Politica e governo
Compagne. Testimonianze di partecipazione politica femminile
Bianca Guidetti Serra
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 704
Il racconto in prima persona di cinquantuno donne che hanno partecipato alla Resistenza: una storia unica della militanza femminile in Italia. Nato come indagine sul ruolo delle donne all'interno della Resistenza partigiana, il progetto assunse un valore più alto e più ampio: un'opera pionieristica di racconto orale della militanza femminile in Italia dagli anni Venti fino agli anni Settanta. Nella storiografia resistenziale, alle donne sono state a lungo riservate le classiche appendici di due paginette nei tomi che ne contano seicento. Ma, al di là dei numeri, quella che conta è la ricchezza umana e politica di cui queste compagne furono portatrici: l'assenza di calcolo rispetto al potere e alle cariche individuali da ricoprire a Liberazione avvenuta; la concretezza antiretorica di un senso di giustizia di classe; l'astuzia e la creatività nell'escogitare tempestive soluzioni in situazioni di estremo pericolo; la modestia che fece apparire naturale non richiedere riconoscimenti per il lavoro politico svolto in circostanze così critiche. Sono questi principî e questa consapevolezza a guidare Bianca Guidetti Serra quando, circa trent'anni dopo, intuisce che è necessario ancora una volta uno sforzo autonomo delle donne per lasciare traccia della loro storia. È così che nel 1977 vede la luce "Compagne". Introduzione di Benedetta Tobagi. Con una postfazione di Santina Mobiglia.
Un altro futuro è possibile
Noam Chomsky, C. J. Polychroniou
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2025
pagine: 352
"Un altro futuro è possibile": il titolo del nuovo libro di Noam Chomsky è quanto di più impellente si possa dire sulle drammatiche sfide che oggi ci troviamo davanti, dalla crisi climatica alle ripercussioni della guerra in Ucraina fino all'aggravarsi della minaccia nucleare. Il grande pensatore vi delinea anche i contorni dell'ordine mondiale in formazione, e in particolare dell'inquietante rimonta del fascismo. Notevole interesse rivestono poi le parole con cui Chomsky, tra i maggiori linguisti di sempre, descrive l'intelligenza artificiale, i suoi rischi e le sue potenzialità. Da sempre Noam Chomsky afferma, con la stessa incrollabile convinzione che ha caratterizzato tutta la sua straordinaria vita, che l'attivismo è la chiave per costruire un mondo migliore, e "Un altro futuro è possibile" lo dimostra ancora una volta, descrivendo con profondità e chiarezza il mondo in cui viviamo e indicando l'urgenza di trasformarlo, affinché la parola «futuro» rimanga non solo ancora pronunciabile ma persino l'annuncio di un'umanità liberata.
Il suicidio della pace. Perché l'ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024)
Alessandro Colombo
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2025
pagine: 352
Dopo quasi quarant’anni dalla fine della Guerra fredda, la guerra è tornata dalla periferia al centro del sistema internazionale, costringendo l’Europa e il mondo a confrontarsi persino con il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze. Questo disincanto è il segno per eccellenza del collasso dell’ordine internazionale: un collasso che investe i rapporti diplomatici, le istituzioni internazionali, la globalizzazione economica e le norme fondamentali della convivenza internazionale – a cominciare da quelle sull’uso e sui limiti dell’uso della forza. Da qui, allora, l’urgenza di chiedersi come sia stato possibile ricadere in questa condizione, dopo le illusioni e l’euforia di soli trent’anni fa. Rinunciando come prima cosa a contrapporre una presunta età dell’oro dell’apertura e dell’ottimismo a una regressione nella chiusura e nel risentimento. E riconoscendo come, in realtà, la condizione attuale sia in larga parte figlia delle forzature, delle amnesie e dei veri e propri errori che l’ordine internazionale liberale ha accumulato già a partire dalla sua fondazione.
