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Feltrinelli: Campi del sapere

Il Capitale contro lo Stato. L'intelligenza sociale e il futuro della democrazia

Il Capitale contro lo Stato. L'intelligenza sociale e il futuro della democrazia

Massimo Florio

Libro

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2026

pagine: 304

Nelle economie avanzate il settore pubblico è cresciuto molto più rapidamente del mercato
27,00 €

Dare conto di sé. Critica della violenza etica

Dare conto di sé. Critica della violenza etica

Judith Butler

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2026

pagine: 192

Cosa vuol dire dare conto di sé? Soprattutto, cosa vuol dire farlo quando la nostra soggettività rimane sempre, in parte, opaca a noi stessi? Judith Butler affronta questa domanda cruciale per ogni impianto morale, mostrando come l’impossibilità di un’auto-narrazione del tutto trasparente non sia un limite da superare, ma il fondamento di un’etica non-violenta. A vent’anni dalla prima pubblicazione, Dare conto di sé continua a interrogare le nostre nozioni di responsabilità, alterità e riconoscimento. In dialogo serrato con Adorno, Foucault, Lévinas, Cavarero e Nancy, Butler propone una visione dell’etica come relazione costitutivamente esposta all’altro, segnata da un’incompiutezza strutturale, e proprio per questo aperta a forme di altruismo e umiltà. Nel respingere l’ideale di un io sovrano, padrone e autosufficiente, Butler mette in discussione ogni pretesa di fondare la responsabilità su una trasparenza compiuta; senza ridurre il soggetto al relativismo né al nichilismo, ci invita a riconoscere l’opacità e la vulnerabilità come tratti comuni dell’umano. E immagina una nuova nozione di moralità che ponga al centro del nostro agire la generosità nei confronti degli altri, il mutuo riconoscimento della nostra fallibilità. In un mondo che ci esorta sempre più a definire in maniera netta la nostra identità, Dare conto di sé riappare, in questa nuova edizione arricchita da una prefazione inedita, come un viatico necessario per interpretare le crisi e le tensioni contemporanee. Una maestra del femminismo contemporaneo ripensa alle fondamenta la filosofia morale. A vent’anni dalla prima edizione, un saggio radicale, essenziale per chi interroga il legame tra singolarità e vulnerabilità.
20,00 €

Nietzsche. Corsi, conferenze e appunti

Nietzsche. Corsi, conferenze e appunti

Michel Foucault

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 416

Questo volume raccoglie lezioni, conferenze e appunti dal Fondo Foucault conservato alla Biblioteca nazionale di Francia, documentando il modo in cui il filosofo francese si è confrontato con Nietzsche durante la sua carriera. I testi risalgono a due grandi fasi della sua vita intellettuale, in cui Foucault approfondisce gli scritti del pensatore tedesco: quella all’inizio degli anni cinquanta, quando si interessa a Hegel, alla fenomenologia e al marxismo, sperimentando nuovi approcci per sviluppare una filosofia basata sull’esperienza e sull’analisi del discorso, e quella che segue la pubblicazione di Le parole e le cose (1966), quando ritorna con slancio a Nietzsche per elaborare il suo metodo genealogico, che lo porterà successivamente al lavoro sulla storia della verità e sul concetto di “dire il vero”. È proprio la varietà di questi quattro gruppi di documenti – appunti delle lezioni tenute presso il Centro universitario sperimentale di Vincennes (1969-1970), appunti del corso all’Università di Buffalo nel 1970, conferenze su Nietzsche all’Università McGill di Montréal nel 1971 e, infine, numerose schede di lettura su Nietzsche che cominciano dagli anni cinquanta – a permetterci di osservare sempre più in profondità la pratica filosofica di Michel Foucault. Attraverso il confronto con Nietzsche, Foucault scopre il proprio modo di filosofare, caratterizzato da libertà e trasgressione. Uno sguardo unico sulla costruzione del pensiero foucaultiano.
35,00 €

