Il Mulino: Intersezioni
Canzoni. Storie dell'Italia leggera
Edmondo Berselli
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 196
Generazioni sono cresciute e cambiate sentendo sullo sfondo della loro vita certe canzoni. Ancora adesso l'eco di parole e musica fa parte di una memoria, e di qualche vezzo della nostalgia. Ma questo libro non è una concessione alla facilità dei ricordi. È piuttosto il tentativo di "fare cantare" alcuni momenti della nostra vicenda, attraverso le parole e l'irresistibile risonanza mentale delle musiche che hanno scandito come una partitura collettiva storia e costume d'Italia. Dalla fine degli anni Cinquanta, allorché appaiono sulla scena i "sublimi plebei" Mina e Celentano, e via attraverso il ritmo "beat" dei Sessanta, quando risuona "È la pioggia che va", passando per le ideologie spicce di Mogol e Battisti, fino a Vasco, Baglioni, gli 883...
La tragedia necessaria. Da Caporetto all'8 settembre
Mario Isnenghi
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 152
Una riflessione intensa su alcuni snodi dolorosi della storia dell'Italia unita è quanto presenta l'autore nel suo nuovo libro. La storia nazionale appare qui marcata da una serie di "tragedie necessarie", di fratture traumatiche che hanno diviso lo Stato dalla società e gli italiani dagli italiani. La rotta di Caporetto nel 1917 e lo sfascio dell'8 settembre 1943 sono i punti di massima crisi, i simboli maggiori di una storia lacerata che occorre oramai riconoscere per tale, prendendo coscienza della sua intima tragicità.
Elogio della cortesia
Giovanna Axia
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 144
In molti ambiti della vita quotidiana (la scuola, il lavoro, la politica, lo sport, lo spettacolo) vengono esaltati il desiderio di imporsi, la spinta a primeggiare e perfino la "sana" aggressività. Chi è più sgarbato e arrogante, più si fa notare e meglio si fa largo. A tale malinconica degradazione dei rapporti umani si oppone con forza questo piccolo libro, che rivendica alla cortesia e alla gentilezza il loro pieno spessore culturale. Manifestazione di rispetto, attenzione e sollecitudine per i propri simili, la cortesia è infatti un potente strumento di composizione dei conflitti e di promozione della convivenza, una dimostrazione di intelligenza nel difficile tentativo di comprendere e valorizzare le ragioni altrui.
Dicerie e pettegolezzi. Perché crediamo in quello che ci raccontano
Sergio Benvenuto
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 160
Corre voce che segni tracciati sul muro di casa siano opera di zingari o ladri. Oppure si dice che una moneta arrugginita immersa nella coca-cola perda la ruggine, che raccogliendo cinquanta chili di scontrini fiscali si può far avere un cane-guida a un cieco, oppure ancora che la Stella di Natale avvelena i bambini poiché essi, attratti dal rosso delle sue foglie, le toccano e poi si mettono le dita in bocca. Leggendo questo libro scopriremo che le dicerie diventano popolari proprio perché si pongono come un sapere e non una fantasia; che proprio per questo molte cose che sappiamo quanto a fondatezza hanno i piedi d'argilla.
Tracce di comunità. Temi derivati da un concetto ingombrante
Arnaldo Bagnasco
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 192
Comunità è uno dei concetti fondativi della sociologia classica, usato per descrivere le caratteristiche della società tradizionale in opposizione alla nascente società industriale, spesso con qualche nostalgia, più o meno velata, per quel che si stava perdendo con la modernità. Col tempo il termine ha perso la sua capacità analitica nei confronti di vari aspetti della società d'oggi. La sociologia contemporanea lo ha allora disintegrato, derivandone problematiche di ricerca diverse, individuate da concetti più limitati e parziali, eppure da essi derivati.
La pietra viva. Città e natura nel Medioevo
Vito Fumagalli
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 132
La società dell'incertezza
Zygmunt Bauman
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 160
Con lo spirito del patologo chino al suo lavoro, Bauman ci mostra una società che respinge la stabilità e la durata, preferisce l'apparenza alla sostanza, sceglie come parola chiave "riciclaggio" e come "medium" per eccellenza il videotape ; una società dove il tempo si frammenta in episodi, la salute diventa "Fitness", la massima espressione di libertà è lo "zapping". Dalle macerie del vecchio ordine politico bipolare sembra emergere solo un nuovo disordine mondiale, mentre l'economia invoca e ottiene la deregulation universale. Le figure emblematiche che abitano questo traballante universo sono il giocatore e il turista. Ma forse più di ogni altro lo straniero.
Questioni di gusto. Stili di pensiero tra volgarità e raffinatezza
Mary Douglas
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 168
L'ombra di Ulisse. Figure di un mito
Piero Boitani
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 240
Mondo globale, mondi locali. Cultura e politica alla fine del ventesimo secolo
Clifford Geertz
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 136
Si tratta di una breve riflessione compiuta dal noto antropologo sugli aspetti socio-culturali dei processi di trasformazione connessi alla globalizzazione dell'economia mondiale. Il tema centrale è la frammentazione del mondo, speculare alla globalizzazione, e le sue ricadute sul pensiero politico e i processi culturali del XX secolo.
Proust e Vermeer. Apologia dell'imprecisione
Lorenzo Renzi
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 120
C'è un passo famoso nella "Recherche" di Proust, dove il vecchio scrittore Bergotte visita una mostra d'arte olandese e mentre contempla un piccolo particolare della "Veduta di Delft" di Vermeer è colto da malore e muore. Quella scena, quel quadro, quel particolare hanno attirato l'attenzione di schiere di critici, perché nei pensieri di Bergotte morente trova espressione l'idea proustiana dell'arte. Ma nel quadro, qual è davvero il "petit pan de mur jaune", il pezzetto di muro di cui Proust parla? Cercando un dettaglio in un quadro, si sviluppa una ironica riflessione di un "filologo impreciso" sul senso della critica.

