Il Saggiatore: La cultura
Il libro della moda anticapitalista. Tra Karl Lagerfeld e Karl Marx
Tansy E. Hoskins
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 392
Dai red carpet del Met Gala al fast fashion online, i nostri abiti raccontano storie di disuguaglianza, razzismo e crisi climatica. “Il libro della moda anticapitalista” riannoda i fili dell’industria tessile mettendo in luce le verità nascoste nelle trame dei nostri vestiti. In questo libro, Tansy E. Hoskins affronta i problemi non più rimandabili della moda: dai diritti dei lavoratori alla tutela dell’ambiente, dalla discriminazione all'appropriazione culturale, dai disturbi alimentari contro cui ha visto combattere i suoi amici al desiderio di possedere sempre l’ultimo capo della stagione, o la sua copia. Sempre più spesso, le aziende aggiungono cartellini di sostenibilità e di «scelte responsabili» ai loro capi, dirottando così sui consumatori l’onere di prendere decisioni giuste e fare acquisti migliori. Hoskins punta invece il dito contro il capitalismo. È la struttura sociale in cui viviamo che ci invoglia a consumare di più, manipolandoci per farci sentire brutti, poveri e inutili mentre i lavoratori del settore dell’abbigliamento hanno salari al limite della povertà e rischiano la vita in fabbriche fatiscenti, come nella tragedia del 2013 al Rana Plaza di Dacca, in cui sono morte più di mille persone. “Il libro della moda anticapitalista” supera l’idea della responsabilità del singolo, dimostrando che, se vogliamo sentirci a nostro agio nei nostri vestiti, dobbiamo rimodellare il sistema: la moda non è soltanto «un cambiamento nello stile degli abiti e dell’aspetto adottato da gruppi di persone», la moda è politica.
Schönberg. Perché ne abbiamo bisogno
Harvey Sachs
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 248
"Schönberg. Perché ne abbiamo bisogno" è un invito rivolto a chiunque voglia avvicinarsi – con curiosità e senza timore – a una delle figure più complesse e misconosciute della musica colta occidentale. Protagonista assoluto della prima metà del Novecento, Arnold Schönberg rivoluzionò la stessa concezione di musica. La sua figura è stata tanto amata quanto detestata, suoi epigoni si sono affollati per decenni sui palchi di tutto il mondo, ma se la sua posizione nella storia della musica rimane indiscutibile, oggi la sua opera è meno eseguita che in passato. Personaggio sfaccettato, in costante con fitto con il pubblico conservatore e con l’antisemitismo, strenuamente convinto delle sue idee, si sentiva parte della tradizione della grande musica europea, ma doveva lottare con chi lo riteneva un sovversivo. Un profeta solitario (o almeno così considerava se stesso) che grida al mondo «un giorno vi pentirete di non avermi capito». Tra queste pagine vita e musica s’intrecciano: con lo stesso entusiasmo e gli stessi dubbi di un vicino di poltrona che condivide le sue impressioni al termine di un’esecuzione, Harvey Sachs restituisce le orchestrazioni magniloquenti, i continui climax delle produzioni giovanili e le anarchiche dissonanze del periodo atonale, per approdare alla creazione del sistema dodecafonico. Libero da tecnicismi, Sachs affronta le opere in una sorta di corpo a corpo con la musica, per arrivare a un’unica conclusione: tra forma ed essenza, tra musica e mito, tra persecuzioni ed esaltazioni, oggi abbiamo ancora bisogno di Arnold Schönberg per comprendere meglio il passato, il presente e il futuro della musica.
