Edimedia (Firenze)
Per l'insegnamento unificato della letteratura nella UE
Raffaele Pinto
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 152
Il volume analizza criticamente le premesse e le modalità della formazione dell’Unione Europea, la cui fragilità strutturale nei confronti delle potenze imperialiste del pianeta dipende da una troppo timida neutralizzazione dei nazionalismi interni, focolai di spinte disgreganti, conservatrici o neofasciste, e propone una visione soprattutto umanistico-culturale del progetto europeo, sacrificata fin dalle sue origini nel secondo dopoguerra alle inflessibili, materiali, e così spesso disumane, leggi del mercato. Strumento necessario e insostituibile di tale potenziamento culturale della società europea è l’insegnamento della letteratura, oggi dovunque ancorato a obsolete prospettive nazionali, e che dovrebbe invece riflettere la natura ampiamente europea dei grandi movimenti letterari del continente (Rinascimento, Romanticismo ecc.). La premessa teorico-metodologica del volume è che l’Europa, per diventare una struttura politica realmente unitaria, deve unificare l’insegnamento della storia letteraria in tutte le scuole dell’Unione, fomentando nei giovani una mentalità realmente europeista. A tale fine viene proposto un percorso storiografico che attraversa le letterature nazionali, restituendo così alla grande letteratura (fra i cui esponenti Dante occupa un ruolo fondativo) la primordiale funzione che essa ha avuto fin dalle sue origini medievali di creare i valori della modernità, ai quali l’Europa, in quanto progetto di civiltà, è indissolubilmente legata.
Nathan il saggio
Gotthold Ephraim Lessing
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 136
Pubblicato per la prima volta nel 1779, Nathan il saggio è una delle opere più significative dell’Illuminismo europeo e un testo ancora oggi sorprendentemente attuale. Ambientato nella Gerusalemme delle Crociate, il dramma mette in scena l’incontro fra tre grandi tradizioni religiose – ebraismo, cristianesimo e islam – attraverso la figura di Nathan, mercante ebreo di straordinaria saggezza e umanità. Al cuore dell’opera si trova la celebre parabola dei tre anelli, una delle più potenti allegorie della tolleranza mai scritte: nessuna fede può pretendere il monopolio della verità, e solo l’agire giusto e compassionevole dell’uomo testimonia il valore autentico della propria religione. Lessing, con straordinaria modernità, smaschera i pregiudizi, rifiuta il fanatismo e invita il lettore a superare i confini confessionali per scoprire un comune terreno etico e spirituale. Nathan il saggio non è soltanto un appello alla tolleranza religiosa, ma anche una meditazione universale sulla dignità dell’uomo e sulla necessità del dialogo. In un’epoca segnata da conflitti e divisioni, Lessing offre un messaggio limpido: la vera saggezza nasce dall’empatia, dalla capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Quest’opera, che fonde la tensione drammatica con la profondità filosofica, resta una lettura imprescindibile per comprendere non solo l’Illuminismo, ma anche le radici di quell’idea di convivenza e pluralismo che continua a orientare la coscienza europea. Un libro che interroga e commuove, e che ci ricorda come la pace sia il frutto più alto della ragione e dell’amore per l’umanità.
Canne al vento
Grazia Deledda
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 240
Il romanzo, ambientato nei luoghi selvaggi della Sardegna del primo Novecento, presenta personaggi che vivono forti passioni, senso di colpa, riscatto e perdono: tematiche universali che rimandano a una visione della vita in cui la tragicità del destino sovrasta tutti gli uomini, facendoli oscillare, appunto, come “canne al vento”. Il ricco apparato di risorse online rimanda a documenti in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni e versioni integrali di film). Di particolare interesse il frammento audio del discorso in occasione del premio Nobel del 1926, e la riproduzione integrale del film muto Cenere, del 1916, interpretato dalla “divina” Eleonora Duse. È possibile accedere ad altre sequenze e versioni complete, scelte tra le innumerevoli trasposizioni cinematografiche e televisive, come il film Proibito che Mario Monicelli girò nel 1954, melodramma agreste ispirato a vari romanzi di Deledda, tra cui anche La madre. Oppure il film prodotto dalla Rai nel 1958 con la regia di Mario Landi.
