Saggistica
L'ora del caffè. Manuale di conversazione per generazioni incompatibili
Gianrico Carofiglio, Giorgia Carofiglio
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 144
Possiamo passare una vita a discutere senza mai capirci, in particolare quando apparteniamo a generazioni diverse. Quasi sempre è un problema di coordinate: ognuno ha le sue e rifiuta di abbandonarle, anche solo un po'. Essere figlia e padre non semplifica le cose. «Abbiamo smontato e rimontato discussioni del passato che spesso erano finite male. O anche molto male. Questa volta con uno spirito di curiosità e sperimentazione. Con la convinzione che non conta trovare risposte precise e univoche, ma un modo diverso di costruire le domande». Stanchi di «conversare a vuoto», Giorgia e Gianrico Carofiglio si sono seduti a un tavolo e hanno affrontato con occhi nuovi alcuni degli argomenti che piú li hanno divisi. Questioni che riguardano ciascuno di noi come il clima, il femminismo, il cibo. La politica. Non hanno eliminato tutte le loro divergenze, ma hanno elaborato una serie di ragionamenti – veri e propri saggi brevi, tessere di un mosaico sorprendente – in cui si combinano entrambi i punti di vista. Una scommessa audace e allegra sulle possibilità di un linguaggio comune, di un'idea condivisa del mondo e del futuro. «Dal clima al genere, dalle paure alle disuguaglianze, dal merito al privilegio Giorgia e Gianrico Carofiglio hanno scritto a quattro mani l'educazione sentimentale di una famiglia progressista alla prova del salto generazionale» (Raffaella De Santis, «il venerdì di Repubblica»).
Il tempo, grande scultore
Marguerite Yourcenar
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 248
Diciotto saggi magistrali sull'inesorabile scorrere del tempo. Michelangelo e la Sistina; la crudeltà femminile; l’erotismo medievale; in difesa degli animali; la facilità sinistra del morire; il tantrismo: sono alcune delle schegge di questo libro, pensate in tempi diversi e secondo le occasioni più varie. Una scrittura in cui il gusto dell’erudito, l’intensità di taluni punti di osservazione privilegiati, una particolare attenzione al destino delle arti si mescolano in termini di sensibilità, di abito morale, di resa poetica. E subito chi della scrittrice francese conosce le pagine narrative ritroverà quanto già anima le memorie di Adriano: i saggi qui raccolti ne costituiscono il risvolto, o, più propriamente, l’ordito, attraverso il flusso di una riflessione continua che dall’intelligenza delle cose, tramite il filtro dello stile, approda a una classica misura di meditazione. Con la cronologia della vita e delle opere.
Ricordi di montagne lontane
Orhan Pamuk
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 392
I taccuini illustrati di un Premio Nobel. «Fra i sette e i ventidue anni ho creduto che sarei stato un pittore. A ventidue anni il pittore in me è morto e ho cominciato a scrivere romanzi. Nel 2008 sono entrato in un negozio per uscirne con due sacchetti pieni di matite e pennelli, poi ho cominciato a disegnare su piccoli taccuini, fra il piacere e il timore. Sì, il pittore in me non era morto». Da oltre dieci anni Orhan Pamuk scrive e disegna quotidianamente sui suoi taccuini. Vi registra gli avvenimenti del giorno, annota le sue riflessioni sull’attualità, si interroga sull’architettura dei suoi libri, dialoga con i personaggi… Passano le settimane, i mesi, gli anni, e l’autore continua a riprendere, completare, riempire di schizzi le pagine rimaste in bianco, dando vita a una straordinaria e lussureggiante composizione nella quale si