Libera università
Tomaso Montanari
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 136
In questo drammatico momento storico, nei campus di tutto il mondo studentesse e studenti manifestano: per il popolo palestinese, per la pace, contro il disastro climatico. In Italia, queste sacrosante proteste vengono represse con durezza dalle forze dell’ordine, mentre una campagna politica e mediatica presenta l’università come un pericoloso asilo di estremisti. Contemporaneamente, il governo guidato dall’estrema destra definanzia il sistema universitario, e prepara riforme liberticide. Non accade solo in Italia: dagli Stati Uniti di Trump all’Ungheria di Orbán, l’obiettivo è colpire l’autonomia delle università per stroncare dissenso e pensiero critico. Bisogna dunque respingere qualunque forma di irreggimentazione poliziesca, o di controllo politico: perché è dall’alto, e non già dal basso, che sono sempre arrivate, in ogni Stato, le vere e più concrete minacce alla libertà delle università. È una questione che riguarda tutti: se l’università è libera, la società è libera.
Cronache della Via della Seta. La proiezione del nuovo imperialismo cinese
Giulio Motosi
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 410
Vent'anni fa, l'ingresso di Pechino nel WTO, la svolta dell'euro in Europa e le guerre del declino americano erano i "fatti politici" che avviavano una "nuova fase strategica" perché la Cina, una potenza emersa dalle aree arretrate, spartite e sviluppate dall'imperialismo, arrivava a sfidare l'ordine postbellico e a chiedere una nuova spartizione del mondo. Il passaggio chiedeva un'attenzione specifica per le varianti e le sfumature della politica estera cinese, per il pluralismo delle scuole di pensiero, per gli adeguamenti e le variazioni nel tempo dei loro orientamenti. In assenza di un lavoro sistematico serio tra le fonti occidentali, abbiamo recensito alcune delle filiere principali dalla vasta pubblicistica in cinese. Per la prima volta un rivolgimento mondiale di enormi proporzioni scaturisce dalla "collisione imperialista" della potenza cinese. Solo il marxismo poteva prevedere con larghissimo anticipo una tale dialettica della "collisione storica" e mantenere l'attenzione, per due secoli, sul "curioso spettacolo [...] della Cina che esporta disordine nel mondo occidentale". Sarà una collisione mai vista prima nell'ordine delle classi dominanti.
Un luogo scomodo
Jonathan Littell, Antoine D'Agata
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 376
Nel 2021 Jonathan Littell e Antoine d’Agata iniziano a lavorare insieme a un libro su Babyn Yar, il luogo alla periferia di Kyiv in cui avvenne il massacro nazista del 1941. Poi il 24 febbraio 2022 la Russia invade l’Ucraina. Gli orrori di un’epoca lontana riecheggiano assordanti: lo scrittore e il fotografo ricominciano allora da un’altra prospettiva, testimoni diretti delle atrocità di una nuova guerra. Tra le cicatrici di un passato sepolto e le ferite laceranti del presente, "Un luogo scomodo" è il racconto per parole e immagini di un viaggio attraverso un’Ucraina piena di dolore, che aspira solo a una qualche forma di pace e normalità. Un luogo, che cos'è? Un luogo in cui sono successe cose, cose orribili? Un luogo concreto, di cui si sono cancellate e si continuano a cancellare le tracce, ma che rimane carico di memoria, una memoria sotterrata come lo sono stati i corpi, ripiegata sotto la terra spianata? L'Ucraina, da tanto tempo, è piena di questi «luoghi scomodi» che mettono a disagio tutti: crimini dello stalinismo, crimini nazisti, crimini dei nazionalisti, crimini russi; i massacri si susseguono su questo territorio ferito, che aspira solo a una qualche forma di pace e di normalità. Prima dell'invasione russa dell'Ucraina, Antoine d'Agata ed io avevamo cominciato a girare in lungo e in largo per Babyn Yar, il luogo in cui nel 1941 avvenne il massacro degli ebrei di Kyiv e poi di decine di migliaia di altre vittime. La guerra ha interrotto il nostro lavoro. Lo abbiamo ripreso poco dopo in un'altra forma e in un altro luogo, a Buca, la cittadina alla periferia di Kyiv divenuta tristemente famosa per le atrocità lì perpetrate dalle truppe di occupazione russe. Di nuovo un luogo dove sono successe cose; di nuovo un luogo di cui si cancellano subito le tracce. Circolare, circolare. Allora come scrivere, come fotografare quando non c'è letteralmente niente da vedere, o quasi? (J. L.)
