Anicia (Roma)
Connessioni e relazioni. Filosofia dell'educazione e socialità digitale
Paolo Bonafede
Libro: Copertina morbida
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 255
Quale tipo di relazioni stabiliamo con gli altri? Nel paesaggio culturale contemporaneo, dominato dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), i legami diventano fragili e aleatori, con strumenti e ambienti digitali - come smartphones e social networks - a plasmare le forme di interazione secondo la logica della connessione. Se i social media rappresentano un'opportunità senza precedenti di dare forma a sé stessi e alle relazioni con gli altri, d'altro canto rischiano di dissociarci dalla realtà, facendo perdere il gusto dell'incontro e del dialogo, fondamenti dell'educazione e della formazione. Accompagnati dalle riflessioni di grandi maestri del passato, questo libro vuole tratteggiare una grammatica della relazionalità che sappia coniugare le logiche della presenza fisica interpersonale con quelle della distanza e della digitalizzazione delle comunicazioni. L'obiettivo è quello di definire un itinerario possibile per l'educazione nella società digitale, facendo perno sulla dialogicità per dare luogo a connessioni che, in ultima istanza, possano diventare un essere con l'altro, quindi relazioni autentiche.
Didattica della comunità di ricerca. Per un'educazione democratica
Antonio Cosentino, Maria Rosalba Lupia
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 159
Il libro, "Didattica nella comunità di ricerca", pensato e scritto per gli insegnanti, non dimentica teorie e meta-teorie pedagogiche, ma non sottovaluta il fatto che l'educazione è essenzialmente una pratica. Offre, pertanto, un'efficace esemplificazione di una virtuosa circolazione tra teoria e pratica, quest'ultima chiamata direttamente in causa mediante il resoconto di un viaggio formativo realizzato in una reale aula scolastica e ispirato al curricolo della Philosophy for children. L'idea-guida intorno a cui si muove questo lavoro è la democratizzazione dell'educazione nello specifico setting della "comunità di ricerca". Si tratta di un'idea, ma anche di una domanda, della quale è ben chiara la matrice deweyana, così come di ispirazione deweyana sono alcune proposte, sia operative che teoriche, che il testo veicola. In questa prospettiva si intravede un confronto critico con forme di radicalizzazione dell'educazione libertaria che non esclude, peraltro, ulteriori e diverse letture delle istanze di fondo espresse da figure come Paulo Freire o don Lorenzo Milani.
Insegnare in carcere. Le competenze strategiche dei docenti per l'istruzione degli adulti negli istituti penitenziari
Paolo Di Rienzo
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 176
Il volume, "Insegnare in carcere", ha per oggetto di studio le competenze strategiche dei docenti dei CPIA in servizio presso le istituzioni carcerarie e presenta i risultati di una ricerca svolta in collaborazione con il Centro Regionale di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo del Lazio. Il tema delle competenze strategiche è stato individuato anche in ragione di una prospettiva culturale e politica più ampia che sta alla base del sistema italiano di istruzione degli adulti, qual è quella dell'apprendimento permanente. Tali questioni hanno il loro fulcro nello sviluppo e implementazione di quelle competenze necessarie per il miglioramento della qualità delle prestazioni lavorative e che contribuiscono a ridisegnare l'identità professionale del docente carcerario, in particolare, oggi sottoposta a significativi processi di trasformazione. Attraverso le attività di ricerca, sono state individuate e descritte empiricamente undici competenze strategiche, a partire dalle condotte e dai comportamenti specifici, a cui esse danno luogo nell'agire professionale. Si tratta di competenze che, pur travalicando in quanto trasversali la specificità della professione esercitata, sono state declinate proprio attraverso la riflessione sull'esperienza dei docenti, che operano in ambiente carcerario, e come tali considerate fondamentali proprio in relazione ai margini di incertezza che caratterizza sia la loro professione sia il contesto organizzativo in cui operano.
Danzare. L'albero della vita. Un approccio pedagogico e interculturale alla teoria e alla pratica dei centri di energia vitale
Alba G. A. Naccari
Libro: Copertina morbida
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 319
Il testo presenta una sintesi interculturale della teoria dei centri di energia vitale. Sono integrate tra loro, nella ricerca delle affinità e similarità, la teoria dei Chakra nella sua lettura orientale e cristiana e quella dell'Albero Sefirotico della tradizione ebraica. Si fanno alcuni riferimenti anche ad altre interpretazioni in differenti contesti geografici e culturali. Le teorie indagate vengono considerate in chiave pedagogica come costrutti culturali e simbolici, grazie ai quali si propone un modello che, per ciascun centro, indica: caratteristiche e significati, potenzialità e valori umani, simboli e archetipi, dimensioni e obiettivi educativi, nonché le strategie e attività laboratoriali con il movimento, l'espressione corporea e la danza, così da predisporre efficaci pratiche formative a mediazione ludico-motoria.
