Castelvecchi: Frangenti
Tecnodiversità. Tecnologia e politica
Yuk Hui
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 150
In epoca di globalizzazione, mentre si sgretolano le diversità locali, si generano anche «mostri gemelli: l’imperialismo da un lato; il fascismo e il nazionalismo dall’altro». I neoreazionari accusano la democrazia, con i suoi valori di uguaglianza e libertà, di aver favorito il “tramonto dell’Occidente”, destinato a un futuro ipertecnologico dominato dall’intelligenza artificiale. Ma l’Illuminismo non è morto: dal ripiegamento sulle identità nazionali può salvarci solo un nuovo «pensiero planetario», una «cosmopolitica» che sia però al tempo stesso cosmopolitismo e cura del pianeta. In questo libro Yuk Hui interroga la tecnologia e le sue implicazioni politiche, evidenziando i limiti di una tradizione filosofica fondata sull’opposizione tra natura e tecnica. Una dicotomia sterile cui il filosofo cinese oppone un paradigma alternativo fondato sulla «tecnodiversità»: la possibilità di una molteplicità di tecniche intese come modi diversi di ordinare l’esperienza, per combattere così il rischio di una guerra che la «singolarità tecnologica» porta con sé.
Occupare la speranza
Marina Garcés
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 288
Un racconto militante e filosofico di Barcellona, tra l’autobiografia e la cronaca urbana, denuncia le contraddizioni delle città occidentali postmoderne. Marina Garcés ritrae una Barcellona a due facce: da un lato la città sponsorizzata dalla classe dirigente, sempre in corsa per diventare «la capitale mondiale di qualcosa», in realtà parco divertimenti depredato da affitti brevi e turismo di massa; dall’altro, il focolare della resistenza, laboratorio di democrazia partecipativa, movimenti sociali e lotte alla gentrificazione. Dall’occupazione del cinema “Princesa” nel 1996 alla repressione del referendum sull’indipendenza nel 2017, prende forma un nuovo paradigma politico, un modo di essere città altro rispetto alle logiche del city branding. Ma come trasmettere la passione politica a cittadini-clienti che consumano opinioni e stili di vita interscambiabili? Come uscire dalla nostra condizione postuma, dove «ogni giorno che passa è un conto alla rovescia verso il nulla»? Mentre dagli scarti del capitalismo vediamo sorgere un nuovo noi globale – precari e nuovi poveri, migranti senza documenti, senzatetto – Marina Garcés traccia per noi i contorni di una coscienza politica che sappia fare tesoro delle lezioni apprese durante le lotte, soprattutto quelle perse. E ci invita a lottare, a dare un nuovo significato al “principio speranza”.
Miti d'amore. Filosofia dell'eros
Umberto Curi
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 370
Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Eco e Narciso, Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta: sono tanti i miti che narrano le vicende d’amore, le sue inquietudini, il desiderio di fare Uno, la necessità della separazione. Passione cieca, itinerario di redenzione o strumento di conoscenza, Umberto Curi esplora i meandri segreti dell’amore attraverso le più celebri rappresentazioni mitiche che ne sono state date nel corso della storia. Dalla Grecia antica all’epoca moderna, dal racconto platonico dell’androgino a Don Giovanni, si ricostruisce qui un percorso filosofico-letterario che svela la natura complessa e sfuggente dell’amore: l’attrazione irresistibile che lo suscita, la caduta che ogni incontro con Eros produce, la dimensione tragica della sua impossibilità. Da Platone a Nietzsche, emerge così una visione dell’amore come forza ambivalente, capace di generare gioia e dolore, appagamento e insoddisfazione, unione e irriducibile distanza. Un mistero che continua ancor oggi a interrogare ogni essere umano, «al tempo stesso così familiare e così indecifrabile, così universale e così peculiarmente individuale».
Il male del Novecento. Itinerari filosofici
Vittoria Franco
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 224
Che cosa distingue il male ordinario dal male radicale emerso nel Novecento con la Shoah, con il dominio totale sui corpi e sulle menti degli internati? Dopo Auschwitz occorreva cercare definizioni diverse, inventare nuove parole, perché era entrato nel mondo un male assoluto, non definibile in relazione ad alcun bene, svincolato da ogni limite di ciò che è possibile. Nei lager si è consumata la distruzione dell’etica e decretata la «superfluità» degli umani. Autori come Hannah Arendt, Ágnes Heller, Emmanuel Lévinas, Vladimir Jankélévitch, Luigi Pareyson, Zygmunt Bauman e Primo Levi hanno intuito che in quei luoghi abissali si mirava ad annientare l’umanità dell’uomo; hanno quindi cercato di costruire antidoti, un diverso ethos democratico condiviso, basato sul rispetto della dignità della persona, della quale le vittime del nazismo sono state spogliate.
