Donzelli: Saggine
Le due realtà. Fattuale e virtuale nell'era della globalizzazione
Gianfranco Dioguardi
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 112
Sul finire degli anni cinquanta del secolo scorso, si avviò a Londra un acceso dibattito sollecitato dal libro di Charles Snow sulle cosiddette due culture, vale a dire sull'ostilità tra scienziati e letterati. Il dibattito è tuttora in corso e l'interrogativo sulla presunta ostilità resta aperto, ma nel frattempo ecco che è entrata sulla scena una nuova dicotomia, quella fra due realtà: la fattuale e la virtuale. Due realtà, dunque, in contrapposizione o forse in complementarità alle due culture? Una storia antica ma ancora oggi attuale, che si interseca con i problemi emergenti sulle due realtà: quella effettiva e quella che i mass media ci comunicano e alla quale siamo spinti a credere indipendentemente da quanto stia accadendo. Due realtà che tendono ad ampliare la distanza che sempre più le caratterizza, da quando la globalizzazione dei saperi e la rivoluzione delle alte tecnologie hanno portato alla diffusione senza più controlli della comunicazione di massa e del contesto virtuale che essa è in grado di costruire. Come restituire veridicità alla conoscenza minata dalle distorsioni indotte proprio dalle comunicazioni di massa, tipiche del mondo nel quale consumiamo la nostra esistenza? Forse ritornando al dubbio sistematico, quel dubbio che già Cartesio aveva introdotto come metodo di apprendimento. O andando alla riscoperta di esperienze consolidate che ancora oggi ci possono fornire esempi innovativi, in grado di illuminare i difficili sentieri del sapere.
Darwin e l'anima. L'evoluzione dell'uomo e i suoi nemici
Orlando Franceschelli
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 185
In questo volume, Orlando Franceschelli affronta uno dei nodi cruciali del pensiero darwiniano: la questione antropologica, destinata a scuotere dalle fondamenta la tradizione filosofica e religiosa occidentale. A cominciare dalla credenza nell'immortalità dell'anima e nella guida provvidenziale della storia. Le celebrazioni per il bicentenario della nascita di Darwin, infatti, rischiano di lasciare in ombra il vero nucleo teorico della sua rivoluzione antropologica: naturalizzando l'uomo e la sua mente, Darwin ne avrebbe addirittura minato la dignità. In questo saggio Franceschelli parte dalla ricostruzione del pensiero di Darwin sulla coevoluzione della natura umana: dai suoi rapporti con gli animali, fino al progresso verso la civiltà. Snodi cruciali mediante i quali Darwin ha influenzato la scienza, la filosofia e anche quella teologia che ormai parla non più di creazione ma di emergenza dell'anima. È da esse che risulta con chiarezza il carattere pretestuoso di ogni tentativo di assimilare Darwin alla volontà di potenza di Nietzsche, al darwinismo sociale e al razzismo e all'eugenetica di Hitler. "Oltre l'anima e la volontà di potenza": è a partire da questo approdo della coscienza moderna che l'autore delinea l'impegno etico-politico cui dovrebbe indurci una concezione effettivamente naturalistica dell'uomo. Interessata a raccogliere con responsabilità e costruttiva capacità di dialogo anche le attuali sfide bioetiche.
Vitelloni e giacobini. Voghera-Milano fra dopoguerra e «boom»
Vittorio Emiliani
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 281
Una densa, autobiografia, anzi molto di più. Vittorio Emiliani racconta la stona di un gruppo di amici padani che, negli anni cinquanta, si impegnano m politica, creano un settimanale per rimuovere, da riformisti, a volte giacobini, le ingessature della società. Lo scenario è al centro del triangolo industriale: Voghera, "capitalina" di frontiera dell'Oltrepò, in cui già emerge lo scrittore Alberto Arbasino, Pavia, nordica e universitaria, ricca di talenti e di baroni, e la Milano del primo boom economico, unica città "europea" di quell'Italia semirurale in tumultuoso cambiamento, che si mette in scena fra il Piccolo Teatro e la Scala degli anni d'oro, le case editrici, la novità del "Giorno", riviste come "Comunità", i circoli culturali, Brera, il Giamaica. Una narrazione veloce, diretta, che però fa luce anche su squilibri ed esclusioni crudeli. I protagonisti sembrano a volte cugini dei vitelloni felliniani, impegnati tuttavia a battersi per città più moderne e avanzate, per atenei non più classisti, per un paese fuori dall'autarchia provinciale. In questa folgorante foto di gruppo compaiono anche sorelle e fratelli maggiori: Camilla e Antonio Cederna, Paolo Grassi, Italo Pietra, Elio Vittorini, Renzo Zorzi, Arrigo Benedetti, Eugenio Scalfari, Ugo Mulas, Nazareno Fabbretti e tanti altri, aperti e protettivi. Oltre mezzo secolo dopo cosa resta di quelle esperienze, soprattutto di quel contesto? Emiliani tira le somme di una generazione. Un bilancio a volte amaro, mai però sfiduciato.
Uccidiamo la luna a Marechiaro. Il sud nella nuova narrativa italiana
Daniela Carmosino
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 194
Oggi che i problemi del Sud d'Italia sono temi di successo su cui puntano media ed editoria, viene da chiedersi: che ne è stato del riscatto sociale e culturale del Mezzogiorno che una quindicina d'anni fa pareva imminente? Questo volume è un ideale grido di battaglia "futurista" dei giovani scrittori - Saviano, De Silva, Parrella, Cilento, Cappelli, Pascale - che, a partire dagli anni novanta, hanno deciso di raccontare un Sud svincolato dagli stereotipi del paradiso turistico o dell'inferno senza redenzione, svincolato dalla pizza, dal mandolino e dal vittimismo. Un sud diverso, aggiornato al presente: il sud della nuova criminalità e della nuova borghesia, degli extracomunitari integrati e dei lavoratori precari. A metà tra il saggio e il reportage, la ricostruzione e il pamphlet, il testo esamina il fenomeno della rinascita della narrativa meridionale tanto auspicata negli anni novanta, e nel frattempo raccoglie dichiarazioni inedite, ragiona su contestazioni e polemiche e finisce per toccare questioni che oltrepassano i confini del sud. Sempre nel tentativo di ricostruire, al di là delle più immediate letture, un fenomeno tuttora fonte di dibattiti e capire il ruolo che può avere la letteratura nella comprensione e nella rappresentazione del sud di oggi.
I tribunali di Babele. I giudici alla ricerca di un nuovo ordine globale
Sabino Cassese
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 105
La sovranità statale si diluisce. Agli Stati si sovrappongono altri ordinamenti giuridici, sopranazionali e globali. Questo pluralismo ha bisogno di un ordine: occorre riempire i vuoti tra i diversi sistemi; ridurre la frammentazione di questi ultimi; indurli a cooperare; stabilire gerarchie di valori e principi. I governi nazionali, titolari del "potere estero", non sono in grado di svolgere questi compiti. Suppliscono i giudici, nazionali, sopranazionali e globali, oppure organi quasi giudiziari, presenti in molti dei circa duemila regimi regolatori globali. A questo punto, lentamente, il diritto prende il posto della politica nell'arena globale. Le corti attraversano sempre più spesso le frontiere. L'incontro tra ordini giuridici diversi e diversamente collocati è anche un incontro fra tradizioni giuridiche differenti, ognuna con la propria identità. Di qui discendono numerosi problemi. Il primo è quello della tolleranza e dell'adattamento reciproco. Il secondo è quello della costituzione di un nucleo di principi che appartengono a ognuna delle tradizioni giuridiche. Il terzo quello del riconoscimento di un corpo minimo di principi superiori. Le corti svolgono dunque un ruolo fondamentale nel sottrarre dall'isolamento ordini giuridici diversi e diversamente collocati.
Terre mobili. Dal Belice al Friuli dall'Umbria all'Abruzzo
Giovanni P. Nimis
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: XII-240
L'Italia è uno dei paesi a più alto rischio sismico della terra. Eppure il terremoto in Abruzzo ripropone il problema dell'assenza nel nostro paese di una politica post-sisma. Si evidenzia, ancora una volta, l'incapacità storica di derivare dall'esperienza accumulata in un secolo di catastrofi un principio-guida della ricostruzione, soprattutto per quanto riguarda la sopravvivenza dei centri storici. Un principio-guida che non sia da reinventare a ogni terremoto, ma che si adatti di volta in volta alle diversità territoriali, sociali e urbanistiche. Basterebbe guardare, oltre che ai fallimenti di cui è costellato il nostro passato, a quelle esperienze positive - come il Friuli nel 1976, o l'Umbria e le Marche nel 1997 - che hanno saputo leggere la dimensione della catastrofe tracciando un percorso virtuoso, volto non solo a soddisfare il bisogno abitativo dei senzatetto, ma anche a salvaguardare la rinascita dei centri storici, a tutelarne le irripetibili valenze urbane, artistiche e monumentali, a difenderne il patrimonio di storia e di cultura, quale radice dell'identità di un territorio. (Introduzione di Guido Crainz)
Autobiografia di una repubblica. Le radici dell'Italia attuale
Guido Crainz
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 239
Dove affonda le sue radici l'Italia di oggi? Guido Crainz cerca le risposte a questa e a altre domande non in vizi plurisecolari del paese ma nella storia concreta della Repubblica, muovendo dall'eredità del fascismo, dalla nascita della "repubblica dei partiti" e dagli anni della guerra fredda. L'analisi si sofferma soprattutto sulla "grande trasformazione" che ha inizio negli anni del "miracolo" e prosegue poi nei decenni successivi: con la sua forza dirompente, con le sue contraddizioni profonde, con le tensioni che innesca. In assenza di un governo reale di quella trasformazione, e nel fallimento dei progetti che tentavano di dare ad essa orientamento e regole, si delinea una "mutazione antropologica" destinata a durare. Essa non è scalfita dalle controtendenze pur presenti - di cui il '68 è fragile e contraddittoria espressione - e prende nuovo vigore negli anni ottanta, dopo il tunnel degli anni di piombo e il primo annuncio di una degenerazione profonda. "Mutazione antropologica" e crisi del "Palazzo" - per dirla con Pier Paolo Pasolini vengono così a fondersi: in questo quadro esplode la crisi radicale dei primi anni novanta, di cui il tumultuoso affermarsi della Lega e l'esplosione di Tangentopoli sono solo un sintomo. Iniziò in quella fase un radicale interrogarsi sulle origini e la natura della crisi, presto interrotto dalle speranze in una salvifica "Seconda Repubblica": speranze destinate a lasciare presto un retrogusto amaro.
America. Un diario visivo
Andy Warhol
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 98
"America" è un racconto parallelo per immagini e parole, uno viaggio nella terra della cultura pop. Con questo scritto del 1985 si chiude la trilogia inaugurata nel 1975 con "The Philosophy of Andy Warhol" e proseguita con "POPism" nel 1980. Diviso in capitoli i cui titoli riprendono i nomi delle più celebri riviste americane per sottolineare la dimensione mediatica di ogni esperienza contemporanea, il libro è un compendio della classica tendenza all'aforisma di Warhol e la definitiva testimonianza dell'artista nei confronti del proprio paese. Ne emerge una singolare visione in cui la sovrapposizione che Warhol compie tra cultura pop e America, che in senso lato significa principalmente contemporaneità, è totale. L'America con tutte le sue proiezioni iconiche, dai prodotti commerciali a quelli del divismo, diviene l'ossessione necessaria per coltivare il presente, un puzzle in cui ogni aspetto della vita individuale e pubblica è colto nel suo trapasso doloroso da una modernità che è già archeologia, se non revival, a una contemporaneità sfuggente, ammiccante, apparentemente disponibile a tutto. L'America di Warhol è l'illustrazione sia dell'archetipo americano sia della sua contingenza storica, gli anni ottanta con i suoi miti effimeri e i suoi tic sociali. La lettura di questo testo consente di rivalutare quello che ancora oggi è un lato ingiustamente poco considerato dell'artista, il suo corpus di scritti, un corpus allo stesso tempo autonomo e complementare alla produzione artistica.
Sud. Un sogno possibile
Renato Brunetta
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 201
"I centocinquanta anni di Unità d'Italia sono anche centocinquanta anni di 'questione meridionale'. Ci rassegneremo a tenercela per sempre, questa questione, considerandola una specie di caratteristica nazionale ineliminabile? Oppure vogliamo provare finalmente a invertire la rotta?". Renato Brunetta - economista e ministro - analizza i motivi delle difficoltà e dei fallimenti antichi e recenti, e prova a stilare un'agenda per il Sud: alzare il tasso di certezze ed efficienze, di legalità e fiducia; far funzionare finalmente lo Stato, per i compiti che gli sono davvero propri, in modo da garantire la competizione e il mercato; coniugare il federalismo con una vera ed efficace regia nazionale; aprire il Mezzogiorno agli scenari di una nuova prospettiva europea. L'Europa, soprattutto nell'attuale situazione di crisi mondiale, è interessata a un processo strategico di integrazione di un'area mediterranea "allargata" che abbracci i paesi mediterranei in senso stretto, quelli del Mar Nero, fino al Golfo Persico. In un quadro di equilibri europei riassestati a favore dell'area economica in espansione del Mediterraneo e non sbilanciati verso il Baltico, il Mezzogiorno assumerebbe un ruolo cruciale di cerniera, calamitando interessi, risorse e investimenti. È in questo quadro che la questione meridionale si presenta in una nuova luce, per la prima volta come un'opportunità non solo per se stessa ma anche e soprattutto per il Nord e per l'Europa.
