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Feltrinelli: Universale economica. I classici

Punto, linea, superficie

Punto, linea, superficie

Vasilij Kandinskij

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 224

“Non si occupi di arte, ‘teorica’ e ‘pratica’, chi non riesce a passare dal silenzio alla parola.” Pubblicato quindici anni dopo Dello spirituale nell’arte (1911), di cui costituisce la naturale controparte, questo testo rappresenta il culmine dello studio formale attraverso cui Kandinskij intende creare una vera “scienza dell’arte”. Ma è davvero possibile vivisezionare il linguaggio artistico senza ingabbiarlo in regole sterili? In apparenza si direbbe di no, ma queste pagine riescono, grazie a un’analisi rigorosa degli elementi grafici fondamentali, a enunciare sorprendenti verità sul pensiero umano. Attraverso gli strumenti a sua disposizione – la linea, il punto, la sostanza formale, la superficie materiale – Kandinskij restituisce anche alla più semplice forma geometrica la medesima dignità delle opere più complesse, di fatto spianando la strada all’astrattismo. Ma il suo non è uno studio freddo e asettico: lo sguardo appassionato che percorre questo saggio accorda a ogni linea, e perfino al più piccolo punto sulla tela, l’energia di un essere vivente con una propria personalità, capace di rivelare gli infiniti segreti nascosti dentro l’animo del suo autore. Un testo conturbante e lucido, dal profondo respiro filosofico, con cui Kandinskij dimostra quanto sia importante nutrire la nostra sensibilità per abitare – e capire – la realtà che viviamo.
13,00

Dello spirituale nell'arte

Dello spirituale nell'arte

Vasilij Kandinskij

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 160

“Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde.” Vasilij Kandinskij Nel 1910, quando Kandinskij inizia a scrivere questo volume, si trova davanti a un abisso. Dopo Kant e Nietzsche, l’arte è ormai ridotta a mera imitazione di un mondo che non ha più consistenza filosofica e in cui la scoperta della divisibilità dell’atomo fa vacillare anche la certezza della realtà materiale. Che ci si debba arrendere alla pittura come gesto decorativo, alla desolante concezione dell’arte per l’arte? Per tutta risposta, Kandinskij inizia una ricerca appassionata sul significato profondo del gesto creativo e, affidandosi alla sensibilità sinestetica che lo contraddistingue, si mette di fronte alla tela per indagarne tensioni, desideri e richiami. Il risultato è un testo bifronte, in parti uguali analisi formale e scientifica delle condizioni della creazione artistica e saggio visionario di un taumaturgo dello spirito, che traccia paralleli tra suoni e colori, musica e pittura per muoversi in direzione di una sintesi di tutte le arti. Viene così a delinearsi una sorta di “metafisica” della forma, che di fronte a un mondo decaduto ritrova il suo significato nella necessità interiore dell’artista. In questo testo cardine dell’astrattismo pittorico, Kandinskij ci consegna uno degli scritti più luminosi e folgoranti del Novecento intero. Una dichiarazione d’intenti, la sua, che mescola misticismo e artigianato nel presentimento di un’arte nuova, di un nuovo modo di vivere il mondo.
12,00

Racconti di Pietroburgo

Racconti di Pietroburgo

Nikolaj Gogol'

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2020

pagine: 256

“Siamo tutti usciti da 'Il cappotto' di Gogol'” Fëdor Dostoevskij Pietroburgo non è una città: è un progetto, un sogno, un miraggio, un'allucinazione, o un incubo, se volete, ma non è una città. E non c'è un autore che meglio di Gogol' abbia visto e reso tangibile la sua realtà. I suoi "Racconti di Pietroburgo" ci restituiscono l'essenza di questa città, che è la cultura che vi è germinata. Leggendo questi cinque smilzi racconti sarete in un attimo gogolianamente proiettati nel mondo di Puskin, di Dostoevskij, di Andrej Belyj, di Anna Achmatova e Andrej Bitov; grazie a queste cinque capriole gogoliane vi troverete in un istante imbevuti di cultura pietroburghese. E dunque: non mettete piede a Pietroburgo senza prima aver letto i racconti di Gogol'… non vedreste nulla, non capireste nulla… Restituiti al lettore italiano nella traduzione di Damiano Rebecchini, questi racconti iniziano oggi una nuova vita, vestiti di tutto punto, con un nuovo cappotto tagliato a meraviglia, pronti a popolare i sogni pietroburghesi dei loro futuri lettori.
11,00

