Filosofia
Il primo libro di etica ambientale
Robin Attfield
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 184
L’etica ambientale è un ambito relativamente giovane della filosofia che studia i valori e i principî in base ai quali affrontare cruciali problemi ambientali quali l’inquinamento, l’estinzione delle specie viventi e degli habitat, il cambiamento climatico. In questo libro Robin Attfield ricostruisce le origini dell’etica ambientale in quanto disciplina, e si interroga sui modi in cui essa possa difendere il valore indipendente delle creature viventi, così come sull’obbligo di prendere decisioni che tengano adeguatamente conto delle necessità e degli interessi delle generazioni future. Analizzando i diversi approcci alle decisioni e ai giudizi etici, l’autore sottolinea tutta l’urgenza di adottare processi di produzione e consumo sostenibili e coerenti con la densità della popolazione terrestre, ma anche politiche volte a preservare le specie, le sottospecie e i loro habitat. Nel corso del saggio, Attfield discute diverse elaborazioni teoriche quali l’Ecologia profonda e l’Ecologia sociale, i Principî ispiratori della Giustizia ambientale e del movimento verde, l’orientamento nei confronti dell’ambiente caratteristico delle principali religioni, come delle diverse forme di culto caratteristiche delle popolazioni dell’Asia, dell’Africa e del Nord America. Analizzando l’attuale minaccia comportata dal cambiamento climatico e le proposte di ingegnerizzazione del clima, Robin Attfield dimostra come la responsabilità nei confronti dell’ambiente riguardi in fondo tutti, dagli Stati alle corporazioni ai singoli individui, e rimarca l’importanza di un’azione coordinata al fine di gestire il nostro ambiente in termini etici e sostenibili.
I volti dell'Avversario. L’enigma della lotta con l’Angelo
Roberto Esposito
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 224
Al cuore dell’Antico Testamento c’è un breve episodio, racchiuso in pochi versetti, che costituisce non solo una delle scene più famose e influenti della nostra tradizione, ma anche la soglia misteriosa attraverso cui sembra passare l’intero racconto biblico. Quei versi narrano della lotta notturna del patriarca Giacobbe con un essere non meglio identificato sulla riva del fiume Iabbòq. Un evento enigmatico, che non ha smesso di interpellare teologi, filosofi, artisti. Chi, o cosa, è questa figura con cui lotta Giacobbe: il Divino, il Male, l’Alterità assoluta o il Sé più profondo? Affrontare queste domande, come fa Roberto Esposito ne “I volti dell’Avversario”, vuol dire interrogarsi in maniera radicale sulla nostra identità, sui suoi conflitti e le sue ferite. Perché la lotta di Giacobbe ci parla di ogni lotta: anzi della Lotta come forma ineluttabile della vita. Qualcuno «lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora». Lui è il patriarca Giacobbe. Ma chi è l’Avversario – colui che lo afferra e affronta per l’intera notte? Un uomo, un dio, un angelo, un demone o la sua stessa ombra che si stacca da lui per perseguitarlo? E ciò che li stringe in un nodo insolubile è davvero una lotta? O piuttosto un incontro, un abbraccio, una danza? Di questo episodio – uno dei più celebri ed enigmatici della Bibbia – la tradizione ha dato infinite interpretazioni teologiche, filosofiche, artistiche, psicoanalitiche, senza arrivare a una risposta definitiva. Anziché proporne un’altra, Roberto Esposito moltiplica vertiginosamente le domande, convocando autori, testi, opere d’arte della grande cultura moderna che sono entrati in rapporto con la Lotta. Disvelando i volti dell’Avversario, Esposito affaccia l’ipotesi che a unire i Due sia l’Avversità stessa da cui tutti proveniamo e che non possiamo eludere perché coincide con la nostra medesima esistenza. Lottando con l’Altro, ciascuno, a partire dall’autore, lotta con se stesso, per accostarsi a una verità che continua a sfuggirgli. Senza presumere di afferrarla, resta esposto all’inevitabilità della sua assenza. E, come Giacobbe, cerca nella ferita inferta dall’Avversario le lacerazioni e le occasioni della propria vita.
