La Vita Felice: Labirinti
Come il ramo di biancospino. Antologia della poesia provenzale. Testo provenzale a fronte
Piero Marelli
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2018
pagine: 248
Fu nei sontuosi castelli di Provenza, verso la fine dell'XI secolo, che si sviluppò il primo movimento poetico in lingua volgare: la lirica trobadorica o occitanica. Trovatori, così furono detti i poeti provenzali, sono coloro che "trovano", cioè compongono il testo (e talora anche la melodia) delle loro liriche, destinate a essere cantate con accompagnamento musicale, sulle note del liuto o di altro strumento a corde, davanti al raffinato pubblico di corte. Tale derivazione conferma il legame profondo fra parola e musica, 'motz' e 'sons', che fu uno dei caratteri più importanti della poesia provenzale. Il luogo dove tale poesia venne composta ed eseguita fu la corte: tale poesia può dunque essere considerata il primo esempio di poesia "cortese", che si rivolge espressamente a un pubblico scelto e aristocratico, di cui rispecchia le idealità e i comportamenti sociali.
Poema lisergico
Angelo Pellegrino
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 56
"Viviamo in un'età di distopie che s'annunciano terrificanti. Ecco allora di nuovo il bisogno di far conoscere una vecchia utopia degli anni Settanta del secolo passato. Chissà se ancora può dire qualcosa ai giovani d'oggi, che soltanto per una colpevole distorsione intellettuale possono dirsi diversi. Io li sento simili, soltanto più minacciati. Proprio per questo ancora più bisognosi di utopia di quanto lo eravamo noi che forse grazie all'utopia siamo riusciti ad arrivare sino a oggi." (Angelo Pellegrino)
Poesie. Testo tedesco a fronte
Georg Trakl
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 145
"Trakl è poeta evocatore dell'inarrestabile decadenza del mondo e di una solitudine che avvolge ogni cosa, cantore del tramonto dell'Impero asburgico, del male e della morte. 'Io anticipo le catastrofi mondiali' così scriveva all'amico Johannes Klein poco prima di morire, 'non prendo partito, non sono un rivoluzionario. Sono il dipartito, nella mia epoca non ho altra scelta se non il dolore.' Ed è proprio la discesa in un dolore privato e la totale impraticità nella vita pubblica (il suo sentirsi uno sradicato, lo straniero in una patria che si dissolve agli occhi del poeta prima di farlo sui campi di battaglia e dalle mappe geografiche e infine dai libri di storia) a renderlo tra i più enigmatici e insieme tra i migliori interpreti del proprio tempo." (Dalla prefazione di Peter Girardi)
Inni, odi, elegie. Testo tedesco a fronte
Friedrich Hölderlin
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 284
"Hölderlin è, insieme a Heinrich von Kleist e a Friedrich Nietzsche, uno dei quasi mitici rappresentanti del destino tedesco, una delle figure veramente tragiche della storia della letteratura tedesca. Nato a Lauffen sul Neckar, in Svevia, nel 1770, ossia in un'età ove l'uscente Illuminismo apriva le porte a un'iridazione di movimenti spirituali estremamente contrastati e dinamici, educato dalla madre a una religiosità intimamente pietistica che la successiva esperienza didattica nelle rigide scuole protestanti potè inaridire, ma non certo essiccare, nel razionalismo di un'astratta teologia dogmatica, Hölderlin, dotato di un'eccezionale sensibilità recettiva, rappresenta dopo Goethe e Schiller uno degli esiti più sintomatici dello spirito del secolo XVIII in Germania. Che egli appartenga alla classicità tedesca o al Romanticismo è questione che non rientra nella sua singolarissima personalità, il cui vero destino fu, al pari di Kleist e di Nietzsche, un isolamento e una solitudine intolleranti inquadramenti storici." (dalla presentazione di Sergio Lupi)
Basho zodan. Basho in frammenti
Masaoka Shiki
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 155
Il più grande maestro e innovatore dello haiku è stato Matsuo Bashò, un poeta geniale che è vissuto e ha viaggiato nel Giappone del Diciassettesimo secolo. Nessuno mai, nel corso degli anni, si era permesso di contestare questa affermazione perlomeno fino al 1894, quando un altro scrittore, di appena ventisette anni, sente di avere qualcosa di importante da dire. Masaoka Shiki è un giovane giornalista, un uomo di lettere dall'entusiasmo febbrile, e soprattutto un poeta. Dal novembre del 1893 al gennaio dell'anno successivo Shiki pubblica sul quotidiano «Nippon» venticinque frammenti letterari sotto il titolo Basho Zodan. In giapponese zodan significa un discorso in disordine, fatto senza troppa cura per la sua forma e le sue conseguenze. Ma il vero scompiglio è quello creato dal contenuto degli articoli di Shiki: nessuno fino a quel momento si era permesso di criticare gli haiku di Basho, perlopiù in termini cosi lapidari. Basho Zodan è il primo studio moderno sullo haiku e il testo che ha cambiato la storia di questo genere poetico, per la prima volta in traduzione europea.