Lettere della famiglia Mozart. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 498
Questo libro raccoglie le lettere che Leopold Mozart e suo figlio Wolfgang hanno inviato durante i loro viaggi in Italia ad Anna Maria e Nannerl, moglie e figlia, madre e sorella amatissime. Un passaggio biografico cruciale all’interno delle Lettere della famiglia Mozart, l’edizione integrale in più volumi della corrispondenza mozartiana: un epistolario fra i più ricchi del mondo musicale e insieme testimonianza della cultura europea di fine Settecento, che permette di immergersi nel genio di Mozart come mai prima. Quando Leopold, musicista colto e di talento, decide che è venuto il momento di portare con sé in Italia il brillante figlio Wolfgang e di esporlo alla cultura e alla vita teatrale del paese che detiene il formidabile segreto della «bella melodia» e della «bella voce», i due hanno, rispettivamente, cinquanta e quattordici anni. Ci verranno tre volte, fra il 1769 e il 1773, suoneranno in tutta la penisola e Wolfgang comporrà due opere e una serenata – Mitridate, re di Ponto, Lucio Silla e Ascanio in Alba – per il Regio Ducal Teatro di Milano. Al termine di ogni viaggio rientreranno a Salisburgo con i bagagli carichi di souvenir e soprattutto dopo aver incontrato papi e sovrani, visitato chiese, scavi archeologici, conventi e regge, dormito in locande malfamate e «bei palazzi», assaggiato angurie a Napoli e partecipato a balli in maschera a Venezia, comprato abiti di stoffe pregiate e incisioni suggestive, ascoltato opere e concerti alla ricerca del segreto della «bella maniera». Esperienze che si trasformeranno in nuove energie, nuove idee musicali, nuove ispirazioni, e plasmeranno profondamente Wolfgang Amadeus Mozart. Parte integrante del progetto Lettere della famiglia Mozart è l’archivio multimediale mozartiana. org.
I due problemi fondamentali della teoria della conoscenza
Karl R. Popper
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 656
“I due problemi fondamentali della teoria della conoscenza” ci apre le porte del pensiero di Karl R. Popper: un classico del Novecento, un volume che ha ridefinito i confini del sapere scientifico. In questo suo studio essenziale, Karl R. Popper affronta due questioni cardinali che sottendono la teoria della conoscenza: il problema della demarcazione della scienza e quello dell’induzione, cioè l’idea che la ripetizione costante di un evento (per esempio il sole che sorge) ci consente di supporne la certezza scientifica. Popper si propone dunque di stabilire un criterio di distinzione tra scienza e non-scienza – tra proposizioni scientifiche e asserzioni metafisiche o pseudoscientifiche – e assieme di risolvere le falle dell’induzione, per lui non accettabile come metodo di conoscenza. In queste pagine Popper sovverte con lucidità e precisione analitica i principi tradizionali del sapere, proponendo la tesi rivoluzionaria secondo cui la scienza progredisce tramite la falsificabilità delle sue teorie: non accumulando verità definitive, ma attraverso un processo di tentativi ed errori, in cui le affermazioni sono continuamente messe alla prova e, se necessario, confutate. Un’opera che dal cuore del secolo scorso non ha mai smesso di interrogarci, invitandoci a valutare criticamente tutto ciò che diamo per certo, soprattutto in un'epoca di informazioni sempre più complesse e spesso contrastanti.
Debito. I primi 5000 anni
David Graeber
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 664
“Debito” è il racconto di 5000 anni di rapporti di forza, disuguaglianze e mutamenti politici letti attraverso la lente dei cicli del debito e della sua abolizione. Arricchita dalla prefazione di Thomas Piketty, questa nuova edizione ci porta ancora una volta a un confronto brutale con ciò che in ogni luogo e tempo consideriamo libertà. In Mesopotamia, tra il III e il I millennio a.C., i sovrani dovevano periodicamente rimediare con giubilei alla riduzione in schiavitù per debiti di ampie fasce della popolazione, pena la deflagrazione di tutta la società: è da qui che prende avvio l’indagine di Graeber per mostrare come l’istituzione del debito sia anteriore alla moneta e come da sempre, e ovunque, sia oggetto di aspri conflitti sociali. In contesti di guerra e nell'impalcatura delle religioni, infatti, esso è stato per secoli uno strumento di oppressione, una cifra con cui valutare non solo i rapporti economici ma anche la moralità e le relazioni umane, la subalternità e i ruoli reciproci. Quella di Graeber è un’analisi critica ad ampio spettro che attraversa la Grecia di Solone e l’impero della dinastia Han in Cina, il Medioevo europeo e le guerre dei regni africani di Ashanti e Dahomey, utilizzando gli strumenti forniti da storiografia e antropologia, filosofia e teologia nel tentativo di restituire uno schema capace di leggere e interpretare le crisi economiche e finanziarie del contemporaneo. Il suo è un grido di allarme rispetto alle modalità con cui ancora oggi istituzioni e classi dominanti utilizzano il debito per soffocare singoli cittadini e interi stati: perché se vogliamo immaginare un mondo più giusto, più sostenibile e libero, il primo passo da fare è una tabula rasa; e smettere, una volta per tutte, di «rimettere i nostri debiti ai nostri debitori». Prefazione di Thomas Piketty.
