Filosofia
Filosofia analitica. Un'introduzione
Albert Newen
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 239
Il termine "filosofia analitica" indica uno stile di pensiero che ha dato luogo a una pluralità di indirizzi, scuole, orientamenti a volte in conflitto tra loro, e tuttavia unificati dall'esigenza di un'indagine filosofica che si caratterizza per la chiarezza e la precisione degli enunciati ed è incentrata sullo studio sistematico delle espressioni linguistiche in essa utilizzate, facendone dipendere la consistenza dal rigore delle argomentazioni e dimostrazioni. Fondata sul primato dell'analisi degli elementi costituenti del pensiero, la filosofia analitica giungerà ad affermare che gli stessi problemi filosofici si risolvono in problemi di natura linguistica, legati a fraintendimenti ed equivoci nella nostra comprensione dei termini impiegati nel linguaggio ordinario. In epoca più recente l'originario rifiuto della pertinenza dei problemi tradizionali della filosofia verrà superato riscoprendo ambiti e argomenti a lungo accantonati (dalle questioni ontologiche a quelle etiche e politiche), per confrontarsi da vicino con le scienze cognitive e le neuroscienze, influenzando profondamente alcuni dei più importanti programmi di ricerca attuali. A ricostruire questa fondamentale avventura del pensiero contemporaneo è dedicato il libro di Newen, che fornisce una chiara ed equilibrata introduzione ai principali temi e problemi del pensiero dei "padri fondatori", da Frege a Russell a Wittgenstein, come a quello della seconda generazione.
Che cos'è la filosofia antica?
Pierre Hadot
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: VII-302
Se l'epoca attuale identifica genericamente la parola "filosofia" con "amore per la saggezza", ciò accade perché i Greci trasmisero una determinata accezione del termine al Medioevo e all'epoca moderna. In realtà, la rappresentazione che gli antichi si facevano della filosofia era profondamente diversa da quella che si affermò in epoche successive, e ciò che va evidenziato innanzitutto, al di là della loro straordinaria capacità di sviluppare una riflessione filosofica sui problemi più sottili della logica o della teoria della conoscenza, è la peculiarità dell'atteggiamento individuale. Almeno a partire da Socrate, l'opzione per un determinato modo di vita non si pone infatti al termine del processo dell'attività filosofica, come una sorta di appendice accessoria, ma al contrario all'origine di essa, in una complessa interazione di visione del mondo e posizione esistenziale, che condiziona in modo decisivo la stessa dottrina e la modalità del suo insegnamento. Il pensiero antico non si risolve soltanto in una successione dialettica di dottrine scientifiche, ma anche in un altissimo esercizio spirituale e in un'idea complessiva dell'universo derivante dalla decisione di vivere la filosofia in comunità. Con chiarezza esemplare il saggio di Pierre Hadot si propone di definire nel suo insieme la peculiarità di quell'irripetibile fenomeno storico e culturale costituito dalla filosofia antica.
Amor fati. La vita tra caso e destino
Marcello Veneziani
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 242
"Nel senso corrente, il destino è pensato come un crudele gendarme che strappa alla vita inchioda a una sorte. In realtà il destino radica l'essere nell'avvenire, dà senso all'accadere, connette l'esistenza a un disegno e a una persistenza. Essere è avere un destino." Oggi viviamo in un deserto di senso gremito di accessori. Abbiamo tutto, meno il senso della vita. E per la prima volta avvertiamo un cortocircuito di spazio e tempo, che produce insieme sradicamento, cioè perdita irreparabile di un luogo percepito come casa e rifugio, e "attimismo", cioè scomparsa del passato e del futuro nel gorgo del presente. Liberarci dal destino non ci ha restituito la libertà e il senno, ci ha lasciati in balìa del caso, un tiranno ancor più cieco e più folle. È possibile oggi ripensare il destino per riconoscere un disegno intelligente alla vita al di fuori dei determinismi della scienza? Marcello Veneziani affronta il tema del destino spostando la chiave di lettura "ad altezza d'uomo" e passando dal fato in sé - entità metafisica e solenne - ai suoi amanti, ovvero a chi davanti al tramonto di storia, fede e pensiero non finge che nulla sia accaduto, non vuol tornare indietro e nemmeno si congratula per la liberazione avvenuta, ma riparte dal pensiero in relazione alla realtà e alla presente tabula rasa. Un tentativo di superare Nietzsche e il nichilismo, riallacciandosi ai classici e alla tradizione neoplatonica, fino a Simone Weil e a Maria Zambrano.