La tenerezza di Dio-Abbà e di Gesù
Leonardo Boff
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 120
Quando viene battezzato, Gesù per la prima volta fa esperienza personale dell’amore del Padre. È travolto da un affetto sconfinato, dalla parola di un Dio amorevole che proclama: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». È un evento decisivo che sconvolge il corso della sua vita e della storia. A partire da qui il Gesù storico, «falegname-artigiano e contadino mediterraneo», si rivolge a Dio usando un’espressione senza eguali in tutta la letteratura ebraica, «un’allocuzione infantile che nessuno userebbe in riferimento a Dio»: Abba. “Abba” esprime la tenerezza di un papà buono e caritatevole, rinvia a un’intimità profonda, a una fiducia totale. Così, sulle rive del Giordano, il Figlio prediletto di Dio-papà irrompe nella storia umana inaugurando la sua predicazione d’amore. È la frattura cristiana: dalla solitudine di un unico vero Dio alla comunione trinitaria, al Dio-relazione. Con stile appassionato, Leonardo Boff scrive un inno commovente al Padre Nostro, un inno all’amore che Dio prova nei confronti degli umani e del creato, in quello che allo stesso tempo è un testamento spirituale e un ritorno alle origini della fede.
L'ultima cena. Anoressia e bulimia
Massimo Recalcati
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 264
Cosa significa «mangiare il niente»? Si tratta di un appetito di morte o dell’affermazione di un desiderio singolare? L’anoressica si rifiuta al cibo per sottrarsi all’invasione dell’Altro, ma anche per esercitare un dominio sul proprio corpo e sulla propria vita. È una rivendicazione del suo diritto a esistere o un tentativo di espellere il dolore e la sofferenza? E la bulimica cosa fa, in realtà, quando cerca di colmare attraverso il cibo un vuoto incolmabile? Con questo libro, oggi riproposto in una versione aggiornata, Massimo Recalcati ha inaugurato un nuovo modo di interrogare l’anoressia e la bulimia promuovendo un cambiamento di paradigma nella teoria psicoanalitica e contrastando le terapie focalizzate sulla correzione autoritaria del comportamento alimentare. Anoressia e bulimia non sono più intese come patologie della condotta alimentare ma come “malattie dell’amore”.
Un corpo, infine
Alexandra Kohan
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 240
Che cos’è un corpo? Qualcosa di ingovernabile e di inafferrabile: un enigma. Questa è la prima grande scoperta freudiana: l’isteria inventa un corpo che non si lascia ridurre al sapere medico. Alexandra Kohan fa propria la domanda apparentemente semplice della psicoanalisi per esplorare la dimensione materiale della corporeità e la sua valenza simbolica. I corpi parlano una lingua sconosciuta che Kohan restituisce in tutta la potenza inquietante e impenetrabile del mistero in essa racchiuso. Sfilano, tra le pagine, corpi che si vorrebbe addomesticare e ridurre a macchine performanti; corpi sofferenti, corpi che tacciono perché dimenticati; corpi che si aprono al desiderio in quanto desiderati. Incessanti citazioni letterarie, poetiche, musicali – da Rilke a Duras, da Ocean Vuong a Leonard Cohen – sorreggono l’impalcatura psicoanalitica e aprono lo spazio delle molteplici contraddizioni con cui si manifesta a noi il nostro corpo, ora percepito come proprio, ora come estraneo; come sede di memoria o di oblio; come luogo in cui facciamo esperienza dell’opacità dei sensi o della freschezza originaria del linguaggio. Destinata ad aprire sempre nuovi punti di fuga all’infinito, la scrittura polifonica di Kohan costituisce lo strumento necessario per esplorare i bordi di un enigma senza fondo, celato al cuore di noi stessi.
Io sono io. Per una criminologia critica femminista
Gerlinda Smaus
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 180
La criminologia è ideologia, non scienza. È un sapere che sostiene «ideologicamente l’apparato disciplinare del diritto penale», funzionale al capitalismo e al dominio maschile. Decostruire il diritto penale in quanto sistema di controllo e di potere è il programma della «criminologia critica femminista», di cui Gerlinda Smaus è stata una tra i massimi esponenti. A partire dalle contraddizioni dell’ordinamento giuridico – dove «si manifesta in forma concentrata il potere dello Stato repressivo» – lo sguardo sociologico e situato di Smaus si estende al sessismo della giurisprudenza e della dottrina giuridica, alla divisione dei ruoli nelle strutture carcerarie, ai rapporti di potere all’interno della sfera familiare. La lente del “genere” fa così emergere le ombre degli apparati sanzionatori e della criminalità femminile, mettendo in luce i limiti delle teorie fondate sulla biologia o sul carattere dei criminali. Repressione, ingiustizia, disuguaglianza: il diritto penale non è che uno strumento con cui le classi dominanti mantengono lo status quo e addestrano «mogli affidabili di proletari affidabili». Lo dimostrano le crescenti tendenze punitive in Italia e in Europa, alle quali la sociologia critica di Smaus risponde promuovendo una nuova alleanza tra femminismo e abolizionismo carcerario, con l’obiettivo di sovvertire, una volta per tutte, l’ordine patriarcale e maschile.