Il primo libro della teoria dell'immagine
Andrea Pinotti
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 344
Viviamo circondati dalle immagini, persino immersi in esse. Grazie ai nostri dispositivi ne riceviamo e produciamo noi stessi quotidianamente più di quante ne riusciamo davvero a fruire. Trasformiamo sistematicamente ogni nostra esperienza in un’immagine da condividere, archiviare, manipolare. Per questa pervasiva presenza delle immagini dovremmo essere nella condizione migliore per comprenderle. Ma è proprio perché sono dappertutto che risulta difficile metterle a fuoco, capire come funzionano, fare un passo indietro e porle a quella giusta distanza, che sola consente un approccio critico. Questo libro offre una bussola per orientarsi nel paesaggio delle immagini: l’iconosfera. Ogni suo capitolo muove da un caso esemplare, per affrontare un problema specifico e considerare il metodo che la nostra tradizione culturale ha elaborato per risolverlo: la semiotica, la psicologia della Gestalt, il formalismo, l’iconologia, l’energetica, la fenomenologia, l’ontologia, la psicoanalisi, le teorie del figurale, la neuroestetica, la filosofia analitica della depiction, gli studi di cultura visuale, senza trascurare gli orizzonti inaugurati dalle nuove tecnologie di realtà virtuale e aumentata e di intelligenza artificiale. Conclude il volume una riflessione intorno alla spinosa questione dell’immagine astratta.
Moda. Un gioco seduttivo
Eugen Fink
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 128
Pubblicate nel 1969, queste riflessioni di Eugen Fink sono uno dei rari casi in cui la grande filosofia del Novecento affronta il tema della moda. Ad essa si attribuisce qui addirittura lo «statuto speciale» del «fenomeno-chiave», alla luce di un’indagine antropologico-filosofica in cui sfocia la formazione fenomenologica di Fink. Come in precedenza aveva fatto Georg Simmel, scorge infatti nella moda l’attuarsi delle dinamiche più profonde della forma d’esistenza propria dell’essere umano, a partire dalla capacità di accedere a una sensatezza del mondo intercettata sul suo nascere dall’apparenza. Così, pagine suggestive vengono dedicate alla “Nascita di Venere” di Botticelli, emblema di un corpo vivente che si fa espressivo grazie alla logica sottesa all’abito amplificata, anche nella sua carica erotica, dalla moda. Quest’ultima incarna pertanto quella forma del «gioco», fenomeno essenziale dell’esistenza umana, che ha il carattere della seduttività. Di conseguenza, il testo di Fink risulta in grado di descrivere la complessità della moda trasformata ormai, sul finire degli anni Sessanta, in pratica di massa.
La crisi della narrazione. Informazione, politica e vita quotidiana
Byung-Chul Han
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 120
Sono il tessuto connettivo delle nostre comunità e donano senso al mondo. Ma nella società contemporanea, le narrazioni risultano effimere e inefficaci. La loro onnipresenza non è che un sintomo, e un segnale d'allarme. Le narrazioni sono in crisi da tempo. Da bussole capaci di dare senso all'esistenza collettiva sono ormai diventate una merce come tutte le altre. Ridotte ad ancelle del capitalismo, si trasformano in storytelling e lo storytelling, ormai ubiquo, scade nella pubblicità, nel consumo di informazioni. L'accumulo di notizie ha preso, insomma, il posto delle storie. Dati e informazioni, però, frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento. A diventare impossibile è la felicità stessa. Perché la vita, con tutti i suoi imprevisti, inciampi, tentativi ed errori, incontra la pienezza solo quando può essere condivisa e tramandata all'interno di una narrazione collettiva. «Vivere è narrare. L'essere umano, in quanto animal narrans, si distingue dagli altri animali per il fatto che narrando realizza nuove forme di vita. La narrazione ha la forza del nuovo inizio. Lo storytelling, di contro, conosce solo una forma di vita, quella consumistica» (Byung-Chul Han).
