Medusa Edizioni: Le porpore
Souvenirs. Tre novelle
Joseph-Arthur de Gobineau
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2004
pagine: 140
Joseph-Arthur de Gobineau (1816-1882) viaggiò a lungo fra la Germania, la Svezia, il Brasile, l'Egitto, la Turchia, la Russia, la Persia, sostando per qualche anno in Grecia dove visse, tra Atene, Corfù, le Cicladi, il periodo più felice della sua esistenza. Dai suoi viaggi verso l'Oriente trasse le atmosfere dei racconti raccolti nel libro, in cui l'esotismo, filone che all'epoca della loro stesura conosceva una stagione floridissima, è investito da una luce particolare, inconfondibile, marezzata di ironia ma anche di sgomento.
Il letame di Giobbe
Bernard Lazare
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2004
pagine: 124
Alla fine del XIX secolo la Francia è spaccata in due sull'Affaire Dreyfus, l'ufficiale ebreo ingiustamente condannato per alto tradimento. È soltanto l'iceberg di una questione antisemita più radicata. Fra i primi a sollevarsi in difesa di Dreyfus c'è Bernard Lazare, un giovane intellettuale di idee anarco-socialiste, pure lui ebreo, che proprio negli stessi anni dà alle stampe un saggio in due volumi sull'antisemitismo dove, fra le altre cose, imputa agli ebrei una parte di responsabilità nell'origine del fenomeno, come conseguenza del loro "comportamento asociale". In realtà, l'Affaire Dreyfus è l'inizio di una presa di coscienza per Lazare della condizione di "paria" in cui versa l'ebreo nelle società europee tra fine Ottocento e primo Novecento.
Automi d'Oriente. «Ingegnosi meccanismi» arabi del XIII secolo
Mario G. Losano
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2003
pagine: 144
Tra il 1204 e il 1206 uno scienziato arabo esperto di meccanica, al-Jazari, redige il "Libro della conoscenza dei meccanismi ingegnosi", oggi considerato il culmine della meccanica araba erede di quella greca. Di quel manoscritto restano alcuni disegni di meccanismi che fanno immaginare il grado di raffinatezza cui era giunta questa cultura degli automi. Dagli automi arabi di al-Jazari si desume anche l'esistenza di un continuo dialogo tra Oriente e Occidente. Il testo racconta la genesi di quel manoscritto, indaga i presupposti storici e culturali che favorirono lo splendore della scienza e della meccanica araba e spiega perché l'armonia fra scienza e arte della meraviglia sia anche una pietra di paragone per l'attuale società tecnologica.
Viaggio in Persia
Joseph-Arthur de Gobineau
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2003
pagine: 240
"Mi sono sforzato di respingere completamente qualsiasi idea, vera o falsa, di superiorità verso i popoli che studiavo. Prima di esprimere un giudizio, ho cercato, per quanto possibile, di tener conto dei loro differenti punti di vista; soprattutto, mi sono tenuto alla larga da conclusioni brillantemente vuote, che fra tutte sono oggi le più apprezzate; poiché costruire frasi, non credervi e tuttavia sostenerle, è la principale caratteristica del nostro tempo". Segretario dell'Ambasciata francese in Persia, di ritorno da quella esperienza Gobineau trasse questo resoconto in cui si rivela fine osservatore dei paesaggi, degli usi e costumi, delle opere d'arte, creando al tempo stesso un taccuino degno della migliore tradizione dell'antropologia positivista.
La tragedia del Korosko
Arthur Conan Doyle
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2003
pagine: 160
Un disparato gruppo di turisti occidentali si ritrova a bordo di un battello a vapore sul Nilo, il Korosko, in attesa di una gita ricca di giri turistici e civilissimi divertimenti coloniali. Ma quando, durante un'escursione mattutina nel deserto, vengono rapiti da un gruppo di cammellieri dervisci, che pretendono di convertirli all'Islam, le loro credenze e perfino la loro sopravvivenza vengono messi a repentaglio. In "La tragedia del Korosko" Arthur Conan Doyle evoca l'incertezza della tarda età vittoriana, un periodo di supremazia bianca e di egemonia culturale, ma anche un'epoca in cui l'autorità morale delle potenze imperialiste occidentali incominciava a essere messa in discussione.
