SE: Piccola enciclopedia
Piccolo manoscritto nella bisaccia
Matsuo Bashô
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2016
pagine: 80
L'autore di questo libro, poeta giapponese e seguace dello Zen, in strutture formali concise e apparentemente semplici, in cui si alternano poesie (gli haikai) e brani di prosa, descrive la natura per lui fonte di penetrazione e di illuminazione spirituale e artistica.
Il meraviglioso discorso della fanciulla pura
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2016
pagine: 83
"Le tecniche dell'assorbimento dell'energia e delle altre pratiche di alchimia sessuale sono attribuite alla Fanciulla Pura. Pura significa non contaminata. È per mettere in guardia contro la lussuria che, pur avendo una natura incontaminata, ella tratta di argomenti audaci. (...) Ma questa purezza è difficilmente esprimibile per iscritto e si corrompe con facilità estrema. Se si sarà dunque in grado di preservare la propria purezza e non perdere la semplicità, attraverso lo studio incessante, si raggiungerà la patria di Mencio e di Confucio, e attraverso il perseguimento della Via (Tao) si perverrà alla terra immacolata degli Immortali. Non si conosce l'autore di quest'opera, che secondo alcuni è stata tramandata dai maestri taoisti del Monte Mao. I due capitoli intitolati 'Le nove posizioni' e 'II superficiale e il profondo' trattano entrambi del controllo della respirazione e dell'assunzione dell'energia sessuale. Non possono essere discussi in maniera volgare e certamente producono benefici alla salute. Se questo testo è invece inteso come un libello osceno che segretamente presenta l'estasi amorosa di due amanti dietro le cortine del talamo e i piaceri con le fanciulle dalla cipria rossa, gravi saranno le sventure per l'incauto lettore." (dalla prefazione)
Il folle. Testo inglese a fronte
Kahlil Gibran
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2016
pagine: 112
"Mi chiedi in quale modo io sia divenuto folle. Accadde così: un giorno, assai prima che molti dèi fossero generati, mi svegliai da un sonno profondo e mi accorsi che erano state rubate tutte le mie maschere - le sette maschere che in sette vite avevo forgiato e indossato -, e senza maschera corsi per le vie affollate gridando: 'Ladri, ladri, maledetti ladri'. Ridevano di me uomini e donne, e alcuni si precipitarono alle loro case, per paura di me. E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane dal tetto di una casa gridò: 'È un folle'. Volsi gli occhi in alto per guardarlo; per la prima volta il sole mi baciò il volto, il mio volto nudo. Il sole baciava per la prima volta il mio viso scoperto e la mia anima avvampava d'amore per il sole, e non rimpiangevo più le mie maschere. E come in trance gridai: 'Benedetti, benedetti i ladri che hanno rubato le maschere'. Fu così che divenni folle. E ho trovato nella follia la libertà e la salvezza: libertà dalla solitudine e salvezza dalla comprensione, perché quelli che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi."
Del tragico
Karl Jaspers
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 82
"C'è una differenza enorme tra le civiltà che mancano di coscienza tragica e quelle la cui vita pratica è dominata da un'autoconsapevolezza ispirata a una palese coscienza tragica. Per il nostro senso storico è come una frattura tra due epoche, quando consideriamo l'uomo nella sua coscienza tragica. Questa non è necessariamente il prodotto di un'alta civiltà, e può anzi essere primitiva: eppure solo quando un uomo conquista una tale coscienza ci sembra che apra gli occhi sul mondo. Ora, infatti, avendo coscienza di essere al limite del mistero, nasce in lui quell'inquietudine che lo spingerà innanzi. Con la coscienza tragica ha inizio il movimento della storia, che non si manifesta solo in avvenimenti esteriori, ma si svolge nelle profondità stesse dell'animo umano". Così scrive Jaspers nelle pagine iniziali di questo suo straordinario e sintetico studio, pubblicato in Germania nel 1952. La tragedia, secondo il grande filosofo esistenzialista, è un tentativo "di spiegarsi l'apparente assurdità della sventura": muovendo da questa premessa, attraverso una scrittura aforistica, egli analizza, tra l'altro, come si succedono, nelle visioni del mondo, la fase del mito, della coscienza tragica, dell'apatia filosofica, della rivelazione religiosa; come il tragico si manifesta nei grandi scrittori classici, dai greci a Shakespeare, da Calderón a Racine; quali sono la colpa e la grandezza dell'uomo nella sconfitta.