Controffensiva. Agire e resistere nell'epoca della complessità

Controffensiva. Agire e resistere nell'epoca della complessità

Miguel Benasayag, Bastien Cany

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 160

In un mondo dove ogni gesto quotidiano – prendere un aereo, accendere l’auto, mangiare carne – può trasformarsi in una scelta densa di conseguenze imprevedibili, agire diventa un’impresa carica di contraddizioni. Il modello occidentale, fondato sul controllo e sul mito del progresso, mostra la sua crisi strutturale: l’azione razionale che si propone di risolvere problemi finisce per accrescerli, generando disordine, precarietà, distruzione. Miguel Benasayag e Bastien Cany propongono una riflessione radicale sull’agire in epoca di complessità e crisi sistemica, decostruendo le logiche lineari e deterministiche che hanno guidato per secoli la modernità occidentale. Non offrono soluzioni pronte né un’ideologia sostitutiva, ma tracciano un percorso teorico e politico verso nuove forme di impegno che non si affidano più a grandi narrazioni salvifiche. Al centro, l’idea di una controffensiva che non si articola nella lotta binaria e verticale contro il nemico, ma si costruisce dal basso, nelle pieghe del quotidiano, come apertura a nuovi possibili. Dalla crisi dell’Antropocene alla colonizzazione digitale, dal pensiero decoloniale all’ecologia politica, Controffensiva chiama alla resistenza, senza nostalgia né illusioni, e propone una via d’uscita non attraverso l’utopia, ma attraverso la pratica situata dell’esserci, qui e ora. Un invito a ripensare il senso dell’agire nell’epoca della complessità. Perché resistere non è tornare indietro, ma aprire spazi di possibilità nel cuore del presente.
22,00 €

Progettare il futuro. Per un costituzionalismo globale

Progettare il futuro. Per un costituzionalismo globale

Luigi Ferrajoli

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 336

Come possiamo affrontare le grandi emergenze globali del nostro tempo? Guerre, disuguaglianze, crisi ambientale, sfruttamento del lavoro e migrazioni negate sono fenomeni catastrofici che attraversano i confini nazionali e che gli Stati, con le loro leggi e le loro politiche, non sono in grado di governare. Mentre le costituzioni nazionali possono limitare il potere degli Stati soltanto al loro interno, la politica internazionale è rimasta priva di vincoli giuridici efficaci. Viviamo in un mondo in cui i mercati finanziari operano senza regole, la sovranità statale continua a impedire la cooperazione tra i Paesi, e la pace e i diritti, pur proclamati in tante carte internazionali, vengono ignorati e sistematicamente violati in nome della realpolitik. Luigi Ferrajoli propone una visione radicale e necessaria: la creazione di una Costituzione della Terra, un sistema giuridico sovranazionale in grado di assicurare la pace, la sostenibilità ambientale e i diritti fondamentali per tutti e di liberare le nostre stesse democrazie nazionali dall’attuale subalternità dei loro governi ai poteri economici e finanziari globali. Con la lucidità che ha caratterizzato il suo pensiero giuridico e filosofico, Ferrajoli analizza le fragilità del nostro ordinamento internazionale e offre un modello realistico per superarle: una federazione globale, basata su principi costituzionali vincolanti grazie all’introduzione di garanzie e di istituzioni globali di garanzia: il divieto di produrre armi, l’istituzione di un demanio planetario, servizi sanitari e scolastici globali, un sistema fiscale globale per finanziare un welfare universale e un tribunale costituzionale internazionale che impedisca l’arbitrio dei governi e dei grandi poteri economici. Progettare il futuro non si limita a denunciare i mali del presente, ma delinea con chiarezza una via d’uscita dalla crisi della democrazia e della giustizia globale. Un’utopia necessaria, un progetto politico e giuridico che punta a trasformare il diritto internazionale in uno strumento di vera tutela dei beni comuni e della dignità umana. È tempo di porre le basi per una vera Costituzione globale e vincolare i poteri politici e quelli economici ai diritti umani e alla giustizia sociale. Una proposta audace di costituzionalismo globale che offre una prospettiva innovativa su come affrontare le sfide giuridiche e politiche del XXI secolo.
27,00 €

La Repubblica senza Stato. L'esilio della Costituzione e le origini della strategia della tensione

La Repubblica senza Stato. L'esilio della Costituzione e le origini della strategia della tensione