intrecciano testi e disegni, che rivela qui per la prima volta ai suoi lettori. «Non pubblicare cose troppo personali… scrivi sul paesaggio!» annota Orhan Pamuk nel 2019 tra i suoi appunti. È un consiglio per il suo nuovo progetto editoriale di pubblicare una selezione delle pagine dei taccuini su cui, da oltre dieci anni, scrive e disegna quotidianamente. Ai fogli di questi piccoli quaderni personali l’autore affida il racconto degli avvenimenti della giornata, consegna le riflessioni più sincere su attualità e politica, restituisce le emozioni e le sensazioni che il mondo offre con i suoi paesaggi, quando agli occhi si mostra «il nostro vero posto nell’universo». Una notte insonne in preda alle preoccupazioni per l’allestimento del Museo dell’innocenza, i soggiorni in India, le passeggiate in una Istanbul familiare che è però inesauribile fonte di meraviglia, l’insegnamento negli Stati Uniti, o ancora la fascinazione per l’Italia. E poi lo sgomento nel leggere certe notizie che arrivano dalla Turchia, le tensioni politiche, le minacce, il desiderio di esprimersi liberamente accompagnato dai timori sul destino della propria patria. Ma anche la gioia di nuotare nell’immensità del mare fantasticando sulle storie da scrivere, o la felicità nel contemplare le montagne lontane da una finestra, un aereo, in un dipinto, dagli abissi di un sogno. Qui, attraverso le magnifiche illustrazioni che accompagnano le parole, Pamuk rivela il suo eccezionale talento artistico. Da giovane, infatti, voleva diventare un pittore, passione che ha messo da parte per dedicarsi alla forte vocazione per la scrittura. Il filo conduttore che, ora sotterraneo ora cristallino, si snoda tra testi e immagini e attraversa gli eventi, gli incontri, i pensieri è sempre il processo, delicato eppure inarrestabile, della creazione letteraria. I taccuini rappresentano così un vero e proprio laboratorio in cui immaginare trame e studiarne l’architettura, in un dialogo perpetuo con i personaggi dei libri che verranno. Nel corso degli anni l’autore continua a riprendere, completare, riempire di schizzi le pagine rimaste in bianco, dando vita a uno straordinario intreccio in cui sfumano spazi e tempi nella dolce, onirica malinconia dell’esperienza vissuta che diventa ricordo.
Storia della colonna infame
Alessandro Manzoni
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 216
Quando Manzoni si accinge a raccontare la vicenda del processo agli untori durante la peste del 1630, prima all’interno del romanzo, poi in un testo a sé per quanto abbinato al romanzo, non poteva non confrontarsi con le riflessioni che su quell’episodio aveva scritto nel 1777 Pietro Verri, suo zio di fatto, e con il libro fondamentale sulla condanna della tortura che aveva scritto ancor prima suo nonno, Cesare Beccaria. Ma quella cinquantina d’anni che era trascorsa, e in particolare gli anni della Rivoluzione francese, avevano cambiato molte cose. All’indignazione illuministica nei confronti di leggi ingiuste e disumane, si era aggiunta una preoccupazione assai più moderna: quella per il fanatismo delle masse innestato su fantasie complottistiche. Le teorie del complotto erano alla base del superlavoro delle ghigliottine negli anni del Terrore, ed erano state alla base delle accuse intentate ai poveri Gian Giacomo Mora e Guglielmo Piazza. Adriano Prosperi rilegge la “Storia della colonna infame” da questo punto di vista, portando argomenti testuali e documentali: e così facendo proietta questo caposaldo della nostra letteratura civile in una dimensione ancora più drammaticamente attuale.
