Vita e Pensiero
Dove abita l'infinito. Trascendenza, potere e giustizia
Silvano Petrosino
Libro: Copertina morbida
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 104
Il potere ha sempre cercato di utilizzare la religione per i propri scopi di conquista e di auto-conservazione. E ogni religione ha dentro di sé l'attrazione per il potere e l'inclinazione a manipolare Dio. Anche la religione biblica. Anche il grande re Davide, del quale si racconta - nella Scrittura - il desiderio di costruire una casa a Dio, il Tempio. Ma Dio rifiuta: non ha bisogno di un luogo dove abitare. Abita già in uno spazio delimitato, ma dentro il popolo di Israele e nelle sue buone relazioni, quelle improntate alla giustizia. Il vero modo di servire Dio - che evita il rischio di servirsene - è dedicarsi alla giusta guida del popolo, al prendersi cura degli uomini e della creazione tutta. Attorno a questo nucleo Petrosino sviluppa una riflessione originale sui temi contigui dell'abitare, dell'ospitalità, del rapporto tra l'alto e il basso, tra il costruire e possedere. Sullo sfondo sta la polemica con il "partito di Dio" - cioè coloro che si interessano di Dio, mossi sotto sotto dall'intento di manipolarlo a proprio vantaggio - e l'intuizione dell'originalità della rivelazione biblica: l'Altissimo, l'Infinito, ha sempre a che fare con il bassissimo, con coloro che "sono a terra", con il finito. È lì che prende dimora, che lo si può trovare.
La tirannia dell'algoritmo
Miguel Benasayag
Libro: Copertina morbida
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 112
Miguel Benasayag, il filosofo e psicanalista di origine argentina che ci ha insegnato a difenderci dalle 'passioni tristi' alimentate dalla nostra società, in questo libro-intervista con Régis Meyran ci mette in guardia dal rischio che siano gli algoritmi dei Big Data a guidare le nostre democrazie. Nella vita di tutti i giorni siamo ormai messi continuamente a confronto con le 'macchine', in una interazione non più cancellabile con le nuove tecnologie: dall'uso del Gps per i nostri viaggi all'immersione ludica nella realtà virtuale, dalle relazioni personali mediate dai social network al controllo costante delle nostre azioni e dei nostri comportamenti su internet. E il punto non è tanto rifiutare questa 'ibridazione' ormai avvenuta, ma sapere come esistere in quanto umani in un tale mondo, fare in modo che, sia pure nell'integrazione utile con l'intelligenza artificiale, non vengano meno le particolarità del vivente, il suo essere imprevedibile e libero, irriducibile a una somma di informazioni, ai parametri della pura efficienza e della performance. Se questo vale sul piano individuale, è altrettanto importante prendere coscienza dell'impatto che il mondo digitale e algoritmico esercita sulle società. Stimolato da domande che tutti noi vorremmo porgli, Benasayag fa qui emergere chiaramente come anche le decisioni rilevanti a livello sociale, politico ed economico sono oggi legate alla logica lineare delle macchine, affidate ai calcoli e alla raccolta abnorme dei dati, alla gestione pseudo-razionale di un rapporto causa-effetto che non tiene conto della complessità dei 'corpi' individuali e sociali e che insidia mortalmente le nostre democrazie. Fino all'ultimo interrogativo: in questo contesto inedito e oscuro, è possibile un agire che assuma la sfida di proteggere il vivente, la cultura, la buona politica? Più che una ricetta infallibile, Benasayag propone un percorso, un itinerario di riappropriazione creativa del rapporto con l'artificiale, un insieme di 'soluzioni singolari' di piccole dimensioni e grandissimo impatto umano, qui e ora, capaci di costruire esperienze e pratiche di ibridazione con la tecnica che rispettino il vivente e la sua libertà.
