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UTET

La lista di Schindler

Thomas Keneally

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2026

pagine: 400

1943. In un’Europa travolta dalla furia nazista, mentre la macchina dello sterminio procede inarrestabile, l’industriale Oskar Schindler compie un gesto silenzioso e rivoluzionario, che modificherà per sempre la nostra lettura della seconda guerra mondiale: salvare, uno per uno, più di mille ebrei destinati ai campi di concentramento. La lista di Schindler è il racconto, drammatico e necessario, di come un uomo imperfetto, affarista spregiudicato sedotto dal potere e dal profitto, riesca a ritrovare la propria umanità nel momento più buio che il mondo ricordi, trasformandosi, suo malgrado, in un eroe. Thomas Keneally dà voce a testimoni, documenti e memorie vive, intrecciando la precisione del reportage alla forza narrativa del romanzo. Ne emerge il ritratto di un’epoca segnata da un male sistematico e pianificato, ma anche la prova che la scelta individuale – un nome aggiunto a una lista, una porta lasciata aperta, una menzogna detta al momento giusto – può diventare un atto di salvezza. Attraverso pagine di dolore, coraggio e disperazione, Keneally ci restituisce non solo la cronaca di un salvataggio straordinario, ma una meditazione universale sulla dignità umana, sulla memoria e sul peso delle decisioni che definiscono ciò che siamo. A decenni dalla sua prima pubblicazione, dopo il film capolavoro di Steven Spielberg, vincitore di sette premi Oscar, La lista di Schindler rimane un’opera imprescindibile, indispensabile in ogni libreria: un monito contro l’indifferenza, un tributo a chi non ha avuto voce e a chi, come Schindler, seppe usarla per proteggere gli altri.
20,00

Pessima amica. Storia e mito dell'amicizia femminile

Pessima amica. Storia e mito dell'amicizia femminile

Tiffany Watt Smith

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 336

Ogni donna può sempre contare sulle amiche: sorelle, confidenti e alleate incrollabili più di qualsiasi relazione romantica. Ma Tiffany Watt Smith, storica delle emozioni, di fronte a questo topos si è sempre trovata a disagio, perché la sua vita è invece costellata di amicizie frustranti, lontane da quelle ideali che affollano romanzi e serie tv: brusche rotture con amiche fedelissime, altre svanite nel silenzio e nella lontananza, per non parlare dei rapporti di comodo, delle amiche invadenti o latitanti... Dopo il bestseller "Atlante delle emozioni umane", Watt Smith ha deciso così di occuparsi della più diffusa delle relazioni, che, però, a differenza di altre, più codificate, non lascia molte tracce nei documenti e negli archivi. L’amicizia tra donne un tempo non era peraltro nemmeno contemplata. Senza scomodare Aristotele, ancora nel XVI secolo Montaigne considerava le femmine incapaci di una tale affinità, prettamente maschile. Ma la realtà era un’altra: specialmente nelle classi operaie, le donne già allora si sostenevano a vicenda vivendo insieme, crescendo le une i figli delle altre e offrendosi protezione e sostegno finanziario. Watt Smith ci guida attraverso i secoli, tra i banchi del collegio e nelle celle di detenzione, nei vicinati della middle-class e tra i beduini del deserto, nelle comuni hippy e in quelle queer, per mostrarci come le amicizie femminili hanno sostenuto movimenti politici, creato spazi di libertà, protetto corpi e desideri. Intanto, ricostruisce con acume e ironia il mito dell’amicizia tra donne, mettendone alla prova i presupposti e sfatando qualche stereotipo, nella consapevolezza che tutte, a un certo punto, sono state una Pessima amica. Ma non bisogna disperarsi: l’amicizia femminile è stata prima negata, poi magnificata, infine mitizzata, stratificando un’eredità di ideali impossibili. È ora di liberarsene un po’ e ritrovare la gioia istintiva e incosciente dell’amicizia.
20,00