La fine della megamacchina. Storia di una civiltà sull’orlo del collasso
Fabian Scheidler
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 396
La “megamacchina” è tutto il nostro mondo: un sistema economico che accresce «le assurde fortune di una piccola casta di super-ricchi», mentre il lavoro diventa un privilegio e i disastri climatici sempre più frequenti; gli Stati che sostengono questo sistema con armi e fiumi di denaro; l’ideologia del progresso continuo. Abbiamo imparato che «There is no alternative», il treno viaggia senza conducente e “nessuno può farci niente”. Ma è davvero così? In realtà non c’è nulla di necessario o naturale nella megamacchina: è il prodotto di cinque secoli di capitalismo e ha bisogno che giorno dopo giorno le persone la facciano funzionare. Nella straordinaria instabilità del nostro tempo, anzi, anche l’azione più piccola può inceppare un ingranaggio, e in effetti una trasformazione è già in corso. Non si tratta di una grande rivoluzione universale, ma sono «intere cascate di punti di rottura»: un patchwork di esperienze molto diverse che hanno al centro l’essere umano e non il profitto, laboratori di democrazia che disgregano le strutture di dominio. Ma «solo chi conosce la propria storia può cambiarla», e allora Fabian Scheidler comincia la sua genealogia della megamacchina da cinquemila anni fa, alle origini della “saga del progresso” che per la maggior parte dell’umanità è sempre stata una storia di violenza. Fino a proiettarci nel futuro, dove la megamacchina potrà «apparire solo come un intermezzo». Scheidler ha scritto una grande opera di liberazione dell’immaginario, per alimentare un cambiamento che «inizia nella nostra testa» e che «non può più essere seguito comodamente in televisione»: l’azione del singolo non è mai stata così decisiva.
Corpo in figure. Filosofia e politica della corporeità
Adriana Cavarero
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 264
Che rapporto esiste tra politica e corporeità nel pensiero occidentale? E se tale rapporto si basasse sul millenario tentativo fallogocentrico di rimuovere il corpo femminile come elemento estraneo e perturbante e innalzare quello maschile a modello della polis razionale? In questo testo chiave del pensiero della differenza sessuale, Adriana Cavarero esplora i paradossi della creazione del “corpo politico” delle società moderne attraverso le figure emblematiche di Antigone e Ofelia. Esempi eccellenti di corpi “impolitici” tremendi, queste due figure di donna guadagnano una nuova narrazione in contrappunto al dettato di Platone e di Hobbes, a significare le potenzialità eversive del corpo femminile rispetto all’ordine politico maschile. L’autrice ci coinvolge in una inedita “narrazione filosofica” che intende restituire un senso politico a quei soggetti femminili negati ed emarginati dalla storia del pensiero filosofico, che qui riaffiorano grazie a María Zambrano e a Ingeborg Bachmann.
Elogio dell'inconscio. Come fare amicizia con il proprio peggio
Massimo Recalcati
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 144
In un’epoca sempre più votata alla robotizzazione della vita, elogiare l’inconscio è un atto di resistenza. Invenzione di Freud – secondo la radicale lettura di Massimo Recalcati –, l’inconscio è infatti il luogo in cui il desiderio del soggetto si manifesta nella sua irriducibile singolarità, ritagliando costantemente uno spazio creativo, eccentrico, anomalo che nessuna pianificazione educativa può addomesticare. L’inconscio non smette di destabilizzare il conformismo sociale, l’uniforme imposta da quel che Jacques Lacan chiamava il «discorso del capitalista». È l’unico vero antidoto alla concezione dell’uomo come macchina e al culto narcisistico dell’io-padrone. Riconoscere l’esistenza del soggetto dell’inconscio significa anche mettere in scacco l’ideale prestazionale di un’identità forte, deporre ogni forma di fanatismo o dogmatismo totalitario e «sviluppare, come si direbbe in politica, una democrazia interna più vitale e più interessante, dove i confini siano in grado di garantire transiti e incontri sorprendenti». Con questo elogio, oggi ripubblicato in versione aggiornata e con una nuova Introduzione, Recalcati ci ricorda che non esiste un modello uguale per tutti cui dovremmo conformare le nostre vite. «Non cedere sul proprio desiderio», come insegnava Lacan, è piuttosto un dovere etico che impegna ciascuno di noi, singolarmente, in una responsabilità radicale. A volte, persino quella di fare amicizia con il nostro peggio.
L'esoterismo nella letteratura tedesca. Da Goethe a Jünger
Marino Freschi
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 200
Nella letteratura d’Occidente, e in particolare in quella tedesca – da Goethe, Lessing, Novalis, Hoffmann fino a Meyrink, Rilke, Mann, Hesse, Kafka, Jünger –, si delinea uno straordinario itinerario poe¬tico, che intuisce nella scrittura lo strumento, affidato all’uomo nella moder¬nità, per realizzare un’esperienza intima e trasformare la letteratura in una possibilità di illuminazione, tanto in essa il pensiero vivente si intensifica. Nelle opere dei grandi maestri della letteratura tedesca moderna si scorgono sentieri spirituali da loro stessi costruiti, ideati, raffigurati, che conducono a nuovi stati della coscienza dell’essere, a una possibile trasmutazione: l’in¬treccio tra scrittura ed esoterismo si spinge sino all’identificazione, dove la letteratura è iniziazione.