L'età dell'innocenza

L'età dell'innocenza

Edith Wharton

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2017

pagine: 378

Uscito nel 1920, “L'età dell'innocenza” vale alla sua autrice, Edith Wharton, il premio Pulitzer: sarà la prima donna a vederselo assegnare. Il libro è una critica spietata alla convenzionalità dell'alta società newyorchese: una vera aristocrazia immobiliare in cui le famiglie sono le stesse da generazioni, le donne un ornamento e gli uomini non fanno nulla neppure quando fingono di andare in ufficio. I ricchi personaggi dell'”Età dell'innocenza” vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade, e d'estate si spostano tutti quanti a Newport. Sono sempre insieme, sono privilegiati e severi al contempo, e non concepiscono l'esistenza di un mondo fuori dal loro. Il mondo, ovviamente, progredisce, cambia e rischia di lasciarli indietro. Ai cancelli della vecchia New York premono l'aristocrazia imprenditoriale e bancaria - i Morgan, i Lehman, i Guggenheim -, gli operai migrati dall'Europa e soprattutto stili di vita dinamici e aggressivi. Il protagonista del romanzo, Newland Archer, è un giovane raffinato che nella prima parte vediamo emanciparsi lentamente dai valori della vecchia New York ma che poi si trova costretto a sposare una donna che non ama assolutamente.
10,00

L'ultimo giorno di un condannato

L'ultimo giorno di un condannato

Victor Hugo

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2016

pagine: 176

È anonimo l'autore che, nel 1829, dà alle stampe questo piccolo, gigantesco libro. Ma è inconfondibilmente Victor Hugo. Sono anni in cui il progresso sembra trasportare l'umanità intera, sul suo dorso poderoso, verso un futuro di pace, prosperità, ricchezza e fratellanza. Ma negli stessi anni si tagliano ancora teste davanti a un pubblico pagante, si marcisce in carcere, ci si lascia morire per una colpa non sempre dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Hugo parla a nome dell'umanità, come sempre, e lo fa attraverso la voce di un uomo qualunque, di un condannato qualunque, di un miserabile che rappresenta tutti i miserabili di tutte le nazioni e tutte le epoche. Un crimine di cui non conosciamo i dettagli lo ha fatto gettare in una cella. Persone di cui non conosciamo il nome dispongono della sua vita, come divinità autoproclamate. Un'angoscia di cui conosciamo fin troppo bene la lama lo tortura, giorno dopo giorno, e gli fa desiderare che il tempo corra sempre più veloce. Verso la fine dell'attesa, venga essa con la liberazione o con l'oblio.
9,00

L'utopia

L'utopia

Tommaso Moro

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2016

pagine: 160

Originariamente scritto in latino nel 1516, questo libro rappresenta a buon titolo il prototipo moderno della letteratura utopistica e visionaria. Suddiviso in due parti, il libro è incentrato sul dialogo di More con Raffaele Itlodeo ("il chiacchierone"). Questi, gran viaggiatore, esordisce con la descrizione a tinte vive dell'Inghilterra dell'epoca. Il fenomeno delle recinzioni, dell'espropriazione delle terre comuni a opera della nobiltà terriera, aveva condotto sul lastrico vaste componenti della società inglese, soprattutto i contadini. Da lì l'aumento vertiginoso della criminalità, dei reati e dei furti. Ma è nella seconda parte dell'"Utopia" che Itlodeo espone la sua ricetta per ovviare al malgoverno appena descritto: la repubblica di Utopia, una società in cui è abolita la proprietà privata e dove l'uso dei beni è concesso solo in base ai propri bisogni. Abolendo la proprietà privata viene annullata così la ragione prima del furto, dando vita pertanto a una società molto meno violenta. È altresì bandito anche l'uso del danaro, perché le cose sono soppesate solo in base al loro valore d'uso e non per il loro valore di scambio. In questa isola, amministrata rettamente, ognuno può professare la religione che meglio crede, anche se tutti convengono per l'esistenza di un Dio, creatore e provvidente, e per l'esistenza altresì dell'anima, la cui credenza è essenziale anche per il retto governo della società.
8,00