Approdi dell'umano. Il dialogare minore
Edda Ducci
Libro: Copertina morbida
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 191
Il dialogare è una realtà antica come l'uomo. Tutti ne sanno, perché tutti lo sperimentano in bene o in male. Di tanto in tanto, però, qualcuno ne riparla, perché ha un motivo o più motivi per farlo. Qui i motivi sembrano vari. C'è l'idea non comune di considerare il dialogo un approdo, ossia vederlo come l'attraccare a un punto che è fermo rispetto a un andare insicuro, in solidarietà, in bilico sul naufragio. Eppure il dialogare è per natura dialettico, chiede movimento non staticità. C'è un filo di presunzione nel voler parlare concretamente di dialogo, come accenna il dire il tema con un verbo; ma si parla di dialogo minore: il dialogo che tutti gli uomini, consapevoli o no, bramano; a cui tutti hanno diritto; a cui l'educazione potrebbe preparare e avviare sì da prevenire tanto soffrire e tanta solitudine. Si parla di un dialogo minore per farne risaltare la bellezza folgorante. Perché il dialogo minore, al riparo dagli accademismi e dalla retorica, si muove sulle sicure coordinate della stima per l'uomo, per la sua verità, e dell'amore par l'uomo, per la sua bella perfezione. Il dialogo minore impedisce al dialogare di scadere a strumento. Sul tema del dialogare c'è l'intento di percepire i ritmi del canto fermo, quelli che permangono nei millenni. Questo vuole un affinamento: dell'udito e del gusto interiore. E qui viene avanzata l'ipotesi che ciò possa annoverarsi tra i compiti della filosofia dell'educazione. Si tratta di finalizzarne le analisi non soltanto a un dire rigoroso circa il dialogo per trovar posto in un sistema teorico, ma alla sensibilizzazione di chi è impegnato nell'educazione di altri o nell'educazione di sé. Forse è un compito insolito per la filosofia dell'educazione. A qualcuno potrebbe risultare estraneo e impugnarne la validità scientifica. Ma l'ambito scientificamente rigoroso, senza pensare affatto che ciò sminuisca il suo rigore, ammette la geometria euclidea e le geometrie non euclidee. Presentazione di Cosimo Costa.
Tecnologie e nuovo PEI. Facilitatori e strumenti nel piano educativo individualizzato
Enrico Angelo Emili, Stefano Pascoletti
Libro: Libro rilegato
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 240
Con questo volume si mira a promuovere l'impiego delle tecnologie nella progettazione individualizzata in riscontro ai bisogni educativi speciali e in accordo con il modello bio-psico-sociale dell'ICF. Per agevolare la compilazione del nuovo piano educativo individualizzato (PEI) l'articolazione degli argomenti prevede un'organizzazione nelle quattro dimensioni del PEI con esempi, risorse e tabelle di rapida consultazione. L'apporto strumentale-tecnologico viene proposto come elemento facilitatore deputato alla rimozione delle barriere negli ambienti di apprendimento in ottica progettuale inclusiva.
Dita per leggere. Tatto, vista, udito: il corpo nell'apprendimento della letto-scrittura
Caterina Angelotti, Renata Puleo
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 223
Corpo e mente, corpo e lingua, lingua e pensiero: connessioni fisiche che rischiano di essere oscurate nel XXI secolo dalla preponderanza della virtualità digitale, mentre la lingua viene colonizzata dalla comunicazione veloce dei social e dall'uso delle piattaforme. La dimensione temporale, la necessità di un tempo disteso per l'apprendimento e per la valutazione delle performances, per il formarsi del pensiero critico, per coltivare la lettura e la scrittura come esperienze fondamentali nella crescita personale, è al cuore della riflessione delle autrici. La strategia "Dita Per Leggere", ideata da Caterina Angelotti come ampio repertorio di pratiche didattiche per l'apprendimento della letto-scrittura, si inserisce nel quadro della vasta problematica della Lingua Materna. Prefazione di Roberto Imperiale.
Gioco, attività motoria, disabilità. Per una pedagogia del movimento
Manuela Valentini, Cristina Tonini Cardinali
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 445
In questo saggio abbiamo preso in considerazione i principali contributi teorici sulle tre parole chiave: gioco, attività motoria, disabilità, cercando di inquadrarle in ambito sociologico, filosofico e pedagogico capaci di racchiuderne il significato stesso che direttamente o indirettamente coinvolge scienze, saperi, linguaggi, età, professioni. Una concezione olistica dell'attività ludica e motoria che preveda anche una teoria che incontri la pratica, fuse insieme, offrendo, suggerendo, a chi si prenderà cura della Persona nel lungo viaggio dell'educazione e della formazione, contenuti che lo possano aiutare, far riflettere, e perché no, anche mettere in crisi. Nell'insegnamento-apprendimento del III millennio deve imprescindibilmente essere trattato il medium del videogioco, soprattutto se pensiamo ai gruppi-classe delle generazioni Z e alpha: perché l'odierno "uditorio" è già pronto a recepire i forti messaggi traghettati da questo media intrinsecamente interattivo.