Le chiavi magiche. Indagini di una lettrice su Elsa Morante e i suoi romanzi

Le chiavi magiche. Indagini di una lettrice su Elsa Morante e i suoi romanzi

Ludovica Lugli

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 272

Per molti Elsa Morante è la scrittrice neorealista, seriosa e impegnata, che ci giudica dalle pagine delle antologie scolastiche. Per altri è una protofemminista, sperimentatrice di droghe sintetiche, amante impulsiva e a tratti ingestibile. In realtà, Elsa Morante fu entrambe queste cose: personaggio complesso e sfuggente, fu una donna fatta di «collere, dolcezze, risate», come scrive Cesare Garboli, una donna in «eterna discussione col mondo». Tra le leggende e i pettegolezzi, tra la cronaca mondana e le informazioni false che lei stessa diffondeva, il profilo di Morante resta in ombra. Spinta dalla curiosità e da una divorante passione di lettrice, Ludovica Lugli ha deciso allora di seguire la scrittrice romana nell’unico luogo in cui rivela davvero se stessa: i libri che ha scritto. È così che nasce questo volume prezioso, al tempo stesso indagine e apologia, giornalismo culturale e diario di lettura, condivisione tra appassionati e invito per chi esita sul limitare di un universo letterario così attuale e significativo. Dai capolavori canonizzati come La Storia e Menzogna e sortilegio alle peculiarità del Mondo salvato dai ragazzini, da L’isola di Arturo alle raccolte di racconti, dalle poesie fino alle favole per bambini, Lugli rilegge l’intera produzione morantiana, visita luoghi simbolici, ricostruisce le storie che si intrecciano intorno ai romanzi e ai suoi personaggi. E pagina dopo pagina rintraccia la voce viva dell’autrice, la interroga, la ascolta, restituendoci quella visione del mondo vibrante e disincantata che fa della sua opera una delle più moderne e controcorrente del Novecento. Leggere Le chiavi magiche è come partecipare a un bookclub, un invito ad abbracciare la lentezza, a tornare alla letteratura come esercizio di profondità. In un tempo in cui tutto sembra chiedere velocità e leggerezza, questo libro rivendica il diritto a perdersi nei labirinti delle grandi opere e dei grandi autori.
18,00

Il libro degli esseri a malapena immaginabili. Un bestiario per il XXI secolo

Il libro degli esseri a malapena immaginabili. Un bestiario per il XXI secolo

Caspar Henderson

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 496

«Il mondo è pieno di magie in attesa paziente che la nostra intelligenza si faccia più acuta.» Inizia così, con una citazione da Bertrand Russel, "Il libro degli esseri a malapena immaginabili". E tra magia e immaginazione si gioca tutto questo incredibile “bestiario per il XXI secolo”, che trae ispirazione da quei cataloghi medievali che tenevano insieme leoni e draghi, elefanti e grifoni. La differenza è che questo moderno catalogo delle meraviglie è del tutto scientifico, una rigorosa ricognizione fra gli incanti del possibile, tra animali veri che calcano la terra, dominano le foreste, solcano l’aria o abitano la profondità dei mari. Animali ignoti ai più oppure familiari, che custodiscono però segreti o misteri ancora tutti da esplorare: dalla A di axolotl, sorridente salamandra quasi aliena capace di far ricrescere interi arti recisi, alla Z di zebrafish, elegante pesciolino grazie ai cui embrioni l’uomo continua ad aumentare le proprie capacità di manipolare la vita. E in mezzo balene franche e delfini, squali goblin e macachi giapponesi, tartarughe liuto e spugne barile, civette dai baffi lunghi e tardigradi... Eppure, man mano che ci si addentra nella lettura, si ha la strana sensazione che, per quanto la nostra intelligenza ci paia ormai acutissima e i nostri strumenti si siano fatti sempre più sofisticati, le magie del regno animale non perdano un’oncia del loro potere incantatorio. Caspar Henderson riesce infatti a restituirci un mondo tanto vario e strabiliante che, se non fosse vero, a malapena riusciremmo a immaginarlo. Ci racconta di evoluzione e robot, di fotografia e di antiche religioni, di dinosauri e di viaggi spaziali, intrecciando splendido e conturbante, storia naturale e filosofia, momenti epifanici di fronte alla vastità della natura e amare riflessioni su quel che stiamo facendo al nostro pianeta. Un libro appassionante e appassionato, che usa l’animale per spiegare anche l’umano, e che usa la scienza non per smagare la meraviglia, ma per riaccenderla ancora.
28,00