Opere scelte. Lenin
Lenin
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 1418
L'azione del dirigente rivoluzionario Lenin, della sua lotta teorica, politica e pratica va collocata nello sviluppo del movimento operaio in una epoca particolare, nell'epoca del sorgere dell'imperialismo, un nuovo stadio dell'evoluzione della società capitalistica, della sua piena maturazione, l'epoca delle guerre mondiali e delle rivoluzioni proletarie. L'assimilazione delle battaglie per la strategia di Lenin dà forza allo sviluppo del partito-scienza, masse sterminate di giovani lavoratori nel mondo hanno bisogno di quella forza, oggi che l'ordine mondiale è entrato in crisi, con una serie di guerre locali che lo stanno sempre più incrinando. Si è aperta una nuova fase della storia mondiale che porterà a una nuova rottura generale dell'ordine. La borghesia con la sua barbarie civilizzata sarà costretta a smuovere e mobilitare miliardi di uomini e la classe dei salariati sarà costretta a prendere coscienza dei suoi interessi storici. La corsa è già iniziata. Le generazioni coscienti devono accelerare il passo per raccogliere la sfida.
Che cosa teme Israele dalla Palestina?
Raja Shehadeh
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 120
Lo Stato di Israele venne formato nel 1948, dando luogo alla Nakba o «catastrofe»: la rimozione della nazione palestinese, causa di fratture che continuano a sfociare in forme tragiche e violente anche oggi. Negli anni che sono seguiti, mentre il muro di Berlino crollava e il Sudafrica aboliva l’apartheid, il governo israeliano ha rifiutato ogni opportunità di riconciliazione con la Palestina. Ma per Raja Shehadeh, avvocato dei diritti umani e uno dei più importanti scrittori palestinesi, ciò non significa che le due nazioni non possano lavorare insieme come partner sulla strada della pace. È di questo punto di vista nuovo che oggi abbiamo davvero bisogno. «Raja Shehadeh – ci ricorda Rachel Kushner – è un salvagente in un mare di desolazione».
Geopolitica dello spazio. Storia, economia e futuro di un nuovo continente
Emilio Cozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 440
“Geopolitica dello Spazio” è il racconto di una corsa, invisibile ma ininterrotta da più di mezzo secolo, per il predominio politico ed economico dello Spazio. Da quando la missione Apollo 11 ci ha permesso di immaginare davvero la nostra esistenza al di fuori dell’orbita terrestre, prima le nazioni più forti (Stati Uniti, Russia, Cina), poi le aziende e gli imprenditori più ambiziosi del mondo hanno capito che il centro del loro potere e il futuro dei loro investimenti non si trovava sulla Terra. I signori dell’universo hanno cominciato a occuparsi di agricoltura, medicina, turismo e finanza: dalle connessioni internet della Luna alla telemedicina orbitale, dalle estrazioni minerarie sugli asteroidi fino alle coltivazioni sui deserti di Marte, lo Spazio è diventato il luogo in cui è possibile cambiare le nostre vite quotidiane. Emilio Cozzi, tra i maggiori esperti italiani di economia e politica dello Spazio, in queste pagine offre uno sguardo onnicomprensivo su un’avventura, non più relegata alla fantascienza, in cui leggere l’avvenire di ciascuno di noi.