Le relazioni pericolose

Le relazioni pericolose

Pierre Choderlos de Laclos

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2013

pagine: 384

"Le relazioni pericolose" (1782) è ambientato nella Parigi del Settecento, dove la marchesa di Merteuil, falsa e devota, abbandonata dall'amante, Gercourt, decide di vendicarsi diso-norandolo. A questo scopo conquista la complicità del visconte di Valmont, suo ex amante e noto seduttore senza scrupoli. Valmont accetta la sfida e decide di sedurre la giovane Cécile, promessa sposa di Gercourt. Inizia così lo scambio epistolare (175 lettere) che mette in scena la rete diabolica elaborata da Valmont e dalla marchesa di Merteuil, tessuta in cinque mesi di progetti, manovre, sotterfugi, confessioni, elaborate ipocrisie, colpi di scena e complicatissimi intrighi. Nella rappresentazione dei due protagonisti principali, tutti presi dalla loro volontà di autoaffermazione, Laclos ritrae in modo del tutto originale il quadro realistico di una società moralmente dissoluta e crudele, ormai in discesa libera verso l'autodistruzione nel momento in cui elabora l'idea del massimo potere e del completo piacere, del dominio incontrastato e ottenuto con ogni mezzo, e a ogni prezzo. "Le relazioni pericolose" è stato oggetto anche di fortunati adattamenti cinematografici: Roger Vadim (1959), Stephen Frears (1988) e Milos Forman (1989).
10,00

Pensare futuro

Piero Gobetti

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

pagine: 176

12,00

I sofisti e l'eclissi della Sapienza

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2026

pagine: 208

Con Gorgia e Protagora si consuma una frattura radicale nella storia del pensiero: il tramonto della Sophía, la Sapienza intesa come esperienza viva e mistica del divino, e l’alba della filosofia come esercizio discorsivo, razionale, oratorio. Dopo Parmenide, sacerdote di Apollo Guaritore e Sapiente, la parola si separa dall’Assoluto e diventa arte del lógos piegato al potere dell’uomo. Una svolta che Angelo Tonelli ricostruisce in questo volume come eclissi della Sapienza originaria, che univa conoscenza e iniziazione, pensiero ed estasi, verità e giustizia. Con la sofistica, la Persuasione (Peithó) prende il posto della Verità (Alétheia): la parola non esprime più l’Assoluto ma si trasforma in puro artificio capace di creare illusioni e di piegare la realtà al consenso. Da questa castrazione noetica, da questo taglio che recide il legame tra mente e Assoluto, nasce l’uomo moderno, “misura di tutte le cose”, e con lui il relativismo che domina la nostra epoca. La società dei sofisti di Atene diventa così la prefigurazione della nostra: smarrita la via della Sophía, il potere della parola manipola e plasma coscienze prive di fondamento interiore. Una civiltà che può salvarsi solo attraverso una rinascita sapienziale, un ritorno alla conoscenza come contatto con l’Assoluto e misura del divino nell’uomo.
13,00