Tra il cielo e la terra. Poesie in cinese classico. Ediz. italiana, inglese e cinese
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 217
Il mondo del poeta cinese classico è talmente diverso dal nostro! La poesia cinese è come una virtuale realtà letteraria. Le poesie ci trasportano non attraverso la narrazione, né la descrizione, bensì per mezzo dell'evocazione di congeniali esperienze sensoriali nel lettore. Creano significato musicalmente, visualmente, come un quadro, orizzontale e verticale, e come un libro. Ci sono due ostacoli alla traduzione di queste poesie per gli occidentali: la lingua e il contesto culturale. Il cinese letterario, una lingua non flessiva e non fonetica, è integrante all'arte della poesia cinese classica. La sintassi e la giustapposizione sono fondamentali alle qualità espressive della poesia. Benché il lessico ricco dell'inglese possa offrire una scelta ampia per esprimere il contenuto culturale dei testi, a volte le convenzioni restringono la posizione delle parole all'interno del periodo. D'altro canto l'italiano possiede una sintassi molto più flessibile, in grado di riportare le parole, come i caratteri originali, al loro posto iniziale. I traduttori hanno collaborato in modo stretto per recuperare le posizioni originali delle parole, per mantenere la portata evocativa dei versi. Sono riusciti a farci entrare in quel mondo così diverso unico e polivalente.
Il giardino della mente. Testo inglese a fronte
Emily Dickinson
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 192
“In Emily Dickinson, la più pura vestale della lirica metafisica d'Occidente, la vocazione alla poesia e la vocazione alla morte procedono su canali paralleli che spesso sembrano sovrapporsi e unificarsi coincidendo. Per intendere la vera e peculiare natura di tale connubio occorre partire da una premessa fondamentale di ordine biografico: un avvenimento, una situazione o una serie di situazioni dovette mettere Emily ‘in guardia’, o meglio dovette infonderle la precisa convinzione dell'Aldilà, che governa l'intero suo poema, anche se in un senso del tutto particolare e personale. È importante chiarire subito che in Emily Dickinson la poesia è appunto voce anteriore dell'Immortalità, vale a dire esercizio ascetico, preparazione al momento decisivo, finale-iniziale, all'ingresso umile e insieme sfarzoso dell'anima nel Reame del Cielo dopo il ‘soggiorno nel Possibile’” (dall'Introduzione di Silvio Ruffo).
Sonetti a Orfeo. Testo tedesco a fronte
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 137
La traduzione di Piero Marelli raccoglie l'impervia sfida a confrontarsi con un'opera "epocale", dichiarandosi subito come una frequentazione del testo di Rilke, escludendo ogni leittralità. Egli, che già si è cimentato con la traduzione delle Elegie Duinesi, ha trovato nei Sonetti il motivo di una irresistibile attrazione: il richiamo alle cose stesse, l'amore per la vicenda che unisce indissolubilmente vita e morte, la passione per le cose e l'appello a salvarne la bellezza nella scrittura non poteva non essere corrisposta da un poeta come lui, che da sempre si è chinato sulle cose, anche sulla loro lingua, anche quella più diminuita, ma insieme piena di cosalita e portentosa come il dialetto, dove riIkianamente riposa la densità dell'esperienza di generazioni. Piero è poeta epico e civile, il suo approccio e la sua rilettura delle grandi figure classiche, Antigone, Eloisa, Simone, ha sempre rivestito il tono della denuncia, della chiamata al riscatto e mai del semplice compianto o commiserazione. Esse sono state da lui rivisitate nella forma di un lamento, una condanna, un appello aderente alla realtà delle cose. Ma l'attenzione per la poesia di Rilke non è certo qui un ripiegamento in tematiche intellettualistiche né un rivolgersi all'interiorità esistenziale, come non lo sono state per Rilke stesso: Piero vuole portare con sé, nella sua poesia, quella bellezza dell'esistenza, delle cose così come sono, della loro finitezza, che egli tanto ama e a cui si tiene.