Giuseppe Filippetta

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 400

Lo Stato postfascista, invece che farsi repubblicano attuando la Costituzione del 1947, la manda in esilio. Dalla costante disapplicazione delle principali disposizioni costituzionali – e dalla simmetrica e sostitutiva applicazione di norme ereditate dal fascismo e comunque contrastanti con la Carta repubblicana – deriva la forma dello Stato centrista, che è Stato forte (dotato di assoluta supremazia sui diritti individuali e collettivi), Stato cattolico (che ai valori repubblicani sovrappone quelli della Chiesa) e Stato segreto (che condiziona le dinamiche politiche e sociali attraverso apparati occulti che operano nell’illegalità). Giuseppe Filippetta ricostruisce in tutti i loro aspetti – utilizzando documenti giudiziari e di archivio, testimonianze, film, opere letterarie e di arte figurativa, epistolari, monografie e fonti giornalistiche – le norme e le prassi attraverso le quali lo Stato, violando la Costituzione, ha represso il dissenso politico, negato i diritti sindacali e contrastato il libero esercizio dei culti acattolici e, simmetricamente, le mobilitazioni e le pratiche con le quali i movimenti collettivi hanno provato a far vivere la Repubblica e a realizzare i valori fondamentali della Costituzione. La strategia della tensione e le stragi sono state il punto di arrivo del contrasto tra Stato e Repubblica e lo strumento con il quale si è tenuto fermo l’esilio della Costituzione e si sono salvaguardati la supremazia dell’apparato statale sui diritti individuali e collettivi e l’assetto sociale ed economico garantito da tale supremazia. La Repubblica senza Stato offre una nuova interpretazione sia della nascita della Costituzione repubblicana che della sua inattuazione e mostra come proprio l’inattuazione costituzionale sia all’origine della strategia della tensione. Un’interpretazione nuova della nascita della Costituzione repubblicana. E di come la sua inattuazione sia all’origine della strategia della tensione.
35,00 €

Binswanger e l'analisi esistenziale

Binswanger e l'analisi esistenziale

Michel Foucault

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 256

Nel 1954 viene pubblicata la traduzione francese di "Traum und Existenz" dello psicologo e psichiatra svizzero Ludwig Binswanger, accompagnata da un’introduzione di Michel Foucault. In queste pagine il filosofo annunciava il progetto di una “torsione della fenomenologia verso l’antropologia” per analizzare “quali sono stati i fondamenti offerti alla riflessione concreta sull’uomo”. Foucault non pubblicò mai il libro, ma conservò il manoscritto qui presentato. In queste pagine compiva un esame sistematico della Daseinsanalyse, confrontandola con gli approcci della psichiatria, della psicoanalisi e della fenomenologia, e lodandone l’ambizione di comprendere la malattia mentale. Questo approccio lo accompagnava nella sua ricerca di “qualcosa di diverso dalle griglie tradizionali dello sguardo psichiatrico”, un “contrappeso”; tuttavia il filosofo francese ne segnalava già le ambiguità e le debolezze, in particolare una deriva verso la speculazione metafisica che lo allontanava dall’“uomo concreto”. Assistiamo, in effetti, a un duplice abbandono: prima della psichiatria e poi della stessa analisi esistenziale, che porterà presto alla prospettiva radicalmente nuova della Storia della follia nell’età classica. Il segno di quest’opera, tuttavia, non sarebbe scomparso. Nel 1984 Michel Foucault presentò infatti la sua Storia della sessualità nei seguenti termini: “Studiare le forme di esperienza in questo modo, nella loro storia, è un tema che mi è venuto da un progetto più antico: quello di utilizzare i metodi dell’analisi esistenziale nel campo della psichiatria e della malattia mentale”.
35,00 €