Del narrare
Daniele Del Giudice
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 296
L’attività saggistica di Del Giudice ha prodotto molte più pagine rispetto alla sua narrativa. Sono prefazioni, articoli su rivista, conferenze e interventi a convegni, scritti spesso inediti o poco conosciuti. Per tutta la sua vita di scrittore e di saggista, Del Giudice ha riflettuto su cosa significhi raccontare un sentimento, su come rappresentare il tempo, su come la percezione degli oggetti cambi il modo di pensare e di vivere e dunque di scrivere. Lo ha fatto guardando l’invisibile, sia quando esplora il nucleo primo della materia fisica, sia quando ricorda il suo viaggio nelle terre antartiche, sia quando legge gli autori che più ha amato. Anche parlando di sé e del proprio lavoro di scrittore, Del Giudice illumina «l’emergenza», cioè quel che affiora in superficie nella «zona» del narrare, riflettendo su come si entra e come si esce dalla trama di un racconto, sempre lavorando con precisione sul linguaggio, il nostro «ethos naturale». Questo volume, curato da Enzo Rammairone sulla base dei materiali conservati nell’archivio dello scrittore dopo la sua morte, appronta una scelta di testi, la prima parte dedicata ad alcuni autori prediletti come Conrad, Primo Levi, Calvino, Svevo, Bernhard e Stevenson, la seconda all’atto del narrare. Un ulteriore tassello che ci aiuta a comprendere maggiormente chi appare sempre più come uno snodo imprescindibile nella letteratura europea dei nostri tempi.
Parigi
Julien Green
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 117
Nato nel XVII arrondissement da genitori originari del Sud degli Stati Uniti, in bilico fra due lingue e due culture, Julien Green ha fatto di Parigi la sola vera patria, oggetto di una amorosa contemplazione e di una stupefatta tenerezza. Nessuno meglio di lui poteva dunque non già raccontarci le eclatanti meraviglie di cui vanno a caccia i turisti, ma svelarci un’anima che non si lascia cogliere facilmente, una città segreta e inaccessibile che «appartiene ai sognatori» disposti a girovagare senza problemi di tempo, e quella inesplicabile qualità che di fronte alla più umile delle immagini, come la «fila di libri malconci nel cassone di un bouquiniste», ci fa dire senza esitazione: «Questa è Parigi». Una qualità che Julien Green, grazie al suo contagioso amour fou, riesce miracolosamente a trascrivere, a raffigurare con le parole, convincendoci che non vale la pena di «affrontare le turbolenze degli aeroporti e la noia delle crociere per andare a cercare dall’altra parte del mondo, in mezzo alle folle o nei pochi luoghi deserti che restano,» ciò che soltanto Parigi sa offrirci ogni giorno «con tanta generosità».
Madri, padri e altri. Appunti sulla mia famiglia reale e letteraria
Siri Hustvedt
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 352
«Siamo tutti, in un modo o nell’altro, fatti di ciò che definiamo “memoria”, non solo i brandelli di immagini che si sono consolidati ripetendo le nostre storie, ma anche i ricordi che abbiamo introiettato senza capire – il profumo che porta con sé qualcosa che abbiamo perduto o un gesto o il tocco di una persona che ce ne fanno venire in mente un’altra, oppure un suono, vicino o lontano, che scatena una paura sconosciuta». È proprio da qui, dalle sue esperienze personali, da quella «memoria» nel senso più ampio e profondo che Siri Hustvedt parte per una sorprendente esplorazione attraverso il mondo delle arti e l’universo delle scienze, alla ricerca di quello che c’è alla base del nostro modo di pensare, di agire, di amare. Dalle figure femminili che hanno avuto un ruolo centrale nella sua vita – la nonna paterna Tillie, protagonista di tanti ricordi d’infanzia, la madre Ester, «una donna particolare» di cui ha amato ogni sfaccettatura, la figlia Sophie – alle ideali madri artistiche, come Djuna Barnes, che l’hanno accompagnata negli anni della formazione; dalla riflessione sul concetto stesso di maternità all’interno di una cultura plasmata dal patriarcato a una fine analisi delle ragioni che si celano dietro la misoginia; dal mistero che lega indissolubilmente il lettore a un libro come Cime tempestose alla magia delle mille forme della finzione letteraria; dalla fugacità della percezione dell’arte negli occhi di chi la osserva a un’affascinante panoramica delle opere di Louise Bourgeois. I venti saggi di Madri, padri e altri toccano alcune delle tappe più importanti del sapere umano – letteratura, filosofia, storia, antropologia, critica d’arte, teoria politica, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, embriologia, epigenetica – dando vita a uno straordinario viaggio intellettuale e simbolico, personale e insieme universale.
