Zanichelli: Commentario del codice civile
ART. 337 bis-337 octies cod. civ. e ART. 709 ter cod. proc. civ. Esercizio della responsabilità genitoriale
Salvatore Patti, Liliana Rossi Carleo
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2021
pagine: 416
Il commento curato da Salvatore Patti e da Liliana Rossi Carleo affronta in modo sistematico le importanti innovazioni in materia di affidamento dei figli che, prima la legge 54 del 2006, e poi il decreto legislativo 154 del 2013 hanno introdotto nel tessuto codicistico delle relazioni familiari in materia di separazione personale dei coniugi (art. 337 bis- 337 octies cod. civ. e 709 ter cod. proc. civ.), dettando una disciplina unitaria destinata a regolamentare i rapporti genitori-figli in ogni ipotesi di crisi del rapporto genitoriale. L’opera tiene conto dei numerosi contributi dottrinali dedicati alla novella legislativa come pure della vasta casistica giurisprudenziale che, in molti casi, ha svolto l’importante funzione di determinare il superamento di alcune difficoltà interpretative emerse subito dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina. Il commento dei singoli articoli è stato redatto da un gruppo di valorosi studiosi già cimentatosi nell’analisi di singoli aspetti della riforma. L’attenzione che ciascun autore ha dedicato alle tematiche di propria competenza garantisce un panorama ampio, approfondito e aggiornato della materia che risponde pienamente alle finalità dell’opera – il Commentario – sia dal punto di vista del rigore scientifico che della utilità pratica per tutti gli operatori del diritto.
Usi civici. Legge 16 giugno 1927, n. 1766
Carlo Bona
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2021
pagine: 392
Nel secolo circa che ci separa dall’entrata in vigore della legge 16 giugno 1927, n. 1766, sul riordinamento degli usi civici, il ruolo delle situazioni dominicali collettive è stato sottoposto a un profondo ripensamento. Con varie leggi speciali, culminate con le c.d. leggi sulla montagna, si sono valorizzate le proprietà collettive «chiuse», sottraendole alla prospettiva liquidatoria e di sfavore propria della legge del 1927. A partire dagli anni ’70 del secolo scorso le Regioni, pur in modo discontinuo, hanno cercato di dare nuova linfa agli assetti proprietari collettivi. Dagli anni ’80, a partire dalla c.d. legge Galasso e grazie alla Corte costituzionale (da ultimo con la pronuncia 24 aprile 2020, n. 71), si è riscoperta la valenza di protezione ambientale di tali situazioni giuridiche. Infine, le analisi sempre più accurate sui modelli dominicali, le analisi storiche, le prospettive di studio economiche, sono sfociate nella legge 20 novembre 2017, n. 168, con la quale si è riconosciuta nuova dignità ai domini collettivi. In tutto ciò la legge n. 1766/1927 è riuscita ad accompagnare il cambiamento, facendosi ripetutamente strumento delle nuove prospettive. Prendendo le mosse da questa evoluzione, il commento procede, articolo per articolo, a ricostruire lo stato della riflessione dottrinale e giurisprudenziale sulla legge n. 1766/1927 e sui diritti reali collettivi delineando i tratti del complesso sottosistema che si è venuto gradatamente elaborando nell’arco dei decenni.
ART. 2251-2290. Società semplice
Sergio Patriarca, Ilaria Capelli
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2021
pagine: 488
Quella percorsa dalla società semplice è una parabola sintomatica del fenomeno per cui nel diritto non vi è mai nulla di definitivo. Sotto un primo angolo visuale, al modello è stata tradizionalmente attribuita una valenza del tutto residuale sul piano economico, nonostante la sua disciplina sia stata individuata come quella comune delle società di persone. Da altro punto di vista, mentre la suddetta disciplina comune è certamente tra le più «stabili» del nostro ordinamento, la società semplice è stata negli ultimi decenni investita da pulsioni di riforma che, pur non comportando modifiche esplicite alla disciplina del codice civile, hanno finito per renderla molto più «omogenea» alle altre due società di persone di quanto essa non fosse originariamente: ci si riferisce, da un lato, all’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese e, dall’altro lato, all’ormai consolidata possibilità che, oltre alla tradizionale attività di natura agricola, la società eserciti, alternativamente, attività imprenditoriale di natura commerciale o una mera attività di godimento statico di un bene. La trattazione, svolta articolo per articolo secondo la tradizione dell’opera, dà anche conto, per quanto di interesse, dei riflessi sulla società semplice, e dunque sulle società di persone, delle modifiche che hanno investito, segnatamente con la riforma del 2003, le società di capitali che non fanno appello al mercato dei capitali, con particolare riferimento alle operazioni straordinarie. A ciò si aggiungono le recentissime modifiche che coinvolgono direttamente la gestione, introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: modifiche che presentano indubbie ricadute sistematiche e interpretative su molte delle questioni che tradizionalmente si pongono con riferimento all’amministrazione della società semplice.
