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Bollati Boringhieri: Temi

L'architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà

L'architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà

Yona Friedman

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2009

pagine: 167

A chi spetta il diritto di decidere in materia di architettura? Come assicurare questo diritto alle persone cui esso spetta? Come farlo in un mondo che va verso una povertà crescente? Come sopravvivere in tale mondo? Sono queste le domande a cui Yona Friedman cerca di rispondere nel presente libro, che non vuole lanciare l'ennesimo attacco all'architettura moderna, ma tentare di proporre soluzioni che rispettino le condizioni di sopravvivenza della specie umana. Di fronte agli attuali problemi di impoverimento e di esaurimento delle risorse diventa indispensabile un'architettura "povera" che riscopra i valori naturali e le tecniche compatibili con un modo di vita più sobrio. Risponde a queste esigenze l'architettura di sopravvivenza. Essa, a differenza dell'architettura classica che mira a cambiare il mondo per renderlo favorevole all'uomo, cerca di limitare le trasformazioni, conservando solo quelle necessarie a migliorare e rendere abitabili gli ecosistemi esistenti. In altre parole, l'architettura classica trasforma le cose per adeguarle all'uso umano, mentre l'architettura di sopravvivenza prova a modificare il modo in cui l'uomo si serve delle cose.
16,00

La depressione

La depressione

Franco Lolli

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2009

pagine: 133

Un dolore profondo, ma indicibile, impossibile da mettere in parola, un dolore che rischia di apparire inesistente perché incomunicabile: la depressione condanna chi ne soffre a una doppia pena, quella che sorge dal disagio psichico e quella che deriva dall'invisibilità allo sguardo dell'altro. Che spesso si volge verso manifestazioni di dolore più tangibili, fisiche, e quindi più vere, imprigionando il depresso nel suo silenzio o spingendolo ad atti che sono grida d'aiuto. Franco Lolli porta il lettore in un viaggio dentro a un autentico enigma dell'animo umano, misteriosamente propenso a "soddisfarsi, in una maniera apparentemente incomprensibile, in ciò che insoddisfa". Un'analisi lucida e inesorabile che scandaglia senza compromessi questo fenomeno pervasivo della nostra società, prona a un'ideologia consumistica e performativa e ormai incapace di simbolizzare e accettare la fondamentale impotenza dell'uomo davanti al fallimento, al lutto, alla morte.
12,00

Discesa all'Ade. Auschwitz e Breslavia, 1966

Discesa all'Ade. Auschwitz e Breslavia, 1966

Günther Anders

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2008

pagine: 175

Nel luglio 1966 Gunther Anders, in compagnia della terza moglie Charlotte Zelka, raggiunge la Polonia. I luoghi visitati dovrebbero stare sotto segni opposti: l'orrore innominabile di Auschwitz, a cui l'ebreo Anders è scampato perché esule negli Stati Uniti, che cosa ha da spartire con il paesaggio affettivo di Breslavia, la città della Slesia che lo vide nascere e andarsene appena adolescente, quando ancora il suo cognome era Stern? Degermanizzata dopo la guerra, nel nuovo ordine geopolitico la Breslau di un tempo è ormai la polacca Wroclaw, e il tentativo di riconoscervi tracce familiari è destinato allo scacco. Nessun idillio della memoria conforterà il sopravvissuto Anders-Stern nella "Heimat", sconvolta per sempre dalla dismisura di ciò che accadde. Ad attenderlo, solo lo spaesamento e il mondo tellurico delle ombre, dove l'appartenenza assume l'aspetto inquietante dell'estraneità. "Cio che spaventa non è quello che non c'è più, non il vuoto, ma al contrario le cose che, casualmente, continuano a esserci nel vuoto che in realtà ci aspettiamo." Un pellegrinaggio infero tra unicità del ricordo individuale e grande storia, dove ancora una volta l'acutissimo sguardo di Anders mette a nudo la modernità in disfacimento.
16,00