La ballata del vecchio marinaio
Samuel Taylor Coleridge
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 136
“La ballata del vecchio marinaio”, composta tra il 1797 e il 1798, rappresenta il contributo più significativo di Coleridge (1772-1834) alle “Lyrical Ballads”, pubblicate nel 1798 in collaborazione con William Wordsworth (1770-1850) e la cui celebre Prefazione è considerata il manifesto del Romanticismo inglese. Racconta la vicenda fantastica di una maledizione che cade su una nave e il suo equipaggio dopo l'uccisione di un albatro da parte di un marinaio. L'idea della trama viene da un sogno che l'illustratore George Cruikshank (1792- 1878) raccontò all'amico Coleridge. La forma metrica del testo è quella della ballata, caratterizzata da un ritmo che la rende cantabile. Sebbene il linguaggio della Ballata sia evocativo e immaginifico, concedendo ampi spazi al "sublime" romantico, e sia ricco di arcaismi, Coleridge riprende diversi motivi tipici delle ballate popolari inglese. Ad esempio la forma dialogica e la presenza del soprannaturale, il tono tragico della narrazione e lo stile elaborato. La Ballata si divide in sette parti che seguono le "tappe" del viaggio del vecchio marinaio e della sua maledizione. I principali temi della Ballata sono lo studio psicologico della colpa, della sofferenza e dell'espiazione umana.
Centosette haiku. Testo giapponese a fronte
Masaoka Shiki
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2016
pagine: 107
Shiki ha spesso affermato che un grande maestro di haiku non scriveva durante la sua vita di poeta che duecento o trecento haiku autentici. Di quelli che sono portatori di un'intuizione profonda della realtà immediata ed evidente. Di quelli che ci permettono di sentire, di sondare l'indicibile profondità, di gustare il sottile sapore dell'esistenza umana, colta nell'eternità dell'istante presente. Di quelli che traducono, senza specificare, ma solamente suggerendo l'esperienza di distacco filosofico, poetico se si preferisce, dal mondo, quando tutto diventa semplice, luminoso, meravigliosamente evidente. Quando si percepisce, molto più che il senso, l'armonia delle cose, la loro impeccabile coincidenza. Sono proprio questi haiku che Shiki compose a essere raccolti in quest'opera.
Poesie. Testo cinese a fronte
Xun Lu
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2016
pagine: 180
"Nell'opera di Lu Xun, la poesia è come un filo di seta sottile e tenace, intrecciato agli altri fili più evidenti e consistenti della narrativa e della saggistica, un filo che accompagna tutto l'itinerario creativo, dai primissimi anni degli studi a Nanchino e in Giappone, fino all'ultimo inverno a Shanghai, nell'ora buia sfiorata dal presagio dell'alba, quando già vedi 'le stelle dell'Orsa toccare l'orizzonte'. Lu Xun ha sempre considerato - o meglio, ha sempre dichiarato di considerare - la sua produzione poetica come marginale, occasionale, o troppo intima per essere offerta, tranne casi rarissimi, in lettura al vasto pubblico. Si è sempre schermito, anche sul terreno teorico, come profano in fatto di poesia. In realtà, se le sue poesie non costituiscono un corpus imponente (e il suo non è certo un canzoniere), se egli si è espresso in versi irregolarmente e quasi sollecitato dall'occasione, per lui neanche la poesia è mai semplice esercitazione letteraria o gioco elegante." (dall'introduzione di Anna Bujatti)
Il corvo. Testo inglese a fronte
Edgar Allan Poe
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2016
pagine: 104
Il corvo fu pubblicato per la prima volta il 29 gennaio 1845, sul "New York Evening Mirror". Famoso per la sua musicalità e l'atmosfera sovrannaturale, narra la cupa vicenda di un amante ancora in pena per la sua amata morta, che, mentre medita su un grande volume, a mezzanotte "con grande strepitio d'ali" riceve la visita di un corvo che non farà altro che ripetere monotonamente "Nevermore" ("Mai non più"), tracciando, verso le ultime strofe, l'apice del dolore nell'amante. Il linguaggio, le allitterazioni, le rime interne e il lessico arcaico creano un'atmosfera gotica e hanno portato all'elaborazione di numerose parodie. È ricordato soprattutto per il suo vario ma ripetuto

