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Giuffrè: Il codice civile. Commentario

La prescrizione. Artt. 2934-2940

La prescrizione. Artt. 2934-2940

Paolo Vitucci, Federico Roselli

Libro: Libro in brossura

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVIII-302

Nella precedente edizione di questo Commentario Paolo Vitucci osservava come il campo nel quale opera la prescrizione abbia certamente dimensioni più larghe di quelle del diritto privato, e portava gli esempi dell'estinzione del reato e della pena ovvero della prescrizione tributaria o, ancora, della prescrizione nel diritto amministrativo o nelle leggi civilistiche speciali. Questi richiami dimostrano tuttavia che la perdita delle situazioni soggettive di vantaggio causata, prevalentemente ma non solamente, dal trascorrere del tempo è retta da istituti simili e dati in parte dalle stesse norme, e tuttavia mal riconducibili ad unità. La risalente affermazione secondo cui la prescrizione è istituto generale del diritto, onde quelle del c.c. vanno considerate come "norme fondamentali", conserva la propria persuasività solo nei limiti in cui le leggi speciali non contengano deroghe di portata tale da minare l'unità dell'istituto. Limitandosi alle prescrizioni estintive disciplinate da disposizioni privatistiche, o comunque da applicare nel processo civile, si vedrà come un effetto propriamente estintivo possa riconoscersi solamente nei casi eccezionali in cui non vale la regola (art. 2938 c.c.) della non rilevabilità se non su istanza di parte, mentre alla prescrizione regolata soltanto dal codice deve riconoscersi l'efficacia detta più propriamente preclusiva. Le profonde innovazioni apportate alle legislazioni tedesca e francese danno fondamento ad una concezione della prescrizione, non più quale effetto derivante solo dal fatto obiettivo del trascorrere del tempo ma piuttosto quale sanzione causata da un'inerzia imputabile al titolare del diritto. Se ne dirà approfonditamente nella parte di questo commento in cui si tratterà degli impedimenti di fatto all'esercizio del diritto.
39,00

Danni non patrimoniali. Artt. 2059

Danni non patrimoniali. Artt. 2059

Maria Astone

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVIII-286

La genericità della disposizione dell'art. 2059 c.c., che non contiene indicazioni sulla nozione di danno non patrimoniale nè sui criteri di individuazione o sul possibile rapporto con la clausola generale dell'illecito civile, ha dato luogo ad un dibattito giurisprudenziale e scientifico volto, tra l'altro, a stabilire il rapporto tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale. Le più recenti decisioni della Suprema Corte di Cassazione e i successivi sviluppi hanno riproposto in termini nuovi il problema dell'area applicativa dell'art. 2059 c.c. e del suo rapporto con l'art. 2043 c.c., portando così ad ulteriore svolgimento, senza tuttavia risolverlo, un processo interpretativo che affonda le sue origini nella normativa precodicistica. In tale luce va subito chiarito che una corretta disamina del complesso tema del danno non patrimoniale non può esaurirsi all'interno dell'art. 2059 ma deve inserirsi nella direzione più generale e sistematica della responsabilità civile.
35,00

La garanzia per i vizi della cosa venduta. Le obbligazioni del compratore. Artt. 1490-1499
33,00

Titoli di credito. Disposizioni generali. Artt. 1992-2002

Titoli di credito. Disposizioni generali. Artt. 1992-2002

Marco Milli

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVIII-216

Se da un lato la fattispecie dei titoli di credito presenta tratti di conclamata obsolescenza, dall'altro lato la materia continua ad offrire palesi bizzarrie e segrete sorprese. La sfida non è più solo quella relativa alla dimostrazione della complessità del tema: ad essa si è affiancata nel frattempo quella relativa all'attualità dello strumento cartolare. Così le tecnologie che hanno incoraggiato la dematerializzazione dei titoli di credito non hanno intaccato la loro raison d'être, che è quella di favorire la circolazione delle diverse forme di ricchezza finanziaria, garantendone al tempo stesso la sicurezza. E anche il fenomeno della cartolarizzazione (che sembra in contrasto con quello della dematerializzazione) asseconda la funzione del titolo di credito: convertire i crediti da ricchezza futura in ricchezza presente, rendendoli cioè capaci di circolare secondo la legge di circolatoria dei beni mobili. La modernità, enfatizzando il lato virtuale del mondo, si è dimostrata parente prossima dei titoli di credito: infatti qui e non altrove risiede il nucleo della fattispecie, che è volontà di attribuire, ad un bene inesistente in natura, modalità circolatorie proprie degli oggetti più facilmente apprensibili nel mondo.
30,00

Patto di famiglia. Artt. 768 bis-768 octies

Patto di famiglia. Artt. 768 bis-768 octies

Fabrizio Volpe

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XII-422

Il presente volume del Commentario al codice civile costituisce la prima opera di commento sistematico all'istituto del patto di famiglia (artt.768 bis-octies), la cui nuova disciplina, nelle intenzioni del legislatore, è finalizzata a promuovere il trasferimento generazionale del complesso aziendale dal disponente all'assegnatario con il consenso di tutti i legittimari. Il lavoro si propone di indagare il rilevante impatto dell'istituto, che si caratterizza per un regime normativo dal contenuto fortemente innovativo sia per tutta la materia successoria sia per la materia contrattuale.
55,00