Democrazia e anarchia. Il potere nella polis
Donatella Di Cesare
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 288
La democrazia è legata da un nesso indissolubile con l'anarchia. Nel tempo delle svolte autoritarie, in cui si pretende di difendere la democrazia chiudendola e murandola, questo libro muove dal pensiero radicale per guardare al mattino greco della pólis. La storia monumentale viene così decostruita grazie a un'originale rilettura delle fonti: un racconto avvincente che mette in luce le sequenze ribelli, gli scenari rivoluzionari. Pronunciata con trepido entusiasmo o con attonito disprezzo, la parola demokratía, di cui viene ripercorsa sia la storia semantica sia quella politica, indica due eventi collegati: l'ingresso del popolo alla ribalta della storia e la revoca di ogni potere che presume di essere originario. Lo spettro dell'anarchia turba la città. Lo paventano i tragici, lo registrano gli storici, lo denunciano i filosofi. L'arché di padri, proprietari, autoctoni, eredi viene profondamente minata e destituita di legittimità, mentre si inaugura lo spazio della politica. «Né comandare, né essere comandati» è il sigillo della democrazia, lo stendardo della libertà an-archica. Protagoniste di questo racconto sono le donne. È una rivolta di straniere, in fuga da violenza familiare, a far emergere, in un verso di Eschilo, il composto che indica la capacità del popolo di affermarsi. La democrazia nasce con l'accoglienza. E il dêmos non potrà mai né regredire a éthnos, fondandosi su legami di sangue e di suolo, né tanto meno soffocare il conflitto e la divisione. In un confronto serrato tra gli altri con Hannah Arendt, Claude Lefort, Cornelius Castoriadis, Reiner Schürmann, Miguel Abensour, pensatori della democrazia dopo la deriva totalitaria, Donatella Di Cesare riporta alla luce un rimosso di secoli e apre un'inedita prospettiva di ricerca sul nuovo anarchismo.
Lezioni sul metodo dello studio accademico
Friedrich W. Schelling
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2024
pagine: 158
Le "Lezioni sul metodo dello studio accademico" appartengono a uno dei periodi più intensi della produzione filosofica di Schelling, a quella vera e propria fioritura di scritti che segue il Sistema dell’idealismo trascendentale e si concentra tra gli anni 1802-1804. La sponda raggiunta dopo l’abbandono della filosofia di Kant e di Fichte è in realtà il limitare di un continente nuovo: la filosofia è divenuta organo “per tutti i possibili oggetti del sapere” e aspira a farsi “sistema di tutto il sapere”. In queste Lezioni – che si possono considerare il vero e proprio manifesto della nuova filosofia speculativa – Schelling sottopone a una critica demolitrice il modo con cui i principali settori del sapere erano stati, ed erano, coltivati. Inoltre il fatto che la loro redazione cada nel periodo della più stretta collaborazione tra Schelling e Hegel attribuisce a esse un interesse supplementare.
Maurice Merleau Ponty. L’apparire del senso
Luca Taddio
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 192
Il corpo a corpo che Luca Taddio intrattiene con Merleau-Ponty e la sua eredità ci conduce verso una filosofia della relazione: il visibile viene letto come una virtualità dell’Essere, ovvero come una dinamica continua e non esauribile che sul piano epistemologico dà forma ai due poli comunemente noti come “realtà” e “apparenza”, ma che sul livello ontologico svanisce sino a scomparire. L’Essere non può che darsi in tutte le proprie relazioni. È da questa specifica angolazione che ci viene restituita l’opera di Merleau-Ponty, attraverso una lettura che rappresenta un punto di ingresso nella filosofia allo scopo di risvegliare il senso che ci orienta e lega alle cose stesse. L’analisi della percezione, epicentro su cui gravitano le principali questioni qui affrontate, si interseca con il piano dell’Essere, mentre il senso dell’apparire viene fatto scaturire dalla nostra inscindibile relazione con il mondo. Tali questioni teoriche vengono discusse attraverso alcuni esempi – tratti principalmente dalla psicologia della Gestalt – dai quali emergono le implicazioni teoriche che regolano il rapporto apparenza-realtà. È da questo metodo di lavoro, vicino a quello di Merleau-Ponty e al suo incessante scavo critico all’interno delle scienze, che Taddio intende restituirci tutta l’attualità del suo pensiero. Una fenomenologia da cui possiamo ricavare alcuni strumenti per interrogare il mondo odierno e le sue trasformazioni. Cosa significa cogliere il senso dell’apparire come una virtualità dell’Essere? Possiamo rileggere le opere di Merleau-Ponty muovendo da questa prospettiva teorica? Luca Taddio dialoga con Merleau-Ponty attraverso lo studio della percezione a partire da un certo modo di intendere la fenomenologia come punto di ingresso nella filosofia e strumento d’analisi del sapere scientifico contemporaneo.
