Moretti & Vitali
Ninfa in labirinto. Epifanie di una divinità in fuga
Susanna Mati
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 152
La ninfa. Il suo carattere inafferrabile emerge in questo libro da un excursus in cui si susseguono momenti filosofici e luoghi poetici. La sua figura misteriosa e appariscente si specchia nell'andamento narrativo del testo. Invasiva e maniacale, attratta verso il basso, mobilissima e incatturabile, di questa piccola semi-divinità è forse possibile reperire un "filosofia" grazie ai concetti platonici di vita e movimento, attribuiti all'anima mundi. Attraversando la distesa delle sue successive incarnazioni femminili (Kore, Clizia, Arianna...), inevitabilmente si leverà una voce lirica - cantata da Porfirio, Nietzsche, Warburg, Montale... - che condurrà alfine a scorgere la drammatica reciprocità tra Ninfa e Labirinto: tra solitudine dell'anima e luogo del transito e della perdita. Da sempre incline alla discesa cosmica, questa creatura attraversa oggi un'indubitabile decadenza materiale; ma, quale emblema della Ninfa demonica, riesce ancora a costituirsi come un'inudibile, immanente musica delle sfere: il canto e il moto stesso del mondo. Premessa di Sergio Givone.
Rinascere a questa vita. Perché la resilienza non basta
Moreno Montanari
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 128
Il libro analizza dal punto di vista filosofico, psicoanalitico e spirituale i differenti scenari di senso in cui s’inscrivono i concetti di resilienza e di rinascita. Mentre la resilienza rimanda alla capacità di ritornare alla condizione antecedente all’evento che ha alterato un determinato equilibrio, la rinascita connota la capacità di agire un cambiamento in sostanziale discontinuità con il passato, che si rivela in grado di liberare forze e potenzialità d’essere precedentemente inespresse, perché imprigionate in visioni del mondo e stili di vita che ne inibivano l’emersione. Laddove la prima rischia di essere in odore di rimozione (non ci avete fatto niente, andrà tutto bene, tornerà tutto come prima) la seconda, rinascere a questa vita ma in forma nuova, fa leva sulla capacità di rielaborare l’esperienza che abbiamo attraversato grazie a un sapere dell’anima che, interrogandosi sul senso di ciò che ha vissuto, non si limita a promuovere un semplice cambiamento di mentalità, ma favorisce una vera e propria trasformazione del proprio modo di organizzare e decodificare l’esperienza esistenziale. Nuove possibilità di significato vengono così prodotte assieme a un diverso modo di sentire e di stare al mondo, maggiormente autentico e individuato. Si tratta di un processo che richiede innanzitutto di riparare le ferite originariamente inferte da un ambiente disfunzionale che, altrimenti, rischiano di confinarci ai margini della vita, in vere e proprie esistenze non vissute, emotivamente congelate, cronicamente sfiduciate, non di rado autodistruttive e sempre più spesso paralizzate da diffusi attacchi di panico, tutti fenomeni che l’autore propone di leggere alla luce della categoria clinica del trauma relazionale complesso, per provare a comprendere, e superare, il delirio d’impotenza che sembra attanagliare il nostro tempo. Prendendo avvio da un episodio autobiografico e dalla sua esperienza di analista l’autore ci guida attraverso un suggestivo percorso di morte e rinascita in questa vita che, rilanciando il senso del possibile e la cura delle sue possibilità inespresse, si rivela in grado di favorire una nuova fioritura dell’esistenza.
Salvare il futuro. Dall'homo hybris all'Homo pathos
Marco Manzoni
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 168
L'uomo può vivere senza anima e senza un senso? Ben prima della pandemia, nel mondo imperversavano cinque virus che avevano contagiato la mente e l'anima dell'uomo. L'uomo, dominato da sentimenti distruttivi quali l'avidità e l'arroganza, pensava di poter soggiogare il creato ma la pandemia ha mostrato la sua intrinseca fragilità. Un sogno, che si sta rivelando come il prossimo incubo, si è impossessato della mente umana: l'onnipotenza, la perfezione assoluta, il controllo totalizzante. Il Post Uomo, che si sostituisce a Dio e che sottomette la Terra e il Cielo: l'Homo hybris. Ma è ineluttabile la supremazia del post umano e del disumano? La crisi sociale, ambientale, sanitaria ci chiama a una conversione interiore per salvare il pianeta e la comunità umana. Si avvicina un confronto tra il lato oscuro della Forza, l'Homo hybris, e il lato chiaro, l'Homo pathos. Homo pathos è l'uomo che sa tenere insieme mente, corpo, anima e che pone al centro della sua esistenza la relazione armoniosa - e non più il dominio - con la Terra, il Cielo, l'altro. Il libro è ispirato a questa prospettiva ed è animato da un ricco concerto di pensatori e autori tra cui Jung, Bateson, Capra, Hillman, Morin, Panikkar, papa Francesco, Màdera, Magatti, Magris, Veca, Zoja, Hillesum, Kristeva, Ortese, Vegetti Finzi, Zambrano, che, in un dialogo di senso con l'autore, orientano verso il nuovo paradigma.