A buon rendere. La reciprocità nella vendetta, nel dono e nel mercato

A buon rendere. La reciprocità nella vendetta, nel dono e nel mercato

Mark R. Anspach

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2007

pagine: 121

La vendetta chiede di uccidere colui che uccide. E chi uccide colui che uccide? Anspach invita qui a un viaggio di scoperta dei meccanismi e delle implicazioni della reciprocità, che porta il lettore ad aggirarsi, tra circoli viziosi e circoli virtuosi, nei territori limitrofi dell'antropologia, dell'economia, della sociologia e della psicologia. Dallo scambio violento e distruttivo della vendetta a quello pacifico e costruttivo del dono, dallo scambio di prestazioni all'interno della coppia fino alle transazioni dell'economia di mercato, il circolo delle interazioni tra individui trova una garanzia di unità e armonia a un livello superiore, in un "terzo" trascendente: gli dei e gli spiriti magici, la relazione di coppia, lo stato e oggi il mercato, in quanto presunta forza "autoregolata". Ma tale garanzia non deve diventare un vincolo costrittivo: se non vogliamo rimanere intrappolati in circoli viziosi, dobbiamo imparare a guardare dall'esterno le nostre interazioni per ripensarle e trasformarle da protagonisti consapevoli. E questo vale anche per l'economia; i nemici più insidiosi della società aperta non sono oggi forse quelli che ci invitano a sottomettere la totalità degli scambi alla "mano invisibile" di un mercato divinizzato?
13,00

La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società

La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società

Vanni Codeluppi

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2007

pagine: 109

Il concetto di "vetrinizzazione" consente di interpretare in modo unitario numerosi fenomeni sociali. Chiarisce infatti il processo di progressiva spettacolarizzazione e valorizzazione che negli ultimi due secoli ha investito i principali ambiti delle società occidentali: gli affetti, la sessualità, il corpo, l'attività sportiva, i media, il tempo libero, i luoghi del consumo, gli spazi urbani e persino le pratiche relative alla morte. La vetrinizzazione sociale ha avuto inizio con la comparsa nel Settecento della vetrina, che metteva in scena e valorizzava oggetti in precedenza inerti e passivi. L'individuo si è trovato così, per la prima volta, da solo di fronte alle merci e ha dovuto imparare a interpretare il loro linguaggio senza l'aiuto del venditore. Ha dovuto, cioè, abituarsi a leggere la comunicazione visiva, ma anche ad affrontare la vita in solitudine, nella nuova condizione sociale imposta dall'urbanizzazione e dalla modernità. Nel corso del Novecento, i media hanno progressivamente rafforzato il modello di comunicazione della vetrina, passando da un modello di fruizione collettiva (manifesti, cinema, televisione) a uno fondato sul consumo solitario (pay tv, Internet). Con il risultato che tutto oggi viene trasformato in fenomeno da "esporre in vetrina", e per gli individui la vetrinizzazione è diventata difficile da evitare.
13,00

Gli specchi di Gulliver. In difesa del relativismo

Gli specchi di Gulliver. In difesa del relativismo

Marco Aime

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2006

pagine: 98

Gulliver e gli strani personaggi che incontra nei suoi viaggi - giganti e lillipuziani, intellettuali assorti di un'isola sospesa in aria e cavalli saggi e razionali - sono creature immaginarie, frutto della fervida fantasia di uno scrittore settecentesco, ma il messaggio che Swift trasmette per loro tramite, è quanto mai moderno per la sua epoca e, purtroppo ancora attuale nella nostra. Perché Gulliver e i suoi interlocutori, interrogando la propria diversità, mettendo in crisi le proprie certezze, finiscono per diventare altrettante facce del mondo: insomma, si relativizzano specchiandosi gli uni negli altri. Al contrario di Robinson Crusoe, Gulliver non vede negli altri dei selvaggi da civilizzare: è curioso e cerca di capire e ci riesce, perché è capace di collocarsi nella prospettiva altrui, pur senza rinunciare al proprio spirito critico. Partendo dalla lezione di Swift, Aime ci invita a riflettere su un tema cruciale per la nostra cultura: l'incontro con l'Altro, con le molteplici forme di varia umanità e le loro visioni del mondo, i sistemi di pensiero e gli stili di vita diversi da quelli della moderna società occidentale. Ne risulta un'appassionata difesa del relativismo, considerato per decenni una conquista dell'Occidente, e oggi attaccato per essere fonte di incertezze e di crisi, se non sinonimo di abdicazione alla propria identità e di degrado culturale.
12,00

La scelta di Abramo. Identità ebraiche e postmodernità

La scelta di Abramo. Identità ebraiche e postmodernità

Wlodek Goldkorn

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2006

pagine: 109

L'angelo che ferma la mano del biblico patriarca Abramo è in realtà un moto di coscienza. Abramo fa una scelta radicale: abbandona l'identità tribale per fondare un'etica universale. La grande promessa della modernità è stata quella di liberare il mondo da ogni prigione identitaria e di conseguenza di liberare gli ebrei da un ghetto non solo materiale, ma anche metaforico. Con la Shoah questa promessa è stata tradita. Così gli ebrei oggi sono sospinti verso un'identità costruita intorno a uno stato d'Israele che finisce per assumere valenze simboliche mitiche, che poco hanno a che vedere con la realtà. Con questa sua riflessione Goldkorn auspica il ritorno alla scelta di Abramo: il coraggio di abbandonare l'identità tribale per un'etica universale.
12,00