La rappresentanza. Artt. 1387-1400

La rappresentanza. Artt. 1387-1400

Valeria De Lorenzi

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVIII-524

Il volume analizza da principio la rappresentanza volontaria, i problemi della rappresentanza volontaria e le soluzioni ai medesimi negli ultimi due secoli; si prosegue poi con un commento delle norme presenti nel codice civile, passando attraverso i temi delle fonti, del potere rappresentativo e del conflitto di interessi, fino alla rappresentanza senza potere e alle altre speciali forme.
58,00

Della capacità di succedere. Dell'indegnità. Artt. 462-466

Della capacità di succedere. Dell'indegnità. Artt. 462-466

Umberto Salvestroni

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XX-144

La pubblicazione della II edizione del volume dedicato all'aspetto "fisiologico" generale della capacità di succedere ed a quello "patologico" e settoriale dell'indegnità di succedere permette all'autore di rilevare ancora una volta l'importanza dell'angolo visuale generale anche del secondo aspetto. L'accostamento di capacità e legittimazione non è infatti privo di rilevanza, dal momento che la mancanza di una attitudine "naturale" come la capacità può determinare, a seconda dei casi, nullità o annullabilità con la rispettiva disciplina, mentre la mancanza della legittimazione può solo determinare generica ma rilevante inefficacia.
25,00

Confusione. Artt. 1253-1255

Confusione. Artt. 1253-1255

Cristiano Cicero

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVI-140

La confusione è istituto che può essere studiato sia nell'ottica estintiva della situazione giuridica (confusione di diritti) sia in quella, opposta, acquisitiva (confusione di cose); ancora, nell'ottica della confusione dei patrimoni (ad es. del defunto e dell'erede). La confusione è modo di estinzione generale dei rapporti giuridici. Se partiamo dall'assunto che l'ordinamento richiede la necessaria partecipazione di due distinti soggetti giuridici alla vicenda estintiva dell'obbligazione, in virtù di una ragione sostanziale di valutazione degli interessi, allora possiamo comprendere come nella nostra letteratura ricorre l'osservazione dell'assurdità che uno stesso soggetto sia creditore e debitore di sé medesimo. La nostra migliore dottrina ha evidenziato come proprio il fenomeno della confusione conduca a superare la concezione tradizionale di rapporto giuridico, nell'accezione di relazione tra soggetti, per superare in particolare l'esigenza della dualità dei soggetti indispensabile per la configurazione stessa del rapporto. Una prima considerazione, di partenza, va immediatamente in tal senso sottolineata con vigore: la regola secondo cui si ha estinzione del rapporto qualora le qualità di creditore e di debitore si riuniscono nello stesso soggetto non è affatto assoluta, e subisce nel sistema non poche deroghe, sia nell'interesse di terzi qualificati sia nell'interesse dei titolari delle situazioni soggettive facenti capo al rapporto originario.
25,00

Il mandato. Artt. 1703-1709. Volume Vol. 1

Il mandato. Artt. 1703-1709. Volume Vol. 1

Giovanni Di Rosa

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XIV-188

28,00

I rapporti personali tra coniugi. Artt. 143-148

I rapporti personali tra coniugi. Artt. 143-148

Massimo Paradiso

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVIII-392

50,00

Direzione e gerarchia nell'impresa (e nel lavoro pubblico privatizzato). Art. 2086

Direzione e gerarchia nell'impresa (e nel lavoro pubblico privatizzato). Art. 2086

Vincenzo Ferrante

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVIII-194

Lo studio dei poteri di direzione e della gerarchia dell'impresa deve indirizzarsi verso i limiti che l'imprenditore incontra nel concreto esercizio del suo potere, nonché verso le tutele che sono offerte ai singoli lavoratori, per verificare la legittimità dei comandi e definire di conseguenza la portata dell'obbligo di obbedienza. Per cogliere un simile risultato l'opera affronta in primo luogo la questione della natura del potere direttivo, per passarne poi in rassegna le manifestazioni; non manca, peraltro, un'analisi del potere di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, in conseguenza del fatto che la c.d. privatizzazione concede anche agli enti pubblici gli stessi poteri a disposizione dell'imprenditore privato. Un approfondito esame viene infine fatto rispetto ai mezzi di tutela concessi al lavoratore per contrastare manifestazioni illegittime delle prerogative datoriali.
28,00

I brevetti per invenzione e per modello di utilita. I disegni e modelli. Artt. 2584-2594

I brevetti per invenzione e per modello di utilita. I disegni e modelli. Artt. 2584-2594

Vincenzo Di Cataldo

Libro: Libro rilegato

editore: Giuffrè

anno edizione: 2012

pagine: XVI-336

Il volume, indirizzato specificamente alle norme espresse dal codice civile, include anche i più significativi problemi evocati dalla disciplina speciale, illustrandoli nel corpo del commento della norma del codice cui logicamente essi si ricollegano. All'analisi delle convenzioni internazionali e delle normative speciali è riservato il commento all'art'2591. La normativa codicistica, che il presente commento esamina, riguarda direttamente solo il brevetto nazionale. Ad oltre trent'anni dall'entrata in vigore della Convenzione di Monaco, è però evidente che in Europa (Italia compresa) le invenzioni di maggior significato tecnologico accedono al brevetto europeo, e non più ai brevetti nazionali, così che il peso effettivo dei sistemi brevettuali nazionali decresce, in corrispondenza con il crescere del peso del sistema del brevetto europeo. Si è quindi voluto dare spazio in questo commento anche al brevetto europeo. Dal momento che la disciplina sostanziale del brevetto europeo e quella del brevetto nazionale sono tendenzialmente coincidenti, la loro analisi è stata condotta in termini unitari. Sono state invece esposte separatamente le discipline degli aspetti procedurali, che sono oggetto di regole diverse.
42,00

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