Sottovuoto. Cinquantadue sonetti
Marcello Marciani
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 128
Abbattendo le convenzioni dello spazio-tempo, l'autore si rivolge alla sua donna scomparsa e ne resuscita la presenza con la "grazia" di una parola possente e insieme tenera, che cesella un canzoniere di sonetti uniti fra loro in compatta tensione poematica, dove lo slancio lirico non solo ripercorre le stagioni private dell'amore e del dolore ma riflette sull'esperienza vitale collettiva ad esse successiva o precedente. In tal modo la memoria amorosa diventa indagine etica sul presente, sguardo critico su parvenze e ritualità sociali, connessioni virtuali e paralisi da pandemia, ma anche condivisione di drammatiche vicende storiche e proiezione panica di fenomeni naturali, colti nella cangiante bellezza delle stagioni. La lingua usata, fitta di elementi gergali, neologismi e dialettismi, e la varietà degli schemi e delle infrazioni sperimentali in cui la forma classica del sonetto viene sottoposta, riflettono, a livello linguistico e metrico, l'incessante ricerca di quella "oltranza" di natura esistenziale e metafisica che prova a sconfiggere lo strazio della morte con le armi affilate di una poesia che conserva "sottovuoto", nella precisione geometrica della gabbia del sonetto, quell'alimento interiore necessario a nutrire la memoria e la vita futura.
Il violino di Anassimandro
Paolo Barbieri
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 104
Una dedica, un segnalibro e alcune note musicali disegnate sui margini delle pagine con i frammenti di Anassimandro nel primo volume dei "Presocratici" di Diels e Kranz, acquistato su una bancarella di libri usati, attirano l'attenzione di uno studioso. Perché invece di una sottolineatura lo sconosciuto possessore del libro ha usato le note musicali? E perché proprio nella pagina dove è riportata la famosa sentenza del filosofo greco tramandata da Simplicio: «Anassimandro... ha detto... che principio degli esseri è l'infinito (ápeiron) ... da dove infatti gli esseri hanno l'origine, lì hanno anche la distruzione secondo necessità, poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo»? Il protagonista del romanzo si interroga sui possibili legami tra la musica e la filosofia senza dimenticare la poesia e, soprattutto, l'amato Leopardi. Inizia così la ricerca dell'autore di quelle strane sottolineature partendo dalla dedica attraverso la quale è possibile conoscere nome e cognome e da un vecchio segnalibro con l'orario scolastico che induce a credere sia stato un docente di liceo. L'indagine che segue si trasforma anche in un percorso della memoria attraverso le strade e i luoghi di una città dove il protagonista aveva vissuto in gioventù e dove solo da pochi anni ha fatto ritorno. Il volume è completato da un testo teatrale "La strana passeggiata di un flâneur".
Risposta a Dante. Inventio 1
Giorgio Moschetti
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 104
Ogni incontro, letterario ma non solo, se davvero è un incontro, è generativo. Se qualcosa abbiamo ricevuto, qualcosa dobbiamo restituire, lo dobbiamo alla fatica dell’Autore. Questa Risposta a Dante di Giorgio Moschetti è una minuscola risposta all’insegnamento del Poeta, alla luce di quanto lui stesso scrive a Cangrande della Scala nella Epistola XIII: ...il fine di tutto l’insieme e della parte consiste nell’allontanare i viventi in questa vita dallo stato di infelicità e condurli allo stato di felicità. Possiamo opporci con protervia al pieno fiorire della persona, possiamo volerci perdere a tutti i costi. La condizione inferno potrebbe essere un radicale, orgoglioso e impenitente no alla vita. Raro, ma non troppo. Più spesso l’amore per la vita è presente in noi, ma ne siamo poco accorti, ce ne dimentichiamo, lo trascuriamo. La condizione purgatorio potrebbe essere la nostra vita quotidiana. Infine, talvolta, per merito o forse per fortuna, accediamo alla pienezza, viventi usciamo dal tempo, accediamo al reale, alle “cose come stanno”, al “sacro sì” di cui parla Nietzsche, talvolta addirittura alla felicità: la condizione paradiso. Quindi Inferno, Purgatorio e Paradiso come nostre possibilità in hac vita. L’Autore, memore dell’insegnamento impartitogli in giovinezza dalle Invenzioni a due voci di Johann Sebastian Bach, intitola Inventio ogni capitolo della sua Risposta a Dante. Non sa dire altro sulla forma che essa assumerà. Non sa fin dove gli sarà concesso spingersi. Comincia e ringrazia di poterlo fare. Il resto non è nelle sue mani.
L'amore che precede
Sergio Finzi
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 184
I due culmini della sessualità umana, nell'infanzia e nella maturità, pongono al soggetto il problema del suo confronto con il tema della generazione. Questo confronto è traumatico. A quattro anni la struttura del "luogo della fobia" ne tempera il primo impatto. L'epoca dell'adolescenza fa paradossalmente emergere la permanenza di un'istanza di conservazione e restaurazione delle "teorie sessuali dei bambini" alle quali la psicoanalisi consente di guardare come a una Scienza segreta dell'Amore che salva l'errore dalla tirannia della verità. L'autore sottolinea come una psicoanalisi capace d'intendere il significato delle teorie sessuali dei bambini, così come la centralità del luogo della fobia, fondamenti della strutturazione del soggetto, sia utile per la comprensione di modalità psicotiche da cui tutti siamo abitati.