Nuove chiese nella diocesi di Milano nel XX secolo. Contesto storico, repertorio, bibliografia
Giancarlo Santi
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 352
Con i suoi cinque milioni di abitanti, la diocesi di Milano è la più densamente abitata d’Italia. Nel secolo XX la popolazione è più che raddoppiata e le sue parrocchie, che attualmente sono 1108, all’inizio del secolo scorso erano poco più di 700. Per tutto il secolo XX la diocesi ambrosiana ha lavorato intensamente per costruire nuovi complessi edilizi, chiese e opere parrocchiali, allo scopo di offrire luoghi d’incontro religioso e sociale ai numerosi immigrati che, avendo trovato lavoro nelle industrie lombarde, lasciavano le regioni di origine, in prevalenza al sud, e si insediavano nelle periferie urbane di Milano, Varese, Lecco, Sesto San Giovanni e nei piccoli-medi centri del suo territorio. Fino a pochi anni fa di questo vasto cantiere erano noti solo alcuni casi, quelli riferibili ad aree urbane come Milano e Varese, a personalità ecclesiastiche come i cardinali Schuster e Montini e ad architetti di fama come Cabiati, Muzio, Gio Ponti, Mangiarotti, Caccia Dominioni, Gandolfi, Belgioioso, Gabetti e Isola. Il volume elenca le 465 chiese circa costruite nell’arco del secolo scorso per iniziativa dei vescovi che hanno governato la diocesi ambrosiana, identificate con il loro titolo di dedicazione, il Comune di riferimento e l’anno d’inizio lavori, e riporta il nome di quasi tutti i progettisti e il repertorio fotografico di quasi tutte le chiese costruite. Una vasta nota storico-bibliografica colloca il cantiere edilizio ambrosiano nel contesto delle complesse vicende che hanno caratterizzato il secolo e lo inserisce nell’azione di governo dei vescovi, cogliendo le valutazioni che la critica ha espresso in merito ad alcuni di quei nuovi edifici di culto.
La storia pubblica. Memoria, fonti audiovisive e archivi digitali
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 144
Fare storia oggi – soprattutto comprendere e raccontare il Novecento e questi primi vent’anni del nuovo millennio – non può prescindere dagli strumenti della memoria forniti dalla tecnologia. La digitalizzazione degli archivi e la rappresentazione della storia attraverso i media audiovisivi sono due realtà ormai consolidate, che contribuiscono a trasformare il racconto storico in termini, da un lato, di conservazione, circolazione e fruizione senza precedenti dei materiali e, dall’altro, di costruzione condivisa del passato e di coscienza collettiva del presente attraverso un nuovo patrimonio di conoscenze, inedite espressioni di socialità e strategie non solo culturali ma anche politiche ed economiche. Questo volume si interroga sulle conquiste e sulle evoluzioni del discorso storico alla prova dei nuovi strumenti di comunicazione e di conservazione, riunendo i contributi di storici, studiosi dei media e professionisti del settore. Ne nasce una ricognizione a tutto tondo sui cambiamenti del mestiere dello storico, chiamato a uscire dall’ambito puramente accademico per incontrare la memoria ‘pubblica’ dei protagonisti e del territorio; sul ruolo degli archivi come strumenti di storytelling e identità; sui nuovi musei ‘partecipativi’ di fronte alla sfida e alle possibilità del web; sulle modalità con cui i broadcasters audiovisivi legano la loro specificità al tema della storia. Questioni di grande risonanza attuale, che danno vita a un dibattito effervescente tra gli studiosi, ma insieme stimolano e incuriosiscono tutti noi, rendendoci consapevoli del nostro ruolo di fruitori e insieme co-narratori del racconto storico.
Le nuove dinamiche partecipative delle famiglie in Italia e in Europa
Sara Mazzucchelli, Nanetti Sara, Anna Scisci
Libro: Copertina morbida
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 200
La retorica della crisi che ha investito tutti i campi dell'umano e della società non ha risparmiato l'istituzione familiare e con essa i corpi intermedi, le reti informali e formali di impegno sociale e civile. In contro tendenza rispetto a una visione individualistica della società, il Quaderno presenta due fenomeni sociali tra loro diversi, ma accomunati da una stretta aderenza alla matrice familiare e alle forme associative. Da un lato, la ricerca che ha come oggetto le associazioni familiari nel contesto europeo intercetta le organizzazioni formate da famiglie che operano in favore degli interessi e del benessere famigliare a più livelli territoriali. Dall'altro, la ricerca incentrata sul Comitato Difendiamo i Nostri Figli affronta il complesso tema della libertà di educazione di cui è portatrice la famiglia in quanto istituzione sociale. L'accostamento di queste due prospettive, tra loro eterogenee, propone una lettura trasversale della generatività sociale della famiglia, che si manifesta attraverso la formazione di soggetti collettivi guidati da un interesse congiunto per le tematiche familiari, e inoltre mette in evidenza le potenzialità di cui la realtà familiare è portatrice in un contesto caratterizzato da contraddizioni, conflitti e transizioni. I «Quaderni del Centro Famiglia» costituiscono una collana di pubblicazioni, promossa dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia (CASRF) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che presenta, con una finalità operativa, metodologie e strumenti di ricerca e intervento nel lavoro con e per le famiglie. Il Centro Famiglia, che opera dal 1976, si occupa di ricerca scientifica sulla famiglia in ambito interdisciplinare e promuove iniziative di formazione a vario livello. Gli studiosi che ne fanno parte si riconoscono in una specifica prospettiva relazionale di comprensione della famiglia intesa come luogo costitutivo del legame tra generi, generazioni e stirpi. A essa è attribuito lo statuto di 'soggetto societario', protagonista attivo nella costruzione dell'identità personale, dell'azione educativa e delle politiche sociali. Presentazione di Giovanna Rossi.
