Il Nuovo Melangolo: Nugae
La gamba sinistra
Theodore F. Powys
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1995
pagine: 160
Il fattore Mew dalla vita desidera una cosa soltanto: possedere tutto Madder, il villaggio in cui abita, abitanti compresi. Lì dove vive anche il vecchio calderaio Jar, misteriosa figura scesa un giorno dalle colline che all'improvviso scompare. Tutti in paese lo amano e già immaginano che al suo ritorno succederà qualcosa di straordinario. Il perfido Mew, in assenza di Jar, compie ogni sorta di violenza. La sua voglia di possesso lo porta ad appropriarsi anche di una grossa pietra che tutti in paesi chiamano la "pietra di Jar". E' allora che il vecchio riemerge dalle nebbie delle colline per riportare in paese il bene accompagnato dalla spettacolare punizione del colpevole.
Ho sognato l'ospedale
Lalla Romano
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1995
pagine: 80
Il libro è il racconto di un'esperienza di vita. "Quindici giorni in ospedale. Doveva essere un'esperienza suprema e invece fu un seguito di piccole avventure irrilevanti, più che altro comiche. In un sogno la rivelazione: curiosa."
Le parole
Vercors
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1995
pagine: 84
Scritto nei mesi immediatamente successivi alla liberazione della Francia appare soltanto nel 1947. Lo spunto viene dalla testimonianza di Georges Duhamel sull'eccidio compiuto dai tedeschi in un piccolo paese. Nascosto nella legnaia della sua casa, il protagonista osserva l'ufficiale tedesco mentre dipinge lo splendido paesaggio della campagna, nel medesimo lasso di tempo i soldati passano per le armi l'intera popolazione e incendiano ogni casa. Il quadro è terminato, lo sterminio consumato e il protagonista, terrorizzato e inorridito, ma anche attratto dalla capacità creatrice del soldato, sente nascere in sé, non chiamate, le parole. E saranno proprio le parole che permetteranno di ridare un senso all'orrore e una possibilità al futuro.
Favole dopo le favole
Ljudmila Petrusevskaja
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1995
pagine: 96
Le ultime favole dell'autrice di "Dopo le favole". Da Lear al Gadda del Primo libro delle favole, da Carrol al Bierce di Fantastic fables, includendo anche il Gogol dei Racconti di Pietroburgo, i riferimenti a quella letteratura che si muove tra il fantastico, il surreale e il nonsense sono molti.
A spasso sui cornicioni
Aleksej Remizov
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1995
pagine: 256
Scritto tra il '24 e il '28 e pubblicato nel '29, nel testo si realizza quella congiunzione tra memoria personale e memoria storica che caratterizza le opere dello scrittore moscovita. Vi si raccontano fatti intimi e quotidiani il cui valore va al di là dell'interesse psicologico, illuminati dal pensiero magico e irrazionale dello scrittore. La narrazione è organizzata a incastro di frammenti e spazia dalla caccia al "favoloso" macaone tra i giardini e gli orti di un quartiere di Mosca al tempo dell'infanzia, all'insicurezza, alla povertà, alle piccole umiliazioni della vita di emigrato nella Parigi degli anni Venti. Attraverso le difficili vicende dell'esistenza l'autore dà vita a un narratore-protagonista che si muove come gli eroi delle fiabe popolari russe.
Quercia e cane. Romanzo in versi (1937). Testo originale a fronte
Raymond Queneau
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1995
pagine: 152
Non si può dire che sia un vero romanzo perché non possiede le caratteristiche del genere, ma neppure è possibile definirlo un'autobiografia nel senso stretto del termine. E' un romanzo in versi, come specifica l'autore. Una composizione dal linguaggio familiare, in cui prendono forma personaggi comuni, sentimenti "bassi", ossessioni sessuali. Pur parlando di sé, dei suoi genitori, del suo ambiente bottegaio, piccolo borghese, della sua esperienza psicoanalitica, l'autore lancia una serie di sfide ai miti dell'infanzia, della Belle Epoque, della psicoanalisi, dei surrealismi, dei pudori e dei tabù, in ultima istanza dei generi tradizionali. Queneau mescola il tragico e la beffa per dare corpo alla sua storia, e offrire un autoritratto dai toni burleschi.
Il taccuino rosso
Paul Auster
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1994
pagine: 111
Tredici bravi racconti di storie vere. Auster sottolinea, in apertura e in chiusura, questa caratteristica irrinunciabile e fondamentale della sua ispirazione. Certo, gli accidenti, i casi, le combinazioni, le coincidenze hanno dell'incredibile, se non del favoloso. Ma non è soltanto la spettacolarità del caso ad avvincerci, di fatto le vicende narrate influenzano in maniera decisiva i destini dei protagonisti, si presentano come una sorta di "provvidenza laica" alla quale non sappiamo attribuire un significato univoco e certo.
Memorie di un giovane re. Racconti dall'infanzia
Heinrich Böll
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1994
pagine: 168
Per Matteotti. Un ritratto
Piero Gobetti
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1994
pagine: 112
Tre favole dell'ansia e dell'ombra
Francesca Sanvitale
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1994
pagine: 128
"Fanciulla e il Gran Vecchio", "La bella principessa Rosalinda" e "Bambina" narrano di epoche passate, di realtà sospese nella magia del fantastico e di figure di donne che sembrano racchiudere nei loro sogni o nei loro incubi, tutto il mistero del mondo, della vita e della morte. Francesca Sanvitale costruisce come un gioco di scatole cinesi la trama di ogni fiaba, che ne racchiude un'altra che a sua volta ne svela un'altra ancora e così via, lasciando socchiusa la porta dell'interpretazione, ma non indicando mai il momento esatto per varcarla.
La visione (Somnium Scipionis)
Marco Tullio Cicerone
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1994
pagine: 88
Cicerone immagina che Scipione Emiliano racconti il sogno in cui il suo avo, Scipione l'Africano, gli appare annunciandogli una luminosa carriera militare e politica, che si concluderà però con una morte violenta. Ma ai servitori della patria è riservata un'eternità felice nelle regioni celesti. Cicerone fa descrivere all'Africano lo stato delle anime nell'aldilà, affascinando il giovane Scipione con la descrizione della Via Lattea, con lo spettacolo delle stelle e facendogli percepire l'armonia musicale prodotta dalla rotazione delle sfere celesti e esortandolo ad aspirare non alla gloria terrena, ma al conseguimento della vera immortalità che è quella dell'anima e che si ottiene attraverso il servizio reso allo Stato.
In difesa di me stesso
Fëdor Dostoevskij
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1994
pagine: 96
Il 23 aprile 1849 Dostoevskij venne arrestato con l'accusa di appartenere al circolo "intellettual-politico" fondato da Petrasevskij. Dostoevskij rimase nella fortezza di San Pietro e Paolo a Pietroburgo per otto mesi. Condannato a morte, ebbe commutata la pena capitale in 4 anni di lavori forzati e 4 anni di servizio militare obbligatorio. Sono qui riprodotti due documenti: una specie di memoria scritta (databile 6 maggio 1849) che la commissione d'inchiesta pretese dopo un primo interrogatorio e il verbale d'interrogatorio del giugno dello stesso anno. Gli inquirenti tentarono di provare l'esistenza di una setta segreta, ma non ci riuscirono e dovettero concludere che si trattava di una "congiura di idee" e di qui la grazia concessa a tutti i condannati.