Il bell'Antonio
Vitaliano Brancati
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 312
Con una scrittura ironica, elegante e pungente, Vitaliano Brancati scava nel cuore della provincia siciliana e nei suoi miti, restituendo un ritratto spietato e insieme affascinante di un’intera società. Il protagonista, Antonio Magnano, è un giovane che sembra incarnare la perfezione virile: bello, raffinato, ammirato da tutti, attira su di sé uno sguardo carico di attese e di desideri. Gli amici lo guardano con invidia, le donne con bramosia: Catania intera lo osserva come un simbolo di seduzione e di successo. Ma dietro quell’immagine smagliante, costruita e amplificata dalle voci di una comunità che vive di apparenze, si cela una realtà molto diversa. A fare da sfondo, la città siciliana con le sue piazze assolate, i suoi caffè animati, i palazzi nobiliari decadenti: un mondo che Brancati dipinge con ironia tagliente, svelandone la teatralità e i tic profondamente radicati. Senza cedere al folclore, ma con un’attenzione sottile al costume e alla psicologia collettiva, Brancati mette in scena un racconto che è insieme satira sociale e indagine intima. Il bell’Antonio non è solo il ritratto di un individuo, ma anche l’allegoria di un’Italia sospesa tra orgoglio e ipocrisia, tra desiderio e repressione.
Memorie. Secondo la traduzione anonima del 1788
Carlo Goldoni
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 495
Pubblicate originariamente in francese nel 1787 con il titolo Mémoires de M. Goldoni, rappresentano l’autobiografia di uno dei massimi drammaturghi del Settecento europeo. Redatte durante il suo soggiorno a Parigi, nel periodo in cui era attivo alla corte di Luigi XVI, le Memorie ripercorrono con tono brillante e ironico l’intera parabola della sua vita, dalla nascita a Venezia nel 1707 fino agli ultimi anni trascorsi in Francia. Goldoni intreccia il piano personale con quello storico e culturale, offrendo un affresco vivace della società veneziana, italiana e francese del suo tempo. Vi si ritrovano episodi familiari, ricordi d’infanzia, studi giuridici, l’inizio della carriera teatrale, i successi e le controversie, compreso il celebre contrasto con Carlo Gozzi sulla riforma del teatro comico. Il racconto prosegue con la descrizione del trasferimento a Parigi e della sua attività alla Comédie-Italienne, dove portò avanti il suo progetto di un teatro più realistico e meno artificioso. Goldoni si presenta come un uomo moderato, arguto, guidato dal gusto per l’osservazione dei caratteri e dalla volontà di riformare il teatro in senso civile e moderno. Le Memorie non sono solo la cronaca di una vita, ma anche una riflessione sull’arte drammatica, sulla società del tempo e sul mestiere dello scrittore. Attraverso uno stile limpido e colloquiale, ci restituisce un’immagine di sé come testimone e protagonista di un’epoca in trasformazione, sospesa tra l’eredità della tradizione e le spinte illuministiche. Espansione online – Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse esterne, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film).
Novelle rusticane
Giovanni Verga
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 111
In questa raccolta, pubblicata nel 1883, Verga prosegue il progetto verista volto a rappresentare la realtà sociale, in particolare della Sicilia contadina, attraverso i canoni dell’impersonalità. Rispetto a Vita dei campi assistiamo però a un ulteriore scatto nello sviluppo di questa poetica. I protagonisti delle Novelle rusticane non sono infatti più solo vittime passive della miseria o della fatalità, ma diventano attori più o meno consapevoli della catena della sopraffazione: così gli oppressi si trasformano a loro volta in oppressori, mossi dalla velleitaria aspirazione a migliorare la propria condizione materiale. Verga descrive un mondo dominato da una legge implacabile, la “lotta per la vita”, dove l’individuo è prigioniero del proprio ambiente e delle convenzioni sociali, incapace di emanciparsi o di aspirare a un reale riscatto. Tra le novelle più significative ricordiamo Libertà, che rievoca in forma tragica i moti contadini del 1860; e La roba, incentrata sull’ossessione del possesso e sull’aridità morale del ricco possidente Mazzarò. Altre novelle, come Pane nero, riflettono le tensioni tra poveri e ricchi, tra giustizia ideale e brutalità storica reale. Lo stile è essenziale, asciutto, spesso caratterizzato da un linguaggio vicino al parlato e da un uso frequente del discorso libero indiretto, che consente di rappresentare il punto di vista dei personaggi senza interventi dell’autore. In questo modo Verga accentua il senso di fatalismo e di immobilità sociale, offrendo un quadro crudo e disilluso della società preindustriale italiana. Espansione online – Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse esterne, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film).
