Viella
Meridiana. Volume 96
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 292
Il Movimento 5 Stelle (M5S) è la più importante novità politica del decennio appena trascorso. Dopo l'ottimo esordio alle elezioni politiche del 2013, nel 2018 il M5S ha incrementato il proprio consenso, raccogliendo circa un terzo dei voti validi. Nella sua dinamica evolutiva è sembrato occupare i vuoti di rappresentanza determinati dall'urgenza di problemi sociali ed economici e dalla sfiducia nelle formazioni politiche più tradizionali. Ha subito e subisce, quindi, la concorrenza di altri partiti che crescono sulla frontiera della crisi. Prova ne è la mutata distribuzione territoriale del voto: se nel 2013 il M5S era considerato il «nuovo vero partito della nazione», nel 2018 emerge una chiara localizzazione territoriale del voto, col Sud che premia il M5S e il Nord la Lega di Salvini. Questo numero di Meridiana si prefigge l'obiettivo di indagare in profondità alcuni aspetti utili a comprendere gli elementi, talora contraddittori, che hanno caratterizzato l'exploit del 2018 (ma anche il successivo declino), a partire dalle modalità di azione e dalle caratteristiche con cui il M5S si presenta nel Mezzogiorno. Consensi che si aggirano in media al 47% dei voti fanno tornare alla mente altre stagioni e attori politici, ma in questo caso l'affermazione si è realizzata senza mediatori insediati nei territori, senza ricorso al voto di preferenza, senza cospicue rappresentanze istituzionali, senza vantare esperienze significative nel governo locale. Insomma, il voto per il M5S al Sud appare come una scatola nera che è necessario aprire per capire meglio dove va la politica italiana. E dove va il Mezzogiorno. Gli articoli che compongono la sezione monografica di questo numero vanno oltre i grandi quadri esplicativi di portata nazionale o macroregionale, soffermandosi su alcuni aspetti puntuali e circoscritti. Il M5S è riuscito a intercettare gran parte del voto meridionale espressione di un disagio sociale, ottenendo consensi ampi nelle aree periferiche delle grandi città (non solo meridionali, come testimonia il saggio su Milano), in passato roccaforti della sinistra, dove le reti di solidarietà informale risultano più indebolite. Sul piano della composizione della sua classe politica (sulla quale si concentrano i saggi sul ceto politico regionale e sul personale politico siciliano), il partito ha saputo proporre candidati nuovi, rappresentativi di una varietà di categorie sociali. Ma la debole connessione con i circuiti fiduciari e di scambio dei contesti locali ha rappresentato anche un limite nella sua capacità di penetrazione, in modo particolare dove il radicamento elettorale viene sfidato da reti clientelari preesistenti (come nel caso calabrese) o da soggetti politici complementari che condividono con il M5S radici comuni (ad esempio il Movimento arancione a Napoli). Ne risulta un quadro incerto, messo fortemente in discussione dall'esperienza di governo iniziata nel giugno del 2018 che sembra aver accelerato l'inevitabile processo di invecchiamento di un partito «nuovo», come mostra anche il saggio che accosta la vicenda dell'Uomo qualunque a quella del M5S.
Controllare il potere. Il mandato imperativo e la revoca degli eletti (XVIII-XX secolo)
Marco Fioravanti
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 244
Al centro delle rivendicazioni costituzionali democratiche, dal periodo giacobino fino alla Comune di Parigi, passando attraverso la temperie rivoluzionaria del 1848, vi furono il mandato imperativo e la revoca degli eletti, istituti giuridici che permettono di ripercorrere la vicenda della rappresentanza politica e di tracciarne una sorta di controstoria. Vengono così ricostruite le origini del sistema rappresentativo, partendo dalla crisi dell'Ancien régime e dalla critica illuministica attraverso la cesura delle Rivoluzioni americana e francese, per inoltrarsi nel lungo '800 e giungere, dopo una riflessione su esperienze e teorie novecentesche di autogoverno e sui lavori dell'Assemblea costituente italiana, ai giorni nostri. Il sistema rappresentativo si affermò proprio sulle ceneri di dottrine e prassi del mandato imperativo e della revoca degli eletti, che indicavano un'alternativa alla democrazia liberale. Questa alternativa sarebbe riemersa nel corso del XX secolo, quando in Europa si fece sempre più stringente la necessità di "democratizzare la democrazia". Un'esigenza che oggi, in un'epoca di sfiducia e di risentimento verso la politica, ricompare con tutta la sua forza.