Antropologia dal punto di vista pragmatico
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: IX-365
Nell'"Antropologia" Immanuel Kant riordina la mole immensa di materiali di carattere storico e antropologico raccolti nell'arco di un'intera vita. Opera a lungo trascurata, si tratta in realtà di una tappa decisiva di un'epoca che stava per convertire le domande fondamentali della storia della metafisica, della gnoseologia, della morale e della religione in quella che per Kant era ormai diventata la domanda essenziale: Che cos'è l'uomo? Si inaugurava cosi la nostra modernità filosofica, che vedrà nell'uomo non solo l'origine e il fondamento di ogni sapere, ma anche la ragion d'essere e il principio di ogni trasformazione del mondo e di ogni intervento su di esso. L'antropologia kantiana indaga infatti l'uomo come essere sociale trasformato dalle istituzioni, al fine di svilupparne le attitudini, dotarlo di costumi, rafforzarne le facoltà, disciplinarne la volontà, orientarne i desideri e governarne la libertà. Michel Foucault incontra I''Antropologia" di Kant verso la fine degli anni cinquanta, facendone l'oggetto della sua tesi complementare, costituita dalla traduzione del testo kantiano, accompagnata da un lavoro di annotazione e dal testo che funge da introduzione.
Il mondo messo a fuoco. Storie di allucinazioni e miopie filosofiche
Achille C. Varzi
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2010
pagine: 207
"All'inizio c'è il mondo. Non è tutto uguale: qui è caldo, lì è mamma, là è rumore. Col tempo impariamo a distinguere e a riconoscere: di nuovo caldo, ancora mamma, altro rumore! Gli oggetti si staccano dallo sfondo e acquistano una loro individualità, cadono, si rompono, si muovono, scompaiono e ricompaiono; le sensazioni non si vedono ma si sentono, si ripresentano, si assomigliano; i suoni cambiano a seconda degli oggetti che ci sono. Questo nostro meraviglioso evolverci è materia di studio per gli psicologi e i biologi, ed eventualmente per i sociologi. Ma per un filosofo esso nasconde un'ambiguità profonda e ancora più misteriosa: stiamo imparando a riconoscere la struttura del mondo o stiamo imponendo al mondo una certa struttura? È la realtà che poco per volta ci rivela i meccanismi secondo cui è organizzata, o siamo noi a organizzare il flusso continuo della nostra esperienza?". Nel volume di Achille Varzi sono discusse le due tesi classiche sull'esistenza e la natura delle cose: da un lato, i filosofi realisti, persuasi che il mondo sia strutturato in entità di vario genere a vari livelli e che sia compito della filosofia 'portare alla luce' tale struttura; dall'altro, gli anti-realisti, convinti che buona parte della struttura che siamo soliti attribuire alla realtà esterna risieda invece nella nostra testa, nel complesso sistema di concetti e categorie che sottendono alla nostra rappresentazione dell'esperienza e al nostro bisogno di rappresentarla.