Beethoven
Franz Grillparzer
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 96
Le intense suggestioni derivanti da una frequentazione, durata oltre vent'anni, del Beethoven uomo e compositore segnarono in profondità l'anima di Grillparzer (1791-1872), il grande poeta e drammaturgo austriaco. Nel corpus di scritti su Beethoven (memorie, orazioni funebri, liriche, epigrammi, pagine di diario, saggi) appare con evidenza l'ammirazione devota di Grillparzer per il genio beethoveniano, ma anche la sofferta diffidenza verso una potenza compositiva che rischiava di trascinare l'arte musicale verso strade pericolose per la sua stessa esistenza. Le pagine di Grillparzer su Beethoven, oltre a contenere intuizioni, spesso fulminanti, sull'uomo e l'artista, rappresentano dunque un contributo decisivo al dibattito musicale che investì un'intera generazione.
Riflessioni sulla pena di morte
Albert Camus
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2014
pagine: 70
"Il senso d'impotenza e di solitudine del condannato incatenato, di fronte alla coalizione pubblica che vuole la sua morte, è già di per sé una punizione inconcepibile. E anche per questo sarebbe preferibile che l'esecuzione avvenisse pubblicamente. L'attore che è in ogni uomo potrebbe allora venire in soccorso dell'animale terrorizzato, e aiutarlo a ben figurare, anche di fronte a se stesso. Ma la notte e la segretezza sono senza appello. In questo disastro, il coraggio, la forza d'animo, persino la fede rischiano di essere affidati al caso. Generalmente l'uomo è distrutto dall'attesa della pena capitale molto tempo prima di morire. Gli si infliggono due morti, e la prima è peggiore dell'altra, mentre egli ha ucciso una volta sola. Paragonata a questo supplizio, la legge del taglione appare ancora come una legge di civiltà. Non ha mai preteso che si dovessero cavare entrambi gli occhi a chi aveva reso cieco di un occhio il proprio fratello".
Il vero Zen
Taïsen Deshimaru
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2013
pagine: 80
"Spezzare i legami, le abitudini, amare senza desiderio di possesso, agire senza finalità personali, tenere le mani aperte, donare, abbandonare ogni cosa senza paura di perdere: ecco, la disciplina dell'adepto zen. La verità risiede nella semplicità. Rivolgiamo lo sguardo verso l'intimo, la parte notturna dell'essere, la nostra notte umana. Si leverà l'alba. Il mondo dell'esperienza esiste nel nostro spirito. La pace, il distacco testimonieranno l'efficacia della nostra ricerca. La nostra vita non è piccola, non è stretta, non è limitata, non è solitaria. Il nostro corpo e l'universale sono unità. Il nostro ego e l'universale sono unità. Il "satori", il "nirvana", è libertà. Il "satori" esige il dono totale di sé. Il "satori" esige l'amore perfetto. Il maestro Dogen ha detto: "Tenete le mani aperte, e tutta la sabbia del deserto passerà tra le vostre dita. Chiudete le mani, stringerete soltanto qualche granello di sabbia". Siate vigili, sempre disponibili, affilate la vostra concentrazione come una spada. Solo allora entrerete nella Via".
Il matrimonio del cielo e dell'inferno. Testo inglese a fronte
William Blake
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2013
pagine: 72
"Lavoro alle traduzioni di Blake da più di sette lustri. È un poeta difficile. Sempre, anche quando è semplice come l'acqua. Ma c'è un poeta, o un qualsiasi uomo che parli, che sia nel suo dire interamente decifrabile? Il vero poeta anela a chiarezza: è smanioso di svelare ogni segreto: il proprio, il segreto della sua presenza terrena cercando di conoscere il segreto dell'andare della storia e dei motivi che reggono l'universo, cercando d'impossessarsi, folle, del segreto dei segreti. Egli ha coscienza che la parola è difficile, ma, e se ne dispera, la rende fatalmente più oscura, più intrappolata nei significati che, cercando di nudarla e di coprirla di luce, le moltiplica." (dal "Discorsetto del traduttore" di Giuseppe Ungaretti). Con uno scritto di Brunilde Neroni.