Il secondo cervello

Il secondo cervello

Michael D. Gershon

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 400

Sappiamo che, per quanto il concetto possa apparire inadeguato, il sistema gastroenterico è dotato di un cervello. Lo sgradevole intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità “emozionale” superiore. È il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale. L’evoluzione ci ha giocato uno scherzetto... Il sistema nervoso enterico è una curiosità, un residuo che abbiamo conservato dal nostro passato evolutivo. Di certo, non pare qualcosa che possa attirare l’interesse di tutti, invece dovrebbe. L’evoluzione è un revisore potente. Le parti del corpo futili o non assolutamente necessarie hanno poche possibilità di farcela a superare le difficoltà della selezione naturale. Tuttavia, un sistema nervoso enterico è stato presente in ciascuno dei nostri predecessori nel corso dei milioni di anni di storia dell’evoluzione che ci separa dal primo animale dotato di spina dorsale. Quindi, il sistema nervoso enterico deve essere più di una reliquia. Il sistema nervoso enterico è, di fatto, un centro di elaborazione dati moderno e pieno di vita, che ci consente di portare a termine alcuni compiti molto importanti e spiacevoli senza alcuno sforzo mentale.
18,00

Il regno millenario degli squali. Storia e preistoria del predatore incontrastato degli oceani

Il regno millenario degli squali. Storia e preistoria del predatore incontrastato degli oceani

John Long

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 528

Se ci immaginiamo la Terra milioni di anni fa, la vediamo popolata di dinosauri feroci o lanosi mammuth (in base all’era geologica), ma ben prima di loro, nelle acque sterminate degli oceani, si era già instaurato Il regno millenario degli squali. Gli squali odierni infatti sono animali preistorici giunti fino a noi, che portano nel patrimonio genetico una storia lunghissima e impareggiata, testimonianza vivente, spaventosa e mirabolante di tutte le apocalissi che si sono abbattute sul pianeta. Immaginatevi allora uno squalo di nove metri: apre le fauci e dalla mandibola vedete spuntare una specie di sega circolare dentata. Subito dopo ecco un altro mostro della stessa grandezza, capace di rastrellare molluschi larghi un metro e ridurli in poltiglia con i suoi denti piatti. E poi un’ombra li copre entrambi, gigantesca: il terribile megalodonte, venti metri di lunghezza, una macchina di morte con enormi mascelle zeppe di denti lunghi una quindicina di centimetri. Sono tutti e tre estinti – per fortuna, direbbe qualcuno che ha visto troppi film, e sbaglierebbe. Gli squali rivestono infatti un ruolo essenziale nella regolazione della catena alimentare oceanica trasportando o riciclando sostanze nutritive da una zona all’altra, e favorendo l’equilibrio naturale necessario allo sviluppo di tutte le forme di vita, dal microscopico plancton alle gigantesche balenottere azzurre. Senza di loro, le nostre risorse marine si ridurrebbero e gli oceani morirebbero. Paleontologo e ricercatore, John Long studia gli squali da tutta la vita. Affronta il difficile presente, occupandosi delle minacce ambientali (e non solo) alla loro sopravvivenza; e ricostruisce quel glorioso passato, girando per il mondo a caccia di fossili vecchi di milioni di anni. In questo libro, il frutto del lavoro di decenni, ha raccolto ciò che finora sappiamo di questa storia lunghissima, che però ancora contiene molti segreti e misteri: se riusciremo a decodificare l’evoluzione degli squali, maestri dell’adattamento, avremo forse la chiave per sopravvivere anche noi come specie.
34,00