True crime. Grandi casi di cronaca nera nella storia europea
Wilkie Collins
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2023
pagine: 128
A metà dell’Ottocento, Wilkie Collins fu un pioniere del genere poliziesco, tanto che T.S. Eliot lo considerava l’inventore della “detective fiction”. Pochi sanno però che Collins, oltre all’ideazione di romanzi, si occupò magistralmente anche di true crime, scrivendo di cronaca nera per diversi giornali. Alcuni dei casi da lui affrontati sono riuniti in questa raccolta: “La vendetta di una regina”, racconto dell’omicidio del marchese Monaldeschi avvenuto nel 1657 su istigazione di Cristina, regina di Svezia; “Il calderone dell’olio”, l’intricata vicenda dei tre figli di Saturnin Siadoux, assassinato, e di un prete che tradì suo malgrado il segreto del confessionale; “Memorie di un figlio adottivo”, le avventure di Poulailler, il più audace rapinatore del XIX secolo; e infine la storia del processo contro Marie-Françoise-Victoire Salmon, ingiustamente accusata di avvelenamento. Un esempio di grande scrittura applicata al giornalismo che ha inaugurato un genere ancora oggi estremamente vivo.
Ricordi
Francesco Guicciardini
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: XLVIII-554
«Per raccontare il mondo che Guicciardini ha davanti occorrono procedimenti, pensieri e «nomi nuovi». Queste eredità, di parole e di valori, giunte da un passato diventato remoto, vanno ridefinite e reinterpretate. Non bastano piú nella loro evidenza. Hanno bisogno di mostrare contenuti originali. E le soluzioni guicciardiniane provano a dire questi contenuti. Il nome di ricordi si contrappone al proverbio, che congela in una formula un aspetto costante della realtà. Si distingue dall'aforisma classico, che codifica una verità nella definizione di una sentenza invariabile e vera per sempre. Non coincide con i ricordi familiari, che evocano le memorie di una casa e ne fanno racconto. Implica piuttosto un procedimento per assaggi, relativo a singoli temi. I ricordi sono saggi nella maniera di Montaigne o come saranno, secoli dopo, i Pensieri o lo Zibaldone di Leopardi o anche le note dei Quaderni del carcere di Gramsci. […] La forma dei ricordi è il correlativo di un pensiero di crisi, che nasce dalle ceneri di un mondo e saggia modi possibili di pensare l'esistenza. La parola crisi va intesa nel significato primo di trasformazione, di passaggio da una condizione a un'altra. Valutazioni degli uomini, categorie del pensiero, vocaboli consolidati si confrontano con le mutazioni di un'epoca appena avviata e con le questioni che la sua alterità mette in gioco. Guicciardini sperimenta paradigmi teorici e pratici che possano descrivere un tempo che non è piú simile al passato. La scrittura per frammenti diventa la forma essenziale per classificare un processo che non ha punti fermi, regole stabili e rassicuranti. Piú che l'autobiografia, i ricordi, come intuisce Gramsci, offrono il mezzo, stilistico e concettuale, per raccogliere le schegge di una realtà spezzata e osservare, come un paziente esegeta, la morfologia di ciascuna di esse. Questo lavoro minuzioso, che valuta ogni cosa nella sua identità, è la premessa per «superare un modo di vivere e di pensare arretrato». Perciò i ricordi sono, per configurazione e per essenza, radicalmente antisistematici. Cercano un ordine in mezzo al caos della storia e ne fanno scrittura» (Dall'Introduzione di Matteo Palumbo).