L'antichità come futuro
Rosario Assunto
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2001
pagine: 172
Il sangue che vince la morte. Storie di vampiri
Théophile Gautier, Alexandre Dumas, Guy de Maupassant, Léon Bloy, Jean Lorrain, Claude Klotz
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 157
Non sono nati nel medioevo oscurantista i vampiri e i fantasmi che conosciamo dalla letteratura. Sì, l'irrazionale è sempre esistito, ma è nel secolo dei lumi che il vampiro e l'angelo nero sono usciti dalle tenebre e hanno cominciato a volare sulle pagine dei libri. Francis Lacassin ci introduce in un viaggio che parte dal 1751, con i racconti dell'abate Calmet su strani personaggi quasi sempre provenienti dall'Est (Ungheria, Serbia) che escono dalle tombe e tornano a inquietare le nostre notti. Con Byron e Polidori è l'inizio della letteratura moderna sul vampiro, ma un classico come “La morta innamorata” di Théophile Gautier e altre apparizioni inquietanti come quelle narrate da Dumas e Maupassant, fino a Bloy e Lorrain ci fanno capire quanto i vampiri siano sorprendentemente simili all'uomo e come il bene e il male in loro siano ancora una volta i poli contrapposti ma comunicanti di una ricerca della vita eterna. Così il sangue diventa l'emblema di quella lotta per sconfiggere la morte, e l'incantamento che il vampiro porta con sé quando veste i panni femminili una delle grandi seduzioni della modernità con intrinseci presupposti freudiani. In “Paris-Vampire” di Claude Klotz, il racconto più recente di questa antologia, assistiamo a una singolare parodia del "povero vampiro" che, in cerca di sangue, si trova a bussare a un centro trasfusionale dove invece di ricevere sangue viene coinvolto nell'insolita parte del donatore. E così la modernità riscrive il mito di Vlad Drakul (celebrato dal più famoso romanzo di Bram Stoker) con una ironia tutta postmoderna. Con un saggio di Francis Lacassin.
Il bacio spudorato. Storia dell'osculum infame
Pantalea Mazzitello
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 169
"L'osculum infame" era il bacio offerto dalla strega e dagli apostati alla regione sacrale del diavolo, o di chi per esso, durante i diabolici ritrovi notturni. Un gesto osceno che fa parte di quei riti che costellavano l'immaginario sul sabba nel Medioevo e di cui questo libro va alla ricerca, tra il XII e il XVII secolo, scorrendo bolle papali, chansons de geste parodiche, fabliaux, verbali dell'Inquisizione, novelle, sirventesi, decreti regi sulla questione templare. Le indagini sulle origini e tradizioni del bacio dell'infamia seguono i due filoni della storia e della letteratura che qui corrono paralleli, influenzandosi e specchiandosi vicendevolmente. Nel quadro d'insieme della gestualità e ritualità liturgica e cavalleresca trovano posto gli elementi distintivi della parodia sacra, caratterizzanti del folklore e di quello spirito popolare, ironicamente e intrinsecamente dissacrante, che anima l'altra faccia del Medioevo. Le ricerche conducono attraverso le contrapposizioni, fittamente intrecciate, tra sacro ed eretico, ufficiale e parodico, pudico e impudico, esibito e nascosto. Il viaggio intrapreso passa infine per i legami che intercorrono tra il carnevale, con le sue maschere, e il regno dei morti, tra Arlecchino e la caccia infernale. Prefazione di Franco Cardini.
L'ora della prova. Scritti antifascisti 1920-1939
Paolo VI
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 158
Il ministro di Gran Bretagna presso la Santa Sede nel 1939 scrive che il Sostituto della Segreteria di Stato Montini "non mostra inclinazione a subire gli entusiasmi fascisti". Su cosa si basa questo giudizio? Si tratta di un disimpegno spirituale "a-fascista" o Montini può definirsi veramente antifascista? Questo libro dimostra con i documenti che si può parlare di un antifascismo "montiniano". Una modalità che unisce la forza della fede al senso dei valori civili e umani, e si traduce nell'impegno perché gli universitari cattolici, dei quali Montini è assistente ecclesiastico, non si rassegnino a questa stagione del loro "infelice paese". Montini non è un politico, resta sempre e fermamente un sacerdote che si vuole occupare delle anime (anche di quelle dei fascisti). È motivato da una tenace speranza cristiana e convinto, sia pure di fronte alle "ingiurie, gli urti e quindi le percosse" delle squadracce contro i suoi giovani, che l'aiuto di Dio "si gioca degli uomini e degli avvenimenti per insegnare agli uomini cose migliori". E, alla fine, per quanto "attraverso ceppi e ostacoli, dietro timidezze e incertezze, rinunce e divieti, perdite e abbandoni", questi giovani montiniani crescono, le loro idee e i loro ideali si rafforzano e infine vincono. Il fascismo esibisce la volontà di "creare lo spavento", rivelando in realtà solo "il coraggio di mostrarsi pauroso": e Montini, quasi vent'anni prima che avvenga, ne prevede la disfatta.