Il controllo della parola

Il controllo della parola

André Schiffrin

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2006

pagine: 89

Concentrazione e controllo: parole che compendiano la storia recentissima dell'editoria - e dei media in generale - nei grandi paesi occidentali, inclusa l'Italia. Schiffrin raccoglie il precipitato sempre più drammatico delle realtà editoriali che conosce meglio, quella francese e quella anglosassone. I cambiamenti strutturali intervenuti nella produzione, nei circuiti distributivi e nella vendita del libro, la strategia di acquisizione progressiva degli editori indipendenti da parte dei colossi mediatici, con la protezione dei governi, e il prevalere di una logica di profitto sulla imprenditorialità libraria hanno concorso ad alterare nel profondo la qualità del prodotto.
12,00

Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa

Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2005

pagine: 107

Secondo Latouche, bisogna mettere in discussione i concetti di crescita, povertà, bisogni fondamentali, tenore di vita e decostruire il nostro immaginario economico, che è ciò che affligge l'occidentalizzazione e la mondializzazione. Non si tratta ovviamente di proporre un impossibile ritorno al passato, ma di pensare a forme di un'alternativa allo sviluppo: in particolare la decrescita condivisa e il localismo. Serge Latouche è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Paris-Sud. Specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell'epistemologia delle scienze sociali, è autore di numerose opere.
11,00

Amare ieri. Annotazioni sulla storia della sensibilità

Amare ieri. Annotazioni sulla storia della sensibilità

Günther Anders

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2004

pagine: 161

Queste annotazioni raccolte negli anni tra il 1947 e il 1949, sono un esempio magistrale di quella che Günther Anders ha definito «filosofia d'occasione», pensiero critico che prende spunto da una trama solo apparentemente privata: grumi epocali che si presentano come esperienze ineludibili di questo pensatore diverso – Anders, pseudonimo di Günther Stern vuol dire appunto «diverso» – e sollecitano a quel dialogo serrato e implacabile che rappresenterà la cifra di tutta la sua opera filosofico-letteraria. Si tratta di appunti sulla storia delle emozioni, della sensibilità che muta mettendo in gioco una rete complessa di riferimenti contingenti – anticipazione di gran parte delle riflessioni successive stimolate dall'ambiente dell'esilio divenuto spazio paradigmatico della progressiva destituzione del soggetto e della frantumazione identitaria. Il confronto traumatico con la società americana rappresenta l'"occasione" filosofica per riflettere sulla industria culturale e sui suoi "idola", su una realtà connotata da una concezione dogmaticamente progressista in cui non c'è spazio per l'alterità e per la dissonanza, in cui tutto dev'essere funzionale a una logica quantitativa e seriale determinata dal ritmo produttivo delle merci. La compulsione intellettualistica a riassumere-sussumere-riprodurre trascende a chiacchiera, a citazione con pretese di universalità e così per esempio la psicoanalisi si rivela prodotto obbligato, falso disvelamento che si risolve nell'inconsapevole irretimento del soggetto, sradicato e ridotto a vuoto involucro: «In breve operazione riuscita, identità morta».
16,00

Il dolore non necessario. Prospettive medico-sanitarie e culturali

Il dolore non necessario. Prospettive medico-sanitarie e culturali

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2004

pagine: 206

Il dolore è il sintomo più comune di una malattia, un campanello d'allarme che segnala il rischio della perdita dell'integrità psico-fisica. Questo è vero per le malattie acute, ma non per quelle croniche, quando esso perde la sua funzione di "sentinella" e diventa malattia. I progressi della farmacologia degli ultimi vent'anni consentono di controllare il dolore in oltre il novanta per cento dei casi, sia che si tratti di quello legato alle patologie tumorali, sia che dipenda da patologie di tipo degenerativo. Eppure in Italia la "terapia" del dolore è poco praticata, come dimostra lo scarso consumo di farmaci oppioidi e la carenza di strutture ospedaliere adeguate. Un viaggio culturale, religioso e antropologico, oltreché medico, sul dolore.
14,00

Segnalatore d'incendio

Segnalatore d'incendio

Michael Löwy

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2004

pagine: 136

"Segnalatore d'incendio" è il titolo di un testo di Walter Benjamin risalente agli anni Venti che anticipa la critica del progresso compiutamente sviluppata nelle tesi "Sul concetto di storia" del 1940. A quest'ultimo, uno dei testi filosofici e politici più importanti del XX secolo, è dedicato il libro di Michael Löwy che ne propone un'analisi "talmudica", parola per parola, frase per frase, fornendo nello stesso tempo una ricostruzione dell'intero percorso benjaminiano nel contesto dell'epoca.
16,00

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