Viella
Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 180
Il volume riunisce due iniziative sul rapporto tra l'architetto ferrarese Biagio Rossetti, di cui nel 2016 ricorreva il cinquecentenario della morte, e lo storico dell'architettura Bruno Zevi, che nel 2018 avrebbe compiuto cento anni: una mostra, ospitata nella sede della Fondazione Bruno Zevi a Roma, e un convegno, svoltosi nel salone d'onore di Palazzo Tassoni a Ferrara, riuniti sotto il comune denominatore Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi. Se la mostra aggiorna e rivisita quella eretica del 1956 - Identità di Biagio Rossetti, tenutasi nel Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara - curata da Zevi e allestita da Valeriano Pastor, il convegno riflette sul rapporto tra lo storico e la sua città di elezione. Entrambe le iniziative ci guidano a «saper vedere Biagio Rossetti» e la sua Ferrara Nova che, grazie a quel filtro critico, sarebbe diventata la sorprendente metafora della città storica a misura di una diversa e altrimenti possibile contemporaneità.
I segni della fine. Storia di un predicatore nell'Italia del Rinascimento
Michele Lodone
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 284
Il 18 dicembre 1513, dal pulpito di Santa Croce, il predicatore Francesco da Montepulciano profetizzò una serie di sciagure che avrebbero colpito Firenze. L'episodio impressionò i contemporanei, afflitti da guerre ed epidemie, ma è stato ridotto dalla critica a un'eco delle idee di Girolamo Savonarola. Grazie a una ricerca di prima mano su documenti e manoscritti, Michele Lodone mostra il peso di una tradizione diversa, e il rifiorire di attese apocalittiche coltivate per secoli ai margini dell'ordine francescano. Le varie emozioni di chi ascoltò la predica (paura, preoccupazione, scetticismo) consentono all'autore di illuminare in modo originale la parzialità e soggettività di ogni testimonianza. Seguendo le tracce di Francesco attraverso fonti disparate, il libro mostra l'evoluzione di un uomo che, prima di trasformarsi in profeta, era stato eremita e predicatore di pace, e aveva tentato, alla vigilia della Riforma che divise il mondo cristiano, di riformare almeno se stesso e i propri compagni.
Le vittime italiane del nazionalsocialismo. Le memorie dei sopravvissuti tra testimonianza e ricerca storica
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 320
Oltre cento videointerviste a italiane e italiani sopravvissuti alla violenza nazista e fascista negli anni dell'occupazione tedesca - ebrei, deportati politici, internati militari, lavoratori coatti, partigiani - sono il frutto di un progetto di ricerca finanziato dal Fondo italo-tedesco per il futuro e realizzato presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell'Università di Padova. Ogni intervista rappresenta un patrimonio prezioso e unico di memoria, che racconta le esperienze vissute da persone travolte dalla violenza della guerra e dalle politiche criminali di repressione e sterminio del nazifascismo. Non solo dunque una delle ultime occasioni per dare voce alle vittime, ma anche una grande opportunità di approfondimento e analisi scientifica affidati ai più qualificati contemporaneisti. A partire dai materiali raccolti, il volume propone una riflessione sulla figura e il ruolo del testimone, sulle interazioni fra memorie individuali, familiari, locali e memoria pubblica nazionale relativa alla seconda guerra mondiale.
Il porto franco di Messina nel lungo XVIII secolo. Commercio, fiscalità e contrabbandi
Ida Fazio
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 236
Istituzione economica contraddittoria e complessa in un Mediterraneo dominato da competizioni mercantilistiche, il porto franco deve tenere insieme libertà e privilegio, vantaggi per il fisco e per i mercanti, essere un entrepôt del commercio estero e favorire il commercio attivo dello stato. In una rete presto globale, e a fronte di un modello indiscusso, Livorno, Messina ottiene il porto franco a fine Seicento, e durante il lungo Settecento tenta di farne il volano del suo rilancio. Col succedersi di ripetuti stati di guerra, un assedio, una pestilenza, un terremoto e un avvicendarsi vorticoso di dinastie, il porto franco di Messina si misura con gli altri porti franchi e le trasformazioni dei commerci mediterranei. Scontando limiti fiscali e un rapporto non risolto con le capitali, Palermo e Napoli, dà spazio a contrabbandi e a intrecci di interessi di governanti, consoli, autorità doganali, e dei mercanti che ne utilizzano le opportunità pur lamentandone le mancanze.