Memorandum. La mia autodifesa
Robert Brasillach
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 80
Tante leggende sono circolate sul rifiuto di concedere la grazia a Brasillach da parte di de Gaulle. Ma se è possibile perdonare qualunque individuo in carne e ossa, come si può usare clemenza con un simbolo? Con l'aggravante del suo talento, che lo stesso pubblico ministero non esita a riconoscergli, Brasillach è la perfetta incarnazione di quell"intelligenza con il nemico" che la nuova Francia deve lavare come un'onta. E dunque quello che si celebra il 19 gennaio del 1945 nel cuore di Parigi è sì un processo penale, ma anche una sacra rappresentazione, una cerimonia espiatoria, la convocazione forzata della letteratura sul duro terreno della responsabilità. Ce n'è abbastanza per fare dell'aula gelida della Corte d'Assise uno di quei luoghi in cui tutta un'epoca sembra darsi convegno, uno spazio saturo di senso come un'allegoria. Ci sono i giudici, i giurati, il rappresentante dell'accusa e l'avvocato, i giornalisti. C'è la sorella di Brasillach, quest'uomo che ha sempre fatto volentieri a meno delle donne, e ci sono Simone de Beauvoir e Maurice Merleau-Ponty. Ci sono i giovani fascisti che accolgono la sentenza di morte con urla di protesta e quasi non riescono a credere che l'esito di quella messa in scena, nella sua ingenuità, abbia regalato loro un martire di tale importanza. Di questo rischio non si accorsero né Sartre né Simone de Beauvoir, che si rifiutarono di firmare il famoso appello a de Gaulle per la grazia. Introduzione di Emanuele Trevi.
Il demone di Nietzsche
Stefan Zweig
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 98
"Zweig entra nella vita di Nietzsche per scrivere la sua 'tragedia senza personaggi', per osservarlo nelle camere mobiliate e povere che diventano la vera dimora di colui che farà danzare Zarathustra, per controllarne la fortissima miopia (i suoi occhi 'tre quarti ciechi') o per misurare la violenza dei sonniferi, giacché in due mesi consuma cinquanta grammi di idrato di cloralio per propiziarsi la quiete del sonno. Si sofferma sui nervi, sui dolori terribili di cui soffre ('fuoco di fucileria' contro la sua carne) per quell''unica malattia che per vent'anni continua a scavare il cunicolo fin sotto la cittadella del suo spirito e lo fa poi saltare all'improvviso'. Lo osserva a tavola, nei momenti di ricreazione: 'il tè dev'essere di una determinata marca e di una particolare qualità; la carne è pericolosa; i legumi devono essere preparati in un certo modo'; insomma, a poco a poco questo 'eterno far da medico e diagnosticare assume un carattere morboso di solipsismo'. Nietzsche, 'don Giovanni della conoscenza', nel suo entusiasmo crede di godere di una 'suprema sanità', ma il suo grande spirito ha creato un''autosuggestione', si è convinto di essere sano attraverso una 'salute inventata'. Di più: Zweig coglie già allora quello che i professori capiranno con qualche decennio di ritardo, ovvero l'impossibilità di formulare un giudizio definitivo sul pensiero di Nietzsche, sui suoi fini, sul 'sistema' che non si trova." (Dalla prefazione di Armando Torno)
Il miracolo di La Salette
Léon Bloy
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2012
pagine: 328
Pochi anni prima di Lourdes, un'altra apparizione aveva suscitato discussioni e attese: nel settembre del 1846, a La Salette, nelle Alpi in alta Savoia, due poveri pastorelli, Mélanie di 14 anni e Maximin di 11, affermano di aver visto la Vergine. Sono anni di miseria e di carestie, per la Francia come per gran parte dell'Europa. La "bella Signora" di La Salette appare immersa in un globo di luce e in lacrime: dice che suo Figlio è adirato verso il popolo francese a cui promette carestie e malattie se non torna alla fede. La personalità dei due ragazzi lascia perplesse le autorità religiose che, sulla spinta dell'entusiasmo popolare, finiscono per dichiarare miracolosa l'apparizione. Leon Bloy avvertì una sorta di segno divino nella prossimità fra la sua nascita nel 1846 e la data dell'apparizione di La Salette, dove giunse pellegrino per la prima volta nel '79, per tornarvi ancora in seguito. La sua meditazione sulle rivelazioni della Vergine è affidata a tre scritti qui per la prima volta tradotti. Ben diversa dalla Vergine sorridente di Lourdes che non profetizza catastrofi, essa non può attrarre l'uomo comune che fugge la tristezza. Ma proprio questo invece attrae Bloy: la sua ansia di assoluto, la sua scelta di un'esistenza di miseria, da "disperato", il suo spirito polemico verso un mondo che la ricchezza conduce alla rovina e all'indifferenza verso il Cristo sanguinante, lo rendono prossimo alla Vergine di La Salette e al suo messaggio di espiazione attraverso la sofferenza.