Jack lo Squartatore. La vera storia

Jack lo Squartatore. La vera storia

Paul Begg

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 338

Londra, autunno 1888. Nei bassifondi dell’East End, tra vicoli fangosi e catapecchie sbilenche, tra le urla degli ubriachi e i richiami delle prostitute, si aggira Jack the Ripper, lo Squartatore. Così lo chiamano gli strilloni dell’“Evening News” o dello “Standard” che si contendono i clienti agli angoli delle strade. In città non si parla d’altro. In poco più di due mesi, tra il 31 agosto e il 9 novembre, sono cinque le donne uccise e orribilmente mutilate dal suo coltello. A centotrent’anni di distanza, l’identità dell’autore di quegli omicidi rimane il grande mistero vittoriano. Quel che è certo, invece, è che Jack lo Squartatore fu molto di più di un semplice assassino. Secondo Paul Begg, uno dei massimi esperti in materia, possiamo addirittura considerarlo uno dei creatori della Londra moderna: una città che in quell’epoca traboccava di miserie e brutture di ogni tipo, denunciate sui giornali da un grande scrittore come George Bernard Shaw, ma ignorate con sufficienza dall’opinione pubblica britannica. Almeno fino ai delitti dello Squartatore, che ebbero una straordinaria risonanza mediatica, influenzando i mutamenti urbani degli anni successivi. In questa ricostruzione appassionante e documentata, grazie a una vivida descrizione degli ambienti ci immergiamo tra quei vicoli e incontriamo da vicino le vittime di Jack, i detective che gli hanno dato la caccia, i presunti colpevoli, moltiplicatisi ben presto alimentando le più svariate – e spesso fantasiose – teorie: dallo straccione al gentiluomo, dal pittore di fama al membro della famiglia reale, passando per avvocati, parrucchieri, ciarlatani, chirurghi. E attraverso l’analisi approfondita di archivi della polizia, relazioni alla camera dei Lord, carteggi inediti tra gli investigatori, ma soprattutto degli articoli di giornale del periodo, scopriamo che nella Londra vittoriana il potere della stampa, soprattutto quella popolare, era enorme. Al punto da contribuire in maniera decisiva alla creazione di una delle figure popolari più spaventose e longeve di tutti i tempi: l’archetipo del moderno serial killer.
18,00

Fra i rami. Storie, scoperte e riflessioni da una casa sull'albero

Fra i rami. Storie, scoperte e riflessioni da una casa sull'albero

Daniele Zovi

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

Per molti di noi è stato un sogno dell’infanzia: costruire una casetta su di un albero, passarci il tempo, vivere un po’ come gli animali del bosco. Anche Daniele Zovi, naturalista e scrittore di foreste e di animali selvatici, ha avuto questo sogno da bambino – e ha deciso di realizzarlo. Per osservare meglio la fauna, per cambiare punto di vista sulle piante, per sperimentare in modo diverso la pioggia, la neve, la luna piena, l’alba. Ma anche per trovare uno spazio isolato dal mondo, per intraprendere un’impresa anche spirituale, di costruzione di un luogo anche interiore. Insieme a lui, in questo prezioso libro, il lettore affronta le difficoltà concrete della costruzione, la scelta dell’albero, delle tecniche e dei materiali; incontra le persone che possono aiutare il progetto, gli esperti e i boscaioli, gli amici e i parenti; condivide le ore, le riflessioni, le sorprese e le emozioni che visitano chi si mette da solo in cima a un albero, nascosto e sicuro, a osservare la natura intorno a sé. E non può che condividere lo sgomento con cui, anche stando fermi su un singolo albero dell’altopiano di Asiago, non si può che constatare l’avanzare implacabile del cambiamento climatico causato dall’uomo. Ma se è vero che raccogliersi in uno spazio privato, tra prati e boschi, mette in risalto le brutture del mondo antropizzato che abbiamo costruito in questi decenni e la drammatica incapacità degli esseri umani di vivere in armonia con la natura e tra di loro, ci permette anche di ritrovare delle risorse che a volte dimentichiamo di avere: «Un attimo prima del momento in cui il sole si affaccia dietro i boschetti di Gallio, proprio quando ha inizio la sua luce, un brivido percorre l’erba, i cespugli, gli alberi. Le cince, i fringuelli, i codirossi cominciano i loro canti diversi tutti insieme. È bellissimo. L’alba risveglia la vita ogni giorno e porta ogni giorno il desiderio di superare l’inquietudine perché noi umani siamo fatti così, sentiamo sempre la possibilità di un nuovo inizio, siamo aggrappati alla radice del futuro e anche nel disastro non rinunciamo a progettare un mondo migliore».
17,00

La nascita di Frankenstein. Tra scienza, gotico e femminismo: da dove viene la creatura di Mary Shelley