Tutto è già accaduto. Aforismi, sentenze e pensieri

Tutto è già accaduto. Aforismi, sentenze e pensieri

Cesare Pavese

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 352

“La letteratura è una difesa contro le offese della vita.” Pavese non ci ha lasciato aforismi. Ha pubblicato romanzi, compilato diari, annotato riflessioni. Eppure, leggendo le sue pagine, capita spesso di fermarsi su una frase, di rimanere come fulminati da una sentenza che riassume una postura rispetto al mondo. È catturando questo tratto della sua produzione che Domenico Dara ha ripercorso tutte le opere dello scrittore torinese. Dara estrapola, ricolloca, ricompone. Indovina un disegno. Il risultato è un Pavese mai visto, una lettura originalissima che rintraccia temi ricorrenti e ossessioni nella vita e nella poetica di uno dei massimi autori italiani del secolo scorso. Un viaggio esclusivo che ci permette di cogliere, con l’immediatezza dell’aforisma, la complessità del pensiero di Pavese e le difficoltà del suo animo travagliato. Incapace di venire a patti con la mutilata umanità del suo tempo, solo attraverso la parola sa creare lo scarto necessario per restituire ordine alle cose, e illuminare il buio una frase alla volta.
14,00

La rivoluzione meridionale

La rivoluzione meridionale

Guido Dorso

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 448

“No, il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà.” L’Unità d’Italia, si sa, fu il risultato di una pluralità di forze e tensioni mai realmente armonizzate fra loro, che l’impresa garibaldina da un lato e le manovre di Cavour e Giolitti dall’altro riuscirono a far convergere per il tempo necessario a realizzare lo scopo. Il Paese che ne risultava era un mosaico di tradizioni, culture e, soprattutto, realtà socioeconomiche molto diverse fra loro, portatrici fin dall’inizio di squilibri che con il tempo, lungi dal sanarsi, sono andati cronicizzandosi e aggravandosi. L’asimmetrica distribuzione delle risorse tra Nord e Sud all’indomani della “conquista regia”; il vecchio ordinamento del Mezzogiorno rimasto troppo a lungo intatto; il trasformismo forzato da Mussolini: tutto ciò, scrive Guido Dorso nel 1925, non ha fatto altro che esacerbare la tendenza della borghesia meridionale all’assenteismo politico e alla corruzione. E, in mancanza di un Meridione consapevole, parlare di Italia diventa impossibile. È per questo che, in pagine lucidissime, Dorso prospetta i contorni di una rivoluzione sociale volta a responsabilizzare il Sud Italia e invertire la marcia di una nazione che, nella sua incapacità di raggiungere le periferie, portava già in grembo i semi della crisi di oggi. Messo all’indice dalla propaganda fascista, a cento anni di distanza questo libro continua a descrivere una situazione tristemente reale. E il suo invito a sprigionare il potenziale inespresso del Meridione rimane più che mai valido e urgente. Con un testo di Nicola Lagioia, con scritti di Luigi Fiorentino, Amedeo Lepore e Guido Melis.
16,00

L'Abbazia di Northanger

L'Abbazia di Northanger

Jane Austen

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 336

Catherine Morland è una fanciulla di campagna ancora ignara della vita ma dotata di una grande fantasia, che alimenta leggendo i suoi amati romanzi gotici. L’opportunità di conoscere l’ambiente di città arriva quando dei vicini benestanti, gli Allen, la invitano ad accompagnarli a Bath, dove Catherine frequenta la variopinta società che lì si riunisce per la stagione, e amplia le proprie conoscenze. Ma se l’amicizia con Isabella Thorpe le mostrerà la corruttibilità dei rapporti umani, dall’incontro con Henry Tilney prenderà avvio un’accidentata storia d’amore. Così, dopo Bath, Catherine prosegue nelle sue scoperte all’abbazia di Northanger, dimora dei Tilney, dove i misteri, almeno all’apparenza, abbondano. L’euforia di vedere realizzate le sue fantasticherie gotiche si scontra però con una quotidianità spesso complessa e ostile, che la costringerà a scendere a patti con il mondo reale, profondamente differente da quello della sua immaginazione. Pubblicato postumo ma scritto da Jane Austen prima di tutte le altre opere, "L’abbazia di Northanger" è a un tempo una brillante parodia dei romanzi sentimentali e una dimostrazione di quanto la letteratura sia utile per imparare a destreggiarsi nel mondo degli adulti.
10,00

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