La filosofia come strumento di liberazione
Ermanno Bencivenga
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2010
pagine: XXVI-212
La filosofia che ha fatto la differenza nel nostro passato, come quella che può fare la differenza nel nostro presente e futuro,l'ha sempre fatta e la farà per la sua funzione liberatoria - perché amplia i confini della nostra coscienza e umanità. Va concepita non come dimostrazione di verità inoppugnabili ma come appassionata, paziente, giocosa esplorazione di ciò che ancora non è stato visto e neppure immaginato; come ininterrotto questionare le abitudini consolidate; come apertura di nuovi scenari di vita, di nuove forme di convivenza. Ne segue che la filosofia è un bene comune: chi la fa di mestiere deve confrontarsi costantemente con quel pubblico che sostiene la sua ricerca; e sulle sue proposte occorre interrogarsi e discutere insieme. I capitoli di questo volume sono altrettanti esperimenti di tale filosofia pubblica: aliena dai gerghi specialistici, coraggiosa nell'inventare e nel proporre. Dalla scienza alla politica, dalla poesia alla scuola, ogni ambito dell'esperienza umana è terreno fertile per un'indagine accurata e irriverente, fantasiosa e gentile.
La Repubblica. Testo greco a fronte
Platone
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2009
pagine: 1410
La "Repubblica" è certamente il libro di Platone oggi più letto, anche perché la critica più recente lo considera centrale nella produzione scritta di Platone. Sembra quindi impossibile riuscire a dire qualcosa di nuovo. È questo il merito del presente volume, agile e tuttavia ricco di contributi analitici e di spunti polemici, destinato a mettere in crisi alcune delle più consolidate convinzioni in merito alla filosofia di Platone. I libri centrali della "Repubblica" rivelano a coloro che condividono il modo comune di pensare l'ideale "non utopico" della "vera" filosofia, in modo da far cadere l'atteggiamento irrisorio nei confronti dell'idea insolita di un governo dei filosofi, che Platone considera molto difficile e tuttavia realizzabile.
Atlante di filosofia. Luoghi e percorsi del pensiero
Elmar Holenstein
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 306
Immanuel Kant era appassionato di geografia. Secondo la tradizione, sua è la massima: «Nulla affina e forma la ragione addestrata più della geografia». Qualunque cosa intendesse dire, la geografia è, per la natura della propria materia, una disciplina ermeneutica: conferisce visibilità ai contesti. La geografia mostra le cose all'interno di una cornice e, se praticata in maniera «globalizzata», quella cornice è il mondo. Questo atlante si occupa delle correnti filosofiche in giro per il mondo, seguendo con particolare determinazione due aspetti: i rapporti e le possibili analogie tipologiche tra le diverse aree della Terra da un lato, e dall'altro - solo in apparente contrasto - la varietà degli sviluppi intellettuali all'interno di ciascuna. L'umanità nel suo complesso è più omogenea di quanto si pensasse all'inizio del secolo 20°; le singole culture sono invece più eterogenee di quanto in passato si fosse dogmaticamente ammesso. Tra le concezioni filosofiche degli esseri umani ci sono sensibili differenze. Quelle più profonde si registrano non tra zone diverse, ma tra gli individui e le scuole di pensiero all'interno di ciascuna.
Concetti fondamentali della filosofia
Rafael Ferber
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 204
Concetti fondamentali della filosofia di Rafael Ferber intende offrire agli studenti di filosofia come al pubblico più in generale una piccola e originale scuola di pensiero filosofico. Questo primo volume introduce il lettore, in un linguaggio accessibile ma sempre rigoroso, alle parole-chiave dell'universo filosofico quali Filosofia, Linguaggio, Conoscenza, Verità, Essere e Bene. I contenuti, i metodi e le ambizioni della disciplina vengono presentati e discussi filosoficamente in modo da condurre il lettore in un'ideale passeggiata filosofica in compagnia dei principali esponenti delle varie epoche e attraverso le più importanti correnti della storia del pensiero. libro cerca di dire l'essenziale in modo chiaro, semplice e non gergale. Tuttavia l'autore non si è astenuto dal prendere anche una propria posizione. Soprattutto i capitoli sulla conoscenza, la verità e il bene offrono spunti che possono interessare anche i filosofi di professione.