La voce degli spiriti eroici
Yukio Mishima
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2011
pagine: 128
La voce degli spiriti eroici, pubblicato nel giugno del 1966 come opera conclusiva di una trilogia (comprendente inoltre il racconto Patriottismo e il dramma Crisantemi del decimo giorno), è il resoconto di un drammatico rito a cui Mishima partecipò e in cui vennero evocati gli spiriti irati dei protagonisti di due degli eventi della recente storia giapponese che più profondamente impressionarono e influenzarono la vita e le opere di Mishima: la fallita rivolta dei giovani ufficiali che il 26 febbraio 1936 tentarono un colpo di stato per restaurare il potere assoluto dell'imperatore e l'epopea dei piloti kamikaze nella Seconda guerra mondiale. "L'assoluta purezza, l'ardimento, il sacrificio di questi giovani," scrisse Mishima "tutto corrispondeva al modello leggendario dell'eroe, e il loro fallimento e la loro morte li trasformavano in autentici eroi". "La voce degli spiriti eroici" è un racconto sconvolgente, che contribuisce in modo decisivo a illuminare il senso del tragico gesto con cui Mishima si tolse arditamente la vita il 25 novembre 1970.
Romeo e Giulietta nel villaggio
Gottfried Keller
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 102
"Con mio non lieve stupore il giornale che avevo preso conteneva una edizione della novella di KeIler 'Romeo e Giulietta nel villaggio'. Trovai il caso interessante e iniziai a leggere ciò che esso mi poneva tra le mani, e sprofondai a tal punto nella lettura, e pensieri di ogni genere mi assorbirono così profondamente da obliare del tutto il piccolo mondo che mi circondava" (dallo scritto di Robert Walser posto a conclusione del testo).
Frammenti della vita offesa
Jean-Michel Palmier
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 84
"Frammenti della vita offesa" è la lucida e straziante cronaca di un uomo che sa di dover morire entro poco tempo. Ma quest'uomo, che la malattia ha costretto in ospedale, scopre qui inaspettate affinità con individui che, per professioni e ceto sociale, mai avrebbe conosciuto. E, al tempo stesso, sperimenta la pervicace sordità di medici e infermieri: cioè di chi, dovrebbe essere più sensibile ai desideri, alle necessità e alle frustrazioni dei pazienti. Suo unico privilegio, seppure fragile per la condizione in cui si trova, è che, per mestiere, egli scrive: ciò gli permette di farsi testimone di un'esperienza che, al di là di se stesso, dà voce a chiunque si trovi a confrontarsi con il momento più inesprimibile della vita.
Questo non è una pipa
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 1997
pagine: 92
Suggestiva e amabilmente bizzarra, irrazionale e un po' accademica, tutto sommato facile e tradizionale: così è apparsa il più sovente l'opera di Magritte a gran parte del pubblico e della critica. Per dissipare questi equivoci occorreva un estimatore d'eccezione come Michel Foucault, che in questo studio penetrante e articolato mette in luce con puntualità e chiarezza tutte le implicazioni figurative e filosofiche di una ricerca artistica tra le più importanti del secolo. Dopo avere mostrato le forti analogie che legano l'opera magrittiana a quelle, solo in apparenza lontane e più radicali, di Klee e di Kandinskij, l'autore di "Le parole e le cose" ci rivela la rottura decisiva compiuta dal pittore belga nei confronti di una tradizione plurisecolare. Il principio cardinale della pittura classica stabiliva un legame indissolubile tra verosimiglianza e rappresentazione, tra segno e cosa, secondo il dogma assoluto che " dipingere è affermare "; tutta l'opera di Magritte - di cui "Questo non è una pipa", qui analizzato in dettaglio, è un esempio tra i più probanti - costituisce un ribaltamento di quel principio, una sorta di liberazione della pittura dalla dittatura del verosimile e di una supposta realtà oggettiva di cui l'opera sarebbe supina imitazione.