Alitalia. Una privatizzazione italiana
Roberto De Blasi, Claudio Gnesutta
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 168
Il fallimento e la privatizzazione dell'Alitalia hanno riempito per mesi le pagine della cronaca; ma se si prova a sconfinare dall'attualità nella storia, quali sono state le tappe salienti dell'ascesa e del declino della nostra compagnia di bandiera? L'Alitalia nasce infatti come impresa pubblica nel 1947 e raggiunge ben presto una posizione significativa su scala mondiale. Ma dagli anni ottanta, il trasporto aereo subisce una radicale trasformazione; il processo di liberalizzazione e di privatizzazione delle compagnie statunitensi, l'introduzione di innovazioni tecnologiche, la nascita di nuove compagnie e filosofie di mercato trasformano radicalmente l'orizzonte e richiedono una strategia per fronteggiare la concorrenza. Sorge allora la necessità di un rilancio attraverso un'alleanza internazionale individuata inizialmente nell'olandese KLM - previa la sua privatizzazione. In un libro a quattro mani, che mescola la competenza teorica di un economista all'esperienza sul campo di un ex manager dell'Alitalia, si ripercorre il processo di privatizzazione rimasto schiacciato per oltre un decennio (1997-2009) nella tenaglia tra le esigenze industriali di lungo periodo e gli interessi politici di breve periodo. Ne viene fuori il racconto di una vicenda emblematica delle contraddizioni che un processo di privatizzazione può assumere quando gli obiettivi politici confliggono con quelli pubblici, e questi ultimi vengono relegati in secondo piano.
Lo scettro senza il re. Partecipazione e rappresentanza nelle democrazie moderne
Nadia Urbinati
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 131
Il governo rappresentativo è davvero democratico? O invece non lo è perché non consente ai cittadini di votare direttamente le leggi che dovranno rispettare? Le opinioni dei teorici della politica su questo tema si dividono. C'è chi lo considera una forma di governo misto, per metà aristocratico o oligarchico e per metà democratico. Chi, svuotandolo di ogni valore normativo, lo accetta soltanto come un espediente necessario. Per gli uni la democrazia è semplicemente elettorale e la rappresentanza ne è l'esito istituzionale. Per gli altri la democrazia è partecipazione diretta e la rappresentanza ne è una violazione. Riflettendo su un tema tanto spinoso, Nadia Urbinati accoglie la sfida di mettere in discussione una tale polarizzazione. La democrazia rappresentativa è una forma unica di governo democratico peculiare delle società moderne: non costituisce un'alternativa alla partecipazione, né tuttavia limita la democrazia al momento elettorale o alla conta dei voti. La rappresentanza è, dunque, una forma complessa di partecipazione, un processo politico che genera e si sostiene su un continuo flusso di influenza, controllo e comunicazione tra cittadini e rappresentanti.
Quartetto per masse e voce sola
Biancamaria Frabotta
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2009
pagine: 120
Cinquanta anni e oltre di esperienze, memorie, riflessioni, domande forse senza risposta, di una donna poeta. Una voce inevitabilmente sola, divisa fra le tentazioni della viandanza e il richiamo della vita sedentaria, in una società di massa attraversata con sofferta partecipazione, in Italia e nel mondo: il Sessantotto, il femminismo, il sapere di tutti, la poesia plurale, la crisi politica e culturale del villaggio globale, all'inizio del nuovo secolo. "La memoria è un pittore cubista - scrive Biancamaria Frabotta -che mette insieme le due facce di ogni cosa, l'eternamente presente e l'eternamente fuggito, di fronte e di profilo, né si cura di colmare le lacune, l'espressione, i fili spezzati delle emozioni che allinea sulla tela per schedarle, più che per rappresentarle". In un quartetto che mette in musica la poesia delle idee, la prosa inclassificabile di questo libro ne esegue la partitura su diversi ma ben accordati strumenti. Cosa leggeva una bambina degli anni cinquanta innamorata dei libri? Quali le tappe di una iniziazione romana alla parola fra i "teneri sofisti" di una casta letteraria prevalentemente al maschile, in un mondo sempre più indifferente alla poesia? Quali le reazioni impolitiche al crollo del comunismo, all'invasione dei fondamentalismi, alle quotidiane stragi nel mondo del lavoro? Un autoritratto, o quasi. Una sinfonietta sul mondo interiore di quell'Esule involontaria che, oggi ma non solo, è la donna che vive, legge, scrive poesie.

