelli. Anche se questi versi scritti sotto la visione ossessionante del Monviso mostrano uno strenuo legame con quella terra, ci mostrano infatti come un forte senso del radicamento territoriale e culturale possa diventare il mezzo per aprirsi all’universalità: il loro afflato è comprensibile a tutti, perché a tutti un lungo inverno e una poca estate parlano di un mondo tragico, in cui la gioia è circonfusa di un alone di nebbia, e di un freddo che non è solo atmosferico.» (Dalla Prefazione di Mauro Ferrari)
Il posto dello sguardo. Scuola e poesia tra complicità e smarrimento
Libro: Libro in brossura
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 224
Poesia e scuola: ma diciamo pure letteratura, anzi cultura e scuola. Cioè la trasmissione del sapere, del saper fare e soprattutto del saper essere, affidata a una istituzione che fatica ad evolversi in maniera efficace. E la poesia? È ormai presente solo come reperto archeologico, cristallizzata ai grandi poeti di due generazioni fa, come se non ci fossero poeti che parlano del mondo di oggi, e la cui conoscenza sarebbe fondamentale per gli studenti. E non solo. Poeti, scrittori e critici di vaglia riflettono sulle molte sfaccettature del problema.
Imparando
Simone Magli
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 26
Una raccolta di poesia formalmente asciutta e caratterizzata dalla brevità.
Sul confine
Massimo Bondioli
Libro
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 70
«Prima di tutto emerge la concezione della poesia come espressione della “vita”, non quindi forma letteraria fine a se stessa, ma trasposizione dell’esperienza, realmente vissuta e esperita, poesia come strumento che ha bisogno delle “parole”, a cui va quindi attribuita la massima attenzione e la cura che meritano, perché possano essere “inviate” (c’è quindi un destinatario con cui va instaurato il dialogo: l’altro da sé) “oltre confine”, appunto. Le parole devono quindi essere in grado di travalicare i propri limiti, rompere indugi e barriere, attraversare l’altro per farsi concrete e entrare in sintonia con il mondo; ma tale processo non può mai essere a senso unico. (...) La poesia di Bondioli, come appare esplicito in questa opera, naturale approdo delle precedenti, è allora soprattutto voce che cerca di indagare l’uomo (fosse pure, come in passato, attraverso gli “animali di strada”), tutta la contraddittorietà della sua esistenza, definita con un’espressione felicissima “mappa precaria / dei suoi infiniti approdi”.» (Dalla Prefazione di Fabrizio Bregoli)
Orizzontale/Verticale. Lettera a un medico
Carlo Alessandro Landini
Libro: Libro in brossura
editore: Puntoacapo
anno edizione: 2021
pagine: 408
"Surreximus a mortuis, caro Dottore, noi risorgemmo dalla terra dei morti, ci levammo a sedere sul cuscino di organza delle nostre bare di frassino, terra alla terra, polvere alla polvere, e ci guardammo intorno stupiti per il fatto di essere ancora vivi quando il resto dell’umanità, gonfia di boria come un otre, spaparanzata sul suo trono di polvere e argilla cotta, ci credeva morti (morti erano loro, senza saperlo, così come il saggio può credersi il parto di un sogno mentre non è che il disegno sempre cangiante e vario che impreziosisce l’ala di un lepidottero, because the angle of the light striking the wing changes, perché a cambiare è l’angolo di incidenza della luce sulle ali della farfalla, e non certo il nostro sguardo citrullo e fisso)...".