Il welfare aziendale nel secondo dopoguerra. La Dalmine SPA (1945-1970)
Nicola Martinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 320
La Dalmine, impresa siderurgica bergamasca specializzata nella produzione di tubi senza saldatura, fin dall’epoca fascista dà vita a una vera e propria company town: case, scuole, strutture ricreative, spacci alimentari ma anche casse mutue, fondi pensione e un vasto insieme di altri interventi caratterizzano una ‘fabbrica totale’. Il volume analizza questo articolato sistema e le sue trasformazioni di fronte ai profondi cambiamenti, economici e sociali, intervenuti nel secondo dopoguerra. Gli sviluppi del welfare state e la progressiva affermazione della società dei consumi rimettono in discussione forme di assistenza consolidate e ne chiedono un profondo ripensamento. L’evoluzione di questi fenomeni, tuttavia, è meno lineare di quanto potrebbe apparire a prima vista: anche in un’impresa pubblica quale la Dalmine possono sorgere forti resistenze per evitare che la mutua interna sia assorbita dall’Inamcome previsto dalla normativa. Il ripensamento del welfare aziendale Dalmine è legato anche ai radicali rivolgimenti intervenuti nel quadro delle relazioni industriali nel passaggio dal regime alla Repubblica e poi, ancora, con la guerra fredda e l’autunno caldo. Molte strutture assistenziali, sorte come concessioni unilaterali dell’impresa, sono progressivamente contrattualizzate. In altri casi la mediazione si rivela impossibile e il welfare aziendale, pensato per pacificare la manodopera, diventa ragione di conflitto. Le opere sociali d’impresa, a lungo presentate dalla storiografia attraverso la chiave di lettura del paternalismo, emergono da questa ricostruzione come una relazione delicata e mutevole, in cui i numerosi attori in campo sono chiamati a misurarsi con i cambiamenti ambientali e, soprattutto, con le strategie, le linee di condotta e gli obiettivi delle controparti così da ricercare i termini di un possibile equilibrio di interessi.
L'economia tra il venerdì e il sabato. Le buone pratiche del cittadino consum-attore
Leonardo Becchetti
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 152
Insostenibilità ambientale, instabilità sociale, la contraddizione in termini della corsa al ribasso di prezzi e salari, il rapporto irrisolto con la burocrazia: anche prima dello shock causato dalla pandemia erano molti i segnali di pericolo provenienti da un sistema economico che oggi più che mai esige di essere rifondato su basi di maggior equità e responsabilità. In questo contesto assume rinnovata attualità la lezione dell’Economia Civile, della quale Leonardo Becchetti è uno degli interpreti più autorevoli e originali. L’iniziativa passa dunque al cittadino consum-attore, una figura inedita che ha già imparato a far ascoltare la propria voce nelle manifestazioni in difesa della Terra promosse dall’attivista Greta Thunberg, nelle varie declinazioni del ‘voto col portafoglio’, nelle tante e sorprendenti pratiche di condivisione imprenditoriale. Una sfida che investe in maniera diretta il nostro Paese, ma che è in effetti di portata globale, come globale è la crisi che ci troviamo ad affrontare. «Professore, ce la faremo?», si sente chiedere spesso Becchetti. Questo libro spiega come e perché la risposta è senza dubbio positiva. E molto incoraggiante.