La spiaggia
Cesare Pavese
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 87
Pubblicato nel 1942, il romanzo è costruito attorno al tema dell’alienazione, del disincanto borghese e dell’incomunicabilità, attraverso una narrazione rarefatta e introspettiva. Il protagonista, un avvocato torinese di mezza età, viene invitato da un vecchio amico, Doro, a trascorrere alcuni giorni in una località balneare della Riviera ligure. Qui, oltre alla giovane e inquieta moglie di Doro, Clelia, incontra altri personaggi enigmatici: una ragazza misteriosa di nome Nora e un giovane, seducente e ribelle, che gravita intorno al gruppo. L’ambiente marino e vacanziero, apparentemente spensierato, è in realtà lo sfondo di tensioni sotterranee e desideri repressi. Il protagonista osserva, ma non partecipa: è un uomo disilluso, distante, incapace di entrare in relazione con gli altri. Il suo sguardo freddo e disincantato si riflette nel paesaggio stesso, che diventa specchio dell’inquietudine interiore e della vacuità dei rapporti sociali. I dialoghi sono scarni, i gesti ripetitivi, le giornate sempre uguali, scandite da una noia inquietante. Con uno stile asciutto, essenziale e venato di malinconia, Pavese costruisce un romanzo sospeso tra introspezione e osservazione sociale, che anticipa molte delle tematiche centrali della sua produzione successiva.
Piccolo mondo antico
Antonio Fogazzaro
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 295
Pubblicato nel 1895, e ambientato nella Lombardia preunitaria sotto il dominio austriaco, è sicuramente il romanzo più celebre di Fogazzaro. La narrazione segue la vicenda di Franco Maironi, giovane di nobili origini ma di idealità liberali e patriottiche, e della sua moglie Luisa Rigey, una donna forte e passionale, con la quale si sposa contro il volere della nonna marchesa, rigida conservatrice e sostenitrice del regime asburgico. Il matrimonio, vissuto inizialmente in povertà ma con grande idealismo e affetto reciproco, è segnato da progressive tensioni. Quando la loro figlia Ombretta muore tragicamente, il dolore acuisce le divergenze tra Franco e Luisa, provocando una frattura profonda nel loro rapporto. Attraverso la vicenda privata della coppia, Fogazzaro dipinge un affresco intenso della società lombarda dell’epoca, caratterizzata dal conflitto tra il vecchio ordine e le spinte verso il cambiamento. Il titolo richiama proprio quel “piccolo mondo” provinciale, con le sue consuetudini, ipocrisie e contraddizioni, destinato a essere superato dalla storia.
Il cappello del prete
Emilio De Marchi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 175
Pubblicato nel 1888 è uno dei primi romanzi italiani a combinare elementi del romanzo psicologico con quelli del giallo e del noir. La trama ruota attorno al barone di Santafusca, un nobile decaduto e oppresso dai debiti, che decide di assassinare un prete, don Cirillo, per impossessarsi del denaro che questi porta con sé per l’acquisto di una villa. L’omicidio avviene nella più fredda premeditazione, ma qualcosa va storto: il cappello della vittima, dimenticato nella scena del crimine, diventa l’indizio chiave che mette in moto la macchina del sospetto e della giustizia. Ma ciò che rende il romanzo più di un semplice giallo è il progressivo disfacimento psicologico del barone. Dopo il delitto, non è la giustizia degli uomini a colpirlo per prima, ma la sua stessa coscienza. Il cappello, simbolo tangibile del crimine, si trasforma in una presenza ossessiva e persecutoria, fino a diventare allucinazione. La colpa divora il protagonista, che precipita in uno stato di crescente paranoia e delirio. De Marchi costruisce una narrazione inquietante e lucida, dove la tensione morale è più potente della suspense investigativa. Il romanzo si muove tra l’analisi della colpa e la critica sociale: da un lato la discesa nell’abisso interiore di un uomo disperato; dall’altro uno sguardo ironico e amaro su una società corrotta, dove anche il clero si muove tra avidità e speculazione. Romanzo cupo, moderno, quasi dostoevskijano, Il cappello del prete anticipa i tratti del noir novecentesco, fondando un modello narrativo nuovo per la letteratura italiana.