La nascita di Frankenstein. Tra scienza, gotico e femminismo: da dove viene la creatura di Mary Shelley

Kathryn Harkup

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 352

È il 1816, l’anno senza estate. La violenta eruzione del Tambora in Indonesia ha oscurato i cieli fino in Europa e i temporali sono frequenti. Per ingannare il tempo durante una di quelle notti da tregenda, nella svizzera Villa Diodati un gruppo di amici in vacanza decide di raccontarsi storie di mostri e fantasmi. Di quel gruppo fa parte Mary Shelley. È un aneddoto che conosciamo, perché le circostanze da cui scaturirono Victor Frankenstein e la sua Creatura sono ormai nel mito, ma in questa vicenda c’è molto di più. Quello che oggi è un caposaldo del gotico moderno e dell’horror, all’epoca era infatti anche tutt’altro: fantascienza purissima, non proiettata in mondi lontani ma in quello che sembrava poter essere l’immediato futuro... Siamo alla fine del XVIII secolo, Antoine Lavoisier ha posto le basi della chimica moderna con gli studi su idrogeno e ossigeno, Luigi Galvani appende file di rane morte in giardino per investigare gli effetti dei fulmini sui muscoli e le aule di medicina straripano di studenti e curiosi interessati alla dissezione dei cadaveri dei criminali. Tutto sembra in fermento come i nuovi composti sconosciuti che si rimestano in laboratorio. Attraverso la biografia di una donna straordinaria, fra tragedie personali, battaglie politiche e rivoluzioni culturali, Kathryn Harkup ricostruisce la temperie in cui Mary Shelley concepì il suo capolavoro. Un mondo in cui la scienza era spettacolo, magia e ossessione, dove la chimica e la fisiologia si spartivano ancora il campo con l’alchimia, e tra fantastico e fantascientifico il confine era davvero labile. È qui, dove la letteratura combina alchemicamente la storia della medicina e il folklore dei morti viventi, che si compie La nascita di Frankenstein.
23,00

Non è nostra la vergogna. Il processo a mio padre, la mia lotta contro la violenza sulle donne

Non è nostra la vergogna. Il processo a mio padre, la mia lotta contro la violenza sulle donne

Caroline Darian

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 180

Il 19 dicembre 2024 Dominique Pelicot è stato condannato per aver violentato e fatto violentare da almeno cinquanta complici la moglie Gisèle, immersa nel sonno dai farmaci che lui stesso le somministrava di nascosto. Caroline Darian, figlia di entrambi, è stata al fianco della madre nei lunghi anni che hanno portato al processo, in cui tutto l’orrore era rimasto come compresso tra le mura familiari, scosse dagli interrogatori e terremotate periodicamente da nuove prove in foto e video che testimoniavano almeno un decennio di violenze. A quattro anni dall’inizio delle indagini, il processo a porte aperte ha squarciato quelle mura, le ha fatte esplodere: Caroline racconta l’inferno delle udienze passate a pochi metri dagli sconosciuti che hanno stuprato la madre, gli interrogatori al padre che continua a mentire, ma anche l’invasione mediatica della sua vita privata e le insinuazioni velenose degli avvocati difensori. E poi c’è Gisèle Pelicot, per tutti un faro, un esempio di eroismo e dignità che però può diventare un metro di paragone insopportabile se invece ti senti così fragile, sempre sul punto di andare in frantumi. Anche perché c’è una faglia tra di loro, incolmabile: Caroline è convinta, da alcune foto, che Dominique abbia drogato e violentato anche lei. La madre rifiuta questa possibilità, persino di fronte ai giudici, forse per difendere la figlia, forse perché non vuole accettare quest’ultimo abominio. Ed è qui che, incredibile, inizia un’altra storia: Caroline denuncia a sua volta il padre, affidandosi a una coraggiosa avvocata che sta cercando di unire i puntini tra Dominique e alcuni altri cold case di stupro e omicidio, avvenuti molti anni prima. E se la sua storia familiare fosse solo la fase senile di un predatore sessuale omicida? In questa vicenda di buio assoluto si fa però strada una luce, l’associazione che Caroline ha fondato, per aiutare le donne vittime di violenza e sottomissione chimica, perché abbiano la forza di dire a gran voce: Non è nostra la vergogna. Perché nessuna donna si trovi, come lei, sola di fronte all’orrore.
19,00

