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Donzelli: Virgola

La soglia della sostenibilità ovvero quello che il Pil non dice

La soglia della sostenibilità ovvero quello che il Pil non dice

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2011

pagine: 271

C'è un pianoforte in mezzo all'oceano. Un pianista suona e la sua nota si spenge nel silenzio dell'acqua. Poi il pianista pigia un pedale e la nota, sostenuta nel tempo, si espande... Il pedale è il sustain, quello che serve a mantenere, a sostenere nel tempo il suono. L'inizio del terzo millennio sancisce il tramonto del PIL - l'indicatore della ricchezza prodotta da un paese - come parametro esclusivo per misurare la salute di una società. Da tempo, gli studiosi segnalano la necessità di rompere gli steccati che separano l'economia dalle scienze dell'ambiente e approfondire le integrazioni tra l'organizzazione economica e le politiche ambientali e sociali, per realizzare una piena sostenibilità. Lo scopo di questo libro, frutto del lavoro transdisciplinare di un gruppo di studiosi, è evidenziare la radice ambientale dell'economia e riaffermare i fondamenti biofisici e termodinamici della vita. Anche la disciplina economica, la politica e le istituzioni stanno perseguendo l'obiettivo di un ampliamento dell'insieme di strumenti adatti a dare una direzione sensata e sostenibile alla nostra società. Il volume presenta un nuovo indicatore economico della sostenibilità (l'ISEW), proposto da Herman Daly e John Cobb nel 1989, come misura complementare al PIL. I dati per diverse economie nazionali rivelano come l'ISEW cresca parallelamente al PIL fino a una certa soglia, oltre la quale stagna o addirittura decresce a causa delle pressioni e dei costi associati alla crescita economica.
19,50

Scienziate d'Italia. Diciannove vite per la ricerca

Scienziate d'Italia. Diciannove vite per la ricerca

Elisabetta Strickland

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2011

pagine: 108

Una sola donna nella storia italiana è stata insignita del premio Nobel in area scientifica: Rita Levi Montalcini. Tuttavia, un consistente numero di scienziate ha raggiunto negli ultimi centocinquant'anni risultati importanti. In occasione del compleanno italiano, una rinomata matematica racconta le storie di diciannove grandi donne che - dal 1861 a oggi - hanno dedicato la loro vita alla ricerca, collaborando al progresso della scienza, nonostante il ritardo della nostra politica, nonostante le difficoltà oggettive, e in una condizione palese di assenza di pari opportunità rispetto ai loro colleghi maschi. Queste donne hanno lavorato spesso in condizioni difficili, in tempi di guerra, durante le persecuzioni razziali e scontrandosi con stereotipi di genere e pregiudizi, restandone a volte irreparabilmente colpite. Il libro di Elisabetta Strickland vuole raccontare le vicende di alcune di esse, scelte per la peculiarità complessiva delle loro vite, radiografando la società in cui si sono mosse e sottolineando l'originalità dei risultati raggiunti, senza dimenticare gli uomini che hanno creduto nel loro potenziale e le hanno incoraggiate. L'intento è duplice: rendere un tributo al lavoro caparbio delle scienziate italiane e alla loro straordinaria intelligenza, e riflettere sul ruolo della donna nella ricerca e sui principali ostacoli alla parità nel mondo scientifico.
16,00

Storia del clima. Il freddo e la storia passata. Il caldo e la storia futura

Storia del clima. Il freddo e la storia passata. Il caldo e la storia futura

Pascal Acot

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2011

pagine: XXI-265

Che rapporto c'è tra il clima e la storia degli uomini? Sulla base di dati scientifici e di documenti storici, Pascal Acot ricostruisce la lunga storia del clima, a partire dal crepuscolo polare di due miliardi di anni fa, e mostra come essa sia inestricabilmente connessa con quella degli esseri umani, da quando hanno cominciato ad abitare la Terra. Il percorso all'indietro nel tempo contribuisce a chiarire alcuni passaggi storici controversi della storia delle società umane, dal declino dell'impero romano alle carestie in età medievale, dalla fine della Fronda alle disfatte militari attribuite in Russia al Generale Inverno. E tuttavia l'autore invita alla più grande prudenza: nulla, per esempio, autorizza a dire che la Rivoluzione francese è legata alla piccola glaciazione, anche se quest'ultima ha certo svolto un ruolo rilevante nella storia economica e sociale della Francia di età moderna. Come che sia, l'umanità è fin qui sempre riuscita ad avere ragione dei vincoli che le erano imposti dal contesto ambientale. Nella fase più recente, però, è intervenuta una vera e propria rivoluzione: mai, prima dell'era industriale, l'uomo aveva potuto influire direttamente sul clima. Gli scienziati sono ormai concordi nell'affermare che il riscaldamento del pianeta connesso con le attività umane rende assai più gravi le attuali irregolarità. E tuttavia non si può pensare di cambiare il rapporto tra l'umanità e la biosfera senza cambiare i termini delle relazioni che gli uomini intrattengono tra loro.
17,00