Tutte le opere. Testo greco a fronte
Epitteto
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2009
pagine: 1440
Giuseppe Tornasi di Lampedusa, nel suo "Gattopardo", scrive che il principe Salina, in una delle sue riflessioni, "pensò ad una medicina scoperta da poco negli Stati Uniti d'America, che permetteva di non soffrire durante le operazioni più gravi, e di rimanere sereni fra le sventure". E soggiunge: "Morfina lo avevano chiamato questo rozzo sostituto dello stoicismo antico...". È uno splendido paragone, che meglio di qualsiasi altro illustra analogicamente l'essenza del messaggio stoico: esso vuole essere appunto il farmaco spirituale che lenisce i dolori e che permette la serenità anche nelle sventure. Epitteto (ca. 50-1 38 d.C), lo schiavo-filosofo, più e meglio di qualsiasi altro stoico del mondo antico, ce lo ha dimostrato in queste splendide pagine che hanno avuto, nella storia dell'Occidente, una delle più grandi fortune che siano toccate a scritti di filosofia. Il filosofo frigio riesce, in effetti, a toccare il fondo del problema e a scoprire ciò che può rendere libero e felice, oppure schiavo ed infelice l'uomo. Le cose - egli insegna - si bipartiscono in due grandi classi: quelle che dipendono da noi e quelle che non dipendono da noi. Abbiamo il potere solo sulle prime e non sulle seconde, e di conseguenza dobbiamo comportarci. Purtroppo le cose che alla moltitudine interessano e per cui vanamente i più si battono sono proprio le seconde: donde i mali - tutti i mali senza distinzione - di cui soffre l'umanità.
Etica e politica. Scritti di impegno civile
Norberto Bobbio
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: CXXXVI-1714
Il volume raccoglie una settantina di testi di Bobbio definibili - per occasione, contenuto e stile - come "scritti d'impegno civile": quelli cioè in cui con maggior nettezza emerge il problematico rapporto tra l'etica e la politica. Frutto di una selezione estrema, i testi sono raggruppati in tre grandi sezioni: "Compagni e maestri", "Valori politici e dilemmi etici", "Le forme della politica". All'interno di esse gli scritti si dispongono secondo uno schema binario, per coppie antifrastiche o contigue, secondo un caratteristico modo di procedere del pensiero di Bobbio: cultura e politica, libertà ed eguaglianza, democrazia e dittatura, pace e guerra, socialismo e comunismo, destra e sinistra. Saggio introduttivo di Marco Revelli.
Il dono del filosofo. Sul gesto originario della filosofia
Andrea Tagliapietra
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 206
Nel processo che vedrà la sua condanna a morte, Socrate si presenta al popolo ateniese come "Il dono del dio alla città". Da allora un filo rosso collega la filosofia all'atto di donare. Anzi, la domanda classica su che cos'è la filosofia? si riverbera nell'altra, che torna a chiedersi, da Seneca a Mauss fino a Derrida, ossia dall'antichità ad oggi, che cos'è un dono? Il dono di sé e il dono anonimo: tra queste due forme del donare il libro tenta di rispondere alla domanda sull'essenza della filosofia. Vi si sostiene la tesi che il tratto distintivo della filosofia va in direzione ostinatamente contraria rispetto alla marcia del pianeta dietro il vessillo dell'utile e del profitto e alla sua immane accelerazione nel fondamentalismo economico degli ultimi decenni. Se l'utile, come ammoniva Schiller, "è il grande idolo del tempo, a cui tutte le forze debbono servire e a cui tutti i talenti debbono rendere omaggio", quello filosofico è l'atto antiidolatrico e iconoclasta per eccellenza, che interrompe il circuito dell'utile e dell'interesse, ma anche, in qualche maniera, del sapere stesso, rappresentando il modo, ogni volta diverso per stile e strumentazione concettuale, con cui la filosofia ottiene il suo scopo originario. Che non è la conquista del reale, ma la sospensione del suo assolutismo, ovvero la divisione dei poteri che ne costituiscono la presa.