Art. 1362-1371. Interpretazione del contratto
Roberto Calvo
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2021
pagine: 232
L’opera prende le mosse dalla sistematica del codice civile per offrire al giurista (avvocato, magistrato e notaio) uno strumento utile al fine di affrontare le questioni sull’ermeneutica contrattuale non solo di stampo teorico, ma pure con riguardo a quelle originanti dalla pratica forense. In tale scenario ampia attenzione è stata dedicata per un verso alla letteratura accademica (non solo italiana) e ai temi di natura tradizionalmente dommatica (si pensi, ad esempio, all’argomento legato alla gerarchia dei criteri interpretativi e al dibattito sul massimo effetto utile), per l’altro al «diritto vivente» forgiato in subiecta materia dalla giurisprudenza togata (specie di legittimità). Una considerazione non inferiore è stata similmente riservata ai temi consegnatici anche dall’esperienza extrastatuale, fra i quali mette conto di segnalare le clausole di completezza, le merger clauses e il contratto regolato da più fonti normative. Giova infine avvertire che costante è il dialogo tra gli art. 1362-1371 cod. civ., che segnano le linee direttrici della disciplina sull’intepretazione del contratto, e i correlati statuti radicati nella codificazione di settore anche di matrice europea.
Art. 768 bis-768 octies. Patto di famiglia
Ilaria Riva
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2021
pagine: 360
Introdotto con legge 14 febbraio 2006, n. 55 con lo scopo di mettere a disposizione degli imprenditori uno strumento giuridico idoneo a trasmettere in vita ai propri discendenti l’azienda o le partecipazioni societarie, senza incorrere nel rischio di successive impugnazioni per lesioni di legittima da parte dei prossimi congiunti del disponente, il patto di famiglia rimane ancora oggi un istituto oscuro e problematico. Il fondamento giustificativo del patto è chiaro, e unanimemente ravvisato nell’obiettivo di agevolare una stabile trasmissione endofamiliare della ricchezza produttiva, un’oculata e solida pianificazione del passaggio generazionale della governance d’imprese (specie medio-piccole) in un’epoca ancora non conflittuale dei rapporti familiari, con una significativa riduzione dei costi sociali connessi, a beneficio d’interessi economici individuali e collettivi. Le troppe incertezze interpretative discendenti dall’approssimativo stile redazionale degli art. 768 bis e seguenti del codice civile, recanti lo statuto del patto di famiglia, ne rendono tuttavia difficoltosa la diffusione nella prassi. Nel tentativo di sciogliere i numerosi dubbi ermeneutici, l’opera propone una lettura dell’istituto capace di valorizzarne le potenzialità applicative, alla ricerca del giusto punto di equilibrio tra esigenze della famiglia ed esigenze di continuità dell’impresa.
Art. 2409 octies-2409 noviesdecies. Sistema dualistico. Sistema monistico
Angelo Bertolotti
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2020
pagine: 416
Il d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma organica delle società di capitali e delle cooperative, in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366) ha introdotto nel codice civile due nuovi modelli di organizzazione delle funzioni di amministrazione e controllo della società per azioni: il dualistico ed il monistico, la cui disciplina impegna gli articoli dal 2409-octies al 2409-noviesdecies, oggetto del presente volume. Di massima ispirati, il primo, all’ordinamento tedesco ed il secondo a quelli anglosassoni, ed in linea con lo statuto della società europea, si differenziano dal sistema tradizionale per la commistione di competenze in capo ai soggetti deputati al controllo, commistione peraltro declinata in modo profondamente diverso. Nel dualistico, infatti, il consiglio di sorveglianza si caratterizza per importanti prerogative sottratte all’assemblea (nomina e revoca dei consiglieri di gestione e, di norma, l’approvazione del bilancio) e di determinanti compiti di natura amministrativa, pur eventuali, definibili in termini di alta amministrazione; non contempla tuttavia – è una profonda differenza dal modello tedesco – la cogestione, cioè la partecipazione al consiglio di sorveglianza di soggetti legati alla società da un rapporto di lavoro. Il monistico, invece – lo rivela la sua stessa denominazione – accentra le due funzioni, di amministrazione e di controllo, nel consiglio di amministrazione, al cui interno viene enucleato un comitato per il controllo sulla gestione che ne costituisce un’articolazione – dunque non integra un organo autonomo – ed i cui componenti sono amministratori dotati di particolari requisiti di indipendenza, di onorabilità e di professionalità. Nel recepire i due modelli, il legislatore ha inteso adeguare l’ordinamento interno alle esperienze degli altri Stati, europei in particolare, anche allo scopo di offrire agli investitori stranieri la possibilità di adottare sistemi di governance riconducibili a quelli loro consueti.
