Feltrinelli: SCINTILLE
È già domani
Silvia Salis
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 272
Silvia Salis ha imparato molto presto che il punto da cui si parte conta
Eravamo comunisti
Massimo D'Alema
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 256
Massimo D'Alema nasce dentro una famiglia comunista prima ancora che dentro un partito
Adolescenti esplosivi. Disinnesca lo scontro, ritrova tuo figlio
Stefano Rossi
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 208
Quando un figlio adolescente cambia pelle, anche il genitore è chiamato a rinnovare il suo sguardo
Spegni tutto. Vivere nell'era artificiale senza diventare robot
Alessio Carciofi
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 240
La tecnologia non è il nemico
Lo Zen e l'arte di andare a funghi
Matteo Righetto
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 128
Andare a funghi non è un passatempo né una tecnica
Sotto la città. Romanzo di una fuga
Andrew Donadio, Mario Dimitrio Donadio
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 208
Il 23 febbraio 2022 Kyiv è ancora una città viva
Lo splendore e la polvere. Interviste e dialoghi
Massimo Recalcati
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 496
In questo libro il lettore potrà incontrare la parola orale di Massimo Recalcati raccolta in varie interviste e dialoghi
Non ci capisco un Picasso. Una storia dell'arte per affrontare le sfide della vita
Raffaella Arpiani
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 352
Belli i dipinti moderni, ma
Per un mondo migliore. Colloqui con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos
Jürgen Habermas
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 240
Che cosa significa dedicare un'intera vita alla filosofia? E quale ruolo può ancora avere il pensiero critico nelle società co
'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra
Pietro Grasso
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 336
Questo libro entra nell’aula bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, là dove l’Italia ha smesso di tacere. Il Maxiprocesso non è stato soltanto un evento giudiziario: è un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti, voci. Pietro Grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce – con prosa limpida e rigore assoluto – la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell’eroina, la provincia contadina alle alleanze con New York, gli sportelli bancari di Lugano ai cantieri del cemento palermitano. La narrazione segue il ritmo del dibattimento: l’ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignità ferita di chi chiede solo giustizia. Rivediamo gli investigatori che hanno pagato con la vita (Boris Giuliano, Emanuele Basile) e grandi magistrati come Falcone e Borsellino; ascoltiamo la voce delle vedove e il coraggio delle donne che si sono costituite parte civile. Davanti, nelle gabbie, l’altra faccia del Paese: i Corleonesi, i grandi trafficanti, i pentiti Buscetta e Contorno, gli insospettabili dei salotti buoni, le minacce a microfono aperto. Atti, rogatorie, intercettazioni diventano racconto vivo: laboratori sotterranei, pescherecci carichi di droga, navi fermate a Suez, conti cifrati in Svizzera, valigie di dollari sporchi arrivati dalle pizzerie del Bronx, affari con industriali e faccendieri. Intorno, una borghesia che spesso finge di non vedere, e talvolta tiene il registro. Qui la storia non cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le parole, mostrando il punto esatto in cui la verità processuale incontra (o manca) la verità storica. Questo è il racconto di come, in un’aula verde come un’astronave, l’Italia ha imparato a chiamare le cose con il loro nome. E di come quelle parole – finalmente dette – hanno cominciato a cambiare il corso della nostra storia. Il 10 febbraio 1986, dentro l’aula bunker di Palermo, il Paese impara a pronunciare la parola “mafia” guardandola in faccia: voci, carte, corpi, denaro. Il Maxiprocesso non chiede di scegliere da che parte stare: porta dove le scelte sono già costate tutto. “Ho visto lo Stato vincere non solo arrestando i mafiosi, ma rispettando la legge anche con chi ne era stato il nemico.”
Due passi per Praga con Kafka
Klaus Wagenbach
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 144
Chi vuole conoscere Franz Kafka non può fare a meno di visitare Praga. E per capirlo davvero dovrebbe imparare a camminare con lui, tra le strade della sua città, seguendo le ombre e le tracce che il suo passaggio ha lasciato sulla pietra, sui muri, nell’aria stessa. In "Due passi per Praga con Kafka", Klaus Wagenbach ci accompagna in un viaggio letterario e insieme esistenziale: una guida interiore alla città attraverso i luoghi, le parole e i tormenti di uno dei più grandi scrittori del Novecento. Non si tratta solo di ricostruire le tappe della vita di Kafka, ma di esplorare – con incedere lieve e sguardo acuto – la tensione tra realtà e immaginazione, tra spazio urbano e labirinto mentale che attraversa tutta la sua opera. Ogni tappa del percorso – dal Castello alla casa di via Celetná, dal parco Chotek alla Malá Strana – diventa occasione per interrogare il rapporto tra l’autore e il suo tempo, tra la città e il suo doppio letterario, tra il lettore e la propria inquietudine. Wagenbach intreccia storia, cronaca, riflessione e racconto personale, restituendo una Praga multiforme, visionaria e sorprendentemente contemporanea. Un libro che si legge come un taccuino di viaggio e insieme come un piccolo saggio filosofico. Un omaggio a Kafka e alla sua città, per riscoprirli insieme passo dopo passo. Kafka è Praga. E Praga è Kafka.