L'uomo con la vestaglia rossa
Julian Barnes
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 296
Un viaggio affascinante in un’epoca tanto simile alla nostra: «decadente, frenetica, violenta, narcisistica e nevrotica». Chi è l’uomo con la vestaglia rossa che compare nel famoso dipinto di John Singer Sargent? Quel dandy «vergognosamente bello» è il dottor Samuel-Jean Pozzi, intraprendente ginecologo della noblesse parigina di fine Ottocento, instancabile uomo di scienza ed esteta decadente. Seguendo le sue tracce Julian Barnes ci porta nella rutilante Belle Époque europea, fra le celebrità che la animano, da Gustave Flaubert a Oscar Wilde, da Sarah Bernhardt a Edmond de Goncourt. Un quadro vivacissimo, ricco e originale, di un intero mondo e delle monumentali figure che lo abitavano.
Anatomia della melanconia
Robert Burton
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 2136
«L'opera di Burton resiste a qualsiasi tentativo di inquadrarla in un genere letterario ben definito; essa è stata di volta in volta considerata un'enciclopedia, un centone, una satira menippea, un trattato di medicina, un'opera di retorica, ma nessuna di queste definizioni riesce a rendere ragione di tutte le sue caratteristiche. Il fatto è che carattere principale dell'Anatomy è l'interdisciplinarietà, perché Burton, per illustrare le sue argomentazioni, procede per accumulo e tutto quello che gli serve a provare quello che vuole dimostrare viene messo in campo, senza troppa attenzione alla sfera conoscitiva a cui appartiene. Così, un'osservazione scientifica può essere provata tramite un argomento tratto dall'astrologia, da un trattato filosofico o da una commedia antica. Quello che soprattutto gli interessa è mostrare il momento in cui un'idea prende forma e il modo in cui una serie di elementi, che ancora vivono una vita relativamente indipendente, concorrano a formare un oggetto, e farne scrittura. È uno dei modi in cui l'autore ricrea con la parola quella relazione tra le cose che dal punto di vista ontologico stava scomparendo.» (dall'Introduzione di Stefania D'Agata D'Ottavi)
Age Pride. Per liberarci dai pregiudizi sull’età
Lidia Ravera
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 112
«La vita finisce quando tutto si ferma. Come atlete dobbiamo muoverci con lei, imparare il suo passo, accelerare e rallentare a comando, fletterci e poi spiccare il balzo necessario a non essere disarcionate. Bisogna restare agili. Non giovani, agili. Flessibili. Bisogna imparare a muoversi a tempo con il Tempo. Senza ostinarsi nell'imitazione di modelli scaduti. Ma senza nascondersi. Soprattutto senza nascondersi». Un terzo della popolazione italiana è composta da ultrasessantenni, hanno davanti decenni di vita ancora da vivere, non è mai successo prima. È una conquista o una condanna? Perché sia una conquista (un privilegio, una festa), bisogna liberarsi degli stereotipi, quelle «finte verità mai verificate, ma stabilizzate dalla ripetizione che ci rendono pavidi e conformisti». Sono le sbarre della gabbia che imprigiona il terzo e il quarto tempo della nostra carriera di esseri umani. Vanno divelte, per liberare la forza e l'intelligenza che l'accumularsi di anni, esperienze e consapevolezza ci hanno regalato. Age Pride è una requisitoria contro l'ageismo, tutto, anche quello introiettato, di cui spesso non ci rendiamo conto. È un manifesto contro lo stigma che colpisce chi non è più giovane («Abbiamo vissuto troppo, sappiamo troppo per essere infilati a forza in una categoria»). Ma soprattutto è l'invito, ben circostanziato e convincente, a una festa possibile: quella dell'orgoglio d'aver vissuto, della voglia di continuare il viaggio della vita, considerando ogni età un Paese Straniero, da attraversare con la curiosità che merita, non la tappa di una via crucis, da accettare, rassegnati. Attraverso il racconto del proprio conflittuale rapporto con l'età che avanza, Lidia Ravera rivendica la maestosa allegria celata nella maturità e spiega come il tempo, da nemico che striscia alle tue spalle aspettando una resa incondizionata, possa trasformarsi in un alleato che ti consente una libertà imprevista e una vera rivoluzione interiore.