ART. 250-279. Riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio. Dichiarazione giudiziale della paternità e della maternità
Maria Novella Bugetti
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2020
pagine: 464
La disciplina del riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio, dell’azione di accertamento giudiziale della genitorialità e della filiazione non riconoscibile – racchiusa negli articoli 250-279 cod. civ. ed oggetto di commento nel presente volume – è stata profondamente rivisitata ad opera della Riforma attuata con legge 219/2012 e d.lgs. 154/2013 che ha introdotto lo stato unico di figlio. L’unificazione dello stato di filiazione, elidendo qualsivoglia differenza nel rapporto genitori-figli a seconda che questi nascano o meno nel matrimonio, ha rinnovato la funzione del riconoscimento e dell’azione di dichiarazione giudiziale di genitorialità, ora strumentali all’acquisto dello stato unico di figlio, e non più di figlio «naturale». Nondimeno, la mancanza di automatismi nella attribuzione della genitorialità in mancanza del vincolo di matrimonio tra i genitori impone una altrettanto rinnovata lettura degli istituti tradizionali, compatibile con gli attuali connotati delle relazioni familiari, ove al centro sono posti l’interesse ed i diritti del figlio. Il commento alle norme del codice civile si allarga all’analisi delle molteplici problematiche in ordine allo stato dei figli nati dalle pratiche di procreazione medicalmente assistita, specie eterologa e da maternità surrogata, alla luce delle riflessioni maturate in dottrina e dei più recenti arresti giurisprudenziali.
Art. 2910-2933. Esecuzione forzata. Volume unico
Salvatore Mazzamuto
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2020
pagine: 1056
L’opera offre una disamina analitica della disciplina dell’esecuzione forzata e della sua applicazione colta soprattutto nei suoi aspetti sostanziali ma anche nei suoi inscindibili aspetti processuali. Il commento ai singoli articoli del codice civile è preceduto da una trattazione sistematica dei principi costituzionali tra cui spicca il principio di effettività, delle forme e tecniche di tutela, della moderna teoria dei rimedi, dell’introduzione nella nostra esperienza giuridica dell’esecuzione indiretta, della responsabilità patrimoniale e delle misure antimafia. Le norme del codice civile sin dalla loro emanazione sono state immuni in tema di esecuzione forzata da interventi ortopedici interni del legislatore con l’unica eccezione abbastanza recente dell’art. 2929-bis cod. civ., della trascrivibilità del preliminare e degli immobili da costruire. Altrettanto non può dirsi per alcuni interventi di rilievo per così dire esterni nel codice di procedura civile, nello stesso codice civile e nella legislazione extracodicistica tra cui lo Statuto dei lavoratori. Da qui la necessità di un ripensamento sistematico dell’intera materia della tutela dei diritti sul versante esecutivo e dei suoi raccordi con l’ordinamento interno nel quadro del diritto dell’Unione europea e dei Paesi membri. Una accurata indagine è rivolta all’evoluzione dottrinale e giurisprudenziale che per lungo tempo ha rappresentato l’unico veicolo di aggiornamento della disciplina codicistica specie in tema di obblighi a contrarre e di obblighi di fare e di non fare. I molteplici spunti esegetici, infine, che la materia offre sono stati valorizzati sulla scorta della messa a fuoco e della ricostruzione nei suoi sviluppi della casistica sempre più varia offerta dalla giurisprudenza e dalla prassi contrattuale. L’opera propone, inoltre, originali soluzioni alle principali questioni interpretative dalla fase esecutiva della tutela dei diritti.
Legge 20 maggio 2016, n. 76. Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze. Volume unico
Salvatore Patti
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2020
pagine: 840
La legge 20 maggio 2016, n. 76 ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano una regolamentazione delle unioni civili e delle convivenze. Si tratta di un intervento normativo molto atteso che offre anzitutto alle persone omosessuali la possibilità di scegliere tra un regime del loro rapporto simile a quello previsto per il matrimonio e una disciplina «minima», quella delle convivenze. Anche le persone eterosessuali hanno ora la possibilità di una scelta: unirsi in matrimonio oppure basare il loro rapporto affettivo sulla disciplina delle convivenze. Nel quadro di quest'ultima, si individuano norme di tutela del convivente o dei conviventi che trovano applicazione a prescindere da una dichiarazione degli interessati e norme che presuppongono invece la stipula di un «contratto di convivenza». Il presente volume si prefigge l'obiettivo di offrire al professionista uno strumento di conoscenza utile per risolvere i numerosi problemi collegati alla nuova disciplina.