Cuore
Edmondo De Amicis
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 279
Pubblicato nel 1886, il libro si presenta come il diario immaginario di Enrico Bottini, un ragazzo torinese di terza elementare, durante l’arco dell’anno scolastico 1881-1882. Attraverso i suoi occhi il lettore osserva la vita quotidiana di una classe italiana del XIX secolo, composta da bambini di diversa estrazione sociale, ma uniti dall’amicizia, dal senso del dovere e dall’amore per la patria. Il diario di Enrico è intervallato da racconti mensili scritti dal maestro, noti come “racconti del mese”, che narrano vicende eroiche e commoventi di giovani italiani, come Il piccolo scrivano fiorentino, Il tamburino sardo, Sangue romagnolo, che celebrano il coraggio, il sacrificio e l’altruismo. Attraverso questi racconti e le esperienze dei suoi compagni - tra cui il povero ma fiero Precossi, il generoso Garrone, il vanitoso Franti - emergono valori fondamentali come la solidarietà, l’uguaglianza, il rispetto per gli insegnanti. Un ruolo importante hanno anche le lettere dei genitori di Enrico, che guidano il figlio nella formazione morale, con affetto e rigore. Cuore fu concepito come uno strumento educativo per i giovani dell’Italia postunitaria, volto a formare cittadini responsabili e patrioti. Il tono emotivo e didattico del libro ha commosso generazioni di lettori ed è stato tradotto in numerose lingue, diventando uno dei testi più celebri della letteratura italiana per ragazzi.
Genocidio: la verità dell’ONU su Gaza
Domenico Gallo
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 207
Gaza è il luogo dove sono state commesse atrocità spaventose che hanno fatto riemergere gli spettri delle peggiori tragedie del novecento. Genocidio è la parola negata, rimossa, contestata, temuta per lo stigma che macchia indelebilmente le nazioni che l’hanno consentito e coloro che si sono voltati dall’altra parte. Il rapporto della Commissione indipendente dell’Onu presentato a Ginevra il 16 settembre 2025, che pubblichiamo in questo volume, documenta gli eventi occorsi nella Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023 e analizza con compiutezza la condotta di Israele alla luce delle categorie di atti che integrano il delitto di genocidio. A partire dalla premessa iniziale fino alle conclusioni finali, il rapporto sviluppa un viaggio nell’orrore di fatti ed eventi indicibili. Mette a fuoco e descrive con toni asciutti condotte che hanno calato l’inferno in terra nella Striscia di Gaza. Le sue conclusioni sono una sorta di certificato notarile che a Gaza è stato praticato un genocidio, e tolgono ogni alibi a coloro che nel mondo politico e nei media fanno finta di non vedere. Il rapporto dell’Onu è preceduto da un saggio introduttivo di Domenico Gallo, che ripercorre le tappe attraverso le quali è stato introdotto nell’ordinamento internazionale il ripudio del genocidio, e richiama i numerosi documenti di Ong e dell’Onu che hanno lanciato un grido d’allarme rimasto inascoltato. Il testo è arricchito di QR code che permettono di leggere e consultare una mole impressionante di documenti ufficiali, video, articoli, strumenti indispensabili per un percorso didattico.
Contro la guerra, contro la violenza
Giacomo Matteotti
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 255
Nel marzo del 1915 Matteotti è tra i pochissimi che sappia dire no all’inutile strage della Grande Guerra, prevedendo lucidamente di cosa si tratterà: di un immane mattatoio. Queste le sue amarissime, penetranti parole sull’ubriacatura interventista con cui l’Italia corre a sacrificare la sua gioventù: «Cioè doveva cominciare così: la povera bestia doveva andare al mattatoio gridando gioiosa, le bandierine multicolori infisse sul capo, e i battimani sollazzevoli della studentaglia in calzoni semicorti». Con sobrio sdegno, Matteotti rigetta la retorica patriottica che dilagava anche a sinistra. In nome di un’idea altissima di umanità senza confini nazionali e di giustizia sociale come unica bussola, egli contesta frontalmente l’intoccabile, sacra e mendacissima parola, “patria”: «Per noi, patria ha esclusivamente significato se equivalga a libertà, ad autonomia di un popolo che vuole dettarsi proprie leggi. Perciò ci è indifferente se vuol dire semplicemente sostituire un padrone a un altro eguale per la classe lavoratrice […] non esiste per noi una sola patria, come sembra a voi, ma noi siamo per la libertà di tutte le patrie, a cominciare da quelle che noi abbiamo violate: la Tripolitania e la Cirenaica». Prefazione di Tommaso Montanari.