Una nuova cultura del consumo? Paradigma italiano ed esperienze europee nel tardo Medioevo
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 315
«Pubblichiamo gli atti del XXVII convegno del Centro Italiano di Studi di Storia e d'Arte che si è tenuto a Pistoia tra il 17 e il 19 maggio 2019. L'argomento, di vasto interesse generale, Una nuova cultura del consumo. Paradigma italiano ed esperienze europee nel tardo medioevo, è stato affrontato su una proposta presentata al comitato scientifico da Élisabeth Crouzet-Pavan (Université Paris Sorbonne) che ha curato anche l'ampia relazione introduttiva. Durante le giornate pistoiesi si è parlato soprattutto di Italia perché è nell'Italia della fine del Medioevo che una nuova cultura dei consumi - il desiderio di cose, e di cose belle - sembra essersi manifestata più che altrove, ma dentro un confronto a scala europea, con ciò che accadeva in Spagna, in Francia, in Germania, nei Paesi Bassi... come è nell'esperienza culturale del Centro. Come in passato, anche in questa occasione i lavori sono stati aperti a tutti e numerosa è stata la partecipazione di studiosi italiani e stranieri e di cittadini comuni, attenti e interessati alla storia. Hanno partecipato alle sedute e alla discussione anche dodici borsisti, proseguendo anche sotto questo profilo la tradizione del CISSA che ha sempre rivolto particolare attenzione ai giovani studiosi che si avviano agli studi storici. Non si può tacere che meno di un anno dopo lo svolgimento del convegno molti cambiamenti hanno sconvolto l'Italia e il mondo in conseguenza dell'emergenza sanitaria. La pandemia di Covid-19 ha fatto irruzione nelle nostre vite e ha portato con sé, in mezzo a tante gravi conseguenze, anche la chiusura o la limitazione all'accesso di biblioteche e archivi che ha reso impegnativi, quando non impossibili, quegli approfondimenti bibliografici e quei sondaggi ulteriori nella documentazione che, anche alla luce della discussione svoltasi durante i lavori, alcuni autori sí proponevano di compiere in vista del perfezionamento del testo da pubblicare. In questo quadro di difficoltà conferma la vitalità scientifica del CISSA il fatto che, grazie alla tenacia e alla disponibilità di tutti, è stato tuttavia possibile rispettare la tradizione di rendere disponibili gli atti di un convegno nel momento in cui si apre, con cadenza biennale, il successivo appuntamento. Nonostante le difficoltà la maggior parte degli autori è riuscita a consegnare i testi per la pubblicazione. Rispetto allo svolgimento dei lavori mancano negli atti solo i contributi di Roberta Badai (La casa e gli arredi), di Giovanna Frosini (Il linguaggio del lusso), di Ada Labriola (Pagine da leggere, pagine da guardare. Episodi di fruizione del libro a Firenze nel XV secolo) che ringraziamo comunque per quanto hanno condiviso del loro sapere durante lo svolgimento delle giornate pistoiesi. Il volume si arricchisce, invece, del contributo di William J. Connell («È cosa veramente molto naturale e ordinaria desiderare di acquistare»: Machiavelli contro (e con) San Francesco) che ha accettato di dare forma di saggio scritto a un suo stimolante intervento orale. A tutti va la gratitudine speciale del Centro Italiano di Studi di Storia e d'Arte.» (Dalla Presentazione di Gabriella Piccinni)
Sognando Sion. Ebraismo e sionismo tra nazione, utopia e stato (1877-1902)
Stefania Ragaù
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 244
Come dovrebbe essere una società ebraica moderna? Quale, al suo interno, il ruolo della famiglia, della religione, della legge? Sono solo alcune delle domande poste al centro dell’inedito immaginario utopico ebraico che sorse negli ultimi decenni dell’Ottocento. Nel presentare per la prima volta al lettore italiano queste fonti, la ricerca si focalizza sull’uso strumentale che il sionismo fece del «sognare Sion», al fine di disarticolarlo e ricostruire con un approccio storiografico scevro da entusiasmi ideologici un nuovo perimetro entro cui questi «visionari» diedero voce alle loro speranze di emancipazione. Il volume mira così a ridare spazio alle «speranze d’altro genere», per dirla con Yerushalmi, che germogliarono nella diaspora ebraica e che non offrirono solo il materiale per confezionare un progetto politico o un inno nazionale. «Sognare Sion» illumina dunque quella no man’s land, in cui l’anelito utopico tentò di ridefinire un nuovo orizzonte per la speranza ebraica in epoca contemporanea, trattenendola da una sua immediata traduzione politico-messianica, per presentarla invece come una modalità con la quale ripensare la vita collettiva ebraica al di fuori del ghetto.