Come tremano le cose riflesse nell'acqua
Liv Ferracchiati
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 264
Un giovane drammaturgo è impegnato nella stesura di una nuova opera, alla ricerca di una forma innovativa che possa attribuirgli finalmente un posto nel mondo. La madre, attrice ormai in declino, cerca intanto di mantenere vivo il proprio fulgido passato. Lui l’ammira, la teme, la sfida; lei lo giudica e lo sbeffeggia, ma senza mai smettere di amarlo. Intorno a questa coppia si muove una rete di altre solitudini e conflitti: lo zio che «voleva essere, ma non è stato», la vicina, un romanziere, un maestro, un dottore; e poi Nina, l’unica chiamata per nome, una giovane donna con il sogno della recitazione. In quest’opera Liv Ferracchiati attraversa Il gabbiano facendo risuonare nel mondo di oggi i personaggi del capolavoro di Anton Čechov. Tra queste figure, che mostrano un’umana nudità in cui è impossibile non rispecchiarsi, rimbalzano le domande cui da sempre cerchiamo risposta: «Dov’è il senso che lega ogni cosa?», «Chi sono io?». Sulle rive di un lago si annodano così tensioni e dolori, amori non corrisposti, fame di successo, parole più potenti di qualsiasi gesto: uno specchio d’acqua tremolante, che assiste come un ulteriore personaggio alla ricerca di legittimazione che anima i protagonisti di questa storia. “Come tremano le cose riflesse nell’acqua” – citazione da un celebre racconto di David Foster Wallace – è una vicenda che oscilla tra parole dette e scritte, sogno e veglia, in cui tutti amano qualcuno che si sottrae e, al tempo stesso, sono inseguiti da chi vorrebbero evitare. Una partitura che rinnova la vivacità cechoviana e che, come talvolta avviene nella vita, riesce a strappare una risata anche in mezzo alla più angosciante delle tragedie. Prefazione di Margherita Crepax.
Sesso solitario. Storia culturale della masturbazione
Thomas W. Laqueur
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 444
“Sesso solitario” è la storia di come nei secoli l’essere umano abbia concepito, praticato, narrato, stigmatizzato, medicalizzato l’autoerotismo. È la testimonianza delle spinte emancipatrici e delle azioni censorie scatenate da questa pratica creativa e liberamente fisiologica, ma non esente da complessità psicologiche. Consigliata da Galeno come rimedio medico, rubricata tra i peccati minori dai predicatori medievali, promossa a disputa filologica dai cabalisti, è paradossalmente proprio durante l’Illuminismo, mentre il mondo laico borghese si sta liberando dai lacci della religione in tema di sessualità, che una severa condanna morale della masturbazione inizia a diffondersi. Da questo momento, ci racconta Thomas W. Laqueur, per quasi tre secoli il «vizio solitario» avvia la sua parabola di abitudine aberrante, ragione di malanni fisici, prerogativa esecrabile dell’immaturità giovanile. Finché, nel secondo Novecento, l’autoerotismo viene rivalutato come regolatore dell’equilibrio e del desiderio sessuale anche all’interno di una relazione intima, in funzione compensatoria oppure complementare. L’analisi di Laqueur si spinge fino ai nostri giorni, quando l’esplosione pornografica del web, capace di soddisfare talmente tante fantasie da azzerare la capacità fantastica, sembra aprire nuove e contrastanti letture. “Sesso solitario” è il racconto ad alta voce di un segreto a lungo taciuto. Un trattato dirompente su un gesto universale, che continua a possedere un’anima nascosta anche in un mondo in cui tutto è visibile.