Vita e pensiero. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
Storica rivista dell'Ateneo dei cattolici italiani, "Vita e Pensiero", sin dalla fondazione nel 1914, si è proposta come autorevole luogo di confronto e dibattito per la cultura del Paese. Nella consapevolezza che quella che stiamo vivendo è per tutti una stagione ricca di opportunità e rischi, da affrontare con coraggio intellettuale e gusto per la ricerca del vero, dal 2003 "Vita e Pensiero" è stata ripensata nell'impostazione grafica e nel lavoro redazionale. Oltre a temi quali lo sviluppo tecnologico e economico, il progresso delle neuroscienze e della genetica, i nuovi paradigmi della politica e delle relazioni internazionali, l'evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, dedica una particolare attenzione all'attualità, ospitando articoli e interventi di docenti dell'Università Cattolica e di significative voci "esterne", capaci di offrire chiavi di lettura originali sui fenomeni sociali e culturali di oggi e di domani.
Abuso di parola, abuso di potere
Josef Pieper
Libro: Copertina morbida
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 72
In tempi di eccessi comunicativi, di crescente irresponsabilità nei confronti della verità di ciò che diciamo e che ci viene detto, un filosofo del secolo scorso, raffinato studioso ed eccezionale divulgatore del pensiero classico, chiarisce con toni inaspettatamente profetici il percorso che ha portato a fare dell'abuso di parola il mezzo privilegiato dell'abuso di potere. Lo avevano già teorizzato fin dall'antica Grecia i sofisti, che utilizzavano la retorica per ottenere il consenso politico persuadendo anche a prezzo della verità. Ma questa corruzione della parola - la sostituzione dell'apparenza alla verità e la distruzione del dialogo leale - è un rischio storico permanente, che ha affinato sempre più le sue tecniche divenendo propaganda al servizio della tirannia e del totalitarismo, fino a lasciare spazio alla violenza, non più solo verbale. Anche se questi meccanismi sono oggi meno espliciti, non è difficile riconoscere le patologie della comunicazione del tempo presente: la prigione del virtuale, che ha svuotato le relazioni con gli altri; la noncuranza verso ciò che è vero; l'asservimento alle logiche di un potere che oggi è economico, finanziario, tecnocratico... Su questo crinale incerto, con il rischio concreto che la corruzione della parola diventi corruzione dell'umano, Pieper non si limita però a raccomandare un galateo delle parole. Forte della grande lezione dei classici ancora in grado di offrire percorsi fecondi di riflessione, egli formula qui l'invito più semplice e fondamentale: occorre tornare a prendersi cura delle parole, del loro significato che rende riconoscibile la verità, del dialogo che non ha altro fine se non lo scambio sincero. Perché una comunicazione leale verso le persone e la verità delle cose è l'habitat fertile dell'umano, ciò che ci dà senso. Come dice Roberto Mancini nella sua Prefazione: «Ascoltare e parlare sono esperienze irriconducibili al mercato e ai circuiti del potere, dunque custodire la loro autenticità è decisivo per salvare la libertà di tutti». Prefazione di Roberto Mancini.
Insegnare l'umano
Pierluigi Malavasi
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 200
Che ne è oggi dell'umano? Che cos'è vivere, essere vivi? Crescono nel mondo le disuguaglianze e il cambiamento climatico, a cui non riusciamo a trovare una soluzione comune, minaccia la sopravvivenza dell'umanità intera. Si nasce umani e si deve imparare ad esserlo spiega in questo libro il pedagogista Pierluigi Malavasi. In un mondo che cambia rapidamente, ricostruire il patto educativo tra culture e generazioni vuol dire sviluppare le relazioni della solidarietà e della pace. Significa far fiorire le persone, che non possono essere schiacciate da avidità ed egoismo. Insegnare l'umano. È la sfida da affrontare nei diversi contesti in cui si svolge la vita quotidiana. Per la libertà, la giustizia e il futuro di tutti i membri della famiglia umana. Di fronte all'odio e alle persecuzioni, ai campi di concentramento e alle guerre è necessario testimoniare valore spirituale e materiale dell'agire umano. Tra sistemi naturali e dispositivi tecnologici, insegnare la bellezza e la fragilità dell'essere al mondo chiama in causa genitori e insegnanti, politici ed economisti. Interpella chi svolge attività educative e formative, nelle aziende o nei servizi. Possiamo custodire gli altri e salvarci attraverso il rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona, specialmente di quelle 'invisibili', che vivono ai margini della società o ne sono scartate. A ciascuno è chiesto di imparare a vivere e di riscoprire ogni giorno il sentimento e la dignità dell'umano. Tra ambiguità e contraddizioni, si deve essere umani per sconfiggere la raccapricciante e brutale disumanizzazione della civiltà.