Lotte di parte. Rivolte di popolo e conflitti di fazione nelle guerre d’Italia (1494-1531)
Carlo Taviani
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 180
Nonostante i molti studi comparativi sulle guerre d'Italia del primo Cinquecento, un tema è passato di moda senza aver ricevuto la debita attenzione: i conflitti interni alle città e in generale alle comunità, che in molti casi sfociarono in esiti violenti, in rivolte cetuali e in conflitti di faida, coinvolgendo non solo le oligarchie, ma anche soggetti normalmente distanti dalla partecipazione diretta alla vita politica. Le guerre e la presenza degli eserciti d'oltralpe nella penisola italiana misero in moto e favorirono conflitti interni nella Terraferma veneta, in Lombardia, a Brescia, a Padova, a Cremona, nella Patria del Friuli, a Bologna, a Pisa, a Genova, nell'area di Urbino e a Roma. Il libro si occupa di alcuni di questi conflitti, indagando da un lato la conflittualità cetuale, che si espresse nelle molte "rivolte di popolo", e dall'altro gli scontri di fazione, che spesso culminarono nel fenomeno degli esili o nelle pratiche di pacificazione.
Paesaggi di Roma medievale
Daniele Manacorda
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 464
Il volume propone il frutto di quaranta anni di ricerche, che affrontano problemi sia di carattere storico generale sia mirati ad alcuni aspetti dell’urbanistica, dell’edilizia, della topografia, dell’archeologia della produzione e del consumo di Roma medievale e moderna. Pazienti riscontri tra i dati del terreno e quelli offerti dagli archivi danno sostanza al tentativo di ricostruire anche dettagliatamente alcuni paesaggi della città, sia nel cuore del suo tessuto urbano sia nella periferia del “disabitato” interno al circuito difensivo. La potente iniezione di archeologia di questi ultimi decenni ha rinsanguato la ricerca storica ponendola su nuovi binari, nei quali la vita economica, sociale, culturale e istituzionale di Roma ha trovato palcoscenici un tempo impensati, colti attraverso le strutture materiali ma in una costante ricerca delle persone, che quei paesaggi ebbero a costruire e animare nel corso di una evoluzione più che millenaria.