Le perizie
William Gaddis
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 1224
"Le perizie" è il capolavoro nascosto del secondo Novecento americano. Un'opera monumentale sulla menzogna e la mistificazione che ha anticipato e ispirato i capolavori di Thomas Pynchon, Don DeLillo e David Foster Wallace. Negli anni cinquanta il Greenwich Village di New York è un formicaio brulicante di ambizioni, speranze, doppiezze e ipocrisie. Tra queste strade si muove una comunità di scrittorucoli e bohémien, tutti a loro modo falsari: dal signor Sinisterra, commerciante di banconote finte che viaggia con documenti contraffatti, all'aspirante drammaturgo Otto Pivner, che fa credere di avere un braccio rotto per mostrarsi engagé, fino al critico d'arte Crémer, che smercia giudizi insinceri in cambio di denaro. E poi c'è il pittore Wyatt Gwyon, che stringe un patto faustiano con il mercante d'arte Recktall Brown e per lui inizia a creare false tele di artisti fiamminghi. In un crescendo di bugie e malintesi, in cui dialoghi filosofici si alternano a scene da commedia degli equivoci, Wyatt comincia ad avvertire l'ansia dell'autenticità e ad arrovellarsi sulle questioni morali legate allo statuto di verità dell'arte. Sceglierà allora di recarsi in Spagna, nel luogo in cui sua madre è sepolta, sperando di chiudere così il cerchio della sua parabola di uomo e artista, e sfuggire al garbuglio di inganni in cui è rimasto avviluppato. In questo romanzo d'esordio, Gaddis costruisce un microuniverso dalle impalcature fragili e posticce, che assomiglia pericolosamente alla società in cui ci troviamo: una vertigine narrativa in cui ogni verità assodata pare dissolversi appena la si afferra e in cui scoprire che solo accettando la realtà della finzione è possibile «vivere con animo risoluto» l'esistenza.
L'universo che sussurra. Come cercare la vita aliena sulla Terra
Sabrina Mugnos
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 216
"L’universo che sussurra" ci spinge a confrontarci attraverso la scienza con la domanda che ha da sempre attanagliato scrittori e artisti, astronomi e persone comuni: siamo soli nel cosmo? Un viaggio nei meandri dell’astrobiologia fino al limite del possibile, guidati dalle voci e dalle storie di chi ogni giorno scruta il cielo in cerca di qualcosa in più di un silenzioso buio. Quando ci si addentra nella struttura dell’universo e ci si perde tra le sue meraviglie, gridare al prodigio è inevitabile. Pensiamo all’infinità di stelle e satelliti, alla diversità degli esseri che popolano il nostro pianeta, al perfetto meccanismo del DNA che regola miliardi di cellule. Non è un caso che di fronte a tutto ciò alcuni studiosi abbiano deciso di concentrare la loro attenzione proprio sullo spazio profondo e sulle potenziali tracce di entità extraterrestri. In queste pagine Sabrina Mugnos ci racconta dei suoi incontri con questi scienziati e ricercatori che indagano l’esistenza di «altre» forme di vita: dalle pionieristiche osservazioni dell’astronomo Frank Drake allo stupefacente segnale «Wow!» captato da Jerry R. Ehman; da chi studia i misteriosi Riftia pachyptila negli abissi oceanici a chi analizza gli esopianeti di Proxima Centauri; dalla Stazione radioastronomica di Medicina all’imponente Sardinia Radio Telescope di San Basilio, in provincia di Cagliari. Un’avventura nel regno del possibile che è anche un invito allo stupore: a tornare ad alzare lo sguardo al cielo e oltre; a sfidare i limiti che ci circondano, in questa porzione di galassia che abitiamo.