Appiattimento del mondo. La crisi della cultura e il dominio della norma

Appiattimento del mondo. La crisi della cultura e il dominio della norma

Olivier Roy

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 208

Identità contro universalismo, genere contro sesso, repubblica contro comunitarismo, razzismo, femminismo, immigrazione... Ciò che accomuna questi temi, che da tempo ormai polarizzano la vita intellettuale con forti implicazioni politiche, è che coinvolgono la cultura, in ogni senso del termine. Olivier Roy respinge, però, la tesi di una “guerra di valori”. Ciò che è in crisi, sostiene, è la nozione stessa di cultura, oggi ridotta a un sistema di codici espliciti, decontestualizzati e spesso globalizzati che invadono le università come le nostre cucine, le lotte identitarie e le religioni come le nostre pratiche sessuali, e persino le nostre emozioni debitamente elencate e ridotte a espressioni in forma di emoji. La diagnosi impietosa di Roy è quella di una deculturazione globale, l’appiattimento del mondo appunto. Roy esamina i meccanismi e gli effetti paradossali di quattro grandi cambiamenti contemporanei (la liberazione della morale emersa negli anni sessanta, la rivoluzione di Internet, il neoliberismo sfrenato e la deterritorializzazione legata alla fine dell’idea dello stato-nazione per come lo abbiamo conosciuto e alle migrazioni globali): dove i dominanti si sentono minacciati e soffrono come i dominati; dove le lingue ibride e globalizzate (per esempio il globish) e i manga diventano simulacri che annientano la ricchezza della lingua inglese o della cultura giapponese; dove i “processi” di comunicazione producono un “divenire autistico”. "L’appiattimento del mondo" è un saggio brillante e critico, controcorrente rispetto alla denuncia antimoderna dell’individualismo, ed esprime invece preoccupazione per la facilità con cui acconsentiamo all’estensione del dominio della norma.
22,00 €

Globalismo e democrazia. L'economia politica del tardo neoliberismo

Globalismo e democrazia. L'economia politica del tardo neoliberismo

Wolfgang Streeck

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 416

Nel periodo di massimo splendore del neoliberismo, la globalizzazione era considerata inevitabile e la democrazia redistributiva obsoleta. Un incremento di prosperità per tutti era la promessa, il risultato è stato però la crescente incapacità di domare la macchina della disuguaglianza. I partiti politici tradizionali in crisi, il declino dei sindacati e i dubbi dilaganti sul funzionamento delle istituzioni democratiche sono una conseguenza di questa evoluzione. Un’altra è rappresentata dall’affermarsi di movimenti populisti e di nuovi partiti ai margini dello spettro politico, che hanno prodotto – in molti paesi – un braccio di ferro istituzionale e politico che minaccia di lacerare le società. Alla luce di questa situazione, le cui cause stanno diventando ancora più evidenti dopo la pandemia, i tempi sono maturi per una scelta fondamentale. È la questione al cuore del nuovo libro di Wolfgang Streeck: la ristrutturazione del sistema statale deve continuare nella direzione di una maggiore centralizzazione sovranazionale, che concentrerebbe il potere nelle mani di un’élite globalizzata, con il rischio di perfezionare un sistema indifferente alle condizioni storiche e culturali delle società? Oppure la soluzione migliore è l’inserimento degli stati in un’architettura internazionale che rispetti la loro sovranità, e quindi sia pluralista? La linea indicata da Streeck è inequivocabile: la strada da percorrere segue la ricostruzione dell’autonomia e della sovranità decentralizzata. Solo così, soprattutto in Europa, con il ritorno delle decisioni politiche nell’economia, sarà possibile rifondare la politica democratica.
35,00 €

Gramsci. La biografia

Gramsci. La biografia

Angelo D'Orsi

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 800

Proseguendo in una ricerca sul più importante intellettuale italiano del Novecento, che dura ormai da decenni, Angelo d’Orsi rimette mano al materiale gramsciano componendo un grande affresco storico che ha l’ambizione di diventare per molto tempo a venire l’opera di riferimento su Antonio Gramsci. D’Orsi ricostruisce il tragitto di Gramsci: l’infanzia in Sardegna; la vita a Torino, Mosca e Vienna; la peregrinazione tra varie prigioni (Regina Coeli, San Vittore, Turi); il confino e il ricovero presso le due cliniche (Formia e Roma), nell’inesorabile decadenza del fisico, in un sovrumano sforzo volto ad analizzare il proprio tempo, a spiegare la vittoria del fascismo, e a disegnare un “ordine nuovo”. Intrecciando gli avvenimenti personali dell’uomo Gramsci con quelli italiani e internazionali, d’Orsi mostra l’origine del suo pensiero, seguendone la traiettoria, facendo luce sulle dispute politiche con i protagonisti della sinistra italiana e internazionale, da Turati a Togliatti e Bordiga, fino a Lenin, Trockij e Stalin. Ne stabilisce così il primato morale, definendo le categorie teoretiche da lui elaborate, nelle quali emerge il tentativo di superare i dogmatismi del “marxismo-leninismo”, e più in generale di elaborare un pensiero critico, di comprendere la modernità, schierandosi sempre dalla parte degli oppressi. Gramsci ci viene così finalmente restituito nella sua complessità di uomo tormentato, di intellettuale rigoroso e di politico dialettico. Arricchita da documenti inediti, a cui l’autore ha avuto accesso come membro dell’équipe dell’Edizione nazionale Gramsci, questa biografia umana, politica e intellettuale si propone, per l’approfondita analisi e l’ampiezza della ricostruzione dei contesti (geografici, sociali, culturali e politici), come una pietra miliare negli studi gramsciani e più in generale nella storiografia contemporanea.
45,00 €