Meridiana. Volume 100
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 280
Il rapporto tra storia e scienze sociali è la marca distintiva di «Meridiana». Per questa ragione abbiamo deciso di farne il tema centrale del numero 100 della rivista, nella convinzione tuttavia che esso stia acquisendo una nuova rilevanza, soprattutto se declinato in termini di interdisciplinarietà. Il fascicolo propone quindi un ricco itinerario di temi e problemi. Il percorso prende avvio con una riflessione sul rapporto tra natura e società, richiamando il dibattito sull'Antropocene e il dialogo con altre conoscenze disciplinari. In particolare sono messe a fuoco le relazioni tra scienze naturali e scienze sociali, sottolineando la crescente necessità di assegnare a queste ultime un ruolo più centrale nelle questioni relative all'ambiente. In un altro contributo si mostra come le scienze sociali siano state meno «coraggiose» di quelle naturali, non riuscendo a cogliere e a prendere sul serio l'importanza delle scoperte della fisica quantistica. Da queste analisi emerge la preoccupazione di recuperare la dimensione applicativa del sapere delle scienze sociali, la loro capacità di presidiare il senso comune e di prendersi cura del reale. L'attenzione si sposta poi sul dibattito sull'eurocentrismo e la «provincializzazione dell'Europa». Il punto di vista storiografico è messo qui a confronto con la prospettiva degli studi postcoloniali, a una parte importante dei quali viene rimproverato un orientamento destoricizzato e decontestualizzato. Si evidenzia in questo caso un difetto di comunicazione e integrazione tra discipline diverse. Un esempio ben riuscito di pratica interdisciplinare riguarda invece lo studio dei processi di costruzione sociale del male, affrontato prendendo in esame le rappresentazioni simboliche tipizzate che alimentano l'immaginario sociale e si diffondono con successo nella sfera pubblica. Un'altra lettura interdisciplinare è relativa alla riscoperta del pensiero utopico da parte delle scienze sociali. L'utopia può essere un potente antidoto contro il «principio rassegnazione», evocando l'importanza del futuro come progetto individuale e collettivo. Viene poi problematizzata la crisi della democrazia, contestualizzando il ruolo politico dello Stato e la questione dei differenziali di potere tra governanti e governati. Spostandoci sul versante del funzionamento dell'economia, è proposta una critica dell'idea di homo economicus, soprattutto del fatto che gli economisti la difendano senza troppo curarsi dei danni sociali che produce. Successivamente l'attenzione è rivolta ai processi di mutamento sociale, indagati attraverso l'analisi dei reticoli sociali e gli strumenti messi a punto dalla microstoria e dalla storia orale. Un altro contributo si sofferma sull'approccio biografico, considerato come prospettiva teorica e metodologica per studiare il mutamento politico. E un altro ancora approfondisce la sociologia di Norbert Elias. Come rivelano nel complesso i saggi di questo numero, la ricerca interdisciplinare richiede capacità di apertura e di dialogo. Non si tratta di annullare i confini delle discipline, quanto di creare condizioni e possibilità che ne consentano un superamento o, quantomeno, un attraversamento, incentivando pratiche conoscitive orientate alla contaminazione dei saperi. È quello che da sempre cerca di fare «Meridiana».
Storica. Volume 77
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 212
«Storica» è una rivista fondata in Italia nel 1995, che accoglie contributi, oltre che in italiano, in inglese, francese e spagnolo. La rivista vuole essere un luogo di discussione sulla natura, le regole e le finalità della storiografia, aperto a tutte le discipline interessate alla riflessione sul passato. «Storica» pubblica tre tipi di testi: saggi veri e propri (nelle sezioni Primo piano e Filo rosso), discussioni a proposito di uno o più libri (Questioni) e ampie recensioni critiche (Contrappunti). I saggi sono sottoposti a peer review.
Una storia violenta. Potere e conflitti nel bacino del Congo (XVIII-XXI secolo)
Giacomo Macola
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2021
pagine: 276
A partire dall’Ottocento, la violenza politica ha svolto un ruolo eccezionalmente importante nel territorio corrispondente all’attuale Repubblica Democratica del Congo. Mettendo l’accento sul fenomeno dei signori della guerra e sull’economia di saccheggio delle risorse naturali che lo contraddistingue, questo libro offre nuovi strumenti analitici attraverso cui interpretare la storia delle società del bacino del Congo nel corso degli ultimi centocinquant’anni. Nei capitoli conclusivi il volume si sofferma sulle vicende più recenti, descrivendo nel dettaglio la «Grande Guerra Africana» (1996-2002) e interrogandosi sulle difficoltà incontrate dal processo di pace e di smilitarizzazione e sulle ragioni del perdurare di una situazione di cronica instabilità armata nell’est del paese.