Musica al presente. Su Stravinskij
Massimiliano Locanto, Gianfranco Vinay
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 504
«Io non vivo nel passato e neppure nell’avvenire. Sono nel presente.» Così, nel 1935, Stravinskij chiudeva la sua autobiografia, esprimendo il rifiuto di ogni spinta utopistica verso un futuro idealizzato ma anche il bisogno di non attardarsi su risultati artistici già acquisiti. Di non ripetere il proprio passato, anche a costo di ripercorrere quello altrui, rivisitando altri autori, altre culture, altre tradizioni, altre epoche. Oggi, a più di cinquant’anni dalla sua morte, Stravinskij resta uno dei compositori del Novecento più eseguiti, studiati, discussi, amati e odiati. La sua opera ha lasciato un’impronta profonda sulla musica contemporanea – non solo quella di tradizione «colta» – e ci accompagna, che ne siamo consapevoli o meno, in molte occasioni e circostanze. I saggi raccolti in questo libro ricercano le ragioni di questa ininterrotta attualità e le ritrovano in alcuni caratteri stilistici intrinseci della musica – la forte connotazione gestuale e corporea, la capacità di orientare la percezione del tempo, la tendenza a restare sempre riconoscibile nonostante i mille travestimenti – come nelle dinamiche della ricezione. Ne emerge il ritratto di un artista capace di captare, prevenire e persino condizionare le tendenze del pubblico, della critica e degli studiosi, e di negoziare costantemente la propria identità russa con le culture e le tradizioni con cui venne in contatto. Chiude il volume una raccolta di scritti di Stravinskij stesso, qui pubblicati per la prima volta in lingua italiana. Da essi traspare l’incessante sforzo dell’anziano compositore di confrontarsi con un mondo in continuo e turbinoso cambiamento: i pensieri di un artista che, pur avendo superato gli ottant’anni, sentiva di dover e poter ancora sorprendere e restare agganciato al «presente ».
Teatro totale. Scritti e colloqui sul teatro musicale. 1947-1974
Walter Felsenstein
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 232
«Questa è la prima pubblicazione italiana di alcuni scritti di Felsenstein: una raccolta di riflessioni, articoli, interviste che nascono a partire dal suo lavoro sul palcoscenico, a diretto contatto con gli interpreti e i suoi collaboratori. Non sono saggi teorici, quanto piuttosto pezzi di vita, testimonianze del lavoro portato avanti con dedizione e caparbietà a partire dal secondo dopoguerra, negli anni in cui si andava definendo un nuovo linguaggio teatrale che nel campo dell’opera lirica e del teatro musicale in genere sarebbe stato destinato a modificare radicalmente l’interpretazione dei classici, offrendo un diverso approccio estetico e narrativo. La sua attenzione ai dettagli e la cura nella rappresentazione degli ambienti e dei personaggi contribuirono a creare una forte connessione emotiva tra il pubblico e le opere rappresentate: l’opera lirica era intesa non solo come uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie, ma anche per la mente e l’anima dello spettatore. Alcune delle sue lettere testimoniano, anche a livello aneddotico, la dedizione inscalfibile che quest’uomo ebbe verso il teatro che dirigeva, e suonano come un monito, per chi rappresenta un’istituzione culturale, a vivere con passione e creatività il proprio compito. Ogni teatro è lo specchio di una città, ed è commovente il rispetto che Felsenstein nutriva verso il pubblico, la passione nel mantenere sempre un dialogo tra il palcoscenico e i cittadini che partecipano. Felsenstein sembra dirci che bisogna investire sul teatro perché rende unica e speciale una città, la rende viva testimoniando la sua collettività.» Damiano Michieletto
Il suono della rabbia. Pensieri sulla musica e il mondo
Cristiano Godano
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 272
Tutto produce suono. Le guerre, le dita sullo schermo di un telefono, i concerti, i battiti del cuore. La vita e la morte. Tutto ha un suono preciso, unico e irripetibile, che ci attraversa e ci cambia continuamente: siamo fatti delle vibrazioni che gli eventi della storia emettono, siamo fatti della musica delle nostre esistenze. A volte melodiosa, a volte stonata. Queste pagine di Cristiano Godano vogliono intercettare quelle vibrazioni e quella musica, raccogliendole in uno spartito fatto di sole parole. La voce dei Marlene Kuntz si racconta profondamente, misurandosi con le pagine dei suoi maestri musicali – Nick Cave, Neil Young – e letterari – Vladimir Nabokov. Scrive di bellezza e amore, di umiltà e semplicità, di dittatura e libertà, di complessità e cambiamento climatico, di internet e incantamenti del genere umano, di capitalismo della sorveglianza e manipolazione. Si indigna, ascolta dentro di sé «il suono della rabbia» generato dall’inesorabile deriva occidentale; e più si indigna, più diventa forte quel suono, più l’esistenza, allora, sembra essere intensa e degna di essere vissuta. Il suono della rabbia di Cristiano Godano ci racconta un modo di stare al mondo: abitarlo senza restare in silenzio, cantarlo con tutta la passione che abbiamo in corpo. Sognarlo inseguendo una musica che non è ancora stata composta.