Autobiografia della neve. Le forme dei cristalli, la fine dei ghiacciai e altre storie da un mondo silenzioso

Autobiografia della neve. Le forme dei cristalli, la fine dei ghiacciai e altre storie da un mondo silenzioso

Daniele Zovi

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 240

«Per me la neve è una vecchia storia, una storia d’amore collettiva. C’era un periodo dell’anno in cui eravamo certi che sarebbe caduta, portando il silenzio e la gioia.» Per Daniele Zovi, nato tra le vette che incorniciano l’altopiano di Asiago, la neve fa parte del paesaggio della memoria, lo spazio fisico in cui si muovono i nostri ricordi. Quello con dar snea – come la neve viene chiamata nella lingua cimbra dell’altopiano – è un amore iniziato fin da bambino, mentre osserva i fiocchi scendere lenti, e rimasto poi costante e appassionato in una vita di lavoro da forestale. Attraverso racconti personali e leggende, studi e dati scientifici, Zovi ripercorre in queste pagine la sua educazione alpina. Seguiamo i suoi passi lungo i sentieri innevati, dalle esplorazioni sugli sci dell’adolescenza, sulle montagne di casa, alle marce militari lungo le vie della Grande guerra, dai viaggi in Russia e sulle Ande fino alle pendici dei grandi ghiacciai himalayani, dove, incastonata nei cristalli, è conservata la memoria biologica del nostro pianeta. Tra i boschi e il ghiaccio, ci ritroviamo immersi in un mondo fantastico, fragile e silenzioso, di cui, in questi ultimi tempi, abbiamo cominciato a perdere esperienza: mentre ogni anno le precipitazioni nevose diminuiscono drammaticamente, Zovi compone un’autobiografia poetica, un omaggio a un mondo ogni giorno più precario: una spedizione di recupero verso il proprio passato, e un urgente tentativo di salvaguardare la nostra storia, racchiusa nella neve.
16,50

Diritto di vivere e di morire. Una rivoluzione copernicana

Diritto di vivere e di morire. Una rivoluzione copernicana

Giovanni Fornero, Francesco Rimoli, Roberto D'Andrea

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2025

pagine: 320

È da molti anni che i tribunali, in Italia, fanno supplenza ai vuoti della politica in materia di fine vita. Il punto di non ritorno sembrava esser stato il pronunciamento del 2018 al margine del caso Cappato-Dj Fabo, in cui la Corte Costituzionale di fatto dava un anno al Parlamento per legiferare, creando «un’appropriata disciplina» che regolamentasse il suicidio assistito. Eppure non è successo: tutto è rimasto fermo, tranne le fughe in avanti di alcune regioni, che hanno sfidato il governo con (tentativi di) leggi regionali. Da ciò un inedito limbo normativo in cui il diritto di andarsene è ammesso solo in casi eccezionali, tra mille ostacoli e cavilli, incertezze interpretative delle sentenze e disuguaglianze nell’accesso alle pratiche della morte medicalmente assistita. In questo volume il filosofo Giovanni Fornero, tra i maggiori esperti del tema in Italia, chiama a raccolta Francesco Rimoli, affermato costituzionalista, e Roberto D’Andrea, giovane e brillante penalista, non solo per ripercorrere il sofferto sviluppo dei problemi del fine vita nel nostro paese, ma per interrogarsi in modo nuovo e organico sul più contestato tra i diritti: quello di morire. Parlare di “diritto alla morte”, in una società che considera quello alla vita come il più fondamentale dei diritti, può sembrare una contraddizione. In realtà, come già diceva Heidegger, la morte è la possibilità più propria, incondizionata e insuperabile dell’essere umano: quindi perché non si può disporre della propria morte così come si può disporre della propria vita? Intrecciando filosofia e giurisprudenza, Fornero, Rimoli e D’Andrea delineano – e in ciò risiede il nucleo e l’originalità del libro – una vera e propria rivoluzione copernicana teorica del rapporto tra diritto alla vita e diritto alla morte in grado di ribaltare completamente la visione tradizionale del loro rapporto.
22,00

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