L'atelier musicale. Indicazioni pedagogiche e strumenti didattici
Maria Francesca D'Amante
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 224
L'atelier musicale declina le tesi pedagogiche esposte nel primo volume, "Perché tutto è musica", in prassi educative e didattiche che pongono il linguaggio musicale al centro di tutte le esperienze di apprendimento. Si offre un itinerario di educazione musicale tracciato attorno al concetto di interdisciplinarietà, partendo dalla musica come linguaggio conduttore e generatore di significati a più dimensioni, volti a promuovere una conoscenza che integri i saperi disseminati in ogni spazio e in ogni tempo dell'educazione. La chiave di Sol è la creatività, processo plurisensoriale che abilita mente e corpo ad una formazione armonica del soggetto, a quel prendere forma e dare forma come composizione autonoma e creativa della soggettività. Il pentagramma è l'atelier, spazio dinamico e sconfinato, crocevia di linguaggi poetici, laboratorio del pensiero, officina delle idee, luogo del fare e dell'essere aperto alla ricerca, alla sperimentazione e all'innovazione.
Compendio di pedagogia dello spettacolo. Educare nell'epoca del neo-divismo
Massimiliano Stramaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 167
Questo breve volume rappresenta, al contempo, una sintesi e una ricerca originale sul nesso fra educazione, oggetto d’indagine della pedagogia, e spettacolo, di cui si occupano le scienze della comunicazione, le belle arti e, sebbene in misura non lineare, continuativa o sistematica, la medesima pedagogia sociale. In un’epoca come la nostra, in cui non solo siamo desiderosi di visibilità, ma protagonisti di un indesiderato spettacolo globale a seguito dell’emergenza pandemica, la presente si pone come una riflessione scientifica sulle potenzialità e sui limiti intrinseci alla dimensione teleaudiovisiva dell’esserci. Il saggio si concentra, pertanto, sul fenomeno del neo-divismo, la concezione dello spettacolo da parte della Chiesa, la rappresentazione mediatica del sesso, la cultura popolare, la musica “leggera”, la televisione, il cinema, il teatro e la moda. Con pennellate brevi e incisive, ma profonde. Sino a formare veri e propri solchi, da cui sgorgano le migliori e, talora, impensate, intenzionalità educative.
In viaggio con Dante. Per sentieri educativi
Giovanni Genovesi
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 174
«Lasciando perdere qualsiasi tentativo filologico, estetico, storico e filosofico, dei quali, tuttavia non ho certo mancato di servirmi se mi sono piaciuti, ho cercato di affrontare il mio obiettivo, restringendolo a quella che è la mia competenza, quella di scienziato dell'educazione. E per far questo ho cercato, tra le tante, anzi moltissime personalità cui ha dato vita eterna Dante nelle tre cantiche della Divina Commedia tre personaggi che, fra tutti quelli che il poeta fiorentino ha forgiato, si distinguono per quello che rappresentano dal punto di vista educativo e che mi avrebbero permesso di illustrare al meglio come Dante interpreta e racconta il suo concetto di educazione. La scelta è caduta su Ulisse, Belacqua e Cacciaguida. Dante è un educatore perché nella Divina Commedia, essendovi un'interazione indissolubile tra individuo e società, se si intende salvare l’anima dell'individuo, bisogna cercare di salvare la società perché, ovviamente, la stessa società è fatta di individui e, soprattutto, non è possibile educarsi se non nel mezzo della società.»
La televisione educativa in Italia. Un percorso di storia sociale dell'educazione
Luca Bravi
Libro: Libro in brossura
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 160
Nel marzo 2020, nella fase di lock down a causa del Covid19, la Rai aderiva alla campagna «#Lascuolanonsiferma» lanciata dal MIUR. L'obiettivo era quello di offrire strumenti di formazione a distanza attraverso trasmissioni della Rai. La didattica a distanza erogata dai canali televisivi ha le proprie radici negli anni Cinquanta. Il volume propone un percorso di ricostruzione cronologica dei processi che hanno caratterizzato la tv educativa, in particolare sui canali di Stato, inserendosi all'interno del più ampio contesto della storia sociale dell'educazione. L'analisi di Telescuola, Telemedia, Non è mai troppo tardi è messa in correlazione con i successivi programmi del servizio pubblico, fino a giungere al presente, con la televisione che è diventata uno dei medium di accesso alla rete. Il percorso storico ricostruito sottolinea la reale utilità di quelle sole esperienze di formazione a distanza che hanno saputo offrire spunti d'innovazione del linguaggio e della metodologia scolastica.