La via labirintica. Percorsi iniziatici nel mito, nel rito e nella clinica psicoanalitica
Andrea Calvi
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 200
Nella “Villa dei Misteri”, a Pompei, è conservato un affresco meraviglioso e misterioso, che sembra illustrare una iniziazione orfica. Osservando le immagini arriviamo a scorgere un ragazzo assorto, con lo sguardo perduto dentro a uno specchio concavo. Dietro di lui una maschera che raffigura Dioniso si riflette in quello specchio e negli occhi del ragazzo, dando vita all’identificazione col dio. Passa il tempo ma l’immagine di quel rispecchiamento continua a interrogarci: cosa vediamo quando ci guardiamo dentro? Quali presenze, quali energie animano l’inconscio rispecchiandosi, deformate, sulla superficie dei nostri pensieri? Esiste una via percorsa da tempo immemorabile, una via che comprende in sé l’intuizione che tutto è vivo e tutto può riguardarci, una via che chiede attenzione, responsabilità e cura del circostante. È la via labirintica, il percorso iniziatico che conduce all’esperienza psicologica, che è continuo e creativo rispecchiamento del sostrato inconscio emotivo e immaginale.
L'ombra. Volume 16
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 211
La nuova serie della rivista "l'Ombra" riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell'immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all'ingresso in redazione dell'A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.
Riconoscere l’Altro. Teorie e clinica
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 288
Ventidue intellettuali accettano la sfida e si confrontano sul nodo del “riconoscimento” senza esitazioni, ammiccamenti e sconti, sviluppando da un focus comune la complessità derivante dalla ricchezza della materia. Il saggio collettaneo affronta il tema utilizzando un approccio metodologico interdisciplinare e comparatistico attraverso la partecipazione di psicoanalisti, filosofi, letterati, semiologi, antropologi e di altri autori di elevato profilo intellettuale afferenti a settori disciplinari contigui alla psicoanalisi e interni all’area delle Scienze Umane. Il riconoscimento (anagnorisis in greco, agnitio in latino) è un topos cruciale nelle opere narrative: si tratta del momento in cui un personaggio viene riconosciuto nella sua vera identità da altri, come nella celebre scena del riconoscimento di Ulisse da parte di Euriclea, o comprende egli stesso la propria identità, come nel caso di Edipo. Nella relazione terapeutica, parimenti, il riconoscimento è elemento essenziale del processo di cambiamento, che si sviluppa attraverso un movimento di graduale riacquisizione di sé: solamente ri-conoscendo se stessi è, infatti, possibile procedere in modo fertile nella propria individuazione. Il testo raggiunge il suo obiettivo – provvisoriamente, aprendo nuovi interrogativi, giacché, come ricorda Blanchot, la riposta è la morte della domanda – articolando riflessioni teoriche con una rassegna di casi clinici dove il riconoscimento è colto puntualmente nel suo valore trasformativo. Testi di Lino Ancona, Paulo Barone, Stefano Candellieri, Felice Cardone, Stefano Cavalitto, Silvana Graziella Ceresa, Davide Favero, Maria Teresa Giaveri, Teresa Legato, Chiara Lombardi, Vivenne Meli, Carlo Melodia, Maurizio Nicolosi, Carola Palazzi Trivelli, Francesco Remotti, Fulvio Salza, Wilma Scategni, Carla Stroppa, Silvia Torresin, Maria Laura Trifilò, Caterina Vezzoli, Ugo Volli.
Raccontare la poesia (1970-2020). Saggi, ricordi, testimonianze critiche
Luigi Fontanella
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 760
"Con 'Raccontare la poesia (1970-2020). Saggi, ricordi, testimonianze critiche', Luigi Fontanella offre un volto riconoscibile e distinto a una folla di poeti all'apparenza enorme e assai variegata sulla quale punta la propria lente di lettore appassionato con un' intensa ricchezza di intuizioni esegetiche e di riferimenti biografici-testimoniali di godibile lettura." (Giuseppe Nicoletti, Ordinario di Letteratura Italiana, Università degli Studi di Firenze) "'Raccontare la poesia (1970-2020)' è un viaggio "personale" di uno scrittore che è, al tempo stesso, poeta e critico. Una congiuntura inscindibile di talenti che dà una forza unica alla "lettura" letteraria in grado di presentare una prospettiva a due livelli: quella di chi crea testi propri, e l'altra di chi interroga i testi altrui. Se è vero che il poeta "scrive con la speranza / di trovare una mano sconosciuta / da poter stringere / nell'oscurità", come pronunciò nel lontano 1972 Aldo Palazzeschi, il critico-poeta di questi saggi, ricordi, e testimonianze concede al suo lettore quella luce indispensabile che rischiara l'oscurità." (Anthony Julian Tamburri, Distinguished Professor of European Languages and Literatures, Queens College, City University of New York)