Ecologia dei media. Manifesto per una comunicazione gentile
Fausto Colombo
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 112
Cosa significa guardare ai media con un approccio ecologico? Ce lo spiega Fausto Colombo, uno dei nostri più autorevoli sociologi della comunicazione, in questo suo libro dove analisi critica e prospettiva etica si integrano in un discorso puntuale e suggestivo insieme. I media nel loro complesso appaiono un ecosistema in continua evoluzione. Come ondate sempre più potenti, si riversano sul mondo prima i mezzi a stampa, poi la radio e la televisione, poi ancora la prima digitalizzazione e l’utopia di internet, per arrivare oggi alle grandi piattaforme, macchine algoritmiche la cui benzina è costituita dai comportamenti degli utenti. Un ecosistema, quest’ultimo, che produce effetti sulla vita sociale e che, oltre a offrire straordinarie opportunità, può anche letteralmente inquinare il nostro universo simbolico, come fanno i discorsi d’odio e le false verità circolanti sui social, che le piattaforme non sembrano completamente in grado di limitare. Ma praticare un’ecologia dei media significa anche preoccuparsi di agire per migliorare le relazioni interpersonali e il rapporto con il mondo attraverso i media, non limitandoci a seguire, in modo spesso ingenuo, le impronte del progresso tecnologico o delle leggi del mercato e cercando invece di reagire alla saturazione dei nostri tempi e dei nostri spazi vitali. Perché è arrivato il momento di fermare la frenesia ‘social’ e di guardare come i nostri avatar o nickname ci parlano di noi stessi in quanto umani. Dopo averci guidato attraverso le riflessioni teoriche e le pratiche quotidiane che promuovono una rinnovata sensibilità etica nell’uso dei media, Colombo ci propone un ‘manifesto per una comunicazione gentile’, dove gentile sta certamente come invito ad abbassare i toni tornando al garbo della conversazione faccia a faccia e al rispetto degli interlocutori, ma sta anche e soprattutto come richiamo alla gens cui tutti apparteniamo, alla nostra unica famiglia, la specie umana, che, sola fra tutte le specie, attraverso la comunicazione può pensare se stessa oltre il presente, in continuità con le generazioni passate e con lo sguardo aperto sulle future. Una possibilità straordinaria e preziosa, e ora fragile più che mai nelle nostre mani.
Il tecno-dragone. L’immaginario tecnologico cinese ieri, oggi e domani
Matteo Tarantino
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2020
pagine: 288
La Cina ha acquisito negli ultimi decenni una centralità crescente sul piano economico prima, e su quello scientifico-tecnologico poi. Tradendo sistematicamente le aspettative degli osservatori, la Repubblica Popolare ha imposto forme proprie del rapporto fra società e tecnologia: prima supportando lo sviluppo di Internet nel Paese, acquisendo la popolazione connessa più grande del mondo; poi sviluppando un’efficace capacità innovativa in ambiti di frangia come le biotech e i big data. Ma è stato davvero un ‘tradire le aspettative’? O piuttosto le premesse degli osservatori erano basate su premesse non condivise? Combinando analisi storico-culturologiche, storia della tecnologia e analisi sul campo, questo volume offre una prima esplorazione di alcune delle forme principali con cui la Cina appare aver elaborato storicamente il rapporto fra società e tecnologia. Nel farlo, il volume le mette a confronto coni loro equivalenti sviluppatisi all’interno della cultura di matrice cristiana. Emergono due immaginari tecnologici profondamente diversi, cui attingono tecno-mitologie incompatibili, sebbene egualmente potenti, e che tracciano orizzonti di policy significativamente divergenti. Dal rapporto con l’informatica sovietica alla storia dei molteplici tentativi di digitalizzazione della scrittura cinese, dalle parabole taoiste alle vicende degli hacker nazionalisti, fino ai paralleli fra Internet e l’oppio, il viaggio nell’immaginario tecnologico cinese offre un’inedita prospettiva su un fattore importantissimo nel definire i destini del mondo contemporaneo.