La sessualità. Corso all'Università di Clermont-Ferrand (1964) e Il discorso della sessualità, corso all'Università di Vincennes (1969)

La sessualità. Corso all'Università di Clermont-Ferrand (1964) e Il discorso della sessualità, corso all'Università di Vincennes (1969)

Michel Foucault

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2023

pagine: 320

Michel Foucault ha iniziato il progetto di una storia della sessualità già negli anni sessanta con due corsi finora inediti. Il primo, tenuto a Clermont-Ferrand nel 1964, si interroga sulla formazione culturale della sessualità e indaga le condizioni storiche della divisione in atto nella nostra cultura, per cui da una parte essa viene esclusa nei suoi aspetti più trasgressivi e dall’altra è ridotta a oggetto del sapere. A emergere è dunque una vera e propria archeologia della sessualità, che attraversa la biologia, l’etologia e la psicoanalisi. Il secondo corso, tenuto a Vincennes nel 1969, estende e sposta queste domande. Foucault si concentra sulle pratiche discorsive dal punto di vista epistemologico per indagare il quadro più ampio in cui si inseriscono. In questo percorso si sofferma a esaminare come la sessualità sia diventata un elemento fondamentale di una serie di utopie nel XIX e del XX secolo: utopie trasgressive da Sade alla Storia di O, utopie integrative volte a riconciliare la società con la natura sessuale dell’uomo da Fourier a Marcuse. È l’occasione per Foucault di approfondire la sua genealogia critica del doppio tema della sessualità naturale e della liberazione sessuale, iniziata nel 1964 ma che assume un significato ancora più esteso dopo il Sessantotto. Due corsi inediti, pietre miliari essenziali per un’archeologia della sessualità come la intendiamo noi oggi.
35,00 €

Teorie e istituzioni penali. Corso al Collège de France (1971-1972)

Teorie e istituzioni penali. Corso al Collège de France (1971-1972)

Michel Foucault

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2019

pagine: 352

"Ciò che caratterizza l'atto di giustizia non è il ricorso a un tribunale e a dei giudici; non è l'intervento dei magistrati (anche quando si limitavano a essere dei mediatori o degli arbitri). A caratterizzare l'atto giuridico, il procedimento o la procedura in senso ampio, è lo sviluppo regolato di una controversia. E in questo sviluppo, l'intervento dei giudici, il loro parere o la loro decisione costituiscono sempre e soltanto un episodio. Ciò che definisce l'ordine giuridico è il modo di affrontarsi, la maniera in cui ci si scontra. La regola e la lotta, la regola nella lotta: è questo il giuridico." "Teorie e istituzioni penali" è il titolo scelto da Michel Foucault per il corso che tenne al Collège de France dal novembre 1971 al marzo 1972. In queste lezioni Foucault ha teorizzato per la prima volta la questione del potere, che sarà al centro della sua ricerca fino alla scrittura di "Sorvegliare e punire" nel 1975 e oltre. A partire dallo studio minuzioso della repressione architettata da Richelieu per respingere la rivolta dei Piedi scalzi (1639-1640), il corso analizza la nascita di un dispositivo del potere che rompe con le istituzioni giuridiche e giudiziarie del Medioevo e si sviluppa in un apparato di repressione statale, la cui principale funzione è difendere il proprio ordine. Con lo studio delle "matrici giuridico-politiche" prende forma l'approccio sistematico alla storia della verità, già avviato l'anno precedente con le Lezioni sulla volontà di sapere, ed emerge il ruolo centrale della relazione tra sapere e potere. Con questo volume si conclude la pubblicazione delle lezioni tenute da Michel Foucault al Collège de France, cominciata in Francia nel 1997.
35,00 €

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