Risorgimento a memoria. Le poesie degli italiani

Risorgimento a memoria. Le poesie degli italiani

Amedeo Quondam

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2011

pagine: 335

È un dato acquisito e condiviso, anche quando le polemiche sull'Unità d'Italia si fanno più intense e nervose: nel processo di formazione dell'identità nazionale il contributo più importante e decisivo è stato quello degli scrittori. Non solo perché la lingua letteraria era già da secoli l'unico terreno comune tra i ceti dirigenti e gli intellettuali delle diverse entità statali presenti nella penisola, ma soprattutto perché tu la letteratura a fornire ai giovani che si tacevano patrioti, cospiratori e militanti le parole d'ordine fondamentali del loro riconoscersi fratelli. Fu la letteratura, in fin dei conti, a elaborare il racconto della storia nazionale, il suo stesso senso identitario. E furono le poesie a dare voce al desiderio del riscatto e al grido di battaglia. Tante poesie: di scrittori tra i massimi della nostra storia letteraria (da Monti a Foscolo, da Leopardi a Manzoni) e di autori oggi meno noti, ma non per questo meno significativi (da Niccolini a Berchet, da Pocrio a Mameli). Poesie febbrilmente scritte e febbrilmente lette, imparate a memoria, scandite ad alta voce. Poesie che si sovvrapposero e mescolarono ai tanti inni di battaglia del Risorgimento; le une e gli altri vivi e attuali ancora nella guerra del 1915-18. Una vera e propria "colonna sonora" del Risorgimento, parallela a quella del melodramma, con i suoi cori e le sue arie, che ha accompagnato l'intero percorso della storia italiana, fino alla Repubblica e oltre.
18,50

Popolo in festa. Sessant'anni di feste de l'Unità

Popolo in festa. Sessant'anni di feste de l'Unità

Fabio Calè

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2011

pagine: 130

Come scrive Alfredo Reichlin nella Prefazione, «Dietro quelle tavolate festose e quelle donne che fanno i tortellini c'è stata una grande idea. Una operazione politica e culturale originale, molto ambiziosa che, dopotutto, rappresenta la spiegazione vera della forza del Pci». Popolo in Festa ricostruisce in chiave narrativa l'esperienza storica delle feste de l'Unità, attraverso le testimonianze di militanti, dirigenti, artisti, intellettuali e una ricognizione delle fonti archivistiche e iconografiche, della stampa e della letteratura critica. Insieme al testo di Fabio Calè e al documentario di Federico Mercuri, l'opera contiene due filmati inediti: Festival de l'Unità Roma 1972, di Ettore Scola, dedicato alla prima festa nazionale della segreteria di Berlinguer, e 1999 - L'ultimo Festival di David Riondino, originale favola surrealista con la partecipazione di Sergio Staino, Remo Remotti, Dario Vergassola, Fernando Arrabal e Alejandro Jodorowsky, insieme ai volontari della Festa di Modena.
15,00

Caruso. Lucio Dalla e Sorrento. Il rock e i tenori

Caruso. Lucio Dalla e Sorrento. Il rock e i tenori

Melisanda Massei Autunnali

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2010

pagine: 153

Estate 1986. Seppure solo idealmente, Enrico Caruso e Lucio Dalla si incontrano a Sorrento "su una vecchia terrazza", proprio "lì dove il mare luccica e tira forte il vento". Ne nasce una canzone struggente e piena di intensità, che immediatamente coinvolge e travolge il pubblico di tutte le età; una canzone che solo pochi anni più tardi, grazie soprattutto alla formidabile interpretazione di Luciano Pavarotti, potrà vantare in tutto il mondo il primato della più popolare canzone italiana dagli anni settanta in poi. Tante sono state le versioni discografiche che la canzone ha raggiunto la cifra astronomica di trentotto milioni di copie vendute. "Caruso" uscì il 10 ottobre del 1986 come brano inedito dell'album "DallAmeriCaruso", il doppio live con la tournée americana di Dalla di sette mesi prima. Il viaggio "dall'America e ritorno" è la metafora attorno alla quale queste pagine costruiscono - tra aneddoti, curiosità e piccoli misteri - il senso del successo di Caruso, "canzone nella canzone", per la citazione di Dicitencello vuje, e canzone universale per la sua intrinseca capacità di ricucire passato e presente, arte "alta" e arte popolare, e di creare un punto di convergenza tra le grandi voci che nel tempo hanno reso il bel canto italiano - e in parte la tradizione napoletana - popolare in tutto il mondo.
17,00

Italia sperduta. La sindrome del declino e le chiavi per uscirne

Italia sperduta. La sindrome del declino e le chiavi per uscirne

Carlo Donolo

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2010

pagine: 175

Sempre più diffusa è la diagnosi che vuole l'Italia contemporanea caratterizzata da una vera e propria sindrome del declino. Si tratta di fenomeni comuni alle altre società europee; ma in Italia, e ormai da molto tempo, tutte le criticità (illegalità e corruzione, criminalità organizzata, inefficienza delle istituzioni, crisi fiscale, bassa produttività, disoccupazione) si presentano in forme aggravate ed eccessive. Di fronte alle sfide del cambiamento globale, il paese è confuso e sperduto, privo di una bussola. E la sua classe dirigente - se ancora possiamo definirla tale - non sembra in grado di esprimere le qualità necessarie per prendere in mano il paese e orientarlo verso un nuovo stadio di sviluppo. Troppi sono i ritardi, le aporie, le approssimazioni. Questo libro, scritto da uno dei nostri sociologi più rigorosi e radicali, si concentra sulle carenze del ceto politico, e dedica una parte importante all'analisi del populismo, che appare come la capitalizzazione politica della fragilità e del malessere da mancato sviluppo. Se la strada della guarigione si mostra lunga e difficile, non resta che ripartire da quelle risorse - spesso allo stato potenziale - che dalla sindrome italiana sono riuscite per il momento a non farsi contaminare: minoranze attive, imprese innovative, luoghi e istituzioni della cultura, nuovi movimenti. Tutta una fenomenologia della cittadinanza attiva, su cui non può che concentrarsi la speranza di un futuro diverso.
18,00

Vite per l'Unità. Artisti e scrittori del Risorgimento civile

Vite per l'Unità. Artisti e scrittori del Risorgimento civile

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2010

pagine: IX-195

Ci sono tanti modi per celebrare i 150 anni dell'Italia unita e ricordarne gli artefici; uno dei più suggestivi e ripercorrere gli eventi attraverso l'agire e lo spirito, la passione e gli stati d'animo di alcuni grandi testimoni e protagonisti. È quanto avviene in queste pagine, che tratteggiano dodici profili di letterati, politici, scrittori e musicisti all'insegna di un'unica dimensione della vita e dell'opera: quella di patrioti e patriote. Con i versi o con le spade, nei teatri o nelle piazze, in patria o in esilio, queste figure si muovono sul palcoscenico infuocato di anni turbinosi. Molti lo sanno e agiscono con piena consapevolezza, altri meno, e però tutti quanti tessono i fili invisibili di una stessa trama: fare l'Italia che non c'era. In questi racconti non ci sono eroi ma gesti, simboli, miti, esperienze di vita e di scrittura. Ci sono le ansie, le sofferenze, le crisi di chi è costretto all'esilio, alla fuga, al carcere. C'è una letteratura che parla di italiani, stranieri, patria, oppressori, invasori, catene, ricordi; che inventa generi e forme; che elabora analisi impietose o utopiche insieme a progetti politici. C'è un teatro musicale, apprezzato in tutto il mondo, che fornisce un potenziale di "italianità" pronto ad accogliere le sollecitazioni della storia e ad assumere un significato politico. Il racconto di queste esistenze, o dei miti elaborati dai contemporanei attorno a esse, ci aiuta a guardare con altri occhi il teatro, la musica e la letteratura.
17,00