Il pensiero postnazista. Controstoria della filosofia. Volume Vol. 10
Michel Onfray
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2024
pagine: 384
Onfray affronta il pensiero filosofico europeo dopo la catastrofe nazista. Nel 1945, l'apertura dei campi di sterminio nazisti determina la fine di gran parte del pensiero occidentale, dalla sua prima formulazione greca fino all'Illuminismo. Una fine che consiste fondamentalmente nell'impossibilità di rispondere alla domanda fatale: come si è arrivati al rogo dell'Europa per mano nazista? Giunto al decimo volume della sua monumentale Controstoria della filosofia, Michel Onfray esamina i pensatori che forse più di tutti si sono interrogati sulla condizione umana dopo la catastrofe: Hannah Arendt, Hans Jonas e Günther Anders. Arendt, allieva e amante di Heidegger (nazionalsocialista e compiutamente nichilista), indaga il totalitarismo in tutta la sua ampiezza, insieme ad altri aspetti che hanno accompagnato la crisi della cultura europea: l'infantilizzazione degli adulti, la scienza senza coscienza e la crisi dell'educazione. Per Jonas, il mondo postnazista è messo in pericolo dallo sviluppo tecnologico, da cui - ante litteram - la necessità di una militanza ecologista per risvegliare le coscienze. Ad Anders appartengono molte delle più profonde riflessioni sull'uomo nell'età della tecnica – dalla bomba atomica allo strapotere dei media, dalla tecnologia applicata ai corpi all'ideologia capitalista: ne concluderà che «l'uomo è antiquato». Con la consueta libertà d'analisi, Onfray mette a confronto tre sistemi di pensiero nati all'ombra di Heidegger, che finiscono per convergere su quello stesso nichilismo sorto dalle macerie della propaganda nazista: senza mai però abbandonare un principio di speranza anche nel pieno dell'apocalisse.
Introduzione a Foucault
Stefano Catucci
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 224
Comprendere l’attualità attraverso le esperienze della follia, della medicina e della sessualità; ridisegnare la storia del presente mettendo in discussione i concetti tradizionali del potere, della soggettività e delle norme sociali: è questa l’avventura intellettuale di Michel Foucault, di cui Stefano Catucci ricostruisce l’originale percorso filosofico dagli esordi fino alle ultime ricerche, testimoniate non solo dai libri ma anche dalle interviste, dalle conferenze e soprattutto dai testi dei suoi corsi. Ne emerge il ritratto di un autore enciclopedico e geniale, al quale si deve la più efficace sintesi intellettuale del nostro tempo, l’immagine del presente più forte che la contemporaneità abbia saputo produrre.
Sette brevi lezioni su Aristotele
John Sellars
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 144
Il Liceo di Atene, di cui abbiamo pochi resti, è considerato a ragione uno dei luoghi più significativi dell'umanità. È il sito della scuola di Aristotele. Qui il filosofo insegnava e discuteva le risposte ai misteri più profondi della condizione umana, cambiando il modo in cui pensiamo. Oggi può essere difficile comprendere l'influenza straordinaria delle sue lezioni. Eppure le sue osservazioni sul mondo intorno a lui, unite alle sue riflessioni sulla natura della conoscenza, hanno gettato le fondamenta di tutta la scienza empirica. Il suo studio del pensiero razionale ha posto le basi della logica formale, pietra angolare dell'indagine filosofica. Il suo esame delle città-stato greche ci ha dato la scienza politica, mentre la sua analisi della tragedia rimane un pilastro dei corsi di letteratura in tutto il mondo. Il noto filosofo John Sellars ci conduce in un viaggio nel pensiero di Aristotele, mostrando come molte sue idee continuino a incidere sul modo in cui pensiamo e viviamo oggi. E ci suggerisce che tenere aperte le porte della mente alla curiosità e al desiderio di conoscere significa anche realizzare compiutamente la nostra natura umana. Le riflessioni di Aristotele, mostra Sellars, hanno oggi ancora molto da insegnarci.
Lo Zen e la cultura giapponese
Taitaro Suzuki Daisetz
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 396
«Suzuki è riuscito a dimostrare che la cultura giapponese e lo Zen sono legati intimamente, cosicché le arti giapponesi, l’atteggiamento spirituale dei samurai, lo stile di vita, la vita morale, estetica e in certa misura perfino intellettuale dei giapponesi devono il loro carattere particolare a questo fondamento Zen e perciò sfuggono alla perfetta comprensione di chi non ha familiarità con esso.» (Eugen Herrigel)