La memoria, i traumi, la storia. La guerra e le catastrofi nel Novecento
Gabriella Gribaudi
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 312
Questo volume propone un’analisi critica intorno a due grandi oggetti di studio: le memorie pubbliche e individuali legate alla Seconda guerra mondiale in Europa e quelle connesse alle catastrofi “naturali” che, attraverso la distruzione dei luoghi, spezzano oltre alle vite dei singoli quelle delle comunità. Esperienze diverse che mettono in moto dinamiche di memoria e di oblio e attivano processi complessi, talvolta conflittuali, di elaborazione del ricordo: la costruzione del passato mitico, la dimensione del lutto e la sua trasmissione attraverso le generazioni, la pluralità dei discorsi che riconfigurano gli spazi geografici e politici. Sulla base del proprio percorso di ricerca, a partire da un’ampia riflessione sulle categorie di memoria, l’autrice passa in rassegna i testi che pongono al centro i soggetti sociali in un articolato rapporto tra “basso” e “alto”, tra vissuti individuali e macronarrazioni.
La città dell'occhio. Dimensioni del visivo nella pittura e letteratura veneziane del Settecento
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 458
Nel suo libro "Fondamenta degli incurabili" Josif Brodskij scrive che Venezia è «la città dell'occhio»; e, in effetti, nel corso dei secoli la Serenissima sviluppa una propria evidenza e visibilità che la distinguono in modo particolare da ogni altro luogo del mondo. Questo vale per l'arte del Settecento, che spesso fa del guardare uno dei soggetti principali della pittura, nonché per la letteratura che a sua volta tratta questioni di importanza fondamentale come l'efficacia e l'influenza della percezione visuale, le dinamiche dell'osservazione e il gioco di prospettive. Ma il tema della percezione di una visualità peculiare della Venezia settecentesca possiede anche un'essenziale dimensione storica e politica nonché sociologica e antropologica – esemplare il caso del mascheramento inteso come strategia d'attrazione o di rifiuto dello sguardo: essa ha un'importanza decisiva per la creazione del “mito visuale” di Venezia che influenza l'immagine affascinante della città fino ai nostri giorni. Contributi in lingua italiana e tedesca.
Republicanism. A theoretical and historical perspective
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 328
Falsi e falsari nella storia. Dal mondo antico a oggi
Paolo Preto
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 624
I falsi percorrono la storia come un filo rosso, a volte impalpabile, a volte capace di modificare il corso degli eventi. Solo a distanza di anni, se e quando vengono svelati, rivelano la loro efficacia: così la Donazione di Costantino per la storia della Chiesa o i Protocolli dei savi anziani di Sion nel diffondere l’antisemitismo. Si falsificano atti diplomatici, lettere, testamenti, documenti storici, ma anche le antiche epigrafi, e non solo per denaro. Anche la letteratura e l’erudizione vengono coinvolte, come nel caso dei falsi ottocenteschi della poesia ceco-medievale. La falsificazione abbonda nell’arte: una legione di imbroglioni pratica una lucrosa professione, che fa il paio con quella dei falsari di merci e di monete. Dietro i falsi ci sono appunto i falsari, ora nascosti nell’ombra, ora proiettati verso una fama spesso ambiguamente ammirata, come nei casi di Annio da Viterbo, che riscrive una falsa storia antica o di George Psalmanazar che offre agli inglesi una Formosa inesistente. Sono solo alcuni dei capifila di un esercito che, con alterna fortuna, ha conquistato la nostra civiltà fin dai tempi antichi.
La mobilità sociale nel Medioevo italiano. Volume 4
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 372
Come e in che misura trasformazioni economiche strutturali e mutamenti congiunturali influirono sulla mobilità sociale medievale? Nella "Italia comunale" sono state le città il teatro privilegiato delle interazioni tra cambiamento economico e mobilità sociale nei secoli XI-XIII? Fino a che punto, venuta meno la spinta della grande crescita, quell'interazione si fece più debole, mentre cresceva l'importanza della sfera politica? La "crisi" di metà Trecento fu uno spartiacque, o sono possibili periodizzazioni meno scontate? Come può l'archeologia aiutarci a produrre quadri interpretativi più articolati in tema di mobilità sociale? Lavorando su questi nodi, il volume cerca di rinnovare le nostre conoscenze, con particolare riguardo allo spazio sociale della Toscana, forse il principale terreno di costruzione delle narrazioni dominanti, ma allargando lo sguardo anche ad altri contesti, le città fiamminghe e quelle venete, il mondo lombardo, tutti cruciali in un'ottica comparativa.
Francesco profeta. La costruzione di un carisma
Pietro Messa
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 224
Nello scorrere del tempo Francesco d’Assisi fu riconosciuto come profeta, ossia persona dotata di doni profetici. Così, ad esempio, alcune fonti, dopo aver dimostrato che l’Assisiate fu apostolo, avendo imitato la vita di Cristo, ed evangelista, a causa della predicazione, affermano che il santo fu reso dal Signore profeta luminoso e straordinario. Il tema della profezia, che coinvolge non soltanto la religiosità, ma anche diversi ambiti della vita personale e sociale, nel corso degli anni è stato esaminato da storici delle religioni e del cristianesimo sotto molteplici aspetti, fino ad essere approfondito e studiato nei suoi contenuti, contesti specifici ed esiti. Considerando i risultati raggiunti e i diversi metodi di approccio è interessante studiare Francesco d’Assisi e il carisma profetico a lui attribuito.
Il carattere degli italiani
Simonde de Sismondi
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 140
Gli stranieri continuano e noi stessi continuiamo a domandarci se il nostro sia o meno un "paese normale", se gli Italiani siano in Europa più particolari di altri, se il carattere italiano abbia qualcosa d'incompiuto e problematico. Il testo qui presentato in una nuova traduzione e con un commento - gli ultimi due capitoli della Histoire des républiques italiennes du Moyen Âge (1818) del calvinista ginevrino Simonde de Sismondi -, è il testo chiave sul tema, perché raccoglie le polemiche antitaliane delle lotte di religione del Cinque e Seicento e del settecentesco Grand Tour e le rilancia nello spirito liberale della costruzione della nuova Europa delle nazioni. Secondo Sismondi l'Italia, faro di civiltà all'epoca dei Comuni, era poi decaduta sotto il dominio spagnolo per colpa dell'immoralità del Cattolicesimo della Controriforma, che aveva lasciato profonde tracce negative nell'indole degli Italiani. Manzoni, che gli rispose a caldo, non era d'accordo; molti altri, in seguito e fino ad oggi, hanno invece aderito alla sua tesi. Vale la pena tornare su queste pagine che ci riportano alle ragioni fondamentali della vera o presunta debolezza della nostra identità nazionale.
Questione di metodo. Scritti su storici e storiografia
Giovanni Miccoli
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 384
All’interno di quella generazione di studiosi che, nel suo insieme, ha rappresentato la maggiore storiografia religiosa italiana del secondo Novecento, Giovanni Miccoli si è distinto sia sul piano dell’elaborazione teorica, sia per la sua figura di storico e di intellettuale. L’ampia riproposta delle pagine più significative dedicate dallo studioso triestino al metodo, ai propri maestri (tra i quali Delio Cantimori e Arsenio Frugoni) e ad altri storici a lui coevi (Marino Berengo, Pierre Vidal-Naquet, Pino Alberigo e Corrado Vivanti) acquista il valore di un’autobiografia intellettuale: non solo dello stesso Miccoli, quanto piuttosto di tutta una generazione. Un’autobiografia collettiva che si richiama alle grandi tradizioni precedenti (o per distaccarsene, come nel caso dell’idealismo crociano e dei suoi epigoni; o per assumerne in parte l’eredità, come in quello della scuola storica positiva), ai propri maestri, alle scelte che progressivamente hanno costituito la cifra di ciascuno studioso, disperdendo nelle rispettive strade e imprese la comune originaria appartenenza generazionale.
Objects, relics, and migrants. The basilica of Sant'Ambrogio in Milan and the cult of its saints (386-972)
Ivan Foletti
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 248
La basilica ambrosiana di Milano, edificata per la prima volta negli anni di Ambrogio (374-397) e ricostruita radicalmente alla fine dell’XI secolo, è uno straordinario luogo di memoria e di presenza di oggetti e monumenti medievali. Attraverso lo studio di alcune celebri opere in essa conservate, tra cui il sacello di San Vittore in Ciel d’Oro, l’altare d’oro e il ciborio di Sant’Ambrogio, il libro si propone di indagare l’interazione tra la topologia dell’edificio e i suoi oggetti, le reliquie attorno alle quali l’Ambrosiana è costruita, e la nozione di “migranti”. In altre parole si vuole analizzare come, sulla lunga durata, alcuni oggetti diventino riflesso delle reliquie, e la santità materiale che da essi deriva venga usata come strumento di esclusione e intrusione in un contesto etnico problematico. Il volume presenta un ricco apparato iconografico, frutto di un’apposita campagna fotografica.