Stati uniti d'Italia. Scritti sul federalismo democratico

Stati uniti d'Italia. Scritti sul federalismo democratico

Norberto Bobbio, Carlo Cattaneo

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2010

pagine: 148

È il 1945, e si sono appena spente le fiamme del conflitto mondiale e della guerra civile, quando Norberto Bobbio pubblica questa magistrale antologia del pensiero di Cattaneo. Il filosofo torinese, schierato tra le file del Partito d'azione, intravede per l'Italia che esce dal fascismo e dalla Resistenza un compito di rifondazione politica e ideale, che deve fare ricorso a una nuova forma di solidarietà democratica. Di qui la necessità di una riscoperta, nel cuore della tradizione del nostro Risorgimento, del federalismo civile di Carlo Cattaneo. "Il nome di Cattaneo - scrive Bobbio nella sua lunga introduzione, un vero e proprio libro nel libro - è legato, nella storia del Risorgimento, alla fortuna o meglio alla sfortuna del federalismo. Il federalismo fu il fuoco in cui convergevano i raggi delle sue ricerche, delle sue aspirazioni, dei suoi sentimenti". La scelta federalista nasceva in Cattaneo dalla convinzione secondo cui lo Stato unitario non può essere che autoritario, mentre "l'unica reale garanzia della libertà" è data dall'unità nella pluralità. Si tratta di un federalismo profondamente solidale e profondamente riformatore. Sconfitta nel Risorgimento, quell'idea era destinata a riproporsi nella storia successiva. E si sbaglierebbe a lasciarla ora nelle mani di chi rischia di farne una bandiera regressiva, di egoismi territoriali e di chiusure illiberali.
17,50

Garibaldi fu ferito. Il mito, le favole

Garibaldi fu ferito. Il mito, le favole

Mario Isnenghi

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2010

pagine: 160

Amato e odiato, celebrato e vilipeso, emulato e disprezzato: il susseguirsi e il sovrapporsi di opposti atteggiamenti testimoniano l'esistenza di diversi Garibaldi: c'è un Garibaldi "di destra" e un Garibaldi "di sinistra", un Garibaldi "nazional-fascista" e un Garibaldi "brigatista ante litteram". Gli è accaduto nel bicentenario della sua nascita, e gli accade di nuovo con le celebrazioni dell'Unità d'Italia: divenire strumento di diverse e perfino opposte politiche della memoria. Ecco perché uno dei suoi più autorevoli e attenti studiosi prova oggi a rileggere la vicenda di Garibaldi alla luce del nostro contraddittorio e conflittuale presente, e delle diatribe più o meno fondate o pretestuose riguardo al senso delle celebrazioni appena cominciate. Il Garibaldi di Isnenghi, dunque, è innanzitutto il fondatore dello Stato, capace di accettare pro tempore che lo Stato sia monarchico pur non nascondendo di preferirlo repubblicano. E cento anni dopo, nel 1946, l'Assemblea costituente repubblicana segna la vittoria di Mazzini e di Garibaldi. In secondo luogo, Garibaldi è il fondatore dello Stato con la partecipazione attiva e critica dei cittadini non più sudditi, che si mobilitano e che fanno politica. Garibaldi è infatti un grande internazionalista libertario. Ecco uno dei tanti lati in ombra che Isnenghi sottopone in queste pagine al dibattito odierno sull'Unità: la portata internazionale e internazionalista di Garibaldi.
19,50

Odio l'estate. Bruno Martino e il più damoso standard jazz italiano

Odio l'estate. Bruno Martino e il più damoso standard jazz italiano

Paola De Simone

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2010

pagine: 131

C'è una canzone italiana famosa in tutto il mondo che non è "Nel blu dipinto di blu" e neanche "'O sole mio". È "Odio l'estate", meglio nota come "Estate". Nel 1960 la scrissero Bruno Martino, che compose la musica, e Bruno Brighetti, autore del testo. Come poche altre canzoni, "Estate" ha in sé la malinconia dell'autunno, la forza dell'inverno, la speranza della primavera e il pretesto dell'estate. Difficile resisterle. Tanto che non si contano le centinaia di interpreti e musicisti che l'hanno cantata e suonata, praticamente in tutto il mondo. Non c'è pianobar o night club in cui questa canzone non sia stata eseguita. Eppure pochi italiani conoscono le fortunate "sorti di questo brano e la vellutata voce di Martino soffiata sulle eleganti note del pianoforte. Una lacuna in fondo facile da spiegare: "Estate" non è una canzone popolare, da piazza, bensì confidenziale e per di più jazz; o meglio, è l'unica canzone italiana ad essere considerata uno standard jazz internazionale, tanto che la sua forza trascinante e la sua importanza melodica hanno fatto capitolare al suo cospetto grandi musicisti: da Joào Gilberto a Chet Baker, da Michel Petrucciani a Toots Thielemans. In questo volume Paola De Simone delinea un ritratto partecipe di Bruno Martino uomo e artista, ripercorrendo le tappe fondamentali di una carriera in salita, che nel 1993 subì una battuta d'arresto. Dimenticato dai più, restarono la sua musica raffinata e la delicatezza di un artista non comune.
17,00

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