Danza e altre arti dello spettacolo
Loie Fuller
Patrizia Veroli
Libro: Libro in brossura
editore: L'Epos
anno edizione: 2009
pagine: 382
La Danza Serpentina (1892) dell'americana Loie Fuller ha esercitato una suggestione cruciale sull'immaginario e le arti del '900. Agitando il suo amplissimo costume con lunghe bacchette, Loie si faceva proiettare addosso da lanterne magiche dei flussi di luce colorata. Creava cosí straordinarie fantasmagorie luminose nelle quali il suo corpo restava quasi del tutto nascosto. Star del music-hall e musa di tanti artisti tra cui Mallarmé, Toulouse-Lautrec e Chéret, Fuller ha creato uno spettacolo recepito in America come entertainment e in Europa come danza d'arte. Ha cosí destabilizzato il modernismo, denudandone i meccanismi narrativi che lo hanno creato come categoria storica.
I Ferrari di Parma. Storia di una famiglia di burattinai
Remo Melloni, Paolo Parmiggiani
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2009
pagine: 216
U Ballettu. Memorie e riflessioni sul ballo tradizionale agropastorale di Sicilia
Margherita Badalà, Fabio Tricomi, Giuseppe Roberto
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Cavallotto
anno edizione: 2009
pagine: 119
Circus. Ediz. inglese, francese e tedesca
Noel Daniel, Dominique Jando, Linda Granfield
Libro: Copertina rigida
editore: Taschen
anno edizione: 2009
pagine: 670
Per centinaia di anni il circo Americano è stato uno degli spettacoli più imponenti che si siano mai visti. Fra il 1800 e il 1900 i circhi itineranti erano capaci di riunire 12000 14000 spettatori a show e coinvolgevano circa 1600 artisti, fra uomini e donne. Lo spettacolo degli acrobati, dei domatori, dei pagliacci e dei giocolieri ha sempre affascinato migliaia di americani. La possibilità di viaggiare per il paese era una forte attrazione per migliaia di giovani che vedevano nel lavorare nel circo una fonte di avventura.
Danza come testo
Mark Franko
Libro: Libro in brossura
editore: L'Epos
anno edizione: 2009
pagine: 252
Il volume ripercorre le vicende spettacolari che portano nel 1661 a un tornante cruciale della storia della danza occidentale: la fondazione di quel sistema di regole che costituisce il codice della danza classico-accademica. Usando chiavi interpretative aggiornate che vanno dalla semiotica agli studi di genere, da Foucault a Umberto Eco, Mark Franko traccia il profilo estetico e ideologico del balletto di corte francese tra il 1573 e il 1670. Dagli spettacoli di danza geometrica, in cui i personaggi limitano la loro funzione a delineare a terra dei pattern che enunciano l'omaggio al re, al balletto burlesco, in cui i nobili, volendo opporsi al sovrano, si mettono in scena come corpi deformi ed erotici, alle commedie-ballo di Molière, I seccatori e Il borghese gentiluomo.
Dalla danza al corpo. Potenza e desiderio: i ballerini dionisiaci
Elsa Stagnaro
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2009
pagine: 267
La danza di cui parla Elsa Stagnaro è un'espressione dell'essere che non riflette niente di trascendente o superiore al corpo che danza. È l'espressione viva della sensualità come intelligenza dei creato e come potenza e ragione del corpo, come saggezza del desiderio inconscio di vivere e realizzare: pathos che diventa gesto, realtà sentita, percepita e pensata. È la volontà nell'esercizio della sua potenza. Nella danza le immagini che muovono il corpo e il corpo stesso che genera immagini creano un divenire costante che si cristallizza nella successione di gesti: le forme dell'essere del divenire. Dunque la danza è una potente visione dionisiaca del mondo che non guarisce niente, tranne il male di vivere. Essa aiuta ad avere il coraggio di vedere la vita così com'è e di farsi carico, nonostante tutto, della necessità e della gioia di realizzare e portare a termine le forme del nostro essere.
Circo Bidone
Paolo Simonazzi
Libro: Copertina rigida
editore: Zoolibri
anno edizione: 2009
pagine: 60
A Festival of wonders. Sergei Diaghilev and the Ballets Russes
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2009
pagine: 352
Nel maggio del 1909 Sergei Diaghilev fece scalpore nel mondo della danza con la prima rappresentazione a Parigi di una serie di balletti, tra cui Le Pavillon d'Armide e Cleopatra, spettacoli che esprimevano una rara fusione di vitalità e grazia, originalità e virtuosismo. Le splendide produzioni di Diaghilev negli anni 1910 e 1920 portarono alla ribalta grandi ballerini e coreografi, scenografi e musicisti come Karsavina, Nijinsky, Fokine, Bakst e Stravinsky, diventati un riferimento imprescindibile per l'evoluzione del balletto moderno. Sacre du printemps, Petrouchka, Parade e Ode - e in particolare i balletti che debuttarono proprio a Montecarlo, come Narcisse e La Chatte - rivivono attraverso scenografie, costumi, dipinti, sculture, fotografie, edizioni pregiate, programmi, documenti d'archivio e di cultura materiale: gli straordinari artisti che affiancarono Diaghilev, come Anisfeld, Bakst, Benois, De Chirico, Delaunay, Derain, Golovin, Goncharova, Larionov, Picasso, Roerich e Tchelitchew, crearono una nuova coreografia e una nuova danza per grandi ballerini come Fokine, Karsavina, Nijinsky, Pavlova e molte altre stelle del balletto.
Danza straordinaria. Ediz. italiana e inglese
Libro
editore: Edizioni dell'Ambrosino
anno edizione: 2009
La danza classica. Le origini
Flavia Pappacena
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2009
pagine: XI-224
La danza classica raggiunge il massimo fulgore con il balletto romantico, dove tocca i più alti livelli di originalità contenutistica e di perfezione formale grazie anche a innovazioni - oggi vere e proprie istituzioni del balletto quali la salita sulla punta dei piedi e il tutù bianco. Questi risultati sono l'esito di una lenta maturazione avvenuta nel corso del Settecento, quando la danza, da elemento complementare all'interno dello spettacolo lirico francese, ancora fortemente vincolato alla danza di corte, acquista piena dignità artistica nella struttura del balletto d'azione di Jean-Georges Noverre. L'autrice delinea le fasi di questa evoluzione, dalla fine del Seicento agli inizi dell'Ottocento, osservando le dinamiche relazionali tra danza e società, danza e tendenze culturali e del gusto, danza e arti visive, danza e moda, per scoprire infine l'origine di quelli che sono gli aspetti maggiormente caratterizzanti del balletto classico ottocentesco: l'arabesque, il pas de deux, la salita sulla punta dei piedi.