Commentario del codice civile. Fatti illeciti. Art. 2043-2059
Massimo Franzoni
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2020
pagine: 968
Nel 1971, per Adriano De Cupis sono state sufficienti 158 pagine di commentario, il tema dei fatti illeciti non meritava di più; a sostenerlo era chi aveva scritto un trattato sul danno, qualche anno prima. Nel 1993, per Massimo Franzoni sono state necessarie 1257 pagine del medesimo commentario, per dar conto dei profondi cambiamenti che la materia aveva avuto, a partire dagli anni Sessanta. Nel 2004, è occorso un supplemento di 717 pagine per completare il racconto di quella trasformazione che ha attraversato la fine del secolo breve e l'inizio del nuovo millennio. Nel 2020, ancora per Massimo Franzoni sono state necessarie circa 900 pagine per ripercorrere un passato remoto, per consolidare i risultati nel frattempo raggiunti e per dar conto del presente proiettato nel prossimo futuro. Questo commentario è quasi una integrale riscrittura del precedente, con l'obbiettivo di contenere in un ragionevole spazio di pagine un racconto, la cui trama resta ancora da scrivere, in larga misura. È proprio questo il senso della definizione spesso ritagliata a misura della responsabilità civile: un «diritto di fonte giurisprudenziale». Se il diritto della responsabilità civile è di fonte giurisprudenziale significa che le esigenze della società civile trovano risposta nello ius dicere, piuttosto che nella legislatio. Se così è, allora la responsabilità civile deve essere costantemente riscritta, non ricapitolata, ma ridefinita in ragione delle sue costanti trasformazioni. Se così è, allora il ruolo di protagonista spetta all'interprete, e al giudice quale principe degli interpreti, anche quando il legislatore intervenga con norme speciali per regolare determinati settori.
Libro secondo: Successioni art. 649-673. Legati
Enrico Damiani
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2020
pagine: 296
Oggi le norme in materia di successione debbono per forza relazionarsi con i problemi connessi al c.d. patrimonio digitale. Si pensi al «legato di password», al «legato di bitcoin» al «legato di profili social». Lo strumento testamentario ha perciò assunto la dimensione di veicolo duttile e pratico per la realizzazione di vicende successorie relative a beni sempre più difficilmente tipizzabili, tanto vasto è il loro catalogo. Il libro analizza senza zone d’ombra i legati come strumento di attuazione dell’autonomia testamentaria e propone al lettore una osservazione analitica delle singole fattispecie. Il testo è interamente aggiornato alla dottrina e giurisprudenza del 2019 ed è destinato a durare nel tempo perché il tema è escluso dal disegno di legge delega al governo per la riforma delle successioni presentato al senato il 19 marzo 2019.
Libro terzo: proprietà art. 1100-1116. Comunione in generale
Roberto Calvo
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2019
pagine: 352
L’opera prende le mosse dal concetto giuridico di comunione; in quest’ordine d’idee vengono anzitutto passate in rassegna le teorie «realiste» e «finzioniste» di persona giuridica. Dopodiché l’attenzione si sposta sull’oggetto della comunione: muovendo dalla comunione di proprietà, l’indagine inclina verso la contitolarità delle altre situazioni reali, sino ad affrontare – con costante rigore sistematico – il concetto di quota e il complicato intreccio di diritti e doveri spettanti a ogni partecipe al rapporto soggettivamente complesso. L’ultima parte del lavoro è dedicata, secondo il succedersi delle norme racchiuse nel Capo I del Titolo VII del Libro III, alle vicende estintive della fattispecie. Il volume dà ampiamente conto dell’evoluzione dommatica venante la materia regolata agli art. 1100 e segg. cod. civ., senza – si badi – mai smarrire l’attenzione alle questioni fattuali nascenti dal quotidiano conflitto d’interessi antagonistici; esso pertanto rappresenta un contributo («moderno» e attuale) alla teoria della comunione, utile non soltanto allo studioso o all’accademico, ma anche al professionista (avvocato, giudice e notaio) chiamato a districare il nodo applicativo in maniera da delineare – all’esito dell’indagine casistica – la soluzione più confacente alla fattispecie concreta.