Il suicidio di Israele
Anna Foa
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 104
Israele stava già attraversando un periodo di crisi drammatica prima del criminale attacco del 7 ottobre 2023. Grandi manifestazioni chiedevano a gran voce le dimissioni di Netanyahu e del suo governo e il paese era praticamente bloccato. La risposta al gesto terroristico di Hamas con la guerra di Gaza rischia però di essere un vero e proprio suicidio per Israele. Da un lato, infatti, abbiamo l’involuzione del sionismo, o meglio dei sionismi: da quello originario della fine del XIX secolo, passando per quello liberale e favorevole alla pace con gli arabi, fino alla crescita del movimento oltranzista dei coloni e all’assassinio di Rabin. Dall’altro, il resto del mondo ebraico – la diaspora americana e quella europea – si confronta oggi con un crescente antisemitismo che, contrariamente alla propaganda di Netanyahu, non è la stessa cosa dell’antisionismo, ma che certo dalle vicende della guerra di Gaza trae spunto e alimento. Per salvare Israele è necessario contrapporre al suprematismo ebraico, proprio dell’attuale governo Netanyahu, l’idea che lo Stato di Israele deve esercitare l’uguaglianza dei diritti verso tutti i suoi cittadini e deve porre fine all’occupazione favorendo la creazione di uno Stato palestinese. Qualunque sostegno ai diritti di Israele – esistenza, sicurezza – non può prescindere da quello dei diritti dei palestinesi. Senza una diversa politica verso i palestinesi Hamas non potrà essere sconfitta ma continuerà a risorgere dalle sue ceneri. Non saranno le armi a sconfiggere Hamas, ma la politica.
La Repubblica senza Stato. L'esilio della Costituzione e le origini della strategia della tensione
Giuseppe Filippetta
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 400
Lo Stato postfascista, invece che farsi repubblicano attuando la Costituzione del 1947, la manda in esilio. Dalla costante disapplicazione delle principali disposizioni costituzionali – e dalla simmetrica e sostitutiva applicazione di norme ereditate dal fascismo e comunque contrastanti con la Carta repubblicana – deriva la forma dello Stato centrista, che è Stato forte (dotato di assoluta supremazia sui diritti individuali e collettivi), Stato cattolico (che ai valori repubblicani sovrappone quelli della Chiesa) e Stato segreto (che condiziona le dinamiche politiche e sociali attraverso apparati occulti che operano nell’illegalità). Giuseppe Filippetta ricostruisce in tutti i loro aspetti – utilizzando documenti giudiziari e di archivio, testimonianze, film, opere letterarie e di arte figurativa, epistolari, monografie e fonti giornalistiche – le norme e le prassi attraverso le quali lo Stato, violando la Costituzione, ha represso il dissenso politico, negato i diritti sindacali e contrastato il libero esercizio dei culti acattolici e, simmetricamente, le mobilitazioni e le pratiche con le quali i movimenti collettivi hanno provato a far vivere la Repubblica e a realizzare i valori fondamentali della Costituzione. La strategia della tensione e le stragi sono state il punto di arrivo del contrasto tra Stato e Repubblica e lo strumento con il quale si è tenuto fermo l’esilio della Costituzione e si sono salvaguardati la supremazia dell’apparato statale sui diritti individuali e collettivi e l’assetto sociale ed economico garantito da tale supremazia. La Repubblica senza Stato offre una nuova interpretazione sia della nascita della Costituzione repubblicana che della sua inattuazione e mostra come proprio l’inattuazione costituzionale sia all’origine della strategia della tensione. Un’interpretazione nuova della nascita della Costituzione repubblicana. E di come la sua inattuazione sia all’origine della strategia della tensione.
Hanno vinto i ricchi. Cronache da una lotta di classe
Riccardo Staglianò
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 176
Siamo l’unica nazione in cui, dal 1990 al 2020, i salari si sono ristretti del 3 per cento invece di crescere, certifica l’Ocse. Com’è stato possibile? E com’è che questo sconcertante dato non è diventato il cavallo di battaglia di ogni forza progressista del Paese? Eppure il disastroso primato non è avvenuto per caso. È stato meticolosamente preparato, in America come da noi, dall’ideologia neoliberista che vedeva il Male in ogni intervento perequativo dello Stato. Un’offensiva di fronte alla quale la sinistra si è fatta trovare drammaticamente impreparata. Questo libro nasce da tali domande – oltre che dalla celebre affermazione di Warren Buffett sulla lotta di classe, che esiste ma è stata vinta da ultraricchi come lui. Nessuno, nel frattempo, ha preso sul serio la fotografia della nostra disfatta e ha provato a intervenire. Anzi, come peculiare contributo, l’attuale maggioranza parlamentare ha affossato la ragionevole proposta di introdurre un salario minimo che, come il reddito di cittadinanza, senz’altro non era la soluzione alle cause strutturali della nostra debolezza ma con altrettanta certezza avrebbe